{"id":410,"date":"2023-05-24T20:17:02","date_gmt":"2023-05-24T18:17:02","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=410"},"modified":"2023-05-24T20:17:02","modified_gmt":"2023-05-24T18:17:02","slug":"come-cambiato-il-mondo-degli-avvocati-daffari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2023\/05\/24\/come-cambiato-il-mondo-degli-avvocati-daffari\/","title":{"rendered":"Com&#8217;\u00e8 cambiato il mondo degli avvocati d&#8217;affari"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-412\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/05\/avv.-casati-266x300.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/05\/avv.-casati-266x300.jpg 266w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2023\/05\/avv.-casati.jpg 285w\" sizes=\"(max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/> I tempi sono cambiati e oggi i giovani laureati in Giurisprudenza a cosa aspirano? Come \u00e8 cambiata la figura dell&#8217;esperto di diritto nel corso delle generazioni? Lo abbiamo chiesto all&#8217;Avvocato Roberto Casati del noto studio legale Linklaters, tra i pi\u00f9 prestigiosi avvocati d&#8217;affari a livello internazionale specializzato in operazioni straordinarie in ambito societario, finanziario e del diritto commerciale comunitario e internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lei ha gestito molte delle pi\u00f9 grandi operazioni di M&amp;A e joint venture italiane e ha rappresentato e rappresenta alcune delle maggiori societ\u00e0 quotate italiane, come \u00e8 cambiato il suo lavoro da 30 anni a questa parte?<\/strong><\/p>\n<p>La professione dell&#8217;avvocato \u00e8 grandemente mutata negli anni, sia dal punto di vista tecnologico e organizzativo, che da quello del rapporto con i clienti. Cambiano le strutture, le procedure, le pratiche, tutto \u00e8 cambiato. Ma a parte tutto ci\u00f2, per quanto riguarda l\u2019M&amp;A, ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 rimarchevole \u00e8 stato il cambiamento del mercato medesimo. C&#8217;\u00e8 stato un irrompere preponderante della finanza e dei cosiddetti \u201c<em>financial sponsors<\/em>\u201d in quello che, precedentemente, era un mercato di tipo prevalentemente industriale.\u00a0 Prevalgono ora \u2013 bench\u00e9 non sia ovviamente l\u2019unica componente &#8212; logiche di tipo finanziario, vale a dire valutazioni sui flussi di cassa e ritorni finanziari a breve periodo, piuttosto che progetti industriali a lungo termine. Sicuramente poi vi \u00e8 stato un altro fattore molto significativo nel mercato: \u00e8 crollato il <em>foreign direct investment<\/em> di tipo tradizionale, ovvero gli investimenti stranieri di tipo insediativo e di tipo industriale. Negli anni &#8217;80 e &#8217;90 noi abbiamo avuto una grande quantit\u00e0 di societ\u00e0 americane, giapponesi, svedesi e d\u2019altri paesi che sono venute in Italia e hanno impiantato dei <em>business<\/em> ex novo o hanno acquistato delle piccole e medie realt\u00e0 e le hanno ampliate ed integrate nelle loro strutture globali. Da allora questo non \u00e8 pi\u00f9 sostanzialmente successo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>La ragione principale a mio avviso \u00e8 la scarsa competitivit\u00e0 italiana. Ma questo sarebbe un discorso troppo lungo. Sia come sia, a fronte della sempre maggiore internazionalizzazione e liberalizzazione dei mercati, il sistema industriale italiano \u2013 vuoi perch\u00e9 \u201cprotetto\u201d, vuoi perch\u00e9 \u201cstatale\u201d &#8212; non ha retto il passo. Le grandi operazioni infrastrutturali e di privatizzazione hanno creato un po&#8217; la cesura sul finire degli anni &#8217;90.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E al giorno d\u2019oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Viviamo adesso un periodo di interventismo dello Stato molto poderoso: chi ha assistito con sollievo allo smantellamento dell\u2019IRI, dell\u2019EFIM e della GEPI (per citare le pi\u00f9 note), da anni ormai assiste con apprensione al ritorno dell\u2019economia nelle mani dirette dello Stato.\u00a0 \u00a0Per non parlare del fatto che i controlli sull&#8217;economia sono sempre pi\u00f9 pregnanti e che il fiume di denaro che proviene e proverr\u00e0 dal \u201cpubblico\u201d (EU o Italia che sia) avr\u00e0 l\u2019effetto di aggravare l\u2019arretratezza e scarsa competitivit\u00e0 del nostro sistema industriale (e &#8212; bench\u00e9 questo sia un altro discorso &#8212; incrementer\u00e0 la presenza della criminalit\u00e0 organizzata nell\u2019economia).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quando ha cominciato la sua carriera il clima era diverso\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Quando ho iniziato la professione non c&#8217;era la Consob, non c&#8217;era l&#8217;Antitrust, non c\u2019erano insomma le altre agenzie c.d \u201cindipendenti\u201d di settore, non c&#8217;era nulla di tutto questo e \u2013 dal punto di vista legale &#8212; le iniziative imprenditoriali erano molto pi\u00f9 libere. C&#8217;era peraltro la normativa valutaria, che era molto stringente e irrazionale, ma non c\u2019era il \u201cGolden Power\u201d, che, sotto il pretesto della \u201cstrategicit\u00e0\u201d, consente al governo una discrezionalit\u00e0 enorme nel controllare, vietare e condizionare operazioni di M&amp;A.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ci faccia degli esempi pratici delle conseguenze relative a queste restrizioni. <\/strong><\/p>\n<p>Gli studi legali che operano nell\u2019M&amp;A sono sommersi da istanze da rivolgere al Governo o ad altre autorit\u00e0 per ottenerne autorizzazioni antitrust, regolatorie, \u201cGolden Power\u201d, e d\u2019altra natura. Non \u00e8 mai veramente chiaro ci\u00f2 che sia lecito e cosa non lo sia, cos\u00ec compromettendo lo stato di diritto e scivolando verso il mero arbitrio dello Stato. Il settore finanziario, poi (banche, assicurazioni, gestori del risparmio, etc.) \u00e8 regolato in maniera capillare nei vari paesi europei ed esteri e ogni operazione in tale ambito \u00e8 sopposta al vaglio di plurime e molteplici autorit\u00e0. Stiamo assistendo un cliente a realizzare un&#8217;operazione internazionale che coinvolge diversi Paesi e l&#8217;aspetto regolatorio e il numero di autorizzazioni che dobbiamo ottenere nei singoli Paesi \u00e8 incredibile, con formalit\u00e0, istanze, procedure e tempistiche che possono durare anche un anno e oltre. In questo modo non si riesce a lavorare bene, soprattutto in un mondo volatile, veloce e mutevole come l\u2019attuale: pensare di pianificare un&#8217;operazione oggi e portarla a termine in un anno e mezzo o\u00a0 due per un imprenditore \u00e8 molto difficile da considerare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E quindi in che modo vi adeguate? <\/strong><\/p>\n<p>Gli avvocati in tutto questo si adeguano e naturalmente, se c&#8217;\u00e8 da fare un&#8217;istanza alle autorit\u00e0, la fanno. Ma questo comporta uno scadimento della qualit\u00e0 del lavoro. In quanto una cosa \u00e8 il diritto che si fonda su dei principi generali organici, su delle armonie, su dei precedenti storici, su tutta una concezione globale socioeconomica del sistema. E un&#8217;altra cosa \u00e8 il profilo regolatorio, che \u00e8 un po&#8217; come il codice della strada: oggi chiudono una strada, domani ne invertono il senso di marcia, senza una ragione sistematica. \u00c8 difficile essere creativi in questo contesto, e l\u2019assistenza legale spesso si riduce a seguire pedissequamente il regolatore \u2013 o, peggio, il funzionario che se ne occupa. \u00a0Il ricorso al giudice non \u00e8 spesso una opzione percorribile, vuoi per legge o per i tempi che comporta, e la sudditanza delle imprese \u2013 e dei loro avvocati \u2013 al regolatore e al governo aumenta esponenzialmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In America, invece, come funziona oggi?<\/strong><\/p>\n<p>Gli Stati Uniti, non dimentichiamolo, hanno inventato le \u201cautorit\u00e0 indipendenti\u201d e la situazione col\u00e0 non \u00e8 migliore della nostra quanto allo strapotere delle autorit\u00e0 ammnistrative. Non si pu\u00f2, a mio parere, lasciare tutta questa discrezionalit\u00e0 all&#8217;autorit\u00e0 amministrativa, in quanto a quel punto un avvocato non ha pi\u00f9 strumenti giuridici per contrastarla e si diventa, in un certo qual modo, dei sudditi. Ovviamente infatti, quando si ha a che fare con il Governo, non \u00e8 come avere a che fare con i privati dove c&#8217;\u00e8 un rapporto paritario e poi un terzo &#8212; il giudice &#8212; infine decide. Il Governo ha un potere superiore, rafforzato grandemente dal sistema della \u201cgiustizia amministrativa\u201d, che limita l\u2019impugnabilit\u00e0 dei provvedimenti amministrativi nonch\u00e9 i rimedi che i privati possono ottenere. In questo modo c&#8217;\u00e8 una diminuzione della libert\u00e0 e della tutela dei diritti e anche il nostro ruolo di\u00a0 avvocati \u00e8 degradato, in quanto non ci appoggiamo pi\u00f9 a dei principi e caposaldi, e soprattutto a dei diritti da difendere, ma dobbiamo gestire la discrezionalit\u00e0 \u2013 talora di fatto assoluta &#8211; delle autorit\u00e0 amministrative.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 la differenza tra essere un avvocato d&#8217;affari e un giurista d&#8217;impresa?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il giurista d&#8217;impresa \u00e8 dipendente di una societ\u00e0 e lavora pertanto per un unico cliente, cio\u00e8 la societ\u00e0 stessa. \u00a0Invece, l&#8217;avvocato esterno \u00e8 e deve essere indipendente e naturalmente lavora per pi\u00f9 clienti. Inoltre, di solito, \u00e8 il giurista d&#8217;impresa, interno alla societ\u00e0, che interagisce con l&#8217;avvocato esterno in relazione ad operazioni di M&amp;A (quando non vengono svolte dal medesimo legale interno) o per contenziosi. \u00a0Il termine \u201cavvocato d\u2019affari\u201d si riferisce ad un professionista, esterno all\u2019impresa, e con esso si vuole riferirsi a coloro che si occupano di operazioni di M&amp;A. (Anche se devo dire che io non mi riconosco nel termine di &#8220;avvocato d&#8217;affari&#8221;, che mi pare avere qualche connotazione colloquiale e poco lusinghiera.)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La professione del giurista d\u2019impresa pare che sia una figura sempre pi\u00f9 rivalutata tra i giovani dimostrata dalla crescente domanda nel mercato. Questo \u00e8 dovuto anche alla prospettiva di crescita professionale del legale d\u2019impresa e all\u2019approccio pi\u00f9 manageriale al lavoro? <\/strong><\/p>\n<p>La richiesta e l&#8217;esigenza di diritto nell&#8217;impresa sono aumentate enormemente. Quando iniziai questa professione, tanti anni fa, pochissimi clienti possedevano un giurista d&#8217;impresa. Ora, data l\u2019aumentata \u201cquantit\u00e0\u201d e complessit\u00e0 del diritto e della regolazione, \u00e8 impensabile che una societ\u00e0 di una qualche dimensione non abbia un legale interno.\u00a0 Credo che il fenomeno sia in genere positivo e porti a maggiore legalit\u00e0 nella gestione delle imprese. Pu\u00f2 essere una carriera molto soddisfacente e, in certi casi, persino pi\u00f9 appagante della professione come legale esterno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quindi quale \u00e8 la sostanziale differenza?<\/strong><\/p>\n<p>Il giurista d&#8217;impresa ha il grande vantaggio di essere molto inserito nella struttura aziendale e comprende meglio la sua azienda, avendo una conoscenza pi\u00f9 intima delle sue attivit\u00e0 e problematicit\u00e0, delle procedure e delle dinamiche interne, rispetto all&#8217;avvocato esterno. Infatti, molti giuristi d&#8217;impresa poi evolvono in ruoli manageriali. Per\u00f2, nei momenti di alta tensione strategica, di grandi acquisizioni o di significativi contenziosi, \u00e8 senz&#8217;altro conveniente rivolgersi ad un avvocato esterno che, avendo in genere esperienza di pi\u00f9 clientela e situazioni diverse, pu\u00f2 offrire un supporto pi\u00f9 tecnico e di esperienza. Inoltre, la sua indipendenza \u00e8 assai spesso un grande e decisivo valore, soprattutto in situazioni complesse.\u00a0 \u00a0Ma entrambi i ruoli sono importanti e sinergici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E&#8217; vero che oggi piuttosto che l&#8217;avvocato d&#8217;affari, il tributarista, il civilista, il penalista o l&#8217;amministrativista, gli avvocati si concentrano pi\u00f9 su problemi relativi a contestazioni delle cartelle esattoriali, tasse, contrattualistica, societario, tutela dei minori,\u00a0 reati informatici, appalti pubblici, ecc<\/strong><\/p>\n<p>Noi avvocati italiani siamo tutti diversi. Ci sono molti avvocati tradizionalisti con uno studio con due e tre avvocati. Avere piccoli studi non significa essere meno bravi o importanti: ci sono ottimi professionisti. All\u2019altro estremo vi sono grandi studi associati dove ogni avvocato ha una sua specializzazione. Negli ultimi anni si \u00e8 registrata una tendenza verso le specializzazioni perch\u00e9 il diritto cresce e diventa pi\u00f9 complesso. Una volta si riusciva a spaziare pi\u00f9 agevolmente, ma oggi \u00e8 troppo complesso farlo con competenza, in quanto sono troppi gli ambiti e troppi gli sviluppi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quindi oggi qual \u00e8 la tendenza?<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 indubbiamente, come detto, una tendenza verso la specializzazione, ma sono poi le circostanze della vita che spesso determinano le aree di attivit\u00e0 di un avvocato. \u00a0Ad esempio, se un avvocato abita in una piccola citt\u00e0 deve anche andare incontro alle molteplici esigenze dei vari clienti e non pu\u00f2 limitarsi ad occuparsi di un solo campo. Nelle grandi citt\u00e0, dove sono i grandi studi, si possono fare scelte pi\u00f9 individuali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 iscritto all&#8217;Ordine degli avvocati in Italia e all&#8217;Ordine avvocati di New York. Lei che ha iniziato la sua carriera a Wall Street\u00a0 quali sono le principali differenze tra America e Italia nel modus operandi nell&#8217;ambito forense?<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 io mi sono laureato nel 1970, avevo 22 anni e ho fatto tutta la mia pratica forense con il professor Mario Casella, che era considerato tra i primissimi nell&#8217;ambito forense in Italia. Ho fatto pratica nel suo studio per circa 3 anni e poi sono andato a studiare in America. Ho preso l\u00e0 un&#8217;altra laurea di diritto, mi sono iscritto all&#8217;albo degli avvocati di New York e ho cominciato a lavorare in uno dei migliori studi di avvocati di Wall Street che aveva al tempo circa 240 avvocati. Se lei considera che a quei tempi, negli anni &#8217;70, in Italia vi erano studi di una dozzina di avvocati al massimo, era per me incredibile trovare studi americani cos\u00ec grandi. E questo \u00e8 un modello che \u00e8 stato esportato anche in Italia. Una differenza che permane \u00e8 che gli studi legali in America sono pi\u00f9 istituzionalizzati che in Italia, con regole di avanzamento di carriera e divisione degli utili pi\u00f9 chiare e affidabili. Molti studi italiani sono ancora largamente padronali, vuoi per ragioni familiari, vuoi perch\u00e9 risentono della presenza dei fondatori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lei ha una vasta esperienza in fusioni e acquisizioni pubbliche e private italiane e transfrontaliere.\u00a0 \u00c8 inoltre attivo in arbitrati internazionali, sia come difensore che come arbitro e assiste regolarmente banche e privati \u200b\u200bfacoltosi in operazioni di acquisizione, acquisizione e dismissione. Quale ambito la appassiona di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n<p>Io ho una grande passione per il contenzioso, perch\u00e9 mi piace perorare, cercare di convincere, e vincere. \u00a0Il tutto ovviamente nell&#8217;ambito delle regole del gioco: \u00e8 un po&#8217; come uno sport, e va fatto con lealt\u00e0. L&#8217;altra passione, che del resto ho coltivato di pi\u00f9 del contenzioso, \u00e8 l&#8217;M&amp;A tradizionale, per imprese, assicurazioni e banche che abbiano strategie a medio e lungo termine. La trattativa e la redazione dei contratti di M&amp;A sono aspetti che coinvolgono e richiedono abilit\u00e0 tecnica e dialettica nonch\u00e9 talora creativit\u00e0 e competenze anche psicologiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I suoi clienti dichiarano che lei \u00e8 &#8220;brillante, di grande esperienza e un pensatore fuori dagli schemi&#8221;. Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che un avvocato di successo deve possedere?<\/strong><\/p>\n<p>Anni fa pubblicai un contributo ad un libro collettaneo pubblicato da un&#8217;associazione di giovani avvocati dove spiegavo la qualit\u00e0 fondamentale che un bravo avvocato deve possedere: un bravo avvocato deve possedere la diligenza. Perch\u00e9 questa \u00e8 la vera forza di un avvocato. In un confronto tra un avvocato brillante ma non diligente e uno non altrettanto brillante ma pi\u00f9 diligente vincer\u00e0 sempre il secondo. La professione di avvocato richiede una grandissima dose di diligenza; poi, se uno \u00e8 anche brillante, allora sar\u00e0 tra i primi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E poi?<\/strong><\/p>\n<p>Studiare e lavorare molto. Perch\u00e9 non si finisce mai di apprendere sia dai libri che dai precedenti e dalle esperienze professionali. La nostra professione \u00e8 governata da un processo di accrescimento, dove il sapere e l\u2019esperienza si alimentano a vicenda. Ripeto spesso che l\u2019obiettivo di crescita di un avvocato \u00e8 passare dal dare \u201crisposte\u201d al dare \u201cconsigli\u201d, in quanto questi ultimi poggiano necessariamente non solo sul sapere ma anche sull\u2019esperienza e la maturit\u00e0 professionale. \u00a0Sono processi lunghi, che richiedono anche pazienza e umilt\u00e0.\u00a0 Vorrei anche aggiungere che credo molto nella funzione sociale dell\u2019avvocato e penso pertanto che la nostra professionale richieda una piena consapevolezza di tale funzione. E credo anche che il profilo economico non debba ossessionare l\u2019avvocato, pena compromessi con la diligenza ed i propri doveri professionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 da molti anni membro del Consiglio Italia-USA, organizzazione bilaterale di alto livello, \u00e8 membro dell&#8217;Advisory Board dell&#8217;Istituto Europeo della Columbia University e ha una lunga affiliazione con la Comunit\u00e0 di San Patrignano, svolgendo attivit\u00e0 pro-bono essendo stato membro del consiglio di amministrazione della Fondazione. Cosa accomuna tutte queste grandi competenze?<\/strong><\/p>\n<p>Sono stato per molti anni membro del Consiglio Italia-Usa, che \u00e8 stato fondato da Gianni Agnelli e Rockefeller e ne sono uscito dopo la morte di Sergio Marchionne, che ne era alla presidenza. Era ed \u00e8 un&#8217;associazione di alto profilo con personaggi di grande qualit\u00e0. Ma, come si sa, l&#8217;intensit\u00e0 dei rapporti Italia &#8211; Stati Uniti \u00e8 decresciuta negli ultimi decenni, e quindi, poich\u00e9 il tempo che ognuno di noi ha a disposizione fuori dalla professione non \u00e8 purtroppo infinito, ho dovuto fare la difficile scelta di dimettermi. \u00a0Per il resto, cosa accomuna tutte queste grandi attivit\u00e0? La mia continua curiosit\u00e0 e il piacere di conoscere e frequentare persone che, anche a causa della loro diversit\u00e0, mi arricchiscono umanamente e professionalmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prima di entrare a far parte di Linklaters nel 2018, lei \u00e8 stato partner di Cleary Gottlieb Steen &amp; Hamilton.\u00a0 In precedenza \u00e8 stato Italian Senior Partner di Allen &amp; Overy e uno dei tre responsabili della Global Corporate Practice di Allen &amp; Overy, mentre dal 1981 al 1998 \u00e8 stato co-fondatore e socio di Brosio, Casati e Associati. Ogni volta che ha cambiato studio cosa \u00e8 cambiato nel suo modo di operare? <\/strong><\/p>\n<p>Io ho cambiato studio ogni volta che ho ritenuto di non poter pi\u00f9 essere pienamente me stesso. Ho cambiato quando gli obiettivi strategici o lo stile professionale dello studio in cui lavoravo non erano pi\u00f9 in linea con il mio modo di operare. Ma io sono sempre rimasto identico, con i miei valori, il mio modo di essere, di operare, con obiettivi a lungo termine e con lo scopo di ottenere risultati di eccellenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tra le sue grandi operazioni ricordiamo l&#8217;assistenza a Generali in relazione al tentativo di scalata da parte di Intesa SanPaolo, a quella a RCS Mediagroup durante la corsa alla conquista del gruppo editoriale da parte di Cairo Communications e del consorzio concorrente guidato da Andrea Bonomi. E poi, ancora, si possono ricordare l\u2019assistenza all\u2019Internazionale Holding di Massimo Moratti nella cessione del 70% dell\u2019Inter alla cordata indonesiana (International Sports Capital) capeggiata da Erick Thohir cos\u00ec come quella fornita alla multinazionale Whirlpool Corporation nell\u2019acquisizione di Indesit. Quali sono\u00a0 altre importanti operazioni che lei ha condotto?<\/strong><\/p>\n<p>Diciamo che inizialmente l&#8217;operazione che negli anni &#8217;80 mi ha permesso di farmi conoscere in Italia nel settore dell\u2019M&amp;A fu l\u2019assistenza a Chrysler nell&#8217;operazione Maserati e l\u2019acquisto della Lamborghini. Poi mi occupai di grandi operazioni relative alle compagnie telefoniche, le privatizzazioni negli anni &#8217;90. Da l\u00ec poi vinsi anche una serie di grandi arbitrati. L&#8217;operazione pi\u00f9 complessa, ma allo stesso tempo pi\u00f9 stimolante, \u00e8 stata forse quella relativa all\u2019assistenza vittoriosa ad ABN-AMRO in relazione all\u2019OPA sulla Banca Antonveneta, che dur\u00f2 parecchio tempo e fece molto scalpore, anche per i personaggi coinvolti. Pi\u00f9 recentemente mi sono occupato dell&#8217;operazione della PerfettiVanMelle relativa ad un significativo acquisto nel settore chewing-gum negli Stati Uniti ed in Europa. Attualmente mi sto occupando di un paio di altre grandi operazioni, delle quali per\u00f2 ancora non posso parlare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quale settore consiglia oggi ad un giovane laureato in Giurisprudenza?<\/strong><\/p>\n<p>Occorre comprendere che sono in corso nel mondo occidentale sviluppi politici e tecnologici drammatici che, a medio-lungo termine, cambieranno molto il quadro democratico di riferimento; e cambier\u00e0 anche il modo in cui il diritto viene <em>prodotto<\/em> e <em>amministrato<\/em>, nonch\u00e9 la sua <em>natura<\/em>. E quindi a lungo andare la nostra professione di avvocato sar\u00e0 sempre pi\u00f9 standardizzata e di processo, e meno libera e creativa. Quindi non vi \u00e8 una risposta univoca. Se uno non \u00e8 insofferente delle procedure e dei processi e si adegua a qualunque settore, non ci sar\u00e0 problema. In caso contrario, io consiglio il contenzioso, in quanto sar\u00e0 il settore meno standardizzabile nel medio termine. In entrambi i casi, chi non sar\u00e0 all\u2019altezza tecnologicamente sar\u00e0 un perdente. Infine, il mio consiglio \u00e8 di fare un grande bagno di internazionalit\u00e0, per aprire i propri orizzonti e per capire come si lavora e si opera con gli altri sistemi giuridici e tecnologici nel mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I tempi sono cambiati e oggi i giovani laureati in Giurisprudenza a cosa aspirano? Come \u00e8 cambiata la figura dell&#8217;esperto di diritto nel corso delle generazioni? Lo abbiamo chiesto all&#8217;Avvocato Roberto Casati del noto studio legale Linklaters, tra i pi\u00f9 prestigiosi avvocati d&#8217;affari a livello internazionale specializzato in operazioni straordinarie in ambito societario, finanziario e del diritto commerciale comunitario e internazionale. &nbsp; Lei ha gestito molte delle pi\u00f9 grandi operazioni di M&amp;A e joint venture italiane e ha rappresentato e rappresenta alcune delle maggiori societ\u00e0 quotate italiane, come \u00e8 cambiato il suo lavoro da 30 anni a questa parte? La [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2023\/05\/24\/come-cambiato-il-mondo-degli-avvocati-daffari\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1117,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3157,18093],"tags":[3157,451251,511338,17034],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1117"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=410"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":420,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/410\/revisions\/420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}