{"id":20,"date":"2016-01-31T22:07:28","date_gmt":"2016-01-31T21:07:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=20"},"modified":"2016-02-01T19:18:01","modified_gmt":"2016-02-01T18:18:01","slug":"i-professionisti-dellantimafia-padroni-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/01\/31\/i-professionisti-dellantimafia-padroni-ditalia\/","title":{"rendered":"I professionisti dell&#8217;antimafia, padroni d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 passata sotto traccia, appena un flash nei notiziari della notte e qualche riga sui quotidiani locali, l\u2019amara ammissione del procuratore <strong>Francesco Lo Voi<\/strong>, capo della Procura di Palermo, una di quelle che con le sue inchieste, nell\u2019ultimo quarto di secolo, ha maggiormente condizionato i destini d\u2019Italia. Cosa ha detto Lo Voi, approfittando del palcoscenico offertogli dall&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario? Che \u00abc\u2019\u00e8 stata forse una certa rincorsa all\u2019attribuzione del carattere di antimafia, all\u2019autoattribuzione o alla reciproca attribuzione di patenti di antimafiosit\u00e0 a persone, gruppi e fenomeni che con l\u2019antimafia nulla avevano e hanno a che vedere\u00bb. Avesse proposto anche qualche esempio, il procuratore capo, avrebbe aiutato a smascherare compiutamente il grande imbroglio dell\u2019ultimo quarto di secolo, fatto di una lotta alle mafie che non ha minimamente scalfito le cosche, come<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/01\/profanti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-21\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/01\/profanti-300x76.jpg\" alt=\"profanti\" width=\"300\" height=\"76\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/01\/profanti-300x76.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/01\/profanti.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> l\u2019ottimo stato di salute di Cosa Nostra, \u2018ndrangheta e Camorra testimonia. Ma il passo avanti che la sua riflessione fa segnare \u00e8 comunque innegabile: pure la magistratura (e dirompente \u00e8 che lo spunto arrivi da quella palermitana, da sempre simbolo per eccellenza dell\u2019antimafia a prescindere) prende atto della finzione in cui un Paese intero \u00e8 stato tenuto per decenni. Diventando cos\u00ec, con l\u2019appoggio di essenziali complicit\u00e0 in ambito giudiziario, politico e mediatico, patria di processi montati sui giornali e sgonfiati nelle aule di giustizia, oltre che terreno fertile per oltre 2.000 associazioni antimafia oggi ufficialmente attive da Trieste a Canicatt\u00ec e che insieme a centinaia di altre fondazioni ed enti di promozione sociale rigorosamente antimafia, solo tra il 2007 ed il 2013, in Calabria, Sicilia e Campania hanno drenato risorse per 330 milioni di euro attraverso il Pon Sicurezza, per tacere dei finanziamenti ottenuti per altre vie, in primis il ministero degli interni.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 ad agosto, a dire il vero, l\u2019omert\u00e0 delle toghe sul tema era stata infranta\u00a0da un magistrato (per fortuna sua e nostra) senza amor di casta, <strong>Nicola Gratteri<\/strong>, procuratore aggiunto a Reggio Calabria, che in un\u2019intervista aveva fatto saltare il tappo: \u00abNon si pu\u00f2 fare dell\u2019antimafia un mestiere. C\u2019\u00e8 gente furba che si fa vedere vicino a magistrati e vittime di mafia ma che non ha mai prodotto nulla. Persone che ottengono legittimazione tenendo incontri nelle scuole\u00bb. Parole dure, finalmente chiare. E chiarificatrici. Lasciate per\u00f2 cadere anche da chi, magari proprio nel mondo dell\u2019associazionismo, le mafie le combatte per davvero ed avrebbe (per lo meno, dovrebbe avere) tutto l\u2019interesse a scacciare ombre, non fosse altro che in nome della verit\u00e0. Invece niente. Solo il rumore sordo del muro di gomma contro il quale era andato a sbattere gi\u00e0 un lungimirante <strong>Leonardo Sciascia<\/strong>: per fare carriera e soldi, sosteneva lo scrittore siciliano negli anni Ottanta d\u2019un Novecento tanto lontano da parere preistoria, basta \u00abusare l\u2019antimafia come strumento di potere: ieri c\u2019erano vantaggi a ignorare che la mafia esistesse. Oggi ci sono vantaggi a proclamare che esiste e che bisogna combatterla con tutti i mezzi\u00bb.<\/p>\n<p>Aveva ragione lui. Trent\u2019anni dopo, in Italia, la lotta alle mafie continuano a farla i professionisti dell\u2019antimafia. Bravi a dispensar patenti di legalit\u00e0, a fare e disfare governi con un titolo di giornale, a sfornare sentenze senza aver mai aperto un codice, neppure quello della strada. Gli unici, insomma, capaci di lucrare persino su picciotti e lupare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 passata sotto traccia, appena un flash nei notiziari della notte e qualche riga sui quotidiani locali, l\u2019amara ammissione del procuratore Francesco Lo Voi, capo della Procura di Palermo, una di quelle che con le sue inchieste, nell\u2019ultimo quarto di secolo, ha maggiormente condizionato i destini d\u2019Italia. Cosa ha detto Lo Voi, approfittando del palcoscenico offertogli dall&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario? 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Avesse proposto anche qualche esempio, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/01\/31\/i-professionisti-dellantimafia-padroni-ditalia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1077,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[119266,59514,119024,119520],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1077"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20\/revisions\/29"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}