{"id":156,"date":"2016-04-22T16:28:40","date_gmt":"2016-04-22T14:28:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=156"},"modified":"2016-04-22T18:18:05","modified_gmt":"2016-04-22T16:18:05","slug":"le-banalita-di-davigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/04\/22\/le-banalita-di-davigo\/","title":{"rendered":"Le banalit\u00e0 di Davigo"},"content":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 nessuno in Italia che faccia il proprio lavoro. Tutti bravi a fare quello degli altri. Piercamillo Davigo, ad esempio, alla vecchiaia s\u2019\u00e8 riscoperto eccellente polemista. Tanto bravo che gi\u00e0 Marco Travaglio trema di fronte al Robespierre in\u00a0toga che s\u2019avanza lesto a suon di interviste e dichiarazioni nei salotti e nelle piazze. I giudici, dicevano una volta gli uomini di legge, parlano con le sentenze. Poi sono arrivate le conferenze stampa, le ospitate ai convegni, le comparsate nei talk show. Adesso neppure quelle bastano pi\u00f9: manco il tempo di stringere le mani tese e raccogliere le felicitazioni per il suo nuovo incarico che gi\u00e0 il fresco presidente dell\u2019Associazione nazionale dei magistrati, indossata l\u2019armatura, sistemato il cimiero ed impugnati scudo e lancia \u00e8 partito alla carica. Di chi? Della politica, naturalmente. Come fanno tutti ormai in Italia, quando c&#8217;\u00e8 da\u00a0guadagnare rapidamente consenso. Facile come sparare sulla Croce Rossa. \u00abI politici non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi. Rivendicano con sfrontatezza quel che prima facevano di nascosto\u00bb, ha tuonato l\u2019ex di Mani Pulite dalle colonne del <em>Corriere della Sera<\/em>, svelando il quarto segreto di Fatima: \u00abPrendere i corrotti \u00e8 difficilissimo. Nessuno li denuncia, perch\u00e9 tutti hanno interesse al silenzio\u00bb. Certo, come non si pu\u00f2 pretendere che i corruttori una volta pagata la mazzetta corrano in caserma a denunciare il corrotto, non si poteva obbligare\u00a0il sindacalista-capo dei magistrati di parlare alla sua prima uscita proprio dei giudici, pure loro sempre pi\u00f9 spesso pescati con le mani nella marmellata o tutt\u2019altro che di rado artefici\u00a0di inchieste colabrodo, ad uso e consumo di fotografi e cameramen e mai di dea giustizia. E passi per l\u2019aver tralasciato che la corruzione \u00e8 un male cos\u00ec diffuso e trasversale che non risparmia neanche i pulpiti e le sacrestie. Ma cadere cos\u00ec banalmente e con tutti e due i piedi nel clich\u00e8 paludoso dell\u2019ovviet\u00e0, dei politici tutti ladri, \u00e8 peggio che scivolare su una buccia di banana: \u00e8 prenderla dritto\u00a0in faccia, la banana.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-157\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/04\/la-legge-\u00e8-uguale-per-tutti-770x300-300x117.jpg\" alt=\"la-legge-\u00e8-uguale-per-tutti-770x300\" width=\"300\" height=\"117\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/04\/la-legge-\u00e8-uguale-per-tutti-770x300-300x117.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/04\/la-legge-\u00e8-uguale-per-tutti-770x300.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Per\u00f2, sempre meglio una banana che una censura del Csm. Il solerte organo di autogoverno della magistratura, del resto, \u00e8 troppo impegnato a sbrigare pratiche serie ed urgenti per potersi occupare\u00a0sulle davigate. Non si pu\u00f2 mica tenere fermo il procedimento disciplinare sul pm imperiese Barbara Bresci: aveva chiesto le fosse riaffidato il fascicolo che lei stessa, prima che le fosse avocato, aveva aperto sull\u2019esplosione in cui, lo scorso febbraio, fu coinvolto l\u2019attore Gabriel Garko. Gliel\u2019aveva tolto in fretta in furia il suo procuratore capo dopo aver letto le frasi con cui, su Fb, la Bresci s\u2019abbandonava a commenti da fanciulla sul fascino del bel Gabriel. Ed all\u2019amica che le domandava \u201cEra bello? L\u2019hai guardato anche per me?\u201d, lei candida come un\u2019adolescente rispondeva: \u201cEccome\u201d. Un sospiro social interpretato dai suoi superiori come lesione del prestigio dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. Un rischio che Davigo non corre: prendere a sberle la politica non \u00e8 una colpa. Trascinare in guerra il potere giudiziario contro quello legislativo nemmeno. Figurarsi se possa interessare il Csm.<\/p>\n<p>Aveva ragione (e da vendere) Oscar Wilde: \u00abMolti giudici sono cos\u00ec fieri della loro incorruttibilit\u00e0 che dimenticano la giustizia\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non c\u2019\u00e8 nessuno in Italia che faccia il proprio lavoro. Tutti bravi a fare quello degli altri. Piercamillo Davigo, ad esempio, alla vecchiaia s\u2019\u00e8 riscoperto eccellente polemista. Tanto bravo che gi\u00e0 Marco Travaglio trema di fronte al Robespierre in\u00a0toga che s\u2019avanza lesto a suon di interviste e dichiarazioni nei salotti e nelle piazze. I giudici, dicevano una volta gli uomini di legge, parlano con le sentenze. Poi sono arrivate le conferenze stampa, le ospitate ai convegni, le comparsate nei talk show. 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