{"id":377,"date":"2023-02-24T18:13:07","date_gmt":"2023-02-24T17:13:07","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=377"},"modified":"2023-02-24T18:13:07","modified_gmt":"2023-02-24T17:13:07","slug":"i-segreti-della-longevita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2023\/02\/24\/i-segreti-della-longevita\/","title":{"rendered":"I segreti della longevit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-389\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/david-dm-canosci-palazzo-fiuggi-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/david-dm-canosci-palazzo-fiuggi-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/david-dm-canosci-palazzo-fiuggi-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/david-dm-canosci-palazzo-fiuggi-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/david-dm-canosci-palazzo-fiuggi.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Non si parla mai abbastanza di longevit\u00e0. Il tema continua ad essere sempre di grande interesse, soprattutto per le evoluzioni della scienza in merito alla possibilit\u00e0 di vivere pi\u00f9 a lungo ed in salute, richiamando il concetto anglosassone di \u201c<em>healthspan<\/em>\u201d, ovvero\u00a0 invecchiare restando giovani e attivi. Il Professor David Della Morte Canosci, uno dei massimi esperti su questo tema, Professore di Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, Professore di Neurologia presso l\u2019Universit\u00e0 di Miami e Direttore medico-scientifico di Palazzo Fiuggi, ci spiega i segreti della longevit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Oggi innanzitutto quali sono le malattie pi\u00f9 temute?<\/strong><\/p>\n<p>Tra le malattie attualmente pi\u00f9 temute ci sono le malattie cronico-degenerative non trasmissibili, la cui incidenza \u00e8 drammaticamente aumentata nel corso degli ultimi anni, sia nei Paesi occidentali che nei Paesi orientali. Questo aumento \u00e8 stato, in parte, ricondotto alla diffusione globale dello stile di vita occidentale, che spesso include abitudini alimentari non corrette e sedentariet\u00e0. Tra le malattie croniche si annoverano sicuramente le malattie neurodegenerative (come ad es. il morbo di Alzheimer), le malattie cardiovascolari, le neoplasie, le malattie respiratorie croniche, il diabete mellito e la sindrome metabolica. Queste patologie hanno un impatto negativo importante, in quanto sono responsabili di un aumento della mortalit\u00e0 e morbidit\u00e0 e, di conseguenza, di una riduzione della qualit\u00e0 e dell\u2019aspettativa di vita. Pertanto, vivere a lungo e vivere bene significa prevenire queste malattie attraverso un intervento precoce sui fattori di rischio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quindi cosa si deve fare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 sicuramente necessario seguire degli stili di vita corretti, che includono un regime alimentare salutare (di cui la dieta mediterranea rappresenta l\u2019esempio paradigmatico) ed un esercizio fisico il pi\u00f9 regolare possibile. Esistono numerosi dati della letteratura scientifica che dimostrano come una dieta ricca di cibi antinfiammatori ed antiossidanti, se correttamente seguita e soprattutto se basata sull\u2019assunzione di alimenti di alta qualit\u00e0, sia in grado di prevenire e anche, in alcuni casi, determinare la remissione di malattie come il diabete mellito. Le evidenze scientifiche, inoltre, hanno ampiamente dimostrato il ruolo fondamentale svolto dall\u2019attivit\u00e0 fisica regolare. Ad esempio, una recente ricerca ha dimostrato che effettuare 10.000 passi al giorno costantemente rappresenta un tipo di attivit\u00e0 fisica in grado di ridurre significativamente la mortalit\u00e0 cardiovascolare nei pazienti affetti da diabete. A Palazzo Fiuggi abbiamo pertanto definito un insieme di protocolli per raggiungere l\u2019obiettivo della prevenzione e della \u201c<em>vita lunga e sana<\/em>\u201d, ricorrendo ad un approccio innovativo che vede la medicina tradizionale integrarsi con le pi\u00f9 antiche terapie olistiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che ruolo ha l&#8217;esame del DNA per prevenire qualsiasi problematica futura<\/strong>?<\/p>\n<p>L\u2019analisi del DNA attraverso le ultime tecniche di lettura del patrimonio genetico \u00e8 sicuramente un esame fondamentale per la predizione del rischio che abbiamo di ammalarci di patologie croniche. In altre parole, \u00e8 possibile identificare il livello di rischio di un individuo di sviluppare determinate patologie sulla base della familiarit\u00e0 e di quello che \u00e8 scritto all\u2019interno dei nostri geni. Una volta identificato questo rischio, con l\u2019ausilio di uno specialista di genetica medica, possiamo andare a mettere in atto delle strategie preventive mirate, che oggi chiamiamo medicina personalizzata. Inoltre, oltre alla genetica in senso stretto, oggi emerge sempre di pi\u00f9 il ruolo della \u201cepigenetica\u201d, una branca della genetica che studia come i fattori ambientali (ad es. agenti fisici e chimici, dieta, attivit\u00e0 fisica) possano modificare l\u2019espressione dei nostri geni pur senza modificare la sequenza del nostro DNA. In parole semplici, l\u2019epigenetica ci dice come il nostro stile di vita, il luogo in cui viviamo e quanto noi facciamo impatti su chi siamo e sul nostro DNA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ci faccia un esempio\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Alla nascita il rischio che noi corriamo di ammalarci per una determinata patologia cronica secondo il nostro DNA \u00e8 variabile tra circa un sesto e un quarto del rischio totale, mentre il resto \u00e8 determinato dallo stile di vita e dall\u2019ambiente: vale a dire come mangiamo, quanta attivit\u00e0 fisica facciamo, quanto stress subiamo durante il giorno, come dormiamo, dove viviamo. Tutto ci\u00f2 impatta moltissimo sul modo in cui il nostro DNA \u201csi esprime\u201d. Recenti studi pubblicati sulla rivista <em>Cell<\/em> parlano di \u201cICE\u201d ovvero \u201c<em>Inducible Changes to the Epigenome\u201d<\/em>, proprio per evidenziare quanto le nostre decisioni cambino e modifichino i rischi che corriamo in termini di salute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli studi che state portando avanti all&#8217;Universit\u00e0 Tor Vergata sulla longevit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Presso l\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata abbiamo istituito una delle prime Bio-banche Italiane sull\u2019invecchiamento (BioGerT-Biobanca Geriatrica di Tor Vergata) con l\u2019obiettivo di identificare biomarcatori di fragilit\u00e0 e patologie croniche in pazienti anziani e quindi possibili target di longevit\u00e0. Inoltre, con il Professor Giuseppe Novelli dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, genetista di fama internazionale, e Palazzo Fiuggi, stiamo elaborando un protocollo unico per l\u2019analisi del DNA collegato ai geni della longevit\u00e0 e del benessere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ci sono dei luoghi nel mondo in cui le popolazioni vivono di pi\u00f9, vuoi per lo stile di vita, vuoi per l&#8217;alimentazione. Voi studiate i casi di queste popolazioni?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec, come il Giappone e la stessa Italia. Sulla longevit\u00e0 abbiamo senz&#8217;altro capito una cosa, ovvero che le abitudini alimentari hanno un impatto fondamentale, pensiamo al modello della dieta ipocalorica. Questo avviene perch\u00e9 la restrizione calorica, cos\u00ec come l&#8217;attivit\u00e0 fisica, attiva dei geni e delle proteine anti-infiammatori e antiossidanti come le sirtuine, che sono essenziali per permettere alle nostre cellule di non invecchiare e vivere pi\u00f9 a lungo. Tuttavia, \u00e8 evidente che non si possa trascorrere la vita alimentandosi con un regime totalmente ipocalorico per vivere pi\u00f9 a lungo, in quanto non si godrebbe poi dei piaceri della buona tavola. Quindi possiamo trovare delle soluzioni come, ad esempio, una dieta basata sul consumo di alimenti (come ad es. il pesce azzurro) dalle spiccate propriet\u00e0 antiossidanti ed antinfiammatorie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In Italia quali sono le popolazioni pi\u00f9 longeve?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Tra le popolazioni pi\u00f9 longeve sicuramente la Sardegna e le regioni del centro Italia. Abbiamo quindi studiato lo stile di vita di queste popolazioni, in cui si osservava un maggior consumo di frutta e verdura ed un minor consumo di grassi saturi e di cibi processati, che sono associati ad un aumentato rischio di sviluppare patologie croniche. Le persone pi\u00f9 longeve di queste Regioni avevano abitudini di vita dettate dalle ore solari, il che determinava un orologio biologico favorevole per prolungare la durata della vita. Uno studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Teramo ha confermato che un digiuno quotidiano di circa 17 ore (digiuno intermittente) pu\u00f2 avere un effetto positivo in termini di longevit\u00e0 e prevenzione delle malattie cronico-degenerative nei centenari Abruzzesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E per quanto riguarda l&#8217;alimentazione? <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>L\u2019alimentazione \u00e8 strettamente collegata alla nostra predisposizione alle patologie. Per esempio, la scoperta della dieta \u201cmima-digiuno\u201d, \u00e8 legata all\u2019intuizione della variazione di un ormone legato al metabolismo, l\u2019IGF-1, in una popolazione indigena del Sud America. Questi soggetti, con bassi livelli di questo ormone, soffrono di nanismo, sono molto longevi e anche se si nutrono di cibo \u201cspazzatura\u201d, si ammalano relativamente poco di malattie cardiovascolari. Capire quindi il metabolismo glicidico individuale \u00e8 fondamentale. Oggi, per esempio, il morbo di Alzheimer viene anche chiamato \u201c<em>diabete di tipo 3<\/em>\u201d, in quanto abbiamo compreso che nella genesi di questa patologia neurodegenerativa l\u2019insulino-resistenza a livello cerebrale giocherebbe un ruolo importante. Di conseguenza, tutte le terapie collegate al metabolismo possono prevenire le patologie neurodegenerative, cos\u00ec come una dieta povera di zuccheri semplici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E se si assume la metformina?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>La metformina \u00e8 un farmaco insulino-sensibilizzante, ovvero in grado di migliorare la sensibilit\u00e0 dei nostri tessuti all\u2019insulina, un ormone anabolico che \u00e8 essenziale per il corretto metabolismo del glucosio da parte delle cellule. In presenza di insulino-resistenza, infatti, si verifica un alterato metabolismo del glucosio che pu\u00f2 predisporre successivamente allo sviluppo del diabete mellito di tipo 2, alla sindrome metabolica ed a tutte le comorbidit\u00e0 associate (ad es. ictus ischemico, infarto del miocardio, etc.). Oltre alla sua azione insulino-sensibilizzante, la metformina, secondo recenti studi, svolge un\u2019azione antiaging, principalmente attraverso le sue propriet\u00e0 antiossidanti mediante l\u2019azione dell\u2019enzima AMPK. La metformina \u00e8 stata proposta infatti come primo reale farmaco in grado di rallentare l\u2019invecchiamento e se integrata con altre sostanze antinfiammatorie, come i polifenoli, la sua azione anti-invecchiamento a livello cellulare potrebbe essere davvero significativa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Ma la metformina serve anche per dimagrire? E ci sono effetti collaterali?<\/strong><\/p>\n<p>Tra le sue azioni, la metformina \u00e8 anche in grado di determinare un certo grado di calo ponderale, principalmente attraverso una modulazione dei centri della fame (localizzati in un\u2019area del sistema nervoso centrale chiamata ipotalamo), oltre che attraverso la riduzione dell\u2019insulino-resistenza e modifiche del microbiota intestinale. Si tratta tuttavia di un farmaco che, in quanto tale, va prescritto da un medico specialista, sebbene le controindicazioni al suo utilizzo siano poche (ad es. la presenza di insufficienza renale).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Quindi cosa fare per invecchiare meno e meglio?<\/strong><\/p>\n<p>Con l&#8217;attivit\u00e0 fisica ed una dieta equilibrata siamo in grado di prevenire una serie di alterazioni che avvengono normalmente durante il processo di invecchiamento. Ad esempio, bastano anche solo 30 minuti di passeggiata tutti i giorni per prevenire la sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare, che \u00e8 molto rischiosa in termini di salute, specialmente per il rischio di mortalit\u00e0 cardiovascolare nei pazienti affetti da patologie cronico-degenerative. Una giusta prevenzione e una attenzione a noi stessi, anche in termine di salute mentale, intesa come benessere psicofisico, ci permette di aggiungere gli anni con tranquillit\u00e0 alla nostra vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 una vostra ricerca futuristica sulla longevit\u00e0? <\/strong><\/p>\n<p>In collaborazione con il Professor Eugenio Martinelli del Centro di Ingegneria Elettronica dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata, stiamo mettendo a punto una serie di progetti di ricerca basati sulla tecnologia \u201c<em>organ-on-a-chip<\/em>\u201d, la quale si basa sulla creazione di organoidi in cui vengono replicate molto fedelmente le funzionalit\u00e0 di uno specifico organo umano in un chip (sia in condizioni fisiologiche che patologiche). Questo permette di studiare, attraverso un sistema di membrane e tramite l&#8217;intelligenza artificiale, tutto ci\u00f2 che succederebbe ad un organo sottoposto ad un dato trattamento e specialmente quello che succede durante i processi di invecchiamento. Questa \u00e8 una grande frontiera in quanto fornisce dei dati totalmente innovativi che \u00e8 possibile monitorare nel corso del tempo, che sarebbero poi gli anni in cui invecchiamo. La tecnologia \u201c<em>organ-on-a-chip<\/em>\u201d ha inoltre ricevuto grande consenso dalla Comunit\u00e0 Europea, in quanto ci permette di effettuare test preclinici senza il bisogno di utilizzare animali da laboratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-338\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2022\/12\/PALAZZO-FIUGGI-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2022\/12\/PALAZZO-FIUGGI-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2022\/12\/PALAZZO-FIUGGI-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2022\/12\/PALAZZO-FIUGGI.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Foto: Palazzo Fiuggi<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-383\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/PALAZZO-FIUGGI-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/PALAZZO-FIUGGI-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/PALAZZO-FIUGGI-768x512.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/02\/PALAZZO-FIUGGI.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Foto: Palazzo Fiuggi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Non si parla mai abbastanza di longevit\u00e0. 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