{"id":301,"date":"2017-02-23T19:47:36","date_gmt":"2017-02-23T18:47:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=301"},"modified":"2017-02-24T15:43:14","modified_gmt":"2017-02-24T14:43:14","slug":"giustizia-negata-vergogna-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/02\/23\/giustizia-negata-vergogna-di-stato\/","title":{"rendered":"Giustizia negata, vergogna di Stato"},"content":{"rendered":"<p>Martin per un punto perse la cappa. Lui, per una consonante, s\u2019\u00e8 fatto 20 anni di galera da innocente.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-302\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/02\/sbarre_3-300x200.jpg\" alt=\"HELP\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/02\/sbarre_3-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/02\/sbarre_3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/02\/sbarre_3.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Angelo Massaro aveva 31 anni quando andarono a prenderlo nella sua casa di Fragagnano, nel Tarantino. Era il 1995. Lo credevano\u00a0colpevole della morte di un amico spacciatore, trovato in una pozza di sangue crivellato dai proiettili. Ucciso dal sodale per affari di droga, racconter\u00e0 qualche tempo pi\u00f9 tardi un collaboratore di giustizia. Ancor prima, fatale si era rivelata una telefonata \u2013 intercettata dalla Procura &#8211; con la quale, una settimana dopo la scomparsa del\u00a0compagno pusher,\u00a0diceva a sua moglie che avrebbe fatto tardi perch\u00e8 stava andando a buttare \u201cu muers\u201d. Ma il termine\u00a0che in dialetto pugliese sta a significare nient\u2019altro che un oggetto ingombrante divent\u00f2, nelle trascrizioni, \u201cu muert\u201d, il morto. E tanto bast\u00f2, insieme al racconto della gola profonda, per ritenere chiuso il cerchio. Inutili e ininfluenti furono considerati\u00a0i testimoni che in caserma e nelle aule del Tribunale giurarono che Massaro, la sera della telefonata, era davvero andato a disfarsi di un oggetto ingombrante, un vecchio slittino da neve. Nel 1997 lo condannarono a 24 anni, per omicidio. Richiesta di riaprire il caso, la Corte d\u2019Appello di Potenza neg\u00f2 la revisione del processo. A riaprire la partita, nel 2015, la Cassazione. Con la decisione di chiamare la Corte d\u2019Appello di Catanzaro a rivalutare la vicenda. Alla fine, il verdetto \u00e8 arrivato: sentenza capovolta\u00a0e remissione in libert\u00e0 del condannato innocente.<\/p>\n<p>Si era appena sposato, Massaro, quando lo seppellirono\u00a0in una cella. Ne \u00e8 uscito a 51 anni, a pena scontata quasi per intero. Gli hanno rubato la vita e nessuno potr\u00e0 restituirgliela. Gli hanno tolto i sogni, lasciandogli segni impossibili da cancellare. Nessuno pagher\u00e0 per questo: non chi svolse le indagini, non i giudici che quell\u2019inchiesta coordinarono ed i loro colleghi inflessibili nel giudizio ed ancor pi\u00f9 nel negare \u2013 nel 2012 &#8211; la possibilit\u00e0 di tornare in aula a rileggere le carte, perch\u00e8 questo avrebbe significato ammettere l\u2019eventualit\u00e0 di un errore.<\/p>\n<p>Un pentito in-credibile, una telefonata, una consonante confusa per un\u2019altra. Di questo si muore in Italia. La chiamano giustizia. \u00c8 eutanasia di Stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Martin per un punto perse la cappa. Lui, per una consonante, s\u2019\u00e8 fatto 20 anni di galera da innocente. Angelo Massaro aveva 31 anni quando andarono a prenderlo nella sua casa di Fragagnano, nel Tarantino. Era il 1995. Lo credevano\u00a0colpevole della morte di un amico spacciatore, trovato in una pozza di sangue crivellato dai proiettili. Ucciso dal sodale per affari di droga, racconter\u00e0 qualche tempo pi\u00f9 tardi un collaboratore di giustizia. 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