{"id":73,"date":"2016-03-03T10:40:17","date_gmt":"2016-03-03T09:40:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giubilei\/?p=73"},"modified":"2016-03-03T10:40:17","modified_gmt":"2016-03-03T09:40:17","slug":"altro-che-berlusconi-gli-agnelli-ora-controllano-20-giornali-ma-nessuno-si-lamenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/giubilei\/2016\/03\/03\/altro-che-berlusconi-gli-agnelli-ora-controllano-20-giornali-ma-nessuno-si-lamenta\/","title":{"rendered":"Altro che Berlusconi, gli Agnelli ora controllano 20 giornali ma nessuno si lamenta"},"content":{"rendered":"<p>I rumors che da qualche giorno circolano negli ambienti editoriali italiani sono diventati una certezza: il Gruppo L\u2019Espresso e Itedi hanno siglato un accordo che porter\u00e0 alla creazione di un editore unico tra Repubblica, la Stampa e il Secolo XIX.<\/p>\n<p>La notizia \u00e8 un evento storico per l\u2019editoria italiana poich\u00e9 sancisce la nascita del pi\u00f9 grande\u00a0gruppo italiano di informazione cartacea e digitale. Oltre alla due principali testate, la Repubblica e la Stampa, l\u2019accordo prevede l\u2019accorpamento sotto un unico editore dei rispettivi gruppi editoriali che comprendono decine di testate.<\/p>\n<p>Se nell\u2019estate del 2014 il Secolo XIX, quotidiano leader in Liguria di propriet\u00e0 della famiglia Perrone, era passato di fatto nelle mani degli Agnelli con la costituzione di Itedi (partecipata al 77% da FCA e al 23 dai Perrone), <strong>il nuovo accordo prevede la costituzione di una societ\u00e0 in cui la maggioranza sar\u00e0 detenuta da De Benedetti con circa il 40%, il 16% a FCA e il 5% ai Perrone<\/strong>.<\/p>\n<p>Un accordo che riguarda anche il settimanale <em>L\u2019Espresso <\/em>e i quotidiani locali di propriet\u00e0 di De Benedetti, un gruppo \u2013 si legge sul sito dell\u2019editore \u2013 da \u201c17 quotidiani locali e 1 trisettimanale, diffusi prevalentemente nel Nord e nel Centro Italia con 341,6 mila copie medie al giorno\u201d.<\/p>\n<p>Senza contare i rispettivi siti internet, le concessionarie pubblicitarie, i periodici, le radio (radio Deejay, m2o, radio Capital)\u2026 in parole povere un vero e proprio impero editoriale.<\/p>\n<p>L\u2019accordo \u00e8 destinato per\u00f2 a incidere profondamente in tutta la filiera poich\u00e9 ad oggi la famiglia Agnelli detiene una partecipazione del 16,7% in RCS mediagroup editore del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport che \u00e8 intenzionata a dismettere.<\/p>\n<p>Senza analizzare le cause che hanno portato la famiglia Agnelli a compiere questa scelta \u2013 a lungo si era parlato di un\u2019ipotesi di fusione tra La Stampa e il Corriere della Sera \u2013 gi\u00e0 sviscerate in vari articoli sia su carta che online, mi limito a commentare perch\u00e9 questo accordo non \u00e8 una buona notizia per il giornalismo italiano.<\/p>\n<p>A poche settimane <a href=\"http:\/\/www.cultora.it\/e-nato-mondazzoli-i-berlusconi-comprano-rizzoli-e-tutta-leditoria-italiana\/\">dalla fusione tra Mondadori e Rizzoli<\/a> che ha sconvolto l\u2019editoria libraia con conseguenze che vedremo nei prossimi mesi, l\u2019unione tra il Gruppo Espresso e Itedi va nella stessa direzione nel settore dei quotidiani.<\/p>\n<p>Ottimizzazione dei costi, accorpamento delle strutture, riduzione degli organici ma soprattutto diminuzione dell\u2019indipendenza dei giornali che, nonostante le rassicurazioni delle parti in causa, sono accorpati sotto un\u2019unica grande propriet\u00e0 e quindi pi\u00f9 facilmente controllabili. <strong>Rischia cos\u00ec di rimetterci il lettore che per informarsi sulle principali testate del paese deve leggere quotidiani di propriet\u00e0 di pochi grandi imprenditori che si contendono l\u2019informazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Il tutto con un cortocircuito tutto italiano: <strong>non esistono \u2013 se si eccettua Urbano Cairo che per\u00f2 detiene una piccola quota in RCS \u2013 editori puri di giornali in Italia<\/strong>. L\u2019informazione \u00e8 in mano a imprenditori che provengono da tutt\u2019altri settori e che utilizzano i giornali come strumenti per altri fini (nemmeno troppo celati).<\/p>\n<p>Per questo la scomparsa di un giornale non pu\u00f2 che essere accolta come una cattiva notizia, ma anche una fusione che accorpa sotto un\u2019unica propriet\u00e0 due dei principali giornali del paese non \u00e8 una buona novella per il pluralismo dell\u2019informazione.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.cultora.it\/altro-berlusconi-gli-agnelli-ora-controllano-20-giornali-nessuno-si-lamenta\/\">Cultora<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I rumors che da qualche giorno circolano negli ambienti editoriali italiani sono diventati una certezza: il Gruppo L\u2019Espresso e Itedi hanno siglato un accordo che porter\u00e0 alla creazione di un editore unico tra Repubblica, la Stampa e il Secolo XIX. 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