{"id":118,"date":"2016-03-15T19:12:57","date_gmt":"2016-03-15T18:12:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=118"},"modified":"2016-03-15T23:31:26","modified_gmt":"2016-03-15T22:31:26","slug":"dalla-parte-di-baby-meloni-e-dei-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/03\/15\/dalla-parte-di-baby-meloni-e-dei-bambini\/","title":{"rendered":"Dalla parte di baby Meloni (e dei bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Il fatto \u00e8 noto: Giorgia Meloni, in dolce attesa, che cambiando idea offre la sua candidatura a sindaco. Il gi\u00e0 da tempo candidato primo cittadino\u00a0e suo presunto collega di coalizione, Guido Bertolaso, che le consiglia di stare a casa a fare la mamma. L\u2019universo che si ribella. Addirittura il capo del governo Matteo Renzi sente il dovere di intervenire per dire, tapino: si pu\u00f2 essere donne e candidarsi a sindaco, \u00abma spero che vinca Giachetti\u00bb. Il quale, intanto, saggio come l\u2019uomo del monte, pontifica: l\u2019Italia starebbe meglio se i maschietti\u00a0cambiassero qualche pannolino in pi\u00f9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/03\/bump-painting.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-119\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/03\/bump-painting-300x200.jpg\" alt=\"bump-painting\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>Questa, grosso modo, la sintesi della vicenda che da 48 ore impazza sui media, appena appena distratti solo dalla lotta tra Mario Adinolfi che le suona a Po il panda immaginando di darle invece a Fabio Volo. Fateci caso. Nella polemica elevata a scontro di massimi sistemi di tutto si parla, fuorch\u00e8 d\u2019un dato. Che poi un dato non \u00e8, perch\u00e9 \u00e8, e sar\u00e0, un bambino. O una bambina, se il fiocco sar\u00e0 rosa. Semplicemente, non fa notizia: su una battuta di dubbio gusto, che come tale avrebbe meritato la gogna del dimenticatoio, il Belpaese che evidentemente non ha problemi altri e ben pi\u00f9 seri ai quali badare (che so, magari un pensierino alla ripresa che non ingrana o all\u2019Isis che i diritti civili li decapita) costruisce uno scontro ideologico dal cui esito sembrano dipendere libert\u00e0, indipendenza, autonomia delle donne. E decenni di faticose conquiste in campo sociale, culturale e politico.<\/p>\n<p>Si impegnassero con identica foga per tutelare le tante donne \u2013 anche in gravidanza &#8211; che non si presentano alle elezioni bens\u00ec ogni santa mattina dal caporale che in piazza le ingaggia per andar a raccogliere agrumi ad un euro l\u2019ora nei campi (o a sbrigar pratiche dietro scrivanie di finto-comodi uffici: non cambia), gli alfieri di tanta passione ideale potrebbero anche passare alla storia. Invece, molto probabilmente, resteranno dove sono. Come la ferita aperta da un dibattito che si cura delle aspettative \u2013 per carit\u00e0, legittime \u2013 degli adulti, dei presenti, non di chi verr\u00e0 n\u00e8 dei diritti dei bambini (in questa evenienza, dei nascituri) e dei doveri dei grandi nei loro confronti.<\/p>\n<p>Ad esempio, baby Meloni: da un lato, non un pensiero per lui\/lei e su ci\u00f2 che lo\/la attende. Dall&#8217;altro, Non una riflessione oggettivamente seria e serena sull\u2019utilit\u00e0 di tenersi alla larga da stress e pericoli, esclusivamente nell\u2019interesse del beb\u00e8, secondo una regola osservata dalle donne in gravidanza ed anzi normata con l\u2019obbligatoriet\u00e0 del congedo di maternit\u00e0. Soprattutto e comunque, non una voce che abbia avvertito l\u2019opportunit\u00e0 di tacere perch\u00e9, in fondo, solo una madre sa e pu\u00f2 parlare al figlio che cresce in lei.<\/p>\n<p>\u00c8 drammaticamente evidente: in un Paese che non crede pi\u00f9 alla cicogna ma ha fede sempre pi\u00f9 cieca nella dea provetta si trascura persino che la gestazione sia un\u2019esperienza necessaria e fondante, per la madre come per il figlio: nei mesi in cui la gravidanza lentamente matura, entrambi vivono in simbiosi. Sono un unico corpo. Condividono cibo, sangue, malattie, gioie, paure. Insomma, sono in due. E a Roma in due in una sola persona saranno candidati a sindaco se la Meloni, come sembra, dovesse accettare la sfida: lei e la nuova vita che le palpita dentro.<\/p>\n<p>Decider\u00e0 mamma Giorgia, e sceglier\u00e0 per entrambi. Con l\u2019augurio che possa essere la scelta migliore specie\u00a0per quel bimbo che si porta in grembo, possibile candidato a sua insaputa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il fatto \u00e8 noto: Giorgia Meloni, in dolce attesa, che cambiando idea offre la sua candidatura a sindaco. Il gi\u00e0 da tempo candidato primo cittadino\u00a0e suo presunto collega di coalizione, Guido Bertolaso, che le consiglia di stare a casa a fare la mamma. L\u2019universo che si ribella. Addirittura il capo del governo Matteo Renzi sente il dovere di intervenire per dire, tapino: si pu\u00f2 essere donne e candidarsi a sindaco, \u00abma spero che vinca Giachetti\u00bb. Il quale, intanto, saggio come l\u2019uomo del monte, pontifica: l\u2019Italia starebbe meglio se i maschietti\u00a0cambiassero qualche pannolino in pi\u00f9. 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