{"id":237,"date":"2016-12-05T20:07:12","date_gmt":"2016-12-05T19:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=237"},"modified":"2016-12-05T20:09:02","modified_gmt":"2016-12-05T19:09:02","slug":"la-giustizia-nel-pallone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2016\/12\/05\/la-giustizia-nel-pallone\/","title":{"rendered":"La giustizia nel pallone"},"content":{"rendered":"<p>I pm scrivono libri sugli imputati sotto processo che poi vengono pure assolti.<\/p>\n<p>La giustizia, in Italia, finisce spesso in fuorigioco. Non ci voleva certo la storia di Paolo Dondarini per accorgersene. Di professione assicuratore, arbitro per passione, nel 2000 il fischietto emiliano viene mandato a dirigere in serie A. Nel 2005 diventa internazionale. L\u2019anno dopo Calciopoli lo travolge. L\u2019accusa: frode sportiva. La Procura di Napoli lo manda alla sbarra. Il mondo del calcio lo mette alla porta\u00a0degli stadi. Per sempre. Ma le partite, diceva uno come Vujadin Boskov che di pallone e vita se ne intendeva, finiscono quando arbitro fischia. E il triplice fischio arriva nel 2015, quando la Cassazione chiude l\u2019affaire, respingendo la pretesa di rimandare a giudizio Dondarini, gi\u00e0 assolto in Appello nel 2012 dalla condanna rimediata in primo grado nel 2009. Serve insomma un decennio, o quasi, per definire un caso che intanto ha rovinato la carriera (e probabilmente l\u2019esistenza) di un uomo: non la prima, non l\u2019ultima vittima \u2013 sicuramente, purtroppo \u2013 della lentezza e dei difetti del sistema giudiziario italiano.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-238\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2016\/12\/pallone-bucato-300x169.jpg\" alt=\"pallone-bucato\" width=\"300\" height=\"169\" \/><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo questione di burocratica e giudiziaria inerzia la vicenda del Dondarini vittima (e non artefice) di Calciopoli. C\u2019\u00e8 altro. C\u2019\u00e8 di pi\u00f9: il pm che lo inquis\u00ec, Giuseppe Narducci, ha scritto un libro. Intitolato \u201cCalciopoli, la vera storia\u201d e pubblicato proprio nel 2012, parla anche di \u201cDonda\u201d. Descrivendolo come colpevole di aver aggiustato alcune partite. Un racconto &#8211; a processo ancora aperto &#8211; dell\u2019inchiesta che al processo, a quel processo, aveva dato origine\u00a0e\u00a0che alla fine ha svelato i tanti punti deboli dell\u2019inchiesta poi fatta libro.<\/p>\n<p>Tutto lecito. Anche opportuno? E\u00a0normale? L\u2019ex arbitro, che per un\u2019intercettazione mal interpretata ha dovuto rinunciare alla carriera passando i guai, ha citato in giudizio per danni il pm scrittore. \u00abNon cerco vendetta o soldi, cerco la verit\u00e0\u00bb, ha detto spiegando i motivi della causa di risarcimento promossa davanti al Tribunale di Bologna. \u00abL\u2019importo lo decider\u00e0 eventualmente il giudice. A me interessa ristabilire la verit\u00e0 dopo averlo gi\u00e0 fatto in sede legale. Ho trovato incredibile che un pm scrivesse un libro su di un processo che non era ancora giunto al termine\u00bb.<\/p>\n<p>Incredibile. Ma possibile. In Italia \u00e8 possibile. Non \u00e8 fallo da rigore e nemmeno da punizione. E poi, nel libro la prefazione era curata da Marco Travaglio. Molto meglio di Pel\u00e8, come cantano gli ultr\u00e0 al ritmo delle manette.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I pm scrivono libri sugli imputati sotto processo che poi vengono pure assolti. La giustizia, in Italia, finisce spesso in fuorigioco. Non ci voleva certo la storia di Paolo Dondarini per accorgersene. Di professione assicuratore, arbitro per passione, nel 2000 il fischietto emiliano viene mandato a dirigere in serie A. Nel 2005 diventa internazionale. L\u2019anno dopo Calciopoli lo travolge. L\u2019accusa: frode sportiva. La Procura di Napoli lo manda alla sbarra. 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