{"id":129,"date":"2016-03-22T20:04:45","date_gmt":"2016-03-22T19:04:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=129"},"modified":"2016-03-23T02:02:45","modified_gmt":"2016-03-23T01:02:45","slug":"non-nel-nome-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/03\/22\/non-nel-nome-di-dio\/","title":{"rendered":"Non nel nome di Dio"},"content":{"rendered":"<p>Non in nome di Dio. Fatevi belli, ma lasciate stare il Padreterno.<\/p>\n<p>Le stragi di Bruxelles, che tanto e maledettamente assomigliano agli eccidi\u00a0parigini, ma pure alle altre di Ankara e a quelle ugualmente sanguinose ma mediaticamente meno interessanti e perci\u00f2 gi\u00e0 dimenticate che ogni giorno si consumano dall&#8217;Africa all&#8217;Oriente, hanno comprensibilmente risvegliato emozioni e sentimenti, incendiati da dolore e smarrimento. \u00c8 l\u2019ora in cui i governi si riscoprono incapaci, gli uomini e le donne soli. E quando ancora il silenzio del lutto sarebbe l\u2019unica morfina consigliabile, in tanti fanno capolino tra le onde della commozione, e non sai se siano squali o solo abili surfisti campioni di bont\u00e0 fatta buonismo.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-130\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/03\/ignavi-600-300x134.jpg\" alt=\"ignavi-600\" width=\"300\" height=\"134\" \/><\/p>\n<p>Colpisce che, in preda alla confusione ed al disorientamento, diffusi come quando ragione e forza da soli non bastano pi\u00f9 a sostenere il mito dell\u2019invincibilit\u00e0, tutti si rivelino ferventi credenti. Tanto da riciclare come usato sicuro \u2013 ma solo come hashtag, perch\u00e9 di entrare in Chiesa non se ne parla\u00a0\u2013 l\u2019appello alla preghiera. Se\u00a0qualche tempo fa si pregava per Parigi e per la Francia, adesso si cambia. Di poco, solo geograficamente. E l\u2019invito si trasforma in #prayforbruxelles.<\/p>\n<p>Fa figo. Fa tremendamente tendenza. Avviene nel Paese che dice no ai presepi nelle scuole, che vieta le benedizioni pasquali, che approva leggi d\u2019ogni tipo rivendicando la suprema laicit\u00e0 dello Stato, fino ad intimare alla Chiesa di non intromettersi nelle cose temporali. E poi, per\u00f2, chiede a Dio, al Cristo nel cui nome a migliaia ogni giorno vengono perseguitati dai fanatici dell\u2019Islam, di manifestarsi misericordioso. Di intercedere. Di regalare\u00a0un bel miracolo perch\u00e9 tra un po&#8217; \u00e8 Pasqua e mica si pu\u00f2 andare fuori porta col pensiero che qualcuno sganci una bomba nel cestino della pasta al forno. Dio c&#8217;\u00e8. Che faccia qualcosa, allora. Oggi. Domani si vedr\u00e0. Quasi come fosse un cottimista, un lavoratore a chiamata: quando serve lo si ingaggia, e poi magari lo si paga con un voucher, come prevede il Gods\u2019act. \u00abChe orrore, mio Dio. Che orrore\u00bb, twitta ad esempio religiosamente contrita l\u2019europarlamentare dem Pina Picierno, un attimo prima di scagliarsi laicamente rinsavita contro \u00able pagliacciate di Matteo Salvini\u00bb.<\/p>\n<p>Che non sia il Dio dei cristiani, ma magari Budda o lo stesso Allah, poco cambia. Per una volta, una volta sola, siate coerenti. Provateci, almeno. Dio, il dio che avete in mente, chiunque sia, lasciatelo in pace dove sta. In cielo. Pensate, piuttosto, a fare qualcosa di umano in terra, se ancora ne siete capaci. Siate uomini e donne veri. Ch\u00e8 \u00e8 questo che manca, nel mondo in fiamme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non in nome di Dio. Fatevi belli, ma lasciate stare il Padreterno. 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