{"id":185,"date":"2016-08-01T18:23:10","date_gmt":"2016-08-01T16:23:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=185"},"modified":"2016-08-01T18:25:12","modified_gmt":"2016-08-01T16:25:12","slug":"stop-alle-condanne-facili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/08\/01\/stop-alle-condanne-facili\/","title":{"rendered":"Stop alle condanne facili"},"content":{"rendered":"<p>Assolti dal Tribunale? Per essere condannati in appello occorrer\u00e0 prima risentire i testimoni.<\/p>\n<p>Una sentenza rende l\u2019Italia un po\u2019 pi\u00f9 europea. E di certo pi\u00f9 civile. Ci sono volute le Sezioni Unite per sciogliere un rebus cui a livello comunitario la Corte europea dei diritti dell\u2019uomo aveva gi\u00e0 dato soluzione nel 2011: per ribaltare un\u2019assoluzione di primo grado non \u00e8 sufficiente una diversa interpretazione dei verbali testimoniali, ma occorre interrogare nuovamente e direttamente i testimoni. Insomma, non basta una rilettura delle carte del processo. Questione gi\u00e0 emersa in procedimenti ormai consegnati alla storia del diritto e delle cronache, come in quelli intentati contro Giulio Andreotti e Calogero Mannino, e adesso definitivamente risolta.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-186\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/08\/Corte-dappello-300x204.jpg\" alt=\"Corte-dappello\" width=\"300\" height=\"204\" \/><\/p>\n<p>Chiaro il punto di partenza: si pu\u00f2 essere riconosciuti colpevoli di un reato solo quando vi siano riscontri della colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Come acquisire tale certezza, specie a fronte di sentenze assolutorie fondate esclusivamente \u2013 o comunque in maniera decisiva \u2013 su prove dichiarative? Di sicuro, non limitandosi a rivalutare nel chiuso della camera di consiglio il racconto di testimoni mai visti n\u00e9 ascoltati. \u00abIn pieno accordo con i concetti espressi dalla giurisprudenza Cedu \u2013 argomentano le Sezioni Unite, chiamate ad esprimersi dalla Corte d\u2019Appello di Brescia in ordine al contrasto di orientamenti maturato sul punto tra diverse sezioni della Cassazione \u2013 il giudice di appello non pu\u00f2 riformare la sentenza impugnata nel senso dell\u2019affermazione della responsabilit\u00e0 penale dell\u2019imputato senza avere proceduto, anche d\u2019ufficio, a rinnovare l\u2019istruzione dibattimentale attraverso l\u2019esame dei soggetti che abbiano reso dichiarazioni sui fatti del processo, ritenute decisive ai fini del giudizio assolutorio di primo grado\u00bb.\u00a0Un elementare principio di civilt\u00e0, che in realt\u00e0 il Governo s\u2019era gi\u00e0 impegnato a recepire attraverso la Commissione ministeriale per la riforma del processo penale, istituita nel giugno del 2013, ma che ora entra nell\u2019ordinamento per via giurisprudenziale, dal momento che \u00abla mancanza di una formale previsione al riguardo \u2013 scrive la Suprema Corte, bacchettando gli inquilini di Palazzo Chigi e del ministero di via Arenula \u2013 non \u00e8 di ostacolo a ricavare la regola in via di interpretazione sistematica, avuto riguardo alle linee ermeneutiche tracciate, cui la stessa Commissione si era del resto ispirata\u00bb. <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-187\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/08\/legge-675-300x122.jpg\" alt=\"legge-675\" width=\"300\" height=\"122\" \/>Definiti i contenuti della tutela, gli ermellini ne disegnano anche l\u2019ambito. Alquanto esteso: eccezion fatta per le dichiarazioni raccolte in sede di incidente probatorio, acquisite comunque in contraddittorio tra le parti, in ogni altra circostanza la rinnovazione dibattimentale diventa la regola. Pure quando magari si verifichi il decesso del soggetto da esaminare, o lo stesso sia infermo o si renda irreperibile: anche in questi casi, precisa la Cassazione, a meno che non sia dimostrato che \u00abla sottrazione all\u2019esame dipenda dalla volont\u00e0 di favorire l\u2019imputato o da condotte illecite poste in essere da terzi, non vi sono ragioni per ritenere consentito un ribaltamento del giudizio assolutorio ex actis\u00bb.<\/p>\n<p>Niente pi\u00f9 condanne a tavolino. Quasi una rivoluzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Assolti dal Tribunale? Per essere condannati in appello occorrer\u00e0 prima risentire i testimoni. Una sentenza rende l\u2019Italia un po\u2019 pi\u00f9 europea. E di certo pi\u00f9 civile. Ci sono volute le Sezioni Unite per sciogliere un rebus cui a livello comunitario la Corte europea dei diritti dell\u2019uomo aveva gi\u00e0 dato soluzione nel 2011: per ribaltare un\u2019assoluzione di primo grado non \u00e8 sufficiente una diversa interpretazione dei verbali testimoniali, ma occorre interrogare nuovamente e direttamente i testimoni. Insomma, non basta una rilettura delle carte del processo. Questione gi\u00e0 emersa in procedimenti ormai consegnati alla storia del diritto e delle cronache, come in [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/08\/01\/stop-alle-condanne-facili\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1077,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[190697,190695,63154,7695],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1077"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=185"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":190,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/185\/revisions\/190"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}