{"id":262,"date":"2017-01-21T18:14:35","date_gmt":"2017-01-21T17:14:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=262"},"modified":"2017-01-21T18:28:17","modified_gmt":"2017-01-21T17:28:17","slug":"elogio-delleroe-normale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/01\/21\/elogio-delleroe-normale\/","title":{"rendered":"Elogio dell&#8217;eroe normale"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le immagini e i racconti che da Rigopiano arrivano anche a noi che in quei luoghi\u00a0&#8211; specie in questi giorni in cui c&#8217;\u00e8 da spalare e soffrire &#8211; non abbiamo messo piede, sono stati sufficienti ad ammetterci al\u00a0dramma collettivo. Non da vittime, ma da spettatori e &#8211; in molti casi &#8211; giudici. Abbiamo discettato su tutto, per come \u00e8 nel nostro costume: che si tratti di calcio o politica o sciagure, e da ultimo anche di scienza o\u00a0medicina, non fa differenza. L&#8217;italiano \u00e8 sempre pronto a spendere una parola, convinto sia quella giusta. A volte salvifica.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-263\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/01\/2207302_biba-300x164.jpg\" alt=\"2207302_biba\" width=\"300\" height=\"164\" \/><\/p>\n<p>La tragedia abruzzese non ha fatto eccezione. Ed il dolore che avrebbe dovuto alzare il tasso di pudore ha finito, al contrario, per trasformare ognuno, nel chiuso del suo condominio, in comandante in capo di immaginifiche forze speciali. Sia chiaro: un&#8217;opinione \u00e8 lecito &#8211; anzi doveroso &#8211; averla ed anche difenderla. Dei guasti nella catena di comando e della macchina dei soccorsi si \u00e8 parlato a lungo, individuando criticit\u00e0 che non hanno bisogno di processi penali per essere acclarate. Ma come spinti dall&#8217;ineluttabile forza del destino, si \u00e8 arrivati a recitare il mantra della perfezione: cose del genere non dovrebbero succedere. Non devono accadere perch\u00e8 siamo nel 2017 e la tecnologia ha fatto passi da gigante. Perch\u00e8 paghiamo le tasse che i politici della casta sperperano, siamo generosi coi nostri sms da due euro l&#8217;uno che poi le banche tengono fermi nei loro forzieri. Perch\u00e8 viviamo in un Paese in cui si trovano i miliardi per salvare le banche e non i terremotati, perch\u00e8 in definitiva lo Stato abbandona la gente.<\/p>\n<p>Queste le tesi &#8211; le principali e pi\u00f9 diffuse &#8211; ascoltate nel corso della settimana. Non importa &#8211; non in questa sede &#8211; appurarne la veridicit\u00e0. E&#8217; probabilmente pi\u00f9 interessante definire i contorni di quella convinzione che, sul fondo, si scorge granitica: non \u00e8 accettabile\u00a0che qualcosa vada storto. Al contrario, tutto deve funzionare alla perfezione e nessuno deve e pu\u00f2 morire per negligenze o errori altrui. Fosse cos\u00ec, il mondo sarebbe gi\u00e0 da tempo un deserto inabitato, dal momento che dove \u00e8 l&#8217;uomo v&#8217;\u00e8 \u00a0l&#8217;imperfezione ad esso congenita. Ma \u00e8 anche un altro, diverso tema ad affacciarsi: quando si opina che sbavature non sono ammesse (e magari si additano ad esempio altre nazioni dove poi capita di veder fare\u00a0anche di peggio che in Italia) lo si fa sulla base di un ragionamento molto pi\u00f9 articolato. Lo stesso che negli ultimi decenni ha portato a ritenere l&#8217;uomo capace di dominare il fato e, di conseguenza, di domare la natura. In una parola, di essere arbitro e signore dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>Secondo questa logica, \u00e8 evidente e condivisibile l&#8217;assunto per cui, se tutto pu\u00f2 essere previsto, nulla pu\u00f2 andar male. Non c&#8217;\u00e8 spazio, in un mondo cos\u00ec disegnato, per l&#8217;imponderabile. Per cui, quale applicazione pratica del principio teorico descritto, non \u00e8 neppure\u00a0anche \u00a0solo\u00a0concepibile che una valanga alimentata da nevicate mai viste ed innescata da ripetute scosse di terremoto possa cadere a valle e trascinare dietro di s\u00e9 ogni cosa ogni vita incontrata sulla propria strada. E quand&#8217;anche ci\u00f2 dovesse avvenire, non \u00e8 ammissibile che non si riesca a tirar fuori, nel giro di poche ore, feriti e sopravvissuti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec, semplicemente perch\u00e8 cos\u00ec non pu\u00f2 essere. Se a Rigopiano qualcuno ha sbagliato dovr\u00e0 pagare. E non dovranno essere praticati sconti o trattamenti di favore, come tante, troppe volte \u00e8 gi\u00e0 avvenuto nella storia patria. Lo si deve alle famiglie dei superstiti e di chi non ce l&#8217;ha fatta, lo impone l&#8217;etica di una Repubblica che se ha ancora un briciolo di dignit\u00e0\u00a0non deve far torto ai suoi figli. Ma dalle montagne d&#8217;Abruzzo arriva un\u00a0monito\u00a0da tenere a mente, che \u00e8 poi quello che per qualche minuto ci ha restituiti alla nostra umanit\u00e0, portandoci fino alle lacrime di fronte ai volti di quei bimbi spaventati, tirati fuori dopo due giorni dalle loro prigioni di ghiaccio dalle mani forti di gente caparbia: Vigili del Fuoco, militari della Guardia di Finanza, poliziotti e Carabinieri, volontari e tecnici della Protezione civile. Gente in grand parte con stipendi da 1.500 euro al mese, anche meno, che non s&#8217;\u00e8 tirata indietro quando s&#8217;\u00e8 trattato di andare oltre i limiti del proprio dovere e di vestire i panni dell&#8217;eroe.<\/p>\n<p>\u00abSventurato quel popolo che ha bisogno di eroi\u00bb, fa dire Brecht al suo &#8220;Galileo&#8221;, con parole divenute ormai famose ed impresse finanche sugli incarti dei baci di cioccolata. Sbagliava: fortunato quel popolo che sugli eroi pu\u00f2 contare. Perch\u00e8 niente e nessuno \u00e8 infallibile al mondo, e quando qualcosa va storto \u00e8 sempre meglio averlo, un qualche eroe capace di far miracoli. Come a Citt\u00e0 del Messico nel &#8217;70, con Gianni Rivera salvatore della patria calcistica. Come ed ancor pi\u00f9 a Rigopiano, con gli angeli della neve orgoglio d&#8217;un&#8217;Italia incapace d&#8217;essere fiera di se stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Le immagini e i racconti che da Rigopiano arrivano anche a noi che in quei luoghi\u00a0&#8211; specie in questi giorni in cui c&#8217;\u00e8 da spalare e soffrire &#8211; non abbiamo messo piede, sono stati sufficienti ad ammetterci al\u00a0dramma collettivo. Non da vittime, ma da spettatori e &#8211; in molti casi &#8211; giudici. Abbiamo discettato su tutto, per come \u00e8 nel nostro costume: che si tratti di calcio o politica o sciagure, e da ultimo anche di scienza o\u00a0medicina, non fa differenza. L&#8217;italiano \u00e8 sempre pronto a spendere una parola, convinto sia quella giusta. A volte salvifica. 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