{"id":272,"date":"2017-02-03T19:20:23","date_gmt":"2017-02-03T18:20:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=272"},"modified":"2017-02-03T19:20:23","modified_gmt":"2017-02-03T18:20:23","slug":"se-la-chiesa-nega-il-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/02\/03\/se-la-chiesa-nega-il-vangelo\/","title":{"rendered":"Se la Chiesa nega il Vangelo"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa Chiesa \u00e8 grande perch\u00e8 ognuno ci sta dentro a modo proprio\u00bb.<\/p>\n<p>Don Mariano Arena parla e descrive il mondo visto dal suo balcone affacciato sulla piazza principale\u00a0del paese sul quale si allunga la sua ombra di uomo d\u2019onore. Il boss mafioso che Leonardo Sciascia pone al centro d\u2019uno dei suoi romanzi\u00a0pi\u00f9 celebri, <em>Il giorno della civetta<\/em>, scolpisce con poche parole un giudizio che la cronaca, coi suoi episodi a volte incredibili, sembra confermare. Come quando i giornali raccontano che Giuseppe Salvatore Riina, figlio del pluriergastolano Tot\u00f2 ed a sua volta in libert\u00e0 vigilata dopo aver scontato una condanna per associazione mafiosa, qualche settimana fa se n\u2019\u00e8 tornato a Corleone per assolvere al pi\u00f9 tradizionale dei compiti: il padrino di battesimo. Col beneplacito ed i certificati della Chiesa, \u00e8 stato lui ad assumere il compito di guidare nell\u2019avvenire il percorso cristiano della nipotina. Intanto, dalla Basilicata arriva notizia che la Diocesi di Melfi ha deciso di cancellare, in via sperimentale per i prossimi tre anni, la figura dei padrini e delle madrine. Motivo? Spesso troppo lontani dalla fede, \u00a0 non hanno pi\u00f9 piena consapevolezza del ruolo da svolgere dal punto di vista della coerenza cristiana.\u00a0<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-275\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/02\/padre-pino-puglisi-1-300x162.jpg\" alt=\"padre-pino-puglisi-1\" width=\"300\" height=\"162\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 evidente la discrasia: da una parte si consente ad un condannato per mafia e che mai ha rinnegato la mafia ed i metodi mafiosi\u00a0di vestire anche davanti al fonte battesimale i panni del padrino; dall\u2019altra si introducono norme stringenti per affidare quei compiti a cristiani autentici. Pura schizofrenia, nella Chiesa che non fa la Chiesa. E che a Vasto trova modo di contestare i presunti ritardi della giustizia terrena e poi pone in secondo piano il male e la sete di giustizia fai da te (un tantinello antievangelica) che muove la vicenda d\u2019un marito che a sangue freddo e dopo mesi uccide l\u2019investitore della moglie perch\u00e8 non aveva mai mostrato pentimento.<\/p>\n<p>Un tempo anche di questo si sarebbe fatto finta di niente, nella Chiesa grande secondo la provocatoria definizione scisciana. Oggi no. Non si pu\u00f2 lasciar passare in secondo piano questa e altre vicende (come i casi dei sacedoti goderecci di Padova) n\u00e8, tantomeno, quelle legate al rapporto con la criminalit\u00e0 organizzata. Con riferimento a quest&#8217;ultimo punto, la Chiesa del Meridione ha imboccato una strada diversa, pur se non ancora completamente percorsa. Ha cominciato a fare chiarezza sulle modalit\u00e0 organizzative delle processioni e di altri riti religiosi, sebbene senza riuscire a sradicare la malapianta degli inchini. Ha adottato specifiche direttive, anche se non ancora rispettate in tutte le parrocchie. Soprattutto, ha maturato una nuova e diversa consapevolezza, che parte del clero (e del laicato) fa per\u00f2 fatica a recepire.<\/p>\n<p>La radice della svolta sta nell\u2019elevazione agli altari di padre Pino Puglisi e nei concetti espressi nel 2014 a Sibari da Papa Francesco (nella foto, ndr), con la scomunica ai mafiosi.\u00a0Lo aveva gi\u00e0 urlato San Giovanni Paolo II e confermato Papa\u00a0Benedetto XVI: i mafiosi non sono cristiani. Hanno sempre \u2013 e solo &#8211; strumentalizzato Cristo. Si sono creati un Dio a loro immagine e somiglianza. Un Dio tollerante, accomodante. Confacente alle loro necessit\u00e0: le mafie, per esistere, hanno bisogo di riconoscimento sociale. Per i mafiosi i preti, gli altari, i santini sono un ottimo biglietto da visita. In quest\u2019ottica, per loro, la riconoscenza della Chiesa locale serve a legittimare il prestigio sociale di boss che hanno sempre visto nelle processioni, nell\u2019amministrazione dei sacramenti, nelle raccolte di fondi, persino nella celebrazione delle proprie esequie, un modo per confermare il proprio potere agli occhi della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente: nel Vangelo non c\u2019\u00e8 spazio\u00a0per la mafia e per i mafiosi. Non pu\u00f2 essercene. Non resta che convincerne la Chiesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abLa Chiesa \u00e8 grande perch\u00e8 ognuno ci sta dentro a modo proprio\u00bb. Don Mariano Arena parla e descrive il mondo visto dal suo balcone affacciato sulla piazza principale\u00a0del paese sul quale si allunga la sua ombra di uomo d\u2019onore. Il boss mafioso che Leonardo Sciascia pone al centro d\u2019uno dei suoi romanzi\u00a0pi\u00f9 celebri, Il giorno della civetta, scolpisce con poche parole un giudizio che la cronaca, coi suoi episodi a volte incredibili, sembra confermare. Come quando i giornali raccontano che Giuseppe Salvatore Riina, figlio del pluriergastolano Tot\u00f2 ed a sua volta in libert\u00e0 vigilata dopo aver scontato una condanna per [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/02\/03\/se-la-chiesa-nega-il-vangelo\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1077,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[4069,190726,4583,59514,23456,190721,190725,190724],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1077"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=272"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":276,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272\/revisions\/276"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}