{"id":228,"date":"2021-08-08T23:14:20","date_gmt":"2021-08-08T21:14:20","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=228"},"modified":"2021-08-08T23:19:39","modified_gmt":"2021-08-08T21:19:39","slug":"il-ponte-di-renzo-piano-diventa-un-romanzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2021\/08\/08\/il-ponte-di-renzo-piano-diventa-un-romanzo\/","title":{"rendered":"Il ponte di Renzo Piano diventa un romanzo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-230\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/CARLO-295x300.jpg\" alt=\"\" width=\"295\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/CARLO-295x300.jpg 295w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/CARLO-1006x1024.jpg 1006w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/CARLO-768x782.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/CARLO.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 295px) 100vw, 295px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tre anni fa, in una giornata di pioggia alla vigilia di Ferragosto, crollava il Ponte Morandi a Genova. Morirono 43 persone che, per loro sventura, stavano percorrendolo. Il processo per quella strage \u00e8 in corso (e vede imputata la societ\u00e0 Autostrade) e nessuno pu\u00f2 dimenticare lo sgomento che provoc\u00f2 in noi quella tragedia. Nei genovesi ma anche in tutti gli italiani che in quell\u2019occasione scoprirono l&#8217;insicurezza di ponti e gallerie in cui avevano fiducia. Oggi a scavalcare il torrente Polcevera c\u2019\u00e8 il nuovo Ponte San Giorgio disegnato dall\u2019architetto Renzo Piano e costruito nel tempo record di 420 giorni. Intervistiamo Carlo Piano (giornalista, scrittore e figlio dell\u2019architetto), che ha appena pubblicato per E\/O un romanzo che racconta l\u2019epopea della costruzione del nuovo viadotto. Si intitola <em>Il cantiere di Berto<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Da dove nasce l\u2019idea di questo romanzo?<\/strong><\/p>\n<p>Ho voluto raccontare l\u2019impresa del ponte attraverso gli occhi di uno dei mille che ci hanno lavorato. Il geometra Berto di Certosa: un uomo qualunque, stempiato e con un po\u2019 di pancetta, che diventa straordinario nella coralit\u00e0 del cantiere. Tra mugugni e orgoglio, che a Genova non \u00e8 mancato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa racconta?<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Racconta il passaggio dal lutto e lo smarrimento della citt\u00e0 fino al riscatto della costruzione seguendo il crescere delle diciotto pile, che germogliavano sul greto del Polcevera. \u00c8 anche una trasformazione nella vita del geometra Berto, che incontra una donna e un cane senza nome. E poi mi hanno ispirato i pensionati che si assiepavano sulle alture per seguire i lavori\u2026<\/p>\n<p><strong>I pensionati?<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Mi sono sempre chiesto perch\u00e9 gli anziani preferiscano i cantieri piuttosto che la partita di calcio in tv o lo scopone con gli amici. Si potrebbe sbrigativamente rispondere che \u00e8 un espediente per ingannare il tempo, ma non basta: la radice deve essere profonda. Credo che lo spettacolo del cantiere incanti perch\u00e9 \u00e8 un mondo che muta, dove il domani \u00e8 sempre diverso. Come se l\u2019incompiutezza contenesse una promessa.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 il cantiere?<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Come le dicevo c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di magico e ottimistico in qualsiasi cantiere. E nel cantiere di un ponte a maggior ragione: un ponte collega, unisce per mestiere. Il ponte \u00e8 anche una metafora ancestrale: si dice tagliare i ponti, fare ponti d\u2019oro\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si parla anche del disastro delle autostrade liguri\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Un disastro che \u00e8 stato scoperchiato dalla tragedia del ponte e che ancora imprigiona chiunque passi per la Liguria. Come scriveva Leo Longanesi: alla manutenzione, l&#8217;Italia preferisce l&#8217;inaugurazione. E spesso le conseguenze sono funeste. Il cruccio che tormenta Berto \u00e8 proprio questo: chi si prender\u00e0 cura del suo ponte? Chi lo sapr\u00e0 amare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come definirebbe il genere del libro?<\/strong><\/p>\n<p>Mah\u2026 non \u00e8 un libro d\u2019inchiesta giornalistica. Piuttosto un romanzo che racconta un\u2019avventura, con anche qualche colpo di scena. Lo sfondo su cui si dipana la storia \u00e8 per\u00f2 reale: dai dettagli tecnici di costruzione del viadotto, le difficolt\u00e0 incontrate verso l\u2019inaugurazione, alle inchieste della magistratura, i processi in corso, e alle passerelle dei politici che nel corso di due anni ne hanno sparate di ogni genere\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 trattato di un cantiere speciale\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Sotto vari aspetti. Si trattava di salvare una citt\u00e0 rimasta tagliata fuori dai collegamenti con il Nord Italia e con l\u2019Europa. Una citt\u00e0 che \u00e8 anche il principale porto italiano che rischiava di fallire. Speciale anche perch\u00e9 erano due cantieri in uno: mentre si demolivamo i resti del Ponte Morandi nello stesso tempo si costruivano le pile del nuovo viadotto. Tutto questo per cercare di abbreviare i tempi, \u00e8 stata una disperata corsa contro il tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anche i numeri fanno impressione\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Ha partecipato l\u2019Italia intera. L\u2019acciaio dell\u2019impalcato proveniva da Sestri Ponente, da Castellammare di Stabia e dalle officine di Valeggio sul Mincio. Ce ne sono volute 24.000 tonnellate, tre volte quello utilizzato per erigere la torre Eiffel. Di calcestruzzo, necessario per le diciotto pile e la soletta stradale, ne sono stati usati quasi 70.000 metri cubi. Quanti bastano per un grattacielo e mezzo delle dimensioni dell\u2019Empire State Building.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Calcestruzzo, acciaio ma anche l\u2019idea di suo padre.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un materiale impalpabile ad animare di poesia questo vascello chiaro che, chiedendo educatamente permesso, scavalca passo dopo passo la Valpolcevera.\u00a0 Parliamo di un ponte fatto di acciaio, ma forgiato nel vento che spazza questa vallata. Si affacciano alla memoria i versi di <em>Litan\u00eca<\/em> di Giorgio Caproni: <em>Genova di ferro e aria, mia lavagna, arenaria.<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><strong>Di quale materiale sta parlando precisamente?<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Questa materia si chiama luce. Scendendo dal Piemonte e dalla Lombardia sul ponte San Giorgio si squaderna il mare luccicante e sfolgora la luce accogliente del Mediterraneo. Di questo grande lago salato che \u00e8 anche un brodo di culture, da quelle nordiche a quelle orientali, arabe e africane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-234\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/RENZO-1-228x300.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/RENZO-1-228x300.jpg 228w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/RENZO-1-768x1011.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/RENZO-1.jpg 778w\" sizes=\"(max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><strong>Secondo lei quale \u00e8 stato il segreto dell\u2019impresa?<\/strong><\/p>\n<p>In cantiere s\u2019intrecciavano mille vite. Vite di uomini non illustri riannodavano la citt\u00e0 e quel nodo le rendeva coralmente illustri. Credo che questo sia il segreto che ha reso possibile un\u2019impresa che definire epica non \u00e8 esagerato.<\/p>\n<p><strong>Intende dire che \u00e8 stato un successo corale?<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Dico che in questa avventura, sospesa tra strazio e speranza, hanno lavorato gomito a gomito tantissimi operai. Tra loro c\u2019era anche mio padre Renzo, l\u2019architetto che il ponte lo ha progettato, ma \u00e8 stato soltanto uno dei mille, come ama ricordare. Si sentivano i dialetti pi\u00f9 dissonanti: dal bergamasco della Val Brembana al calabrese della Sila. I <em>pota<\/em>, <em>minchia<\/em> e <em>belin<\/em> hanno accompagnato il dipanarsi della stilata componendone la colonna sonora. E poi, come nel racconto biblico della Torre di Babele, si parlava anche arabo, spagnolo, l\u2019indiano tamil. Spesso tra carpentieri si capivano a gesti che sono l\u2019esperanto del cantiere.<\/p>\n<p><strong>Lei definisce il cantiere un gesto di pace\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Edificare stempera le differenze ed \u00e8 soprattutto un gesto di pace, ma anche di solidariet\u00e0 e bellezza. Intendo la bellezza nel suo valore classico e mediterraneo di <em>kalokagath\u00eca<\/em>, dove il bello non \u00e8 vacua cosmesi ma inscindibile dal buono. Sa che hanno partecipato oltre 40 mestieri alla costruzione.<\/p>\n<p><strong>Quali?<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong>Geologi, ponteggiatori, palificatori, dronisti, esplosivisti, fuochini, demolitori, gruisti, sabbiatori, ingegneri ovviamente, verniciatori, saldatori\u2026 Nel libro sono citati tutti i mestieri che hanno collaborato assieme per rendere il sogno realt\u00e0. Una squadra straordinaria\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quest\u2019opera ha rappresentato in qualche modo un riscatto?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Vede, la costruzione del ponte ha avuto puntati addosso i riflettori dell\u2019Italia intera. Una nazione squassata dalla pandemia e dalla crisi, con un gran bisogno di immaginare il futuro oltre le mascherine. Un germoglio di speranza per un Paese che (quando ci si mette di buzzo buono) dimostra di saper fare le cose senza impaludarsi in corruzione, mafie e burocrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 anche un cane che non ha nome tra i protagonisti del romanzo.<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del racconto un nome lo avr\u00e0, ma non vi dico quale. Mi piacciono i cani, ma non quelli piccoli e dall\u2019abbaio isterico. Mi piacciono i cantieri, perch\u00e9 ogni giorno sono diversi da quello precedente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cosa pensa suo padre del <em>Cantiere di Berto<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p>Non lo ha ancora letto\u2026 nel libro lo chiamo l\u2019architetto-che-il-mondo-ci-invidia. Le sapr\u00f2 dire se la prende bene\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-231\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/PONTE-DI-BERTO-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/PONTE-DI-BERTO-194x300.jpg 194w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2021\/08\/PONTE-DI-BERTO.jpg 424w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; Tre anni fa, in una giornata di pioggia alla vigilia di Ferragosto, crollava il Ponte Morandi a Genova. 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