{"id":233,"date":"2016-11-16T19:47:20","date_gmt":"2016-11-16T18:47:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=233"},"modified":"2016-11-16T19:47:20","modified_gmt":"2016-11-16T18:47:20","slug":"giu-le-mani-dal-presepe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/11\/16\/giu-le-mani-dal-presepe\/","title":{"rendered":"Gi\u00f9 le mani dal presepe!"},"content":{"rendered":"<p>Ci risiamo. Il Natale non s\u2019\u00e8 ancora affacciato neppure sul calendario che gi\u00e0 \u00e8 partita la crociata per tenerlo lontano dalle case. Nel mirino, il simbolo per eccellenza della Nativit\u00e0: il presepe. In Emilia Romagna l\u2019Unione degli atei, agnostici e razionalisti ha preso carta e penna e scritto ai pr\u00e8sidi per invitarli a superare certe abitudini, quali quella \u00abdel presepe cattolico a scuola\u00bb. Non perch\u00e9 sia offensivo, riconoscono, ma per non mortificare \u00abla scuola di Stato, tempio della cultura e delle culture, educatrice al rispetto e all\u2019inclusivit\u00e0, nella sua funzione di fucina della societ\u00e0 futura\u00bb. Tutt\u2019al pi\u00f9, suggeriscono magnanimi atei e affini, \u00absi valorizzino le differenze\u00bb. Come? Semplice: \u00abAlternando il presepe ad una rappresentazione di mitologia greco-romana o della rivoluzione francese\u00bb, o magari usandolo \u00abper raffigurare la sofferenza terrena del terremoto, ma senza riferimenti religiosi\u00bb. E se proprio non si potesse fare a meno di richiamare lo spirito natalizio, che si usi \u00abnon il presepe, ma un albero\u00bb, pag\u00e0no e dunque religiosamente neutro.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-234\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/11\/presepe-naif-300x146.jpg\" alt=\"presepe-naif\" width=\"300\" height=\"146\" \/><\/p>\n<p>Premesso che riesce difficile immaginare come un pacifico esercito di pastorelli di cartapesta con le sue pecore di cartone al seguito possa costituire un freno alle magnifiche sorti e progressive della scuola di Stato, di suo immaginariamente ridotta alla pi\u00f9 diroccata delle capanne da mancanza di fondi e riforme parziali e contrastanti, resta da ricordare un elemento non considerato e per\u00f2 essenziale. Eppure sfuggito al senno degli agnostici di fede atea. Al pari dei miti greco-romani, della rivoluzione francese, del terremoto o di tutto quello che si vuole, il presepe \u00e8 anche una rievocazione storica ed artistica. \u00c8 la riproposizione del pi\u00f9 grande avvenimento di sempre: la nascita a Betlemme, durante l\u2019impero di Augusto, di un uomo chiamato Ges\u00f9. Che si creda o no in Dio, esiliare il presepe dalle scuole non significa soltanto sfregiare la tradizione di un popolo o della parte largamente maggioritaria di esso che si professa cristiana, ma vuol dire negare quegli stessi principi di laicit\u00e0 ai quali ci si richiama per motivare la deportazione nei gulag di ignare ed innocenti statuine: non c\u2019\u00e8 logica nel chiedere asilo per fatti storici e naturali e, al tempo stesso, invocarne l\u2019ostracismo per altri. O meglio, una logica c\u2019\u00e8: relativizzare tutto e privare di identit\u00e0 l\u2019Italia e gli italiani. Toccher\u00e0 morire gramsciani ed ammettere amaramente, come osservava proprio Gramsci nei suoi <em>Quaderni<\/em>, che \u00abuna generazione che deprime la generazione precedente, che non riesce a vederne le grandezze e il significato necessario, non pu\u00f2 che essere meschina e senza fiducia in se stessa. Nella svalutazione del passato \u00e8 implicita una giustificazione della nullit\u00e0 del presente\u00bb. Appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci risiamo. Il Natale non s\u2019\u00e8 ancora affacciato neppure sul calendario che gi\u00e0 \u00e8 partita la crociata per tenerlo lontano dalle case. Nel mirino, il simbolo per eccellenza della Nativit\u00e0: il presepe. In Emilia Romagna l\u2019Unione degli atei, agnostici e razionalisti ha preso carta e penna e scritto ai pr\u00e8sidi per invitarli a superare certe abitudini, quali quella \u00abdel presepe cattolico a scuola\u00bb. 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