{"id":825,"date":"2026-05-30T21:55:42","date_gmt":"2026-05-30T19:55:42","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/?p=825"},"modified":"2026-05-31T11:08:07","modified_gmt":"2026-05-31T09:08:07","slug":"milano-la-citta-dellumanesimo-urbano-e-del-rinascimento-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2026\/05\/30\/milano-la-citta-dellumanesimo-urbano-e-del-rinascimento-ambientale\/","title":{"rendered":"&#8220;Milano, la citt\u00e0 dell\u2019umanesimo urbano e del rinascimento ambientale\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-834\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/05\/fiori-presidente-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/05\/fiori-presidente-1-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/05\/fiori-presidente-1-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/files\/2026\/05\/fiori-presidente-1.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p><strong>Nella foto: Lorenzo Fiori, Presidente della Societ\u00e0 del Giardino di Milano, gi\u00e0 Direttore della Fondazione Ansaldo<\/strong><\/p>\n<p>Lorenzo Fiori, classe 1959, milanese, laureato in Ingegneria Meccanica Elettronica al Politecnico di Milano, gi\u00e0 Direttore Generale della Fondazione Leonardo Civilt\u00e0 delle Macchine e poi Direttore della Fondazione Ansaldo &#8211; Gruppo Leonardo, oggi Presidente della Societ\u00e0 del Giardino di Milano. Ha lavorato nel Gruppo Finmeccanica (oggi Leonardo Spa) dove ha ricoperto l\u2019incarico apicale di Chief Tecnology Officer, occupandosi di aerospazio, difesa, sicurezza, trasporto ferroviario ed energia. Fiori attraverso mostre, progetti culturali e iniziative divulgative, ha promosso in tempi recenti una riflessione sul rapporto tra industria, innovazione e sviluppo sociale. La sua visione di Milano mette al centro il concetto di \u201cumanesimo urbano\u201d, in cui crescita economica, sostenibilit\u00e0 e cultura diventano elementi complementari di un nuovo modello di sviluppo. Nei suoi interventi emerge spesso l\u2019idea di una Milano capace di coniugare tradizione storica, innovazione tecnologica e qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<div id=\"ydpeb450c6byiv1602381306\">\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>\u200bPresidente, Milano sta attraversando una fase di espansione molto rapida: quali indicatori fanno ritenere che questa crescita sia strutturale e non semplicemente legata a un ciclo favorevole?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">Diversi indicatori suggeriscono che questa crescita abbia una natura strutturale, pur essendo in parte influenzata dal ciclo economico, che per definizione evolve in modo diverso nel tempo. A mio avviso, gli elementi principali sono tre. Il primo riguarda il livello degli investimenti: le Olimpiadi invernali, i progetti di rigenerazione degli scali ferroviari e l\u2019ampliamento della rete dei trasporti e della mobilit\u00e0 rappresentano interventi di lungo periodo che rafforzano la sostenibilit\u00e0 della crescita urbana ed economica della citt\u00e0. Il secondo elemento \u00e8 la crescente attrattivit\u00e0 internazionale di Milano. La citt\u00e0 \u00e8 diventata un hub europeo sempre pi\u00f9 rilevante, consolidando una vocazione internazionale che storicamente le appartiene ma che negli ultimi anni si \u00e8 intensificata in modo significativo. A questo si aggiunge una forte diversificazione economica, che contribuisce a renderne il modello di sviluppo pi\u00f9 resiliente. Infine terzo elemento, vi sono dati economici particolarmente significativi: Milano registra uno dei redditi pro capite pi\u00f9 elevati d\u2019Italia, intorno ai 40 mila euro annui, ed \u00e8 caratterizzata da un forte dinamismo del mercato immobiliare. Ci\u00f2 che colpisce maggiormente \u00e8 la qualit\u00e0 degli investimenti realizzati, sia nelle nuove costruzioni sia nelle ristrutturazioni: edifici ad alta efficienza energetica, progettati con servizi integrati e standard qualitativi elevati. Questo conferma come la crescita della citt\u00e0 non sia soltanto congiunturale, ma fondata su basi strutturali solide.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>L\u2019apertura internazionale di Milano \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente: quali strumenti possono evitare che questo processo generi nuove disuguaglianze sociali?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">A mio parere il principale rischio legato alla crescente apertura internazionale di Milano riguarda per proprio l\u2019aumento delle disuguaglianze sociali, e il tema centrale \u00e8 senza dubbio quello abitativo. \u00c8 un problema concreto, che ho avuto modo di constatare anche personalmente aiutando alcuni lavoratori qualificati, persone che conoscevo da anni,\u00a0 che incontravano serie difficolt\u00e0 nel trovare una casa dignitosa a costi sostenibili. \u00c8 quindi evidente che servano politiche abitative e interventi di edilizia sociale pi\u00f9 incisivi. Il Piano Casa recentemente avviato, con 2.300 nuovi alloggi previsti, rappresenta certamente un segnale positivo, anche se resta da capire se sia sufficiente rispetto alle reali esigenze della citt\u00e0. Oggi Milano conta circa 1,4 milioni di residenti, ma i dati relativi alle connessioni telefoniche mostrano una presenza quotidiana di circa 1,6 milioni di persone: significa che oltre 250 mila persone vivono o lavorano stabilmente in citt\u00e0 pur non essendo residenti. A questo si aggiungono i milioni di persone che ogni giorno gravitano sull\u2019area metropolitana per motivi di lavoro e studio. \u00c8 quindi evidente che la pressione abitativa sia enorme. Il nodo centrale \u00e8 che il costo della casa cresce molto pi\u00f9 rapidamente dei redditi. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, i prezzi delle compravendite immobiliari crescono di circa l\u20198,5% annuo e i canoni di locazione di quasi il 7%, mentre i salari medi aumentano intorno al 4%. Questo genera inevitabilmente una forte tensione sociale. Anche il dato sul reddito medio pro capite, pari a circa 40 mila euro annui, rischia di essere fuorviante se letto senza considerare la distribuzione reale dei redditi. Sempre secondo lo stesso rapporto, oltre il 52% dei residenti dichiara meno di 26 mila euro lordi annui e circa il 3,7% meno di 15 mila euro. Esiste quindi\u00a0 una fascia molto ampia di lavoratori che fatica a sostenere il costo della vita cittadina. Questo crea un problema strutturale: molte persone indispensabili al funzionamento della citt\u00e0 \u2014 impiegati, operatori dei servizi, lavoratori del commercio e della logistica \u2014 rischiano di non potersi pi\u00f9 permettere di vivere a Milano. E se il costo della vita continua a crescere anche nell\u2019hinterland e nella grande area metropolitana, il rischio \u00e8 quello di espellere progressivamente una parte significativa della classe media e dei lavoratori essenziali. Per evitare che l\u2019internazionalizzazione produca nuove disuguaglianze servono quindi politiche che non riguardino solo la casa, ma anche i servizi e l\u2019inclusione sociale. Una proposta interessante potrebbe essere quella di ampliare gli orari di apertura delle scuole, soprattutto primarie. Questo aiuterebbe le famiglie a conciliare lavoro e vita quotidiana, offrirebbe ai ragazzi spazi sicuri di socializzazione e formazione, e contribuirebbe a prevenire situazioni di disagio sociale. La scuola pu\u00f2 infatti diventare non solo un luogo educativo, ma anche uno strumento di integrazione e coesione urbana.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ydpeb450c6byiv1602381306\">\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>Oltre ai settori tradizionali\u2014finanza, moda e design\u2014quali ambiti ritiene strategici per consolidare il ruolo di Milano come hub europeo nei prossimi dieci anni?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">Accanto ai settori tradizionali \u2014 finanza, moda e design \u2014 ritengo che Milano debba puntare con decisione su alcuni ambiti strategici destinati a diventare centrali nei prossimi dieci anni. \u200bIl primo \u00e8 certamente quello dei data center e dell\u2019economia digitale. Milano rappresenta gi\u00e0 oggi uno dei principali hub dell\u2019Europa meridionale in questo settore: dispone di competenze avanzate, di un ecosistema dinamico di startup e di imprese innovative, oltre che di una forte presenza nel campo della cybersecurity e dei servizi tecnologici ad alto valore aggiunto. Questo patrimonio di competenze pu\u00f2 consolidare ulteriormente il ruolo internazionale della citt\u00e0. Un secondo ambito strategico \u00e8 quello delle life sciences. Milano \u00e8 gi\u00e0 un centro di riferimento nel settore della salute, grazie a una rete ospedaliera di eccellenza, penso allo Human Technopole e alla presenza di importanti realt\u00e0 universitarie e di ricerca e a un ecosistema in crescita nel campo delle biotecnologie. Anche la robotica applicata alla medicina e all\u2019industria rappresenta un settore con forti potenzialit\u00e0 di sviluppo. Un altro tema fondamentale \u00e8 quello della smart city. Se ne parla da molti anni, ma oggi esistono le condizioni concrete perch\u00e9 Milano possa diventare un modello europeo di innovazione urbana sostenibile. Penso a una citt\u00e0 capace di integrare tecnologia, mobilit\u00e0 intelligente, efficientamento energetico, servizi digitali e rigenerazione urbana. In questo senso, il recupero degli scali ferroviari, gli investimenti legati alle Olimpiadi e l\u2019eredit\u00e0 di Expo rappresentano occasioni straordinarie per ripensare la citt\u00e0 in chiave moderna e sostenibile. La green economy sar\u00e0 un altro pilastro decisivo. Milano pu\u00f2 diventare una citt\u00e0-laboratorio per modelli avanzati di sostenibilit\u00e0 ambientale, efficienza energetica ed economia circolare, rafforzando ulteriormente la propria attrattivit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>Come si pu\u00f2 riequilibrare il rapporto tra sviluppo economico e aumento del costo della vita, in particolare per le nuove generazioni e i lavoratori qualificati?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">Naturalmente, lo sviluppo economico deve essere accompagnato da un equilibrio sociale, soprattutto rispetto all\u2019aumento del costo della vita. Su questo tema molte leve appartengono al governo nazionale pi\u00f9 che all\u2019amministrazione locale. A mio avviso, una delle strade pi\u00f9 interessanti potrebbe essere quella di favorire forme di retribuzione che prevedano una componente variabile collegata ai risultati, accompagnata per\u00f2 da meccanismi di detassazione. Un modello di questo tipo potrebbe aumentare il potere d\u2019acquisto dei lavoratori e, allo stesso tempo, rafforzare il coinvolgimento delle persone nella crescita delle imprese. Naturalmente, la componente variabile dovrebbe restare entro limiti equilibrati, cos\u00ec da garantire stabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 reddituale. \u200bPi\u00f9 in generale, la sfida di Milano sar\u00e0 quella di continuare a crescere senza perdere coesione sociale, mantenendo la capacit\u00e0 di attrarre investimenti e talenti ma restando una citt\u00e0 accessibile e vivibile anche per il ceto medio e per i lavoratori che ne sostengono quotidianamente lo sviluppo.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>I grandi progetti di trasformazione stanno ridisegnando la citt\u00e0: quali criteri dovrebbero guidarli per garantire un equilibrio tra valorizzazione immobiliare e coesione sociale?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">I grandi progetti di trasformazione urbana dovrebbero essere guidati innanzitutto da un principio di equilibrio tra valorizzazione immobiliare e inclusione sociale. Nella progettazione dei nuovi quartieri \u2014 alcuni gi\u00e0 avviati, altri ancora in fase di sviluppo \u2014 \u00e8 fondamentale prevedere un mix abitativo equilibrato, che includa anche quote significative di social housing e di abitazioni a prezzi convenzionati. Una citt\u00e0 sostenibile non pu\u00f2 essere costruita esclusivamente per fasce di reddito elevate, ma deve mantenere una composizione sociale diversificata e accessibile. Un altro criterio importante \u00e8 quello della cosiddetta \u201ccitt\u00e0 dei 15 minuti\u201d, cio\u00e8 un modello urbano in cui i cittadini possano raggiungere servizi essenziali, scuole, trasporti, commercio e spazi pubblici in tempi brevi, preferibilmente a piedi o con forme di mobilit\u00e0 sostenibile. Non \u00e8 un obiettivo semplice, perch\u00e9 richiede investimenti significativi nei servizi di prossimit\u00e0, ma Milano ha alcune caratteristiche che possono favorire questo modello. \u00c8 una citt\u00e0 relativamente compatta e, soprattutto, ha mantenuto una struttura policentrica, che rappresenta un grande valore urbanistico e sociale. Questo aspetto \u00e8 particolarmente importante in una citt\u00e0 che affronta due sfide demografiche rilevanti: il calo della natalit\u00e0 e l\u2019aumento dell\u2019et\u00e0 media della popolazione. Pur essendo una citt\u00e0 attrattiva e internazionale, con una forte presenza di residenti stranieri mediamente pi\u00f9 giovani, Milano resta una citt\u00e0 che invecchia e che avr\u00e0 quindi sempre pi\u00f9 bisogno di servizi di prossimit\u00e0, accessibilit\u00e0 urbana e qualit\u00e0 dello spazio pubblico. Un ulteriore criterio fondamentale riguarda la sostenibilit\u00e0 ambientale. Milano soffre storicamente di criticit\u00e0 legate alla qualit\u00e0 dell\u2019aria e alla limitata circolazione atmosferica. Per questo motivo, i grandi progetti di rigenerazione urbana dovrebbero integrare in modo strutturale aree verdi, parchi urbani e corridoi ecologici, capaci di migliorare la vivibilit\u00e0 e contribuire alla mitigazione ambientale. In diversi interventi recenti questa attenzione \u00e8 gi\u00e0 presente \u2014 penso ad esempio ai progetti legati ai gi\u00e0 citati scali ferroviari \u2014 ma il rafforzamento del verde urbano deve restare una priorit\u00e0 strategica.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>Milano \u00e8 spesso percepita come un modello di efficienza: quali criticit\u00e0 infrastrutturali ritiene oggi sottovalutate o destinate a emergere nel medio periodo?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\u200bMilano \u00e8 sicuramente un modello di efficienza dal punto di vista della mobilit\u00e0 urbana, anche se credo che esistano ancora alcuni squilibri importanti. Guardando anche dati recenti, emerge infatti che l\u2019utilizzo dell\u2019auto privata resta molto elevato, nonostante la qualit\u00e0\u00a0e capillarit\u00e0\u00a0della rete di trasporto pubblico. Personalmente utilizzo quasi esclusivamente i mezzi pubblici\u00a0 anche perch\u00e9 ho la fortuna di vivere vicino alla metropolitana e ritengo che il sistema milanese sia tra i migliori in Italia. La rete metropolitana \u00e8 moderna ed efficiente, mentre il passante ferroviario e le linee suburbane consentono collegamenti rapidi con gran parte dell\u2019area metropolitana e delle citt\u00e0 vicine. Da Porta Venezia si pu\u00f2 raggiungere il centro di Pavia o Como in circa mezz\u2019ora. Questo dimostra quanto la rete sia ormai capillare e funzionale. Proprio per questo, colpisce il fatto che il traffico automobilistico continui a essere cos\u00ec intenso. In molti casi l\u2019auto rappresenta un costo economico e un enorme spreco di tempo, soprattutto in una citt\u00e0 gi\u00e0 ben servita dal trasporto pubblico. Inoltre, si nota un aumento significativo di veicoli di grandi dimensioni, SUV e mezzi commerciali, che contribuiscono ulteriormente alla congestione urbana. Negli ultimi anni \u00e8 cresciuta molto anche la cosiddetta mobilit\u00e0 dolce \u2014 biciclette, monopattini e micromobilit\u00e0 \u2014 che rappresenta sicuramente un elemento positivo. Tuttavia, questo comporta anche nuove esigenze di organizzazione dello spazio pubblico e della viabilit\u00e0. Penso, ad esempio, all\u2019area del Quadrilatero, dove in alcune fasce orarie la situazione diventa estremamente complessa a causa delle attivit\u00e0 di carico e scarico. In questi casi, una maggiore pedonalizzazione potrebbe essere una soluzione razionale e coerente con il modello di citt\u00e0 sostenibile che Milano sta cercando di costruire. Naturalmente, sono scelte delicate, perch\u00e9 incidono sulle attivit\u00e0 economiche, sui residenti e su chi lavora quotidianamente in queste zone. Per questo motivo \u00e8 fondamentale trovare un equilibrio tra sostenibilit\u00e0, accessibilit\u00e0 e funzionalit\u00e0 urbana. Anche sul fronte burocratico esistono criticit\u00e0. Chi gestisce immobili o cantieri si trova spesso ad affrontare procedure complesse per permessi, accessi e autorizzazioni. Questo rischia di creare inefficienze e difficolt\u00e0 operative, soprattutto in una citt\u00e0 che dovrebbe invece favorire rapidit\u00e0 e competitivit\u00e0. Lo stesso tema dei cantieri bloccati dimostra quanto sia necessario un maggiore coordinamento tra istituzioni, amministrazione e operatori privati per arrivare pi\u00f9 rapidamente a soluzioni condivise. Nonostante le criticit\u00e0, Milano continua a essere una citt\u00e0 dinamica, capace di attrarre lavoro, investimenti e opportunit\u00e0. Spesso viene percepita come \u201cantipatica\u201d dal resto del Paese proprio per la sua competitivit\u00e0 e per la continua spinta verso crescita e innovazione.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>Milano sta realmente guidando il cambiamento o si sta adattando a dinamiche gi\u00e0 definite altrove?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">Milano, per vocazione e per storia, deve continuare a riconoscersi come una citt\u00e0 leader. Lo \u00e8 sempre stata, e un vero leader \u00e8 anche un innovatore: ha visione, capacit\u00e0 di anticipare il cambiamento e di costruire modelli di riferimento. Questa identit\u00e0 non deve andare perduta. Uno dei principali punti di forza della citt\u00e0 \u00e8 il suo sistema universitario, tra i pi\u00f9 qualificati d\u2019Europa. Realt\u00e0 come il Politecnico di Milano, Universit\u00e0 Bocconi, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, Universit\u00e0 degli Studi di Milano-Bicocca e Humanitas University rappresentano un patrimonio straordinario di competenze, ricerca e innovazione. Proprio dall\u2019integrazione tra eccellenze tecnologiche, economiche e scientifiche pu\u00f2 nascere una nuova fase di sviluppo urbano. Milano dovrebbe incentivare iniziative capaci di favorire un\u2019imprenditorialit\u00e0 innovativa, orientata alla sostenibilit\u00e0, alla rigenerazione urbana e ai modelli avanzati di citt\u00e0 intelligente. In questo senso, la progettualit\u00e0 urbana diventa un elemento strategico per consolidare il posizionamento internazionale della citt\u00e0. L\u2019obiettivo potrebbe essere quello di realizzare concretamente il modello della \u201ccitt\u00e0 dei 15 minuti\u201d: una citt\u00e0 in cui servizi, lavoro, formazione, cultura e mobilit\u00e0 siano facilmente accessibili e integrati nella vita quotidiana dei cittadini. Per raggiungere questo traguardo \u00e8 fondamentale coinvolgere le universit\u00e0, promuovendo studi, ricerca applicata e sperimentazioni sui temi dell\u2019intelligenza artificiale, del digitale, della mobilit\u00e0 e dell\u2019innovazione urbana. Tuttavia, una citt\u00e0 non si costruisce soltanto attraverso la tecnologia. Accanto al mondo digitale esiste quello delle relazioni umane, degli spazi condivisi e della qualit\u00e0 della vita. Le citt\u00e0 nascono storicamente come luoghi in cui le persone scelgono di vivere insieme per vivere meglio; per questo Milano deve continuare a essere un modello di convivenza, inclusione e benessere urbano. Esiste infatti un paradosso contemporaneo: molti piccoli centri offrono una qualit\u00e0 della vita elevata, ma dispongono di minori opportunit\u00e0 professionali e formative. Milano deve quindi riuscire a coniugare qualit\u00e0 della vita e opportunit\u00e0, diventando sempre pi\u00f9 attrattiva anche per i giovani talenti, che troppo spesso scelgono di trasferirsi all\u2019estero o in altri contesti pi\u00f9 competitivi. Sul piano delle politiche urbane, Milano deve continuare a essere un punto di riferimento nell\u2019innovazione dei sistemi di mobilit\u00e0 e dei servizi pubblici. Il trasporto pubblico cittadino rappresenta gi\u00e0 oggi un\u2019infrastruttura moderna ed efficiente, ma \u00e8 necessario continuare a investire per mantenere elevati standard qualitativi e competitivi rispetto alle altre grandi citt\u00e0 europee. Un altro ambito di eccellenza \u00e8 quello della gestione ambientale e della raccolta differenziata. Il lavoro svolto da AMSA \u00e8 significativo e visibile nella quotidianit\u00e0 della citt\u00e0. Tuttavia, il tema della pulizia urbana e del decoro non pu\u00f2 dipendere esclusivamente dai servizi pubblici: richiede anche una forte responsabilit\u00e0 collettiva. Milano deve rafforzare una cultura diffusa del senso civico. Se \u00e8 vero che \u201cmilanesi non si nasce, ma si diventa\u201d, allora il senso di appartenenza alla citt\u00e0 deve tradursi anche in comportamenti quotidiani responsabili, nel rispetto degli spazi comuni e nella cura dell\u2019ambiente urbano. \u00c8 da questa consapevolezza condivisa che pu\u00f2 nascere una citt\u00e0 ancora pi\u00f9 vivibile, sostenibile e competitiva.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\u200b<strong>Quali politiche urbane possono rendere la sostenibilit\u00e0 ambientale un vantaggio competitivo anzich\u00e9 un vincolo per lo sviluppo economico?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">Le politiche urbane devono diventare un vero vantaggio competitivo. Credo che lo slogan di Milano potrebbe essere: \u201cLa citt\u00e0 dell\u2019umanesimo urbano e del rinascimento ambientale\u201d, superando cos\u00ec la definizione ormai limitante di smart city. Milano ha davanti a s\u00e9 sfide urbane importanti: una densit\u00e0 elevata, il tema della qualit\u00e0 dell\u2019aria, la necessit\u00e0 di ripensare gli spazi e i servizi in chiave pi\u00f9 sostenibile e inclusiva. Per affrontarle non basta la tecnologia. Serve una visione culturale, capace di coniugare innovazione, qualit\u00e0 della vita e centralit\u00e0 della persona. L\u2019Italia \u00e8 la culla dell\u2019Umanesimo e del Rinascimento. Milano pu\u00f2 reinterpretare oggi quell\u2019eredit\u00e0 storica attraverso un nuovo modello di sviluppo urbano: un rinascimento contemporaneo, orientato alla sostenibilit\u00e0, alla rigenerazione e all\u2019innovazione. In questa prospettiva, progetti come CityLife, Porta Nuova, Scali ferroviari di Milano e Milano Santa Giulia possono essere letti come parti di una trasformazione pi\u00f9 ampia: un \u201cRinascimento 6.0\u201d che integra architettura, ambiente, mobilit\u00e0, tecnologia e coesione sociale. Milano possiede una forte identit\u00e0 storica e, allo stesso tempo, una naturale vocazione all\u2019innovazione. \u00c8 proprio dall\u2019incontro tra queste due dimensioni che pu\u00f2 nascere un nuovo modello urbano europeo: pi\u00f9 umano, sostenibile e competitivo.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\u200b<strong>Milano ha una forte identit\u00e0 storica unita ad una spinta innovativa: come si pu\u00f2 evitare che la modernizzazione eroda il patrimonio culturale e sociale della citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">La moda e il design rappresentano ormai una parte integrante del patrimonio culturale e dell\u2019identit\u00e0 storica di Milano: un\u2019eredit\u00e0 consolidata, riconosciuta a livello internazionale e destinata a durare nel tempo. Allo stesso tempo, \u00e8 positivo vedere nascere nuovi progetti culturali e nuove istituzioni che contribuiscono ad arricchire il panorama cittadino. Penso, ad esempio, a iniziative come La Fabbrica del Duomo, al percorso di sviluppo del Museo del Novecento e ad altri progetti culturali che stanno ridefinendo il ruolo della citt\u00e0. Milano oggi \u00e8 una grande consumatrice di cultura: i teatri sono numerosi, partecipati e vitali, a differenza di quanto accade in molte altre citt\u00e0 dove, invece, le istituzioni culturali faticano o chiudono. Questo \u00e8 un elemento di grande valore. Tuttavia, Milano dovrebbe tornare a essere anche una grande produttrice di cultura. In passato la citt\u00e0 ha espresso una straordinaria capacit\u00e0 creativa grazie anche al mecenatismo delle grandi famiglie imprenditoriali, che contribuivano direttamente alla crescita culturale del territorio. Oggi quel modello si \u00e8 trasformato, ma il tema resta centrale: come ricostruire un equilibrio virtuoso tra consumo culturale e produzione culturale? Molte delle iniziative pi\u00f9 significative degli ultimi anni sono nate grazie all\u2019impulso del settore privato. Questo dimostra come il contributo dell\u2019imprenditoria possa avere un ruolo fondamentale nello sviluppo culturale della citt\u00e0. Restituire valore al territorio attraverso progetti culturali, sociali ed educativi dovrebbe essere considerato parte integrante della responsabilit\u00e0 e dell\u2019etica dell\u2019impresa. Un altro tema fondamentale \u00e8 quello dell\u2019educazione al patrimonio e alla memoria urbana. Milano \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 oggi grazie a una lunga stratificazione storica, economica e culturale. Per questo \u00e8 importante chiedersi quanto le nuove generazioni conoscano davvero la storia della citt\u00e0: sanno, ad esempio, com\u2019era Milano nell\u2019Ottocento, quali trasformazioni ha attraversato e quali valori ne hanno guidato lo sviluppo?Educare alla memoria significa rafforzare il senso di appartenenza e costruire una cittadinanza pi\u00f9 responsabile e consapevole. Senza conoscenza del proprio patrimonio storico e culturale, infatti, diventa pi\u00f9 difficile immaginare e progettare il futuro della citt\u00e0. Ma i giovani di oggi conoscono davvero cosa rappresentasse Milano gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento? Sanno, ad esempio, quando venne fondata Ansaldo e quale ruolo ebbe nello sviluppo industriale del Paese? \u200bPochi ricordano che Milano fu la seconda citt\u00e0 al mondo a dotarsi di una grande centrale elettrica nel cuore urbano, a pochi passi dal Duomo di Milano, simbolo di una citt\u00e0 gi\u00e0 allora proiettata verso la modernit\u00e0 e l&#8217;innovazione tecnologica. \u200bDopo il primo conflitto mondiale, nel 1920, mentre l&#8217;Italia usciva da una societ\u00e0 che aveva da poco abbandonato il calesse come principale mezzo di trasporto, Milano diede vita al nuovo quartiere fieristico e alla Fiera Campionaria di Milano, un progetto destinato a trasformare l&#8217;economia e l&#8217;immagine internazionale della citt\u00e0. La manifestazione richiam\u00f2 oltre un milione di visitatori, consacrando Milano come capitale italiana dell&#8217;industria, del commercio e dell&#8217;innovazione. Dopo il secondo conflitto mondiale, Milano affront\u00f2 una vasta opera di ricostruzione: circa il 53% delle abitazioni risultava distrutto o gravemente danneggiato a causa dei bombardamenti dell\u2019agosto 1943, che colpirono in modo mirato anche i principali luoghi di aggregazione sociale, in particolare i teatri. In questo contesto di rinascita urbana venne realizzato il Grattacielo Pirelli, progettato da Gio Ponti con la collaborazione di Pier Luigi Nervi, Arturo Danusso e molti altri. L\u2019edificio rappresenta un caso pressoch\u00e9 unico nel panorama dei grattacieli europei del dopoguerra: un capolavoro realizzato prevalentemente in calcestruzzo armato, anzich\u00e9 secondo il modello in acciaio e vetro del nostro tempo, oramai tradizionale. Per molti anni il Pirelli fu il grattacielo pi\u00f9 alto d\u2019Europa e ancora oggi \u00e8 considerato un\u2019eccellenza dell\u2019ingegneria strutturale e costruttiva, nonch\u00e9 un importante caso di studio nell\u2019ambito della scienza delle costruzioni e dei materiali.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>Considerando il ruolo degli archivi industriali, come quelli della Fondazione Ansaldo, si pu\u00f2 affermare che la memoria produttiva sia uno strumento essenziale per comprendere la Milano contemporanea?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">Milano \u00e8 costituita dai piani regolatori che si sono susseguiti a partire dal Piano Beruto, della conquista dei diritti che proprio a Milano hanno trovato terreno fertile: basti pensare alla prima Carta dei diritti femminili, nata nei primi anni del Novecento. Il motivo per cui Milano \u00e8 sempre stata una leader \u00e8 perch\u00e9 la citt\u00e0 ha interpretato in modo concreto e innovativo quello che era lo sviluppo industriale dell\u2019Italia Unita, nato attorno all\u2019asse Genova-Milano e alle grandi industrie. Esiste una magnifica planimetria di Milano del 1891, che ho avuto modo di vedere presso l\u2019Archivio Storico dell\u2019Associazione dei Portuali di Genova. In questa mappa comparivano diversi colori che indicavano i luoghi fisici in cui arrivavano e venivano distribuite le merci dirette a Milano, il codice colore ne rappresentava le quantit\u00e0 in tonnellate. Per Genova, Milano rappresentava il punto di arrivo delle merci provenienti dal porto e destinate alla distribuzione sul territorio. Vi era quindi gi\u00e0 allora una forte visione logistica. Tutti questi aspetti, secondo me, dovrebbero essere insegnati: non solo ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale dal punto di vista storico, ma anche il retaggio culturale di una citt\u00e0 che ha sempre voluto definirsi \u201cMediolanum\u201d, la citt\u00e0 di mezzo, terra d\u2019incontro tra nord e sud, tra est e ovest. Milano ha sempre avuto il coraggio dell\u2019eccellenza, la capacit\u00e0 di fare qualcosa che nessuno aveva fatto prima. Pensiamo a Giovanni Battista Pirelli : quando lui voleva avviare le sue iniziative industriali, dal Politecnico gli suggerirono di guardare al Brasile, dove si trovava la gomma naturale, e da l\u00ec nacque la produzione degli pneumatici. Oppure ai fratelli Treves, che con le loro tipografie diedero vita ai primi magazine moderni. Senza dimenticare Giulio Natta padre della tecnologia dei polimeri. Milano \u00e8 sempre stata una citt\u00e0 che ha fatto della leadership e dell\u2019innovazione la propria cifra distintiva. Si pu\u00f2 quindi affermare che la memoria produttiva sia uno strumento essenziale per comprendere la Milano contemporanea. Alla luce della sua storia economica e documentale, si pu\u00f2 anche sostenere che Milano sia per natura una citt\u00e0 in continua trasformazione.\u00a0 Motivo per cui come DIrettore di Fondazione Ansaldo, ho realizzato la mostra &#8220;Transizioni. Impresa \u2013 Lavoro \u2013 Societ\u00e0&#8221;,\u00a0 che \u00e8 un percorso espositivo itinerante che ha esplorato le trasformazioni industriali e sociali. Partita da Genova nel 2022, \u00e8 stata riallestita al Politecnico di Milano fino a febbraio 2025, presentando foto, video d&#8217;archivio e arte. La mostra ha incluso 250 riproduzioni fotografiche, 9 postazioni video con filmati d&#8217;epoca della cineteca Fondazione Ansaldo, e 30 dipinti di artisti come Depero, Guttuso, Nomellini e Vedova. Racconta le transizioni imprenditoriali, lavorative e sociali legate allo sviluppo industriale, con una sezione di arte contemporanea che ospita l&#8217;opera Magnetic Nanoparticles di Michelangelo Penso, coniugando l\u2019infinitamente piccolo (le nanoparticelle) con l\u2019infinitamente grande (i campi elettromagnetici). Se guardiamo all&#8217;evoluzione storica di Milano, dalla rivoluzione industriale tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento, con l\u2019avvento del vapore e delle macchine, fino al Piano Beruto che superava le mura spagnole immaginando una citt\u00e0 in espansione, vediamo come Milano sia cresciuta in modo strutturale seguendo il ciclo della prima e della seconda rivoluzione industriale. Poi \u00e8 arrivato il boom economico degli anni Sessanta e Ottanta, la Fiera Campionaria e, soprattutto, la capacit\u00e0 di mantenere una natura policentrica: Milano non \u00e8 soltanto il centro storico, ma una citt\u00e0 composta da molti centri vitali. Lo si percepisce attraversandola di sera: i quartieri sono vivi, illuminati, dinamici, molto pi\u00f9 di quanto non fossero in passato, e ciascuno di essi ha una propria identit\u00e0 distintiva. Milano non deve perdere il proprio ruolo internazionale, la sua vocazione economica e commerciale, la sua attitudine all\u2019innovazione e alla leadership nei temi emergenti, non solo tecnologici e industriali ma anche culturali. Deve continuare a essere una citt\u00e0 aperta, capace di accogliere. Esiste un binomio molto forte tra economia e cultura: il design, la moda, la creativit\u00e0. Da un lato c\u2019\u00e8 l\u2019intelletto, dall\u2019altro la dimensione culturale. E poi c\u2019\u00e8 la capacit\u00e0 di rialzarsi. Milano, dopo il Covid, \u00e8 ripartita con una forza straordinaria, pur essendo stata una delle citt\u00e0 pi\u00f9 colpite al mondo. Naturalmente Milano ha anche molti problemi. Forse in alcuni casi si \u00e8 costruito troppo e si sarebbe potuto fare di pi\u00f9. Rimane per\u00f2 il tema centrale del costo della vita. Se davvero una parte significativa della popolazione dichiara redditi inferiori ai 15.000 euro annui, \u00e8 evidente che qualcosa non torna: o esiste una forte evasione fiscale oppure c\u2019\u00e8 un problema strutturale. E quando le persone non riescono pi\u00f9 a sostenersi economicamente, finiscono per perdere entusiasmo. Molti, infatti, si spostano in provincia. Ma anche raggiungere Milano dalla provincia comporta costi aggiuntivi, tempo perso e una qualit\u00e0 della vita pi\u00f9 complicata.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>Nel corso degli anni, ha visto evolvere e cambiare il profilo dei soci e degli ospiti della Societ\u00e0 del Giardino e modi di vivere la societ\u00e0?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">Assolutamente s\u00ec. Proprio per celebrare i 240 anni della Societ\u00e0 del Giardino abbiamo commissionato all\u2019Universit\u00e0 Cattolica una ricerca che racconta, attraverso gli archivi custoditi dalla Societ\u00e0 \u2014 schede dei soci, verbali dei consigli direttivi e altri documenti \u2014 l\u2019evoluzione della sociabilit\u00e0 e della convivialit\u00e0 milanese. Gli stessi studiosi dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica hanno sottolineato come questo patrimonio non abbia riscontri simili altrove, perch\u00e9 nessuno aveva mai raccontato in questo modo la storia della convivialit\u00e0 cittadina. Nei miei venticinque anni di associazione ho assistito a un\u2019evoluzione naturale, legata al ricambio generazionale. Gli strumenti della convivialit\u00e0 sono rimasti gli stessi, ma il modo di viverli \u00e8 cambiato. Oggi esistono molte pi\u00f9 distrazioni rispetto al passato, eppure questi luoghi continuano ad avere valore.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\"><strong>Quanto conta oggi per i nuovi soci del Giardino il networking rispetto alla dimensione pi\u00f9 culturale o relazionale che storicamente caratterizza questa prestigiosa struttura?<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"ydpeb450c6byiv1602381306MsoNormal\">In realt\u00e0 conta meno di quanto si pensi. Certamente la presenza di persone appartenenti ai pi\u00f9 diversi ambiti della societ\u00e0 civile milanese offre l\u2019occasione di creare contatti, confrontarsi o proporre idee. Ma la frequentazione della Societ\u00e0 del Giardino rimane legata allo spirito originario dei fondatori: avere un luogo che sia quasi una seconda casa per i soci e le loro famiglie. Qui si pratica una convivialit\u00e0 autentica, una \u201conesta ricreazione\u201d, come veniva definita un tempo, capace di far staccare la spina dagli impegni quotidiani. Anche attivit\u00e0 apparentemente fuori dal tempo, come giocare a biliardo o a bridge, continuano ad avere il loro fascino. Grande importanza viene data anche all\u2019enogastronomia e alla possibilit\u00e0 di assistere a concerti ed eventi culturali. La Societ\u00e0 del Giardino resta quindi un luogo aperto, non chiuso, dove si discute dei cambiamenti della societ\u00e0 evitando per\u00f2 di trasformare il confronto in uno scontro ideologico. Qui ci si confronta tra pari: non esiste un socio di serie A e uno di serie B. Siamo tutti soci. Ed \u00e8 proprio questo spirito che continua a rendere speciale la Societ\u00e0 del Giardino, insieme alla fortuna di poter vivere tutto questo in una sede straordinaria\u00a0di Palazzo Spinola.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nella foto: Lorenzo Fiori, Presidente della Societ\u00e0 del Giardino di Milano, gi\u00e0 Direttore della Fondazione Ansaldo Lorenzo Fiori, classe 1959, milanese, laureato in Ingegneria Meccanica Elettronica al Politecnico di Milano, gi\u00e0 Direttore Generale della Fondazione Leonardo Civilt\u00e0 delle Macchine e poi Direttore della Fondazione Ansaldo &#8211; Gruppo Leonardo, oggi Presidente della Societ\u00e0 del Giardino di Milano. Ha lavorato nel Gruppo Finmeccanica (oggi Leonardo Spa) dove ha ricoperto l\u2019incarico apicale di Chief Tecnology Officer, occupandosi di aerospazio, difesa, sicurezza, trasporto ferroviario ed energia. Fiori attraverso mostre, progetti culturali e iniziative divulgative, ha promosso in tempi recenti una riflessione sul rapporto tra [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/2026\/05\/30\/milano-la-citta-dellumanesimo-urbano-e-del-rinascimento-ambientale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1117,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[87],"tags":[600191,2699,249,600190],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/825"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1117"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=825"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/825\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":839,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/825\/revisions\/839"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=825"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=825"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/grimaldi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=825"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}