{"id":800,"date":"2026-01-25T21:01:57","date_gmt":"2026-01-25T20:01:57","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=800"},"modified":"2026-01-25T21:01:57","modified_gmt":"2026-01-25T20:01:57","slug":"francesco-paolo-tronca-per-una-milano-piu-sicura-occorrono-senso-della-comunita-e-rispetto-della-legalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2026\/01\/25\/francesco-paolo-tronca-per-una-milano-piu-sicura-occorrono-senso-della-comunita-e-rispetto-della-legalita\/","title":{"rendered":"Francesco Paolo Tronca: per una Milano pi\u00f9 sicura occorrono senso della comunit\u00e0 e rispetto della legalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"I_ZkbNhI D_FY W_6D6F\" data-test-id=\"message-view-body\">\n<div class=\"msg-body P_wpofO mq_AS\" data-test-id=\"message-view-body-content\">\n<div class=\"jb_0 X_6MGW N_6Fd5\">\n<div>\n<div id=\"yiv3886319107\">\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-805\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA-300x194.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA-1024x664.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA-768x498.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Francesco Paolo Tronca, ex Prefetto di Milano, avvocato cassazionista e professore straordinario di Diritto pubblico, \u00e8 attualmente Commissario straordinario del Pio Albergo Trivulzio. Con una carriera lunga e prestigiosa nelle istituzioni italiane, Tronca ha maturato esperienza nella gestione delle emergenze, nella sicurezza urbana e nella tutela dei diritti dei cittadini. Oggi guida una delle istituzioni storiche pi\u00f9 importanti per Milano, affrontando sfide complesse legate alla trasparenza, alla qualit\u00e0 dei servizi e al benessere degli anziani. Il suo approccio unisce rigore amministrativo, innovazione gestionale e attenzione alla dignit\u00e0 delle persone. In questa intervista, Tronca condivide la sua visione sul futuro di Milano, sul Trivulzio e sul ruolo centrale della cura, dell\u2019inclusione e della responsabilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Prefetto, lei in passato ha gestito situazioni di emergenza complesse. Come valuta l&#8217;attuale percezione di sicurezza di Milano alla luce dei recenti fatti di cronaca?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Quando parliamo di sicurezza dobbiamo avere il coraggio di cambiare prospettiva, ma partendo da un punto fermo: la sicurezza dei cittadini non \u00e8 negoziabile. Detto questo, la sicurezza non pu\u00f2 nascere dal sospetto o dall\u2019esclusione, bens\u00ec da un equilibrio preciso tra regole chiare applicate con fermezza e percorsi di legalit\u00e0 e inclusione. La vera sfida per avere una citt\u00e0 sicura non \u00e8 alzare muri, ma costruire ponti: ponti di legalit\u00e0, certo, ma anche di socialit\u00e0 e di umanit\u00e0. Sicurezza significa anche libert\u00e0 concreta: la libert\u00e0 di una madre e di un padre di sapere che la propria figlia pu\u00f2 uscire di casa, prendere la metropolitana, attraversare la citt\u00e0 senza vivere nella paura di essere aggredita o violentata. Significa poter trascorrere un Capodanno in piazza, un concerto o una serata tra amici senza il timore di molestie o abusi. Quando questa libert\u00e0 viene meno, non siamo di fronte soltanto a un problema di sicurezza pubblica, ma a una ferita profonda al patto sociale che tiene insieme una comunit\u00e0. La citt\u00e0 pi\u00f9 sicura non \u00e8 quella piena solo di telecamere. La tecnologia \u00e8 uno strumento utile, anzi necessario, ma la sicurezza non pu\u00f2 essere affidata esclusivamente al \u201cgrande occhio\u201d. La sicurezza \u00e8 fatta di vari fattori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Quali?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">L\u2019elemento pi\u00f9 importante \u00e8 la fiducia: la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Senza questa, anche il pi\u00f9 sofisticato sistema di sicurezza rischia di produrre una percezione negativa. La fiducia si costruisce quando il cittadino si sente ascoltato, seguito, rispettato. Quando si percepiscono istituzioni presenti, competenti e coerenti, in quel momento nasce una collaborazione naturale tra cittadini e Stato, e l\u2019azione istituzionale diventa pi\u00f9 efficace. Per questo oggi la \u201cpercezione di sicurezza\u201d \u00e8 uno dei temi centrali delle nostre citt\u00e0: non \u00e8 un fatto secondario, ma una componente essenziale della sicurezza stessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Quanto \u00e8 decisiva una governance integrata per affrontare la complessit\u00e0 e le emergenze di una grande citt\u00e0 come Milano?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">La percezione di sicurezza \u00e8 sempre un elemento dinamico, influenzato non solo dai fatti oggettivi ma anche dal modo in cui vengono raccontati e vissuti. Milano \u00e8 una grande citt\u00e0, con tutte le complessit\u00e0 che questo comporta, ma anche con una straordinaria capacit\u00e0 di risposta. Ho lavorato per tutta la mia carriera a Milano occupandomi di sicurezza, prima come dirigente e poi come prefetto, negli anni cruciali della preparazione dell\u2019Expo. Ho sempre visto una citt\u00e0 capace di reagire anche a fenomeni nuovi, che spesso si manifestano qui per primi e che costringono Milano a individuare soluzioni poi immediatamente adottate altrove. Gli episodi recenti destano certamente attenzione e preoccupazione, ma non devono indurre a generalizzazioni: le forze dell\u2019ordine e le istituzioni locali stanno lavorando in modo coordinato per garantire sicurezza e prossimit\u00e0 ai cittadini. \u00c8 importante continuare a rafforzare la prevenzione e la presenza sul territorio, ma anche la fiducia reciproca tra cittadini e istituzioni. Fermezza nel rispetto delle regole e ascolto dei territori non sono in contraddizione: sono le due condizioni necessarie per una sicurezza efficace, duratura e adulta. L\u2019esperienza milanese rappresenta oggi un patrimonio fondamentale anche in vista dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. Milano arriva a questo appuntamento forte del modello organizzativo e dei sistemi di sicurezza sperimentati con successo durante Expo: coordinamento interforze, prevenzione avanzata, capacit\u00e0 di gestione di grandi flussi di persone e attenzione alle minacce complesse. Le Olimpiadi saranno una sfida importante, ma anche un\u2019opportunit\u00e0 per confermare l\u2019affidabilit\u00e0 del nostro sistema Paese sul piano della sicurezza. Le emergenze complesse, del resto, insegnano che la chiave \u00e8 una governance integrata; cio\u00e8 la capacit\u00e0 di mettere in rete istituzioni, forze di polizia, associazioni e cittadini in un sistema di sicurezza partecipata. Un altro aspetto fondamentale \u00e8 il concetto di sicurezza come gestione dell\u2019emergenza, in senso ampio: non solo\u00a0<i>security<\/i>, ma anche\u00a0<i>safety<\/i> e soccorso pubblico. Da Capo del Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco ho gestito emergenze complesse come il terremoto dell\u2019Aquila, la strage ferroviaria di Viareggio, il naufragio della Costa Concordia. In tutte queste situazioni la chiave di volta \u00e8 sempre la stessa:\u00a0la regia. Una regia fondata su una governance a 360 gradi, dove tutte le componenti si parlano, si coordinano, guardano nella stessa direzione e collaborano per trasformare l\u2019azione in risultato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-806\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA--300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA--300x197.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA--1024x672.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA--768x504.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/01\/PREFETTO-TRONCA-.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><b>Quindi che cosa serve in questa logica di sicurezza partecipata? Cosa occorre fare? <\/b><b><\/b><b>Consolidare vicinanza tra istituzioni e cittadini, investire sulla prevenzione, mantenere fermezza e coerenza?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Questi elementi sono opportuni ma occorre anche riconoscere che, quando un sistema \u00e8 messo sotto pressione da eventi complessi, deve avere al proprio interno gli anticorpi per reagire con rapidit\u00e0, professionalit\u00e0 e determinazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>La sicurezza contro la violenza giovanile si costruisce pi\u00f9 con il controllo o con la prevenzione?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">La violenza giovanile non pu\u00f2 essere contrastata solo con la repressione, ma sarebbe un errore gravissimo rinunciare al controllo. Serve un approccio integrato anche in questo caso. \u00c8 indispensabile rafforzare la presenza delle forze dell\u2019ordine nei contesti pi\u00f9 sensibili: ne sono profondamente convinto. Il cittadino ha bisogno di vedere lo Stato, di percepirne la presenza concreta. Ma, allo stesso tempo, bisogna investire nella prevenzione sociale e culturale e costruire un vero patto educativo tra famiglie, scuola, istituzioni e societ\u00e0 civile. Non \u00e8 retorica: \u00e8 una necessit\u00e0. L\u2019azione deve muoversi su due binari fondamentali:\u00a0il presidio del territorio, con controlli coordinati e visibili, soprattutto nei fine settimana; una prevenzione strutturata, fatta di progetti educativi, percorsi di giustizia, mediazione sociale e inserimento. La prevenzione non comincia di notte: comincia al mattino e accompagna l\u2019intera giornata, perch\u00e9 anche luoghi apparentemente tranquilli possono improvvisamente diventare teatro di reati gravi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>\u00c8 giusto contrapporre la presenza delle forze dell\u2019ordine alle politiche sociali nella lotta alla microcriminalit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">E\u2019 una falsa contrapposizione perch\u00e9 sono due facce della stessa medaglia che vanno curate con meccanismi complementari: prevenzione e supporto sociale. Una zona lasciata a se stessa diventa terreno fertile per l\u2019illegalit\u00e0. Milano deve continuare a investire sia nella sicurezza visibile sia nella prossimit\u00e0 sociale. Quando i cittadini percepiscono ordine, cura e attenzione per lo spazio pubblico, diminuiscono anche fenomeni come degrado, abusivismo e conflitto sociale. Pensare di risolvere questi problemi solo aumentando la presenza delle forze dell\u2019ordine \u00e8 illusorio, cos\u00ec come lo \u00e8 pensare di farne a meno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Quanto \u00e8 importante ricostruire il senso di comunit\u00e0 per prevenire la microcriminalit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Conta moltissimo. La microcriminalit\u00e0 nasce spesso dove le persone si sentono invisibili o dove lo spazio pubblico perde la sua funzione di luogo di relazione. L\u2019obiettivo non \u00e8 militarizzare le citt\u00e0, ma costruire sistemi territoriali che tengano nel tempo. Polizia e rispetto delle regole sono indispensabili, ma devono inserirsi in un quadro pi\u00f9 ampio e stabile. Senza questa tenuta complessiva, anche gli interventi pi\u00f9 duri rischiano di essere solo temporanei e quindi, alla lunga, non risolutivi. Ci\u00f2 \u00e8 particolarmente vero nelle periferie, che non possono e non devono essere dimenticate. Esistono quartieri in cui lo Stato viene percepito come distante, dove i cittadini rinunciano progressivamente a vivere gli spazi pubblici, a uscire la sera, a far giocare i figli nei cortili o nei parchi. Quando interi territori perdono la loro normalit\u00e0 quotidiana, non siamo solo davanti a un problema urbanistico, ma a una limitazione concreta della libert\u00e0 personale. Ricostruire sicurezza nelle periferie significa restituire diritti, dignit\u00e0 e fiducia a chi oggi si sente ai margini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Quale \u00e8 l&#8217;approccio pi\u00f9 indicato?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">I risultati migliori si ottengono con approcci integrati: pattugliamenti mirati, sistemi di videosorveglianza intelligente, controllo di vicinato e una comunit\u00e0 che partecipa attivamente alla cura del territorio. Questo presuppone per\u00f2 che lo Stato faccia pienamente la sua parte, investendo in rigenerazione urbana, inclusione sociale e servizi di prossimit\u00e0. In questo senso, le task force istituzionali sono uno strumento fondamentale: il coordinamento tra Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale, Prefettura, Enti locali, servizi sociali e Scuola rafforza in modo decisivo la capacit\u00e0 di prevenzione e intervento. La sicurezza va intesa come un vero e proprio ecosistema, non come una somma di azioni isolate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>In che modo il coordinamento tra cittadini e forze dello Stato pu\u00f2 contribuire a prevenire reati prima che si verifichino?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">\u00c8 indispensabile superare la logica dell\u2019intervento solo dopo l\u2019emergenza. L\u2019esperienza di Expo ha dimostrato l\u2019efficacia di sistemi preventivi basati sull\u2019incrocio delle banche dati e sul monitoraggio anticipato delle infiltrazioni criminali, anche attraverso strumenti come le interdittive antimafia. La percezione di sicurezza cresce quando i cittadini vedono le forze dello Stato lavorare insieme in modo coordinato e concreto. Questo coordinamento deve tradursi in azioni quotidiane: pattugliamenti misti, scambio tempestivo di informazioni, interventi condivisi nei contesti pi\u00f9 complessi. La criminalit\u00e0 non \u00e8 mai un fenomeno isolato, ma una rete di attivit\u00e0 che si intrecciano. Contrastarla significa spezzare queste reti, non limitarsi a reprimere singoli reati. In questo quadro, la sicurezza non si costruisce solo con le telecamere, ma con le persone. Gli \u201csguardi attenti\u201d della comunit\u00e0 sono un elemento essenziale. Figure come i portieri di condominio, ad esempio, rappresentano un presidio informale ma prezioso: conoscono il territorio, intercettano anomalie e possono fungere da ponte tra cittadini e istituzioni. Valorizzarne il ruolo, anche attraverso incentivi o agevolazioni, significa rafforzare la sicurezza diffusa. Allo stesso modo, la desertificazione commerciale indebolisce il tessuto sociale urbano. La scomparsa dei piccoli negozi, delle agenzie bancarie, delle edicole, riduce le reti di relazione che storicamente hanno contribuito al controllo sociale informale. L\u2019obiettivo deve essere quello di citt\u00e0 vissute e abitate, non di spazi blindati e sorvegliati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>In che modo le istituzioni possono trasformare la prevenzione del femminicidio in un impegno quotidiano e strutturale, anzich\u00e9 in interventi episodici?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Temi come il femminicidio richiedono uno sguardo altrettanto sistemico. Non si tratta solo di tragedie individuali, ma di sconfitte collettive. La prevenzione non pu\u00f2 limitarsi alla protezione delle vittime: deve agire sulle cause profonde, sui modelli culturali e relazionali, coinvolgendo in particolare la responsabilit\u00e0 maschile. Servono interventi strutturali e continui, non solo progetti sperimentali o dichiarazioni di principio. La sicurezza funziona quando la collaborazione \u00e8 strutturata, quotidiana e duratura. Meglio interventi meno invasivi, ma pi\u00f9 continui e coerenti, capaci di costruire fiducia, prevenzione reale e una presenza dello Stato percepita come vicina, competente e affidabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Quali ulteriori progetti concreti possono essere messi in atto nelle scuole e nella comunit\u00e0\u00a0per contrastare il femminicidio?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Sono necessari progetti strutturati nelle scuole, affinch\u00e9 ragazze e ragazzi imparino a riconoscere il valore della reciprocit\u00e0, del rispetto e della responsabilit\u00e0 nelle relazioni. Allo stesso tempo, servono campagne pubbliche di sensibilizzazione rivolte agli uomini \u2013 padri, mariti, compagni, amici \u2013 per incoraggiarli a essere parte attiva della soluzione. Un fenomeno come il femminicidio non pu\u00f2 essere affrontato esclusivamente con interventi calati dall\u2019alto. \u00c8 un problema sociale profondo, che richiede il coinvolgimento della societ\u00e0 nel suo insieme. In questa prospettiva, pu\u00f2 essere utile immaginare anche spazi di ascolto e di confronto dedicati agli uomini, perch\u00e9 la prevenzione passa attraverso la consapevolezza, l\u2019educazione emotiva e la capacit\u00e0 di riconoscere e gestire il disagio. Il femminicidio non \u00e8 una questione settoriale, ma una ferita collettiva che va affrontata con strumenti culturali, educativi e sociali, oltre che giuridici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Dopo una lunga carriera nelle istituzioni, cosa l\u2019ha spinta a riprendere la professione forense e a tornare a un ruolo pi\u00f9 diretto nella tutela dei diritti?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">La mia vita professionale \u00e8 stata interamente dedicata allo Stato e al servizio dell\u2019interesse pubblico. Dopo molti anni nelle istituzioni, ho sentito l\u2019esigenza di vivere un\u2019esperienza diversa, che mi consentisse di tutelare i diritti in modo pi\u00f9 diretto e concreto. L\u2019attivit\u00e0 forense sta completando il mio percorso professionale e umano: non rappresenta una cesura, ma un\u2019integrazione naturale dell\u2019esperienza maturata nelle istituzioni e nell\u2019alta magistratura amministrativa, come il Consiglio di Stato. Queste esperienze, considerate nel loro insieme, offrono una visione ampia e una sensibilit\u00e0 particolare che consentono di intercettare in anticipo criticit\u00e0, rischi e possibili soluzioni. \u00c8 una prospettiva che arricchisce e rafforza il modo di esercitare la tutela dei diritti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Quale ritiene debba essere il ruolo del diritto nella costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e responsabile?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Non vedo alcuna contrapposizione tra il ruolo del giurista e quello dell\u2019uomo delle istituzioni. Al contrario, chi opera nelle istituzioni dovrebbe avere una solida formazione giuridica, cos\u00ec come il giurista non pu\u00f2 prescindere da una profonda sensibilit\u00e0 istituzionale. Il diritto vive nelle istituzioni e le istituzioni, a loro volta, hanno bisogno del diritto per garantire il rispetto delle regole e rafforzare la fiducia sociale. Le regole non sono strumenti di potere, ma strumenti di servizio. Rivestire incarichi istituzionali non significa godere di privilegi, bens\u00ec assumere maggiori responsabilit\u00e0. Chi serve lo Stato ha pi\u00f9 doveri, non pi\u00f9 diritti, rispetto agli altri cittadini. Questo \u00e8 un principio che andrebbe ricordato con maggiore frequenza. Nel mondo del diritto, una delle sfide principali \u00e8 resistere alla semplificazione e al protagonismo. L\u2019avvocato deve rimanere un presidio di equilibrio, competenza e responsabilit\u00e0. Difendere i diritti oggi non \u00e8 impossibile, ma richiede coerenza, indipendenza e il rifiuto di piegare il diritto a interessi personali o a logiche di convenienza. Il diritto \u00e8 prima di tutto una sfida etica, centrale per il funzionamento dell\u2019intero sistema sociale. Pu\u00f2 e deve avere una funzione educativa: non va inteso esclusivamente come strumento sanzionatorio, ma come espressione del rispetto reciproco. Regole chiare, applicate con equit\u00e0, formano cittadini consapevoli. La legalit\u00e0 si costruisce anche \u2013 e soprattutto \u2013 attraverso l\u2019esempio quotidiano delle istituzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Lei \u00e8 Commissario straordinario e rappresentante legale del Pio Albergo Trivulzio, un\u2019istituzione storica per Milano: quali sono oggi le principali sfide nella sua gestione, soprattutto sul piano della trasparenza e della qualit\u00e0 dei servizi?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Il Trivulzio \u00e8 un\u2019istituzione storica. Esiste da secoli e rappresenta una parte importante dell\u2019identit\u00e0 di Milano: una citt\u00e0 che assiste, che serve, che si prende cura delle persone fragili. Tuttavia, non possiamo vivere soltanto di memoria e di storia. Il Trivulzio, come il Paese, ha attraversato fasi delicate: dal periodo di Mani Pulite alla recente pandemia, che ha segnato profondamente questa struttura e l\u2019intera comunit\u00e0. Ma il Trivulzio non deve essere ricordato solo per le sue difficolt\u00e0. Al contrario, quando nasce, cresce e si proietta verso il futuro, rappresenta un esempio di grande positivit\u00e0. Il futuro del Trivulzio \u00e8 il futuro di Milano. Questa istituzione sente la responsabilit\u00e0 di restituire alla citt\u00e0 ci\u00f2 che le \u00e8 stato affidato: professionalit\u00e0, assistenza di alto livello, capacit\u00e0 di innovazione. \u00c8 sempre stata una realt\u00e0 dinamica, orientata a sperimentare formule moderne e avanzate di assistenza agli anziani. L\u2019Italia \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 longevi d\u2019Europa e del mondo. Le fasce di et\u00e0 si spostano progressivamente in avanti e l\u2019aspettativa di vita continua ad aumentare. Al Trivulzio, ad esempio, la presenza di persone ultracentenarie, un tempo eccezionale, \u00e8 oggi una realt\u00e0. Questo dato impone una riflessione seria: il tema degli anziani \u00e8 diventato centrale e strutturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Se dovesse indicare una sola priorit\u00e0 concreta da cui partire subito \u2014 istituzionale o comunitaria \u2014 quale sceglierebbe per ridurre la solitudine degli anziani senza compromettere la loro dignit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Occuparsi degli anziani non significa soltanto garantire assistenza sanitaria. Significa comprendere i loro bisogni complessivi, le fragilit\u00e0 e le criticit\u00e0 che vivono quotidianamente. Uno dei problemi pi\u00f9 rilevanti \u00e8 la solitudine. Le famiglie non sono pi\u00f9 quelle di vent\u2019anni fa: spesso non ci sono, oppure non sono in grado di sostenere economicamente le rette delle strutture residenziali, anche quando queste sono contenute. Molti anziani restano soli nelle proprie abitazioni, senza una rete di supporto. Accanto a strutture di eccellenza come il Trivulzio, che rappresentano un orgoglio per Milano e un modello riconosciuto anche a livello internazionale, esiste una vasta platea di anziani che non riescono ad accedervi. Sono persone che oggi incontriamo nelle mense sociali, in fila per un pasto. Ricordo l\u2019immagine di una coppia anziana: lui con la cravatta, vestito con cura, lei al suo fianco, elegante, in attesa come tanti altri. Quella cravatta non era un dettaglio: era un segno di dignit\u00e0. Ecco il punto centrale. La societ\u00e0 non deve limitarsi a garantire la sopravvivenza, ma deve rispettare la dignit\u00e0 delle persone. Deve tutelarne la salute, i bisogni e il valore umano. Per farlo, servono soluzioni moderne: organizzazione efficiente, gestione innovativa, tecnologia, telemedicina, assistenza domiciliare. In questo quadro, il volontariato rappresenta una risorsa straordinaria del nostro Paese, una ricchezza di cui dobbiamo essere orgogliosi. Ma anche il volontariato deve essere strutturato, continuo, vicino all\u2019anziano nella quotidianit\u00e0, non episodico. Non basta un\u2019assistenza \u201ca spot\u201d per sentirsi la coscienza a posto. Serve un\u2019etica diversa, un impegno sociale profondo e costante. Abbiamo bisogno di una societ\u00e0, nelle istituzioni e nella comunit\u00e0 civile, fondata su persone che non cedano sul piano etico e operativo. La sicurezza \u00e8 un elemento essenziale del vivere civile, ma il vivere civile stesso nasce dal rispetto della dignit\u00e0 umana. Questo significa costruire un sistema che tenga: prevenzione, presidi di polizia, presidi sociali, comunit\u00e0 capaci di rispondere ai bisogni di giovani, donne, uomini e anziani. Il primo principio deve essere sempre il rispetto della persona e della sua salute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\"><b>Quali strategie e iniziative ritiene fondamentali per trasformare il Trivulzio in un modello di assistenza agli anziani che promuova non solo cura, ma anche partecipazione attiva e dignit\u00e0?<\/b><\/p>\n<p class=\"yiv3886319107MsoNormal\">Il Trivulzio \u00e8 un\u2019opera straordinaria, che deve continuare a evolversi, specializzarsi e adottare modelli di assistenza sempre pi\u00f9 avanzati, con particolare attenzione alle patologie emergenti, come l\u2019Alzheimer. Oggi accoglie oltre mille ospiti; sono stati attivati nuovi reparti, ampliati i posti dedicati alla cura delle demenze, riaperte palestre, spazi comuni, il bar e l\u2019auditorium, con una cura particolare per la qualit\u00e0 dei servizi, a partire dalla ristorazione. Tuttavia, non basta un approccio puramente assistenziale. Serve un atteggiamento propositivo. L\u2019anziano non deve vivere la permanenza al Trivulzio come una semplice attesa del tempo che passa, ma come un\u2019esperienza ancora attiva. Deve sentirsi parte di una societ\u00e0 che produce, che valorizza le competenze e le esperienze maturate nel corso della vita. Essere anziani non significa farsi servire, ma continuare, per quanto possibile, a servire la comunit\u00e0. In definitiva, parlare del Trivulzio significa parlare di fiducia, di sicurezza, di lotta alla solitudine e, soprattutto, di rispetto dell\u2019uomo e della sua dignit\u00e0. Sono questi i valori che devono guidare il futuro dell\u2019assistenza agli anziani e, pi\u00f9 in generale, il futuro della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"jb_0 X_6MGW N_6Fd5\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"H_7jIs D_F ab_C Q_69H5 E_36RhU\" data-test-id=\"toolbar-hover-area\">\n<div class=\"D_F W_6D6F r_BN gl_C\" data-test-id=\"card-toolbar\">\n<div class=\"D_F ab_C en_0 b_Z14vXdP e_3mS2U I_ZkbNhI P_Z1otBpf\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr class=\"M_0 P_0 cn_0\" \/>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Francesco Paolo Tronca, ex Prefetto di Milano, avvocato cassazionista e professore straordinario di Diritto pubblico, \u00e8 attualmente Commissario straordinario del Pio Albergo Trivulzio. Con una carriera lunga e prestigiosa nelle istituzioni italiane, Tronca ha maturato esperienza nella gestione delle emergenze, nella sicurezza urbana e nella tutela dei diritti dei cittadini. Oggi guida una delle istituzioni storiche pi\u00f9 importanti per Milano, affrontando sfide complesse legate alla trasparenza, alla qualit\u00e0 dei servizi e al benessere degli anziani. Il suo approccio unisce rigore amministrativo, innovazione gestionale e attenzione alla dignit\u00e0 delle persone. In questa intervista, Tronca condivide la sua visione sul futuro di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2026\/01\/25\/francesco-paolo-tronca-per-una-milano-piu-sicura-occorrono-senso-della-comunita-e-rispetto-della-legalita\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1117,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3157,249,600185],"tags":[5727,2699,249,53],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/800"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1117"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=800"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/800\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":808,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/800\/revisions\/808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}