{"id":253,"date":"2022-03-27T12:09:47","date_gmt":"2022-03-27T10:09:47","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=253"},"modified":"2022-03-27T12:09:47","modified_gmt":"2022-03-27T10:09:47","slug":"ottavio-fabbri-il-mio-incontro-con-papa-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2022\/03\/27\/ottavio-fabbri-il-mio-incontro-con-papa-francesco\/","title":{"rendered":"Ottavio Fabbri: il mio incontro con Papa Francesco"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-255\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2022\/03\/IMG-20220326-WA0003-1-169x300.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2022\/03\/IMG-20220326-WA0003-1-169x300.jpg 169w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2022\/03\/IMG-20220326-WA0003-1.jpg 576w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/p>\n<p>Produttore\u00a0 cinematografico, pittore, scultore, regista, mecenate ma soprattutto artista. Poliedrico come pochi con un&#8217;inesauribile energia. Un&#8217;infanzia, un&#8217;adolescenza e una maturit\u00e0 scandita da incontri onirici con alcune delle figure pi\u00f9 affascinanti del nostro tempo: artisti, cineasti, attori, scrittori, cantanti, politici, intellettuali ed molto altro ancora. Un\u2019esistenza quindi trascorsa nel magico mondo del jet set nazionale e internazionale cullato dalla dolce vita del secolo scorso. Di recente anche l&#8217;incontro con Papa Francesco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Ci racconti il suo incontro con il Papa\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0 mio incontro con Papa Francesco, il 24 novembre scorso, \u00e8 stato davvero memorabile. Tempo fa dipinsi un quadro con un cielo stellato appositamente per lui e lo inviai al Vaticano a suo nome. Poco tempo dopo il Papa mi fece convocare invitandomi per un incontro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mi racconti..<\/strong><\/p>\n<p>Quando mi ricevette mi venne incontro chiamandomi &#8220;Abramo&#8221;.\u00a0 Io gli risposi che mi chiamavo Ottavio ma lui mi spieg\u00f2 che mi chiam\u00f2 cos\u00ec in quanto Dio disse ad Abramo: &#8220;Conta tutte le stelle che ci sono in cielo perch\u00e9 saranno la discendenza dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;. Essendo il mio un quadro fosforescente, lui mi disse che lo teneva in camera sua, di fronte al letto, in modo che se si svegliava di notte, al buio, c&#8217;era la luce delle stelle del mio quadro a fargli compagnia. Il quadro si intitola &#8220;Rivedere le stelle&#8221;, in quanto in questo periodo di Covid e di guerra &#8220;rivedere le stelle&#8221; \u00e8 il pi\u00f9 grande augurio che si possa fare. Inoltre \u00e8 stato un messaggio profetico di pace: quando l&#8217;ho dipinto mesi fa era inimmaginabile che ci sarebbe stata una guerra. Infine il Papa mi ha donato il rosario dicendomi che protegger\u00e0, oltre me, tutte le persone a cui voglio bene. Ora sto preparando la &#8220;Carta dei diritti del cielo&#8221; che proporr\u00f2 all&#8217;UNESCO. I diritti del cielo sono quelli di essere visti. Il cielo deve essere visto per le future generazioni e quindi \u00e8 contro l&#8217;inquinamento atmosferico e l&#8217;inquinamento luminoso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lei sta raccogliendo in un volume i suoi incontri con i personaggi pi\u00f9 interessanti al mondo. Pu\u00f2 raccontarcene qualcuno? <\/strong><\/p>\n<p>Alberto Moravia, autunno 1975. Sono le 4 del pomeriggio quando mi chiama Bermardo Bertolucci e mi chiede se pu\u00f2 venire a cena da me con Moravia. &#8220;Sai&#8221;, mi dice,\u00a0 &#8220;gli ho detto che da te si mangia molto bene. Solo che c&#8217;\u00e8 un piccolo particolare: Moravia cena alle ore 19&#8221;. Va bene, gli risposi, vi aspetto con piacere per quell&#8217;ora. Attacco il telefono e mi chiama Tonino Guerra.\u00a0 Mi dice che a Roma c&#8217;\u00e8 il grande regista Andrej Tarkovskij. &#8220;L&#8217;ho gi\u00e0 invitato a cena da te, c&#8217;\u00e8 solo un piccolo problema: Tarkovskij cena alle 22. \u00c8 un problema?&#8221;. No problem, risposi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Due cene in una sera? <\/strong><\/p>\n<p>Non sapevo che fare, considerando che non sapevo nemmeno se Moravia e Tarkovskij andassero d&#8217;accordo. Mia moglie mi sugger\u00ec di fare due turni. Il primo con Moravia-Bertolucci, il secondo con Tarkovskij-Guerra. Evidentemente si sparse la voce che questi personaggi erano a casa mia e, infatti ,dalle 19 in poi vidi arrivare, oltre che Moravia,\u00a0 Luchino Visconti, Goffredo Parise, Mario Schifano, Franco Angeli con Marina Ripa di Meana e molti altri. Alle 19.20 Moravia se ne va incazzato e a Bertolucci gli tocca anche accompagnarlo. Le ore passano liete con gli amici della Roma di quel tempo. Arrivano le 22 e arriva Tarkovskij. Spiego a Guerra la situazione complicata. Lui da grande sceneggiatore mi dice di fare finta che un corto circuito abbia fatto saltare le luci, cos\u00ec rimaniamo tutti al buio e siamo costretti ad andare al ristorante. \u00a0Geniale. Detto fatto. Tolgo la corrente e cos\u00ec restiamo tutti al buio con lo stupore generale. Ragazzi, urlai, c&#8217;\u00e8 una deliziosa trattoria sotto casa, andiamo! Andammo felici a cena tutti insieme, senza Moravia, ma con Tarkovskij in perfetto orario per la cena delle 22.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mi racconta l&#8217;incontro con Brigitte Bardot? <\/strong><\/p>\n<p>Brigitte e Gigi Rizzi. Saint-Tropez, estate 1968. Ci si sedeva al bar &#8220;Le Gorille&#8221; pi\u00f9 per stanchezza che per bere qualcosa, a qualsiasi ora del fuso orario di Saint-Tropez e del genere astronautico, della mancanza di gravit\u00e0 e coordinate spazio temporali tali da non riconoscere qualcuno visto qualche ora fa sulla spiaggia o sulla pista del Byblos. Si siede, arrivandomi dalle spalle, Gigi Rizzi: lui lo riconoscevo ovunque e comunque. Piedi nudi e foulard al collo. E poi bello, se lo diceva spesso da solo ridendo e dandosi un colpetto sulla spalla. &#8220;Ottavio&#8221;, mi disse, &#8220;devo raccontarti una bomba&#8221;.\u00a0 Dimmi Gigi, sar\u00e0 una cazzata. &#8220;Stanotte mi ha baciato fino a soffocarmi sussurrandomi &#8220;Tu es beau&#8221; e soffiandomi nell&#8217;orecchio\u2026.. Ma chi Gigi??, chiesi. &#8220;Brigitte Bardot. Ha il veleno sulle labbra, stasera la rivedo. La amo. Vieni anche tu, ci vediamo al Papagayo, lei arriver\u00e0 verso le 2 di notte&#8221;, concluse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Certo, perch\u00e9 prima di quell&#8217;ora <\/strong><strong>\u00e8 presto per andare in discoteca..<\/strong><\/p>\n<p>Infatti. Io avevo 22 anni, Gigi 24 e Brigitte 34. Quando ci troviamo Brigitte \u00e8 gi\u00e0 arrivata e Gigi ci tiene molto a mostrarci le apnee di baci con la divina seguito da una platea di spettatori incantati dalla scena. Brigitte era un mito e Gigi Rizzi, per quelli della nostra generazione, lo divenne. Tra un loro bacio e l&#8217;altro da rianimazione riesco a stringere la mano alla diva che mi sembra gi\u00e0 pronta ad andarsene con il suo amato. Il resto \u00e8 noto dalle cronache rosa di tutto il\u00a0 mondo. Dopo un mese di passione Gigi \u00e8 stato messo alla porta della Mandrague, la famosa villa della ormai leggendaria attrice.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9<\/strong>?<\/p>\n<p>Questo accadde perch\u00e9 quando lei si addormentava felice dopo una notte di passione, lui scappava per andare a giocare a carte con gli amici che aspettavano con ansia i dettagli della notte d&#8217;amore passata con Brigitte. La divina non approvava questo, in quanto voleva conoscere in anticipo e avere il controllo di ogni movimento di ci\u00f2 che accadeva intorno a lei. &#8220;La valigia l&#8217;ho salvata&#8221;, mi disse Gigi,\u00a0 &#8220;ma mi ha buttato dal pontile un sacco in mare con tutte le mie cose&#8221;. Sono passati 50 anni e Gigi \u00e8 morto da poco proprio a Saint-Tropez. A poche\u00a0 centinaia di metri da quella villa, da quella luna e da quei capelli profumati di gardenia che Brigitte spargeva sul cuscino aspettando il bell&#8217;italiano, Gigi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Altri memorabili incontri? <\/strong><\/p>\n<p>Jack Nicholson, Los Angeles 1985.\u00a0 Ricordo quanto io e mio padre affittammo una\u00a0 villa nella famosa Sunset Boulevard. La casa era molto grande e ogni volta,\u00a0 dopo aver fatto il giro della villa, andavamo a dormire e mangiare al The Beverly Hills Hotel, vicino e comodissimo. Qui conoscemmo il simpaticissimo e cordiale Jack Nicholson che ci promise una visita a Milano. Dopo qualche mese mio padre doveva tornare a Los Angeles e chiam\u00f2 Nicholson. &#8220;Ciao Jack, sto tornando e volevo avvisarti che avendo affittato di nuovo la villa, vorrei invitarti a cena mercoled\u00ec in quanto con me ci sar\u00e0 un mio amico napoletano, Pasquale Falanga, che ti preparer\u00e0 degli spaghetti pomodoro e basilico di una bont\u00e0 assoluta, poi ti porteremo in dono la pastiera napoletana e una macchinetta da caff\u00e8 originale napoletana con la quale potrai deliziare i tuoi amici&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come and\u00f2 la cena? <\/strong><\/p>\n<p>Non ci fu! Non ricordo per quale ragione mio padre dovette rimandare il viaggio e si scord\u00f2 dell&#8217;appuntamento a cena con Nicholson. Il seguito ce lo raccont\u00f2 lui stesso che si rec\u00f2 puntuale alla\u00a0 villa, felice per l&#8217;invito del nuovo amico italiano. Quando quella sera arriv\u00f2 la villa era completamente immersa nel buio come se non ci fosse anima viva. &#8220;Mi arrampicai sul\u00a0 cancello&#8221;, ci raccont\u00f2 Jack, &#8220;per essere sicuro che nessuno mi aspettasse per la cena &#8220;. A quel punto arriv\u00f2 una pattuglia della polizia che, con le pistole spianate,\u00a0 gli intim\u00f2 di scendere. &#8220;Cosa sta facendo?&#8221; gli urlarono. &#8220;Stavo guardando&#8221;, rispose Nicholson, &#8220;se \u00e8 arrivato un mio amico italiano che mi ha preparato gli spaghetti al pomodoro e basilico, la pastiera napoletana e una macchinetta del caff\u00e8 speciale, originale napoletana&#8221;. &#8220;Scenda, documenti&#8221;, gli intimarono. &#8220;Non li ho in me, li ho a casa, ma sono Jack Nicholson&#8221;. &#8220;Certo, certo&#8230;venga con noi al commissariato&#8221;.\u00a0 Al commissariato venne finalmente riconosciuto. Una volta a casa chiam\u00f2 mio padre per raccontargli tutto e, finalmente, scopri che mio padre era ancora a Milano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Esilarante&#8230;me ne racconta ancora uno?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Londra, primavera 1987. Uno dei tanti concierge dell&#8217;hotel Dorchester finalmente sa indicarmi una dermatologa. The best in town, mi disse. Avevo un&#8217;orticaria probabilmente causata di una cena a base di pesce in un famoso ristorante di Londra. Nella sala d&#8217;attesa della dermatologa c&#8217;erano 3 persone. Una coppia di anziani e una ragazza con un orribile cappello da pioggia che le copriva il viso e un enorme paio di occhiali scuri. Mentre gli anziani sono entrati per rompere il ghiaccio mi rivolgo alla ragazza: &#8220;Speriamo che si sbrighino!&#8221;.\u00a0 &#8220;Questa dermatologa \u00e8 bravissima&#8221;, mi risponde la giovane sorridendo, &#8220;ma non so perch\u00e9 mio marito non la sopporta&#8221;.\u00a0 Ci presentammo: &#8220;Piacere Ottavio Fabbri, sono italiano&#8221;. &#8220;Piacere Diana Ciaobello&#8221;.\u00a0 &#8220;Quindi \u00e8 italiana?&#8221;, chiesi. &#8220;Forse, da qualche parte..&#8221;, rispose. Escono dalla visita i due anziani e la dermatologa fece un inchino: &#8220;Benvenuta principessa&#8221;, disse rivolgendosi alla ragazza. La ragazza si tolse il cappello e occhiali e con un sorriso mi salut\u00f2: &#8220;Ciao bello!&#8221;.\u00a0 Era Lady Diana d&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FOTO: In alto Ottavio Fabbri con un piumino della collezione China Bosideng, ispirata alle sue opere.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Produttore\u00a0 cinematografico, pittore, scultore, regista, mecenate ma soprattutto artista. Poliedrico come pochi con un&#8217;inesauribile energia. Un&#8217;infanzia, un&#8217;adolescenza e una maturit\u00e0 scandita da incontri onirici con alcune delle figure pi\u00f9 affascinanti del nostro tempo: artisti, cineasti, attori, scrittori, cantanti, politici, intellettuali ed molto altro ancora. Un\u2019esistenza quindi trascorsa nel magico mondo del jet set nazionale e internazionale cullato dalla dolce vita del secolo scorso. 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