{"id":148,"date":"2021-02-14T16:01:21","date_gmt":"2021-02-14T15:01:21","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=148"},"modified":"2021-02-15T11:23:30","modified_gmt":"2021-02-15T10:23:30","slug":"marco-risi-il-cinema-sopravvivra-alla-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2021\/02\/14\/marco-risi-il-cinema-sopravvivra-alla-pandemia\/","title":{"rendered":"Marco Risi: il cinema sopravvivr\u00e0 alla pandemia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-151\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/02\/Marco_Risi-231x300.jpg\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/02\/Marco_Risi-231x300.jpg 231w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/02\/Marco_Risi.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/p>\n<p>Marco Risi, regista, sceneggiatore e scrittore, classe 1951, nato a Milano ma residente a Roma, figlio del grande Dino, icona della Commedia all&#8217;italiana. Il suo ultimo libro &#8220;Forte respiro rapido&#8221;, edito da Mondadori, racconta il rapporto con il\u00a0 padre attraverso aneddoti con i grandi del cinema e vita privata. Marco Risi, dopo film importanti come &#8220;Mary per sempre&#8221;, &#8220;Il muro di gomma&#8221;, &#8220;Fortap\u00e0sc&#8221;, uscir\u00e0 con un nuovo film dal titolo &#8220;Il punto di rugiada&#8221; e, assicura, sar\u00e0 una sorpresa. Ma ci parla anche della crisi dell&#8217;industria del cinema e delle conseguenze della pandemia in questo settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A distanza di un anno dallo scoppio della pandemia e delle sue conseguenze nei vari ambiti, come vede il futuro dell&#8217;industria del cinema?<\/strong><\/p>\n<p>Il cinema sopravvivr\u00e0.\u00a0 Vedere il cinema nelle sale, purtroppo, no. Soltanto alcuni block-buster ultramilionari usufruiranno di schermi di duecentocinquanta metri quadri e avranno il privilegio di farsi vedere nei circuiti cinematografici. Sempre di pi\u00f9 ci abitueremo a vedere i film in televisione e i televisori saranno con schermi sempre pi\u00f9 grandi.\u00a0 Saremo sempre pi\u00f9 soli, isolati, rabbiosi ed egoisti ma continueremo a vedere cinema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sicuramente la chiusura delle sale cinematografiche ha incrementato la fruizione del cinema attraverso le varie piattaforme di streaming. Cosa ne pensa di queste piattaforme e come vede il futuro degli esercenti?<\/strong><\/p>\n<p>Gli esercenti la botta finale ce l\u2019hanno avuta con il Covid. Gi\u00e0 prima non se la passavano benissimo ma i segnali di quello cui ho appena accennato si cominciavano a intravedere da qualche anno. Le sale erano diventate cimiteri per elefanti. Solo i vecchi continuavano a ostinarsi a frequentarle con una certa assiduit\u00e0. I veri trionfatori di questa situazione sono:\u00a0 Netflix, Amazon, Sky, ed altri se ne aggiungeranno. Anzi, credo che il Covid l\u2019abbiano inventato loro\u2026 si scherza, ma neanche troppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Molti pensano che l&#8217;industria del cinema e del mondo dello spettacolo abbiano un peso minore nella crisi che ci ha travolto. Perch\u00e9 secondo lei?<\/strong><\/p>\n<p>Il cinema, il teatro e in generale tutto lo spettacolo, non hanno mai goduto di grande popolarit\u00e0 a livello politico nel nostro paese. C\u2019\u00e8 stato anche qualche onorevole, se non ministro, che ha sentenziato: \u201cCon la cultura non si mangia\u201d. Parole profetiche in questo momento. Un Presidente del Consiglio della sinistra, nel suo discorso d\u2019insediamento, non pronunci\u00f2 neanche una volta la parola &#8220;cultura&#8221;, che \u00e8 sempre stata vista con fastidio, come un intralcio. Anche perch\u00e9, nel tempo, era stata quella che si era permessa di fustigare i costumi propri di quella politica: mi viene in mente Pasolini,\u00a0 Sciascia, per citarne soltanto due\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel suo ultimo libro &#8220;Forte respiro rapido&#8221; si parla molto di cinema, di set e di prime e seconde visioni in alcune sale cinematografiche di Roma che non ci sono pi\u00f9. Cosa rimpiange di pi\u00f9 del passato su ci\u00f2 di cui parla nel suo libro?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto. Rimpiango tutto. Ad un certo punto del mio libro mi\u00a0 rivolgo questa precisa domanda: \u201cEra meglio prima?\u201d e la risposta \u00e8 secca: \u201cS\u00ec, era meglio prima!\u201d . Ci ho pensato parecchio prima di darmi questa risposta ed ero anche tentato di accondiscendere, di non esagerare, spinto dal pensiero: \u201cLo dici solo perch\u00e9 eri pi\u00f9 giovane e ti sembrava tutto migliore, solo per quello\u2026\u201d. No, l\u2019ho scritto e lo ribadisco perch\u00e9 ne sono convinto e non ho neanche voglia d\u2019illustrarne gli innumerevoli esempi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 stato aiuto regista nei film di Alberto Sordi\u00a0 &#8220;Polvere di Stelle&#8221; e &#8220;Finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 guerra c&#8217;\u00e8 speranza&#8221;. Cosa ricorda con pi\u00f9 affetto di quelle due esperienze?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019aiuto regista era Carlo Vanzina, bravissimo, io ero l\u2019aiuto dell\u2019aiuto, l\u2019assistente alla regia. &#8220;Polvere di Stelle&#8221; per me \u00e8 il miglior film di Sordi da regista, un film faticosissimo, con migliaia di comparse, un caldo infernale e un divertimento eccezionale. Vedere Sordi che spiegava ai piccoli e grandi attori come dovevano dire certe battute mi ha fatto capire tantissimo sulla recitazione. E poi l\u2019emozione da pelle d\u2019oca quando \u00e8 uscito sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli di Bari, per calmare le mille comparse in platea, sedute e ormai stanche, ce l\u2019ho ancora conficcata in fronte come un proiettile di diamante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La pandemia, nonostante il suo lato tragico, ha creato molte situazioni da Commedia all&#8217;italiana. Cosa ne pensa di queste nuove abitudini e restrizioni?<\/strong><\/p>\n<p>Della pandemia a livello sociologico non ci libereremo tanto presto e ha fatto bene Enrico Vanzina a parlarne nel suo &#8220;Lockdown&#8221; all\u2019italiana.\u00a0 Solo che l\u00ec si pensava che passata la prima ondata\u00a0 tutto sarebbe finito e invece no: ci siamo accorti che non \u00e8 cos\u00ec e che dovremo continuare a farci i conti ancora per un bel pezzo, forse anni. Come si fa a girare una storia, ambientata oggi, senza tener conto, per esempio, delle mascherine: gli attori dovranno imparare a recitare con mezza faccia, sempre di pi\u00f9 con gli occhi, come nel cinema muto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel suo libro lei dedica molte pagine a Vittorio Gassman, con cui suo padre, Dino Risi, ha girato ben 16 film. Sicuramente uno degli attori che prediligeva. Quali erano gli altri?<\/strong><\/p>\n<p>Gassman, nel senso di Vittorio, era l\u2019attore feticcio di mio padre. Anzi, mio padre era Vittorio Gassman e un po\u2019 anche viceversa. Quando ero piccolo e andavo a vedere un film di mio padre con Vittorio Gassman lo riconoscevo in un sacco di scene, gags, battute e gli volevo bene come volevo bene a mio padre. Poi c\u2019erano gli altri, che amava in ugual modo ma sempre un gradino sotto al suo grande amore Vittorio. Gli altri erano: Tognazzi, Mastroianni, Sordi\u2026 quello che gli creava pi\u00f9 problemi era Manfredi: lo chiamava \u201cl\u2019orologiaio svizzero\u201d, per la sua meticolosit\u00e0, al limite della pedanteria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E&#8217; vero che suo padre considerava Pietro Germi il miglior regista?<\/strong><\/p>\n<p>Pietro Germi era il migliore della Commedia all\u2019italiana e non soltanto secondo mio padre, anche Fellini ne aveva grande considerazione. Fra le definizioni di mio padre sui \u201cmaestri\u201d, solo a Germi era toccato l\u2019appellativo di &#8220;Regista&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Suo padre, Dino Risi, era molto amico e stimava Federico Fellini. E viceversa. Cosa avevano in comune?<\/strong><\/p>\n<p>Fra mio padre e Fellini c\u2019era molta simpatia, ho avuto modo di constatarla in un incontro, casuale, nell\u2019 \u201985\u00a0 in Via Veneto. Fellini si \u00e8 seduto al nostro tavolino e i due, che non si vedevano da un bel po\u2019, prima si sono abbracciati, baciati, toccati felici di vedersi, come se si volessero veramente bene. E poi sono andati avanti a chiacchierare per un\u2019ora, ridendo come matti. Qualche giorno dopo arriva una telefonata a casa, era Fellini e pap\u00e0 dopo un po\u2019 gli chiede: \u201cMa tu ci pensi al grande traguardo?\u201d, e lui: \u201cEh, come no, continuamente\u2026\u201d . Dopo una decina di minuti, per\u00f2, si sono accorti che c\u2019era qualcosa che non tornava in quel grande traguardo: mio padre parlava della morte e Fellini della fica. Qualcuno potrebbe pensare il contrario ma and\u00f2 cos\u00ec. Dal punto di vista cinematografico non \u00e8 che avessero molto in comune, anzi: Fellini era un visionario, un artista, un genio, pap\u00e0 era pi\u00f9 attaccato alla realt\u00e0 e a sbeffeggiarla. Una cosa che li legava era sicuramente la passione per le balle, Fellini a pi\u00f9 alti livelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E&#8217; vero che Ugo Tognazzi soffriva molto la rivalit\u00e0 con gli altri attori?<\/strong><\/p>\n<p>Come no! Ci stava male, per sua stessa ammissione, e questo lo rendeva ancora pi\u00f9 simpatico. Il suo punto debole, pi\u00f9 debole degli altri, era Nino Manfredi. Quando usc\u00ec il film &#8220;Per grazia ricevuta&#8221;, che Manfredi aveva anche diretto, chiese a mio padre com\u2019era. E mio padre, conoscendo la sua debolezza, cerc\u00f2 di alleggerirgli la pillola dicendogli che la parte migliore del film era quella dove lui non c\u2019era. \u201cPeggio!\u201d disse Ugo \u201cvuol dire che \u00e8 bravo anche come regista\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono i suoi prossimi progetti?<\/strong><\/p>\n<p>Il mio prossimo film \u00e8 un progetto al quale sono legato da un po\u2019 di anni ma del quale non riuscivo a trovare la quadra. Si chiama &#8220;Il punto di rugiada&#8221;, ha a che fare con i vecchi e c\u2019entra un po\u2019 con il mio libro. Se lei s\u2019immagina una cosa triste \u00e8 fuori strada. Sar\u00e0 una sorpresa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa augura all&#8217;Italia per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019Italia faccio tanti auguri. Questo \u00e8 l\u2019ultimo treno che passa, cerchiamo di non farcelo sfilare sotto il naso e saltiamoci sopra, pagando il biglietto e senza fare i furbi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>grimaldiveronica8@gmail.com<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Marco Risi, regista, sceneggiatore e scrittore, classe 1951, nato a Milano ma residente a Roma, figlio del grande Dino, icona della Commedia all&#8217;italiana. Il suo ultimo libro &#8220;Forte respiro rapido&#8221;, edito da Mondadori, racconta il rapporto con il\u00a0 padre attraverso aneddoti con i grandi del cinema e vita privata. Marco Risi, dopo film importanti come &#8220;Mary per sempre&#8221;, &#8220;Il muro di gomma&#8221;, &#8220;Fortap\u00e0sc&#8221;, uscir\u00e0 con un nuovo film dal titolo &#8220;Il punto di rugiada&#8221; e, assicura, sar\u00e0 una sorpresa. 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