{"id":575,"date":"2024-01-07T21:11:35","date_gmt":"2024-01-07T20:11:35","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=575"},"modified":"2024-01-08T15:08:21","modified_gmt":"2024-01-08T14:08:21","slug":"fondazione-pirelli-unimpresa-tra-storia-cultura-e-innovazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2024\/01\/07\/fondazione-pirelli-unimpresa-tra-storia-cultura-e-innovazione\/","title":{"rendered":"Fondazione Pirelli: un&#8217;impresa tra storia, cultura e innovazione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-580\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/calab-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/calab-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/calab-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/calab.jpg 666w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La Fondazione Pirelli, testimone di una storia imprenditoriale di oltre 150 anni, incarna l&#8217;essenza dell&#8217;azienda italiana nel connubio tra cultura umanistica e ricerca scientifica. Dall&#8217;integrazione della storia industriale al sostegno della responsabilit\u00e0 sociale, la Fondazione si erge come custode e promotrice del patrimonio culturale, investendo in progetti innovativi e culturali. Antonio Calabr\u00f2, Senior Vice President Pirelli per la Cultura e Direttore della Fondazione Pirelli ci racconta le novit\u00e0 e i progetti futuri di questa importante azienda italiana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Direttore, qual \u00e8 la missione principale della Fondazione Pirelli e quali sono i suoi obiettivi?<\/strong><\/p>\n<p>La storia della Pirelli, azienda italiana fondata oltre 150 anni fa e tra i principali produttori mondiali di pneumatici e servizi a questi collegati, si distingue per la capacit\u00e0 dell\u2019impresa di fondere cultura umanistica e ricerca scientifica, innovazione tecnologica\u00a0e sperimentazione artistica, con un occhio attento alla valorizzazione dei talenti e alla dimensione internazionale. La Fondazione Pirelli si impegna a consolidare il legame del Gruppo con la cultura in Italia e nel mondo, secondo una prospettiva di &#8220;cultura politecnica&#8221; che sa fondere in modo originale saperi umanistici e conoscenze scientifiche e caratterizza da sempre l&#8217;identit\u00e0 aziendale. Il suo costante impegno si concentra sulla ricerca su come armonizzare passato e futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In che modo la Fondazione Pirelli integra la sua eredit\u00e0 storica e industriale nel lavoro attuale per favorire lo sviluppo culturale e sociale?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;attenzione al nostro patrimonio culturale, storico e contemporaneo, rappresenta un valore non solo per l&#8217;impresa, ma per l&#8217;intera societ\u00e0 e per il territorio in cui opera. Questa consapevolezza ha portato, nel 2008, alla nascita della Fondazione Pirelli alla Bicocca di Milano, nel complesso dell\u2019Headquarters del Gruppo. La Fondazione ha adottato come motto una citazione dell&#8217;ingegnere Luigi Emanueli, lungamente capo della Ricerca e Sviluppo della Pirelli: &#8220;Adesso ci capiremo qualcosa: andiamo a guardarci dentro&#8221;: ricerca, appunto, osservazione critica, sperimentazione. La Fondazione si impegna a conservare, rendere accessibili e valorizzare documenti, immagini storiche, biblioteche e a promuovere iniziative culturali, collaborando con comunit\u00e0 locali e istituzioni nazionali e internazionali per favorire lo sviluppo sociale e culturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono i progetti innovativi culturali\u00a0o le partnership pi\u00f9 rilevanti che la Fondazione ha realizzato negli ultimi anni?<\/strong><\/p>\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;ex &#8220;fabbricato 143&#8221;, sede della Fondazione, si conserva una vasta documentazione sulla storia dell&#8217;impresa dal 1872 a oggi, con particolare enfasi sulla sezione dedicata alla comunicazione. L&#8217;Archivio Storico ospita oltre 4 km di documenti, inclusi scatti di maestri della fotografia come Gabriele Basilico e Ugo Mulas, bozzetti pubblicitari di artisti del calibro di Bruno Munari e Bob Noorda, e pellicole dei pionieri del cinema del Novecento come Luca Comerio. La Fondazione mantiene anche una Biblioteca tecnico-scientifica di oltre 16.000 volumi e una sua biblioteca istituzionale di circa 2.000 libri. Il valore dell&#8217;Archivio Pirelli \u00e8 stato riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica fin dal 1972, ponendolo sotto la propria tutela. La Fondazione si impegna attivamente nella promozione di mostre, progetti editoriali, convegni e attivit\u00e0 di ricerca, contribuendo cos\u00ec alla valorizzazione della nostra cultura d&#8217;impresa e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019industria italiana.<\/p>\n<p><strong>Nella foto qui di seguito: Carl Lewis testimonial della campagna pubblicitaria Pirelli &#8220;Power is Nothing without Control&#8221;, Young &amp; Rubicam, 1994, foto Annie Leibovitz, courtesy of Fondation Pirelli<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-582\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-300x242.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-300x242.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-1024x826.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-768x619.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><strong>Quale ruolo svolge la Fondazione Pirelli nell&#8217;ambito della responsabilit\u00e0 sociale d&#8217;impresa e quali iniziative recenti hanno avuto un impatto significativo?<\/strong><\/p>\n<p>La Fondazione opera attivamente nella promozione della Cultura d&#8217;Impresa di Pirelli attraverso diverse iniziative. Organizza mostre e visite guidate all&#8217;Headquarters aziendale, convegni e attivit\u00e0 di mediazione culturale, coinvolgendo sia i vari settori aziendali, sia\u00a0professionisti, professori e studenti di scuole e universit\u00e0. Ha sviluppato progetti speciali, come &#8220;Il Canto della Fabbrica&#8221;, di una composizione musicale ispirata ai ritmi della fabbrica digitale, commissionata al violinista Francesco Fiore ed eseguita, per la prima volta, nel settembre del 2017 dall&#8217;Orchestra da Camera Italiana diretta dal Maestro Salvatore Accardo nel Reparto Confezioni del Polo Industriale Pirelli di Settimo Torinese, il centro di produzione pi\u00f9 innovativo del Gruppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Fondazione offre anche programmi formativi, giusto?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, la Fondazione si dedica all&#8217;educazione attraverso percorsi formativi rivolti a docenti, studenti di scuole di ogni ordine e grado e atenei, avvicinandoli ai valori fondanti della cultura d&#8217;impresa di Pirelli. Investe in strumenti di divulgazione culturale digitale, come la piattaforma digitale <a href=\"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/it\/\">https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/it\/<\/a>, in tour virtuali e un chatbot per interazioni dirette con l&#8217;utente. Collabora con il Premio Campiello per iniziative letterarie dedicate ai bambini e ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Attraverso un reportage fotografico nei laboratori di Ricerca &amp; Sviluppo presso il quartier generale di Milano Bicocca, \u00e8 stato documentato il contesto della ricerca scientifica in Pirelli. Quest&#8217;ultima si concentra sempre pi\u00f9 sull&#8217;innovazione delle materie prime e dei materiali in termini di sostenibilit\u00e0, un racconto visivo reso disponibile sul sito <a href=\"https:\/\/www.pirellibuildsthefuture.org\/it\/index.html\">https:\/\/www.pirellibuildsthefuture.org\/it\/index.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Inoltre la Fondazione porta avanti il suo impegno di promozione della lettura anche sui luoghi di lavoro\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Nel contesto lavorativo, promuoviamo attivamente la cultura della lettura attraverso la gestione delle biblioteche aziendali presso gli Headquarters di Milano Bicocca e gli stabilimenti di Bollate e Settimo Torinese. Nel corso del tempo, abbiamo stabilito molteplici collaborazioni con istituzioni di rilievo nel panorama culturale: nel settore artistico e storico, con il FAI &#8211; Fondo Ambiente Italiano e la Fondazione Isec \u2013 Istituto per la Storia dell\u2019Et\u00e0 Contemporanea; nel campo teatrale, con il Teatro Franco Parenti e il Piccolo Teatro di Milano; nel mondo della musica, con istituzioni quali il Teatro alla Scala, l\u2019Orchestra Sinfonica di Milano, l\u2019Orchestra da Camera Italiana e il Festival MITO SettembreMusica.<\/p>\n<p><strong>Nella foto qui di seguito: Riccardo Manzi, pubblicit\u00e0 del pneumatico CINTURATO Pirelli, 1961, courtesy of Fondazione Pirelli<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-583\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-2-219x300.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-2-219x300.jpg 219w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-2-749x1024.jpg 749w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-2-768x1050.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-2.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><strong>Quali sono i principali desideri o sfide nel prossimo futuro e quali strategie sono in corso per affrontarle?<\/strong><\/p>\n<p>La Fondazione si impegna coerentemente con la strategia e la filosofia aziendale nel preservare e valorizzare il patrimonio storico di Pirelli. L&#8217;evoluzione di Pirelli \u00e8 strettamente intrecciata con la storia italiana: l\u2019azienda \u00e8 stata fondata nel 1872, appena undici anni dopo l&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia. E la nostra storia \u00e8 sempre stata caratterizzata da una forte identit\u00e0 milanese e, al tempo stesso, da un&#8217;impronta marcatamente internazionale. Questo spiega perch\u00e9, dopo 152 anni, non solo siamo ancora attivi, ma stiamo continuamente crescendo. La forza delle imprese italiane, infatti, risiede nella capacit\u00e0 di coniugare la memoria e l&#8217;innovazione, unendo consapevolezza storica e prospettiva verso il futuro. Il nostro ultimo libro, &#8220;Una storia al futuro&#8221;, incarna appieno questo concetto. Tuttavia, questa forza non appartiene esclusivamente a noi: tutte le imprese italiane che mantengono la loro vitalit\u00e0, anche con un&#8217;et\u00e0 inferiore alla nostra, possiedono questo duplice e sinergico punto di forza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che importanza ha valorizzare la vostra cultura d&#8217;impresa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 di fondamentale importanza, come testimonianza della storia generale di questo Paese, abbracciando gli aspetti economici, sociali e culturali in generale. Siamo, infatti, ben consapevoli di quanto la cultura e l&#8217;impresa rappresentino un pilastro culturale di rilevanza essenziale, indispensabile anche per la formazione delle nuove generazioni. La storia non si limita alla politica, alle battaglie, alle vicende di case reali e di governi ma riguarda anche le culture materiali, i consumi e i costumi, i meccanismi di produzione e di scambio, il modo in cui conduciamo la nostra vita quotidiana, ci vestiamo, ci nutriamo, costruiamo relazioni, sviluppiamo le citt\u00e0 e viviamo in esse. La storia dell&#8217;impresa \u00e8 una parte integrante della storia materiale. E ne \u00e8 testimonianza proprio il nostro ruolo di custodia e valorizzazione della storia di Pirelli. Una storia vissuta non con un senso di nostalgia o di rimpianto, ma come il fondamento su cui costruire innovazione e progresso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la prossima iniziativa della Fondazione Pirelli?<\/strong><\/p>\n<p>La pubblicazione di un libro intitolato &#8220;L&#8217;officina dello sport&#8221;, edito da Marsilio e che sar\u00e0 in libreria nella prossima primavera. \u00c8 un&#8217;opera che si concentra sugli aspetti legati allo sport, al di l\u00e0 del momento delle competizioni. La competizione sportiva, giustamente, \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 popolare, comunicato, enfatizzato. Ma con questo libro noi vogliamo andare dietro le quinte, raccontare laboratori, officine e cantieri, illustrare produzioni e preparazioni tecniche, descrivere come si allena uno sportivo, come si forma una squadra vincente, come viene costruita una barca a vela trionfante in regate internazionali. Ma anche quali sono le implicazioni dei materiali e delle tecnologie nella Formula Uno. Ci guida uno slogan intramontabile di Pirelli: &#8220;Power is nothing without control&#8221;, che sottolinea l&#8217;importanza della misura, dell\u2019equilibrio, della consapevolezza fondamentale del senso del limite, nell&#8217;ambito della competizione. Non \u00e8 solo la forza a garantire la vittoria, ma la capacit\u00e0 di operare all&#8217;interno di vincoli, limiti, relazioni di comunit\u00e0, punti di forza delle persone da valorizzare e punti di debolezza da superare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Puoi fornire ulteriori dettagli su questo nuovo libro?<\/strong><\/p>\n<p>Questo volume conta su diverse firme di rilievo, tra cui quelle di Joe R. Lansdale, romanziere americano di grande popolarit\u00e0 e di Eva Cantarella, autrice di un meraviglioso capitolo sulle Olimpiadi e sulle antiche competizioni sportive greche, raccontando cosa abbiano in comune gli atleti, gli eroi e le divinit\u00e0. Il velista Ambrogio Beccaria approfondisce la dinamica relativa alla costruzione di una barca e come si imposta una regata oceanica. Il Presidente della Formula Uno Stefano Domenicali e il team Motorsport Pirelli condividono con i nostri lettori tutti gli aspetti, tecnologici e umani, che stanno dietro gare cos\u00ec impegnative come quelle automobilistiche. In sintesi, il nostro obiettivo \u00e8 di sottolineare, dello sport, la rilevanza sociale e culturale, considerandolo correttamente come un elemento essenziale della nostra storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono i principali criteri utilizzati dalla Fondazione per selezionare progetti o iniziative da sostenere finanziariamente?<\/strong><\/p>\n<p>La scelta dei progetti segue un principio fondamentale: come si racconta una storia in modo coinvolgente affinch\u00e9 altri la ascoltino? I nostri criteri di selezione si basano su argomenti che si relazionano strettamente con la nostra identit\u00e0, che \u00e8 plurale, aperta, inclusiva, molto internazionale e contemporaneamente attenta ai valori dei territori e delle comunit\u00e0 in cui siamo presenti. Alla fine, raccontare storie significa trasmettere alle nuove generazioni il testimone dell\u2019impegno industriale e culturale, del nostro patrimonio di valori e di saperi scientifici e tecnologici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Avete scelto l&#8217;archistar Renzo Piano per la realizzazione dello stabilimento a Settimo Torinese.<\/strong><\/p>\n<p>Lo stabilimento di Settimo Torinese rappresenta il nostro impianto pi\u00f9 moderno ed \u00e8 stato progettato da Renzo Piano poich\u00e9 desideravamo una fabbrica non solo all&#8217;avanguardia dal punto di vista industriale, ma anche esteticamente bella e funzionale. Nella convinzione che ci sia un rapporto molto stretto tra bellezza e produttivit\u00e0, sostenibilit\u00e0 ambientale, sociale e competitivit\u00e0. La scelta del progetto di Piano ha dato vita a una fabbrica luminosa, trasparente, sicura, altamente tecnologica e verde, circondata com\u2019\u00e8 da 400 alberi di ciliegio. I ciliegi, ispirati al &#8220;Giardino dei Ciliegi&#8221; di Cechov, costituiscono un elemento significativo di questa struttura modernissima, dotata di robot, tecnologie digitali e impianti energeticamente sostenibili, a cominciare dai pannelli solari che ricoprono l&#8217;intero tetto dell&#8217;edificio.<\/p>\n<p><strong>Nella foto di seguito: Fondazione Pirelli, open space, 2021, foto Ippi Studio courtesy of Fondazione Pirelli<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-584\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-1-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-1-768x513.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2024\/01\/FONDAZIONE-PIRELLI-1.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><strong>Come si racconta una fabbrica?<\/strong><\/p>\n<p>La rappresentazione di una fabbrica, nella nostra esperienza,\u00a0avviene attraverso fotografie, filmati, spettacoli teatrali e, come abbiamo gi\u00e0 detto, una musica, un \u201cCanto della fabbrica\u201d. Abbiamo coinvolto i dipendenti di Settimo Torinese nella realizzazione di uno spettacolo teatrale intitolato &#8220;Settimo, la fabbrica e il lavoro&#8221;, che \u00e8 stato messo in scena al Piccolo Teatro di Milano una decina di anni fa. Sul palcoscenico, gli attori interpretavano i ruoli degli operai, dei tecnici, degli ingegneri. Il pubblico, molto coinvolto e attento: nelle tre settimane di programmazione, c\u2019\u00e8 stato quasi sempre il \u2018tutto esaurito\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Parliamo meglio del \u201cCanto della fabbrica\u201d..<\/strong><\/p>\n<p>La musica ha avuto un ruolo significativo nel rappresentare una fabbrica del Novecento, come testimoniano i quattro colpi di sirena che aprono la seconda Sinfonia di Dmitrij \u0160ostakovi\u010d. Oggi, tutto \u00e8 cambiato: la fabbrica digitale \u00e8 silenziosa, lontana dai ritmi tayloristici del lavoro e dai rumori tipici della catena di montaggio dell&#8217;industria del passato. E dunque ha bisogno di una nuova rappresentazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E come si racconta in musica, allora, una fabbrica silenziosa?<\/strong><\/p>\n<p>La musica, strumento universale di espressione, \u00e8 capace di narrare ogni realt\u00e0. Nell&#8217;occasione, Salvatore Accardo e la sua orchestra, con i quali intrattenevamo da tempo un eccellente rapporto, hanno visitato a lungo la fabbrica, ascoltato i suoi ritmi, dialogato con i dipendenti, entrando nel cuore del lavoro di ricerca e di produzione. Guardare, cercare di capire, raccontare. E proprio tutto questo lavor\u00eco di osservazione e di studio ha permesso di scrivere una musica adatta a rappresentare ritmi, tecniche, movimenti, ambienti ed emozioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 parlato di come la cultura e l&#8217;industria 4.0 siano fortemente complementari. Ma che cos&#8217;\u00e8 la cultura della fabbrica?<\/strong><\/p>\n<p>La cultura contemporanea della fabbrica \u00e8 legata a un\u2019idea del \u201cfare, fare bene e fare del bene\u201d che va prendendo sempre pi\u00f9 forma. Qualit\u00e0 e sostenibilit\u00e0, ambientale e sociale, come asset fondamentale dell\u2019identit\u00e0 aziendale e dunque della competitivit\u00e0 su mercati sempre pi\u00f9 esigenti e selettivi. L&#8217;industria e la fabbrica sono in continua trasformazione. E l\u2019attenzione costante all\u2019innovazione, in tutti i suoi aspetti, dalle tecnologie produttive ai nuovi materiali, dai linguaggi del marketing e della comunicazione al welfare aziendale, dalle relazioni industriali alle regole della <em>governance, <\/em>\u00e8 il criterio che guida il nostro lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la posizione delle imprese italiane, in questo ambito, nel contesto globale?<\/strong><\/p>\n<p>A livello internazionale, gli italiani non competono affidandosi principalmente alla leva del prezzo. Il costo del lavoro elevato, la produttivit\u00e0 di sistema non eccellente, il peso degli oneri fiscali e sociali, l&#8217;alto costo del denaro e dell\u2019energia ci pongono in svantaggio rispetto al resto del mondo. Riusciamo a emergere grazie a un maggior e miglior livello di innovazione e a una speciale attenzione alla qualit\u00e0 e alla stessa bellezza dei nostri prodotti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 evoluto il suo percorso professionale iniziando dal giornalismo, dalla direzione di importanti testate giornalistiche e di agenzie di stampa e arrivando poi alla presidenza di organizzazioni e istituzioni del mondo dell\u2019impresa, oltre che alle attivit\u00e0 editoriali e ai corsi d\u2019insegnamento presso l&#8217;Universit\u00e0 Bocconi e l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Milano?<\/strong><\/p>\n<p>La mia evoluzione professionale \u00e8 stata guidata dalla curiosit\u00e0. Nel mondo dell\u2019informazione e poi in quello dell\u2019impresa. Nell\u2019autunno 2006, Marco Tronchetti Provera mi offr\u00ec un&#8217;opportunit\u00e0 in Pirelli, in un momento particolare della sua storia, come azionista di Telecom. Accettai volentieri, perch\u00e9 volevo vedere le cose da un&#8217;altra prospettiva, osservare l\u2019economia dall\u2019interno di una grande impresa, partecipare all\u2019impegno di fare le cose e non solo di raccontarle. Un\u2019esperienza straordinaria. Che ancora oggi mi coinvolge pienamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono alcuni dei temi principali trattati nei suoi libri pi\u00f9 recenti, come \u201cOrgoglio industriale\u201d, \u201cLa morale del tornio\u201d, \u201cL\u2019impresa riformista\u201d e \u201cL&#8217;avvenire della memoria\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>I miei ultimi libri trattano temi collegati tra loro: come l&#8217;Italia pu\u00f2 rimanere, nonostante tutto, il secondo grande Paese industriale europeo? E come costruire sviluppo sostenibile, legando storia e futuro, umanesimo e scienza? L&#8217;industria \u00e8 un pilastro fondamentale di una democrazia liberale di mercato. Un&#8217;impresa industriale rappresenta una comunit\u00e0, con dinamiche complesse che coinvolgono diritti e doveri, interessi individuali e valori generali, libert\u00e0 e responsabilit\u00e0. E la fabbrica, storicamente, \u00e8 stata ed \u00e8 ancora un luogo di formazione e promozione per molte persone, offrendo non solo un lavoro e un salario, ma anche autonomia e crescita personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stata la sfida pi\u00f9 stimolante e gratificante che ha affrontato come Vicepresidente Pirelli per gli Affari Istituzionali e poi per la Cultura e come direttore della Fondazione Pirelli?<\/strong><\/p>\n<p>Una delle sfide intellettuali pi\u00f9 entusiasmanti \u00e8 stata quella di combinare la materialit\u00e0 della fabbrica con l&#8217;immaterialit\u00e0 della musica: un affascinante esercizio culturale. Inoltre, ho apprezzato il lavoro di squadra, considerando che le aziende non sono guidate da un singolo individuo, ma da un team. Altre sfide stimolanti sono state quelle legate all&#8217;apertura di nuovi stabilimenti in Messico, Romania, Cina e la ristrutturazione e la riqualificazione delle attivit\u00e0 produttive in tutto il mondo, per esempio in Sud America.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 affascinante il lavoro industriale?<\/strong><\/p>\n<p>Il fine del lavoro industriale non si limita alla mera ricerca del profitto immediato, all\u2019accumulazione nel tempo breve della speculazione finanziaria. Si produce valore economico nel contesto dei valori degli stakeholders, cio\u00e8 dei dipendenti, dei fornitori, dei clienti, degli abitanti delle comunit\u00e0 di riferimento. L\u2019impresa, la manifattura, \u00e8 un attore economico, ma anche sociale e culturale. Crea lavoro, diffonde benessere, contribuisce al cambiamento sociale. Deve essere, naturalmente, efficiente e competitiva, proprio per poter continuare a investire e innovare. Ma ha lo sguardo lungo dei protagonisti della storia delle grandi trasformazioni, con un forte impatto di responsabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sfogliando il volume &#8220;Una storia al futuro&#8221;, che celebra il racconto dei 150 anni, si evince proprio come in Pirelli la tecnologia d&#8217;avanguardia, le visionarie capacit\u00e0 di immaginazione, una forza competitiva globale abbiano determinato il successo mondiale di questa storica azienda. Ma c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro dietro al suo successo?<\/strong><\/p>\n<p>Questo libro celebra la tecnologia d&#8217;avanguardia, l&#8217;immaginazione visionaria e la competitivit\u00e0 globale che hanno contribuito al successo mondiale dell&#8217;azienda Pirelli. Tuttavia, dietro a questo successo vi \u00e8 una profonda attenzione per le persone, nonch\u00e9 un approccio innovativo al concetto di lavoro. L&#8217;attuale economia ha trasformato il lavoro da un semplice scambio salario-prodotto in un processo partecipativo. Oltre al salario e al prodotto, interviene un&#8217;ampia gamma di elementi: passione, attaccamento, creativit\u00e0 e un senso di appartenenza personale al lavoro svolto. La nuova forma di lavoro ti coinvolge in ogni fase del processo, permettendoti di comprendere appieno il ciclo produttivo e di sentirti parte integrante. In un certo modo, questo concetto ricorda la riflessione di Primo Levi ne &#8220;La chiave a stella&#8221;: &#8220;Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci pu\u00f2 donare, l&#8217;amare il proprio lavoro, che purtroppo \u00e8 privilegio di pochi, costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicit\u00e0 sulla terra&#8221;. \u00a0In altre parole, scegliere un lavoro che appassiona riduce lo sforzo richiesto e aumenta la produttivit\u00e0. La creazione di condizioni di lavoro ideali, in un contesto sicuro, accogliente, sostenibile, rende l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa un piacere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la forza dell&#8217;umanesimo industriale italiano e in che modo pu\u00f2 aiutare nell&#8217;affrontare le sfide del futuro?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;umanesimo industriale italiano si distingue per la cura della bellezza e della qualit\u00e0 tecnologica. Dopo la guerra, l&#8217;Italia, da paese povero, provinciale, contadino, \u00e8 diventata nell\u2019arco di pochi anni una delle potenze industriali europee. Questo successo \u00e8 stato guidato dall\u2019apertura ai mercati europei, da un\u2019imprenditoria dinamica e forte d\u2019una capacit\u00e0 maggiore di inventiva, dall\u2019impegno di mano d\u2019opera di qualit\u00e0 ma con costi pi\u00f9 contenuti dei concorrenti e da una straordinaria attitudine al design. Il design \u00e8 il nostro tratto distintivo, conferendo a oggetti come lavatrici, frigoriferi e cucine non solo funzionalit\u00e0, ma anche un&#8217;estetica gradevole. Eccole, le leve del boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, tanto straordinario da essere chiamato comunemente \u201cmiracolo\u201d. L&#8217;attenzione per la bellezza \u00e8 una caratteristica profondamente radicata nella storia italiana e ha un legame diretto con la prosperit\u00e0 economica. La bellezza \u00e8 stata considerata da sempre un mezzo per attirare persone e prosperit\u00e0 alle comunit\u00e0. Con un forte legame tra estetica e produttivit\u00e0, bellezza, qualit\u00e0 e funzionalit\u00e0. Come aveva ben sintetizzato un grande storico dell\u2019economia, Carlo M. Cipolla: \u201cGli italiani sono abituati, fin dal Medio Evo, a produrre all\u2019ombra dei campanili cose belle che piacciono al mondo\u201d. Una lezione ancor oggi di incisiva attualit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono, secondo lei, le caratteristiche che rendono un&#8217;impresa competitiva globalmente?<\/strong><\/p>\n<p>La qualit\u00e0, la funzionalit\u00e0 e l&#8217;estetica di un prodotto rappresentano elementi cruciali del made in Italy. La nostra capacit\u00e0 di adattarci alle varie esigenze dei mercati internazionali \u00e8 uno dei principali punti di forza. Oltre alla produzione di oggetti, offriamo soluzioni per impianti industriali e per la produzione di macchine utensili, meccatronica e robotica d\u2019avanguardia. E chimica specialistica, farmaceutica di precisione, componentistica di alta specialit\u00e0 per l\u2019<em>automotive<\/em>, la cantieristica navale, l\u2019industria aerospaziale. Il nostro made in Italy, oltre alle \u201ctre A\u201d dell\u2019arredamento, abbigliamento e agro-alimentare, ha la forza di una manifattura di straordinarie capacit\u00e0 tecnologiche, con attenzione per l\u2019ambiente, i valori sociali, l\u2019equilibrio della bellezza. E oggi, davanti alle sfide della doppia transizione digitale e <em>green <\/em>e all\u2019impiego dell\u2019Intelligenza Artificiale, sono proprio le radici dell\u2019umanesimo industriale a darci la possibilit\u00e0 di continuare a scommettere sul futuro. Un futuro da industria di straordinaria qualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nella foto in apertura: Antonio Calabr\u00f2, Direttore Fondazione Pirelli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Pirelli, testimone di una storia imprenditoriale di oltre 150 anni, incarna l&#8217;essenza dell&#8217;azienda italiana nel connubio tra cultura umanistica e ricerca scientifica. Dall&#8217;integrazione della storia industriale al sostegno della responsabilit\u00e0 sociale, la Fondazione si erge come custode e promotrice del patrimonio culturale, investendo in progetti innovativi e culturali. Antonio Calabr\u00f2, Senior Vice President Pirelli per la Cultura e Direttore della Fondazione Pirelli ci racconta le novit\u00e0 e i progetti futuri di questa importante azienda italiana. &nbsp; Direttore, qual \u00e8 la missione principale della Fondazione Pirelli e quali sono i suoi obiettivi? La storia della Pirelli, azienda italiana fondata [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2024\/01\/07\/fondazione-pirelli-unimpresa-tra-storia-cultura-e-innovazione\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1117,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[26273,478391,247],"tags":[414106,37749,255651,2699,16956,32740],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/575"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1117"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=575"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":595,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/575\/revisions\/595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}