{"id":109,"date":"2016-03-08T18:10:55","date_gmt":"2016-03-08T17:10:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=109"},"modified":"2016-03-08T18:13:41","modified_gmt":"2016-03-08T17:13:41","slug":"la-sicilia-paga-i-mafiosi-serve-ancora-lantimafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/03\/08\/la-sicilia-paga-i-mafiosi-serve-ancora-lantimafia\/","title":{"rendered":"La Sicilia paga i mafiosi: serve ancora l&#8217;antimafia?"},"content":{"rendered":"<p>Non hanno bisogno di imporre il pizzo. Di dar fuoco a qualcosa se qualcuno si rifiuta di pagare. Neppure gli serve spacciare droga, o brigare per aggiustare una gara d\u2019appalto. Nulla di tutto ci\u00f2: agli amici degli amici lo stipendio arriva direttamente a casa. Mese dopo mese puntualmente. Pulito, senza neanche il fastidio di doversi mettere in coda per ritirarlo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-110\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/03\/lavoratori-300x231.jpg\" alt=\"lavoratori\" width=\"300\" height=\"231\" \/>In Sicilia, la patria della mafia e per riflesso storico anche dell\u2019antimafia, sono i siciliani che pagano le tasse a mantenere i mafiosi. Quelli che a decine lavorano per la Regione. \u00c8 stata proprio un\u2019inchiesta amministrativa svolta dagli uffici regionali su ordine del presidentissimo Crocetta (lesto nelle indagini, un po\u2019 meno nei provvedimenti consequenziali) a svelare l\u2019arcano, accendendo i riflettori, in particolare, sui 25.000 addetti alla forestazione. Di essi ben 3.500 avrebbero sul groppone condanne penali: in 1.000 per reati contro il patrimonio, in 600 per lesioni personali e omicidi pi\u00f9 o meno colposi, in 200 per fatti consumati a danno della pubblica amministrazione. E se non mancano &#8211; tra coloro i quali i fuochi dovrebbe spegnerli &#8211; i condannati per incendio doloso, in fondo all\u2019elenco spuntano anche loro, i mafiosi: una cinquantina di persone mandate alla sbarra per 416 bis e tornate a lavorare come nulla fosse una volta scontata la pena.<\/p>\n<p>Tutto normale? A quanto pare, s\u00ec. A riprova del fallimento dell\u2019antimafia fatta professione. Quella che urla, strepita, s\u2019indigna, manifesta e poi lascia le cose come stanno. Che resta sempre uguale a se stessa mentre la mafia si trasforma. \u00abHa ancora senso l\u2019antimafia, per come \u00e8 oggi? Ha avuto grandi meriti, ma a un certo punto \u00e8 accaduto qualcosa. Si \u00e8 ridotta alla reiterazione di riti e mitologie, di gesti e simboli svuotati di significato\u00bb, scrive il sicilianissimo giornalista Giacomo Di Girolamo nel suo recente libro, &#8220;Contro l&#8217;antimafia&#8221;. E aggiunge: \u00abIn\u00a0un\u00a0circuito autoreferenziale che mette in mostra le sue icone \u2013 il prete coraggioso, il giornalista minacciato, il magistrato scortato \u2013 e non aiuta a cogliere le complesse trasformazioni del fenomeno mafioso, si insinuano impostori e speculatori. Accanto ai tanti in buona fede c\u2019\u00e8 chi ne approfitta per arricchirsi, per fare carriera o per consolidare il proprio potere, in nome di un bene supremo che assolve tutto e tutti\u00bb.<\/p>\n<p>In fondo, perch\u00e9 tutto rimanga com\u2019\u00e8, \u00e8 necessario che tutto cambi, ammoniva cinico il principe di Salina, sospeso tra lucida realt\u00e0 e invincibile rassegnazione. Ed in Sicilia (e non solo) i fatti gli danno ragione. A cosa \u00e8 servita l\u2019antimafia? Di certo, non a licenziare i mafiosi. Che stanno sempre l\u00ec. Col posto fisso, a riscuotere puntualmente lo stipendio. Alla faccia dei fessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non hanno bisogno di imporre il pizzo. Di dar fuoco a qualcosa se qualcuno si rifiuta di pagare. Neppure gli serve spacciare droga, o brigare per aggiustare una gara d\u2019appalto. Nulla di tutto ci\u00f2: agli amici degli amici lo stipendio arriva direttamente a casa. Mese dopo mese puntualmente. Pulito, senza neanche il fastidio di doversi mettere in coda per ritirarlo. In Sicilia, la patria della mafia e per riflesso storico anche dell\u2019antimafia, sono i siciliani che pagano le tasse a mantenere i mafiosi. 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