{"id":215,"date":"2016-10-11T18:27:13","date_gmt":"2016-10-11T16:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=215"},"modified":"2016-10-11T18:27:13","modified_gmt":"2016-10-11T16:27:13","slug":"la-scomparsa-dei-padri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/10\/11\/la-scomparsa-dei-padri\/","title":{"rendered":"La scomparsa dei padri"},"content":{"rendered":"<p>Sono scomparsi i padri. Non quelli con la talare, anche se pure loro sono sempre meno. No: l\u2019estinzione colpisce\u00a0i pap\u00e0. Un vuoto che causa anche disoccupazione. Per dire: Andrea Cornelli, tecnico di una squadra di calcio di giovanissimi, l\u2019Atletico Torino, s\u2019\u00e8 dimesso in protesta contro i signori sulla quarantina che si presentavano agli allenamenti imponendogli chi inserire in distinta e chi invece lasciare negli spogliatoi. \u00abPretendevano che i loro figli giocassero sempre. Volevano decidere anche che ruolo dargli. Dimenticano per\u00f2 che il rispetto e l\u2019educazione vengono prima di ogni cosa\u00bb, li ha spernacchiati sbattendo la porta dello spogliatoio. A Borgaro Torinese i dirigenti di una societ\u00e0 di juniores sono stati costretti ad appendere un cartello ai cancelli dello stadio, con la speranza che qualcuno lo legga e, soprattutto, intenda: \u00abCari genitori, ricordate che l\u2019allenatore ha il compito di allenare, l\u2019arbitro di arbitrare, il bambino di giocare\u00bb. Speranza vana, a sentir Paolino Pulici, vecchia gloria granata ed oggi guida del settore giovanile della lombarda Tritium: fosse per lui, in campo schiererebbe ogni volta \u2013 ipse dixit \u2013 sempre e solo \u00abla squadra degli orfani\u00bb.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-216\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/10\/12243170_979019982154987_675352140936922620_n-1-300x225.jpg\" alt=\"12243170_979019982154987_675352140936922620_n-1\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/p>\n<p>Invadenti, irresponsabili, maleducati: i pap\u00e0 d\u2019oggi (non tutti, per fortuna) sono i figli della societ\u00e0 senza padri teorizzata nel Sessantotto sulle ali della rivolta contro la sottomissione, il conformismo e l\u2019obbedienza, in nome della libert\u00e0, dell\u2019emancipazione, della fantasia al potere. Grandi ideali, forse. Di sicuro, pessima applicazione pratica. Di quella stagione restano molti cocci. Ma a pagare il conto non \u00e8 chi ha rotto. Sono gli ultimi arrivati. Che quando gli va bene si ritrovano in giro per casa un uomo (o un genitore a o b, come va di moda adesso) preso dal lavoro, dalla carriera, dai soldi, spesso frustrato e rancoroso, ostinato nel voler fare a tutti costi dell\u2019erede un campione: nello sport, nello studio, negli affari. Una copia conforme di s\u00e8 o, ancor peggio, di ci\u00f2 che lui avrebbe voluto essere. E non \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Hooligan del focolare domestico. Meriterebbero il Daspo. Pi\u00f9 che per non poter accedere per qualche tempo alle tribune (come capitato a febbraio nel Modenese ad un paio di ebeti pallonari), per essere tenuti a distanza di sicurezza dai figli. Da quei ragazzi che hanno disperato bisogno di genitori e responsabilit\u00e0, non solo di tifo e capricci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sono scomparsi i padri. Non quelli con la talare, anche se pure loro sono sempre meno. 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