{"id":319,"date":"2017-04-08T19:13:01","date_gmt":"2017-04-08T17:13:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=319"},"modified":"2017-04-08T19:46:29","modified_gmt":"2017-04-08T17:46:29","slug":"reati-in-calo-ingiustizia-in-aumento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/04\/08\/reati-in-calo-ingiustizia-in-aumento\/","title":{"rendered":"Reati in calo, ingiustizia in aumento"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 notizia fresca: incontrando i giornalisti il questore di Milano s\u2019\u00e8 detto stupito del boom di richieste di porto d\u2019armi, a suo parere\u00a0ingiustificato dal momento che il numero dei reati, in realt\u00e0, \u00e8 da tempo in forte, costante diminuzione. E gi\u00f9 dati in gran quantit\u00e0, a sostenere la tesi. Ed una considerazione politica pi\u00f9 o meno indiretta: la percezione di pericolo che l\u2019opinione pubblica avverte sarebbe da ricondursi agli allarmismi ingiustificati di chi, strumentalmente e per interessi di parte o di partito, soffia invece sul fuoco dell\u2019insicurezza.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-320\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/04\/rapina-300x205.jpg\" alt=\"CRO NERA\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/04\/rapina-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/04\/rapina-1024x700.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/04\/rapina.jpg 1386w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>I numeri non si discutono, ma non sempre spiegano. Specie quando sono parziali. Quel che manca al racconto della Questura milanese per essere credibile fino in fondo \u00e8 la lettura completa delle statistiche: perch\u00e9 se da un lato \u00e8 vero che, nonostante i tagli e i sacrifici, le forze dell\u2019ordine riescono ancora ad assicurare mediamente una presenza di buon livello ed efficacia sul territorio, \u00e8 altrettanto indubitabile che quel avviene dopo, quando un criminale \u00e8 stato preso e sbattuto in cella \u2013 subito o al termine di lunghe e costose indagini \u2013 ha dell\u2019assurdo.<\/p>\n<p>Andando a sfogliare ad esempio la relazione con la quale, a gennaio, il Primo presidente della Corte di Cassazione ha inaugurato l\u2019anno giudiziario, si scopre che intanto i reati sono diminuiti, ma in gran parte per effetto delle continue depenalizzazioni. Dunque, una gran mole di fatti che prima erano considerati penalmente rilevanti oggi non lo sono pi\u00f9, ma conservano comunque la loro carica offensiva che, inevitabilmente, non pu\u00f2 che turbare la sicurezza del cittadino. Poi: passando a tracciare il destino dei procedimenti penali, sempre il Primo presidente della Suprema Corte rivela che s\u00ec, si accorciano i tempi del giudizio e s\u2019assottiglia la mole degli arretrati, ma anche grazie al contributo determinante della prescrizione: + 3,3% nel 2016 rispetto al biennio 2014-2015. Per la precisione, 31.610 querele e denunce finite nel nulla per la lentezza della macchina giudiziaria, pure\u00a0in questo caso intaccando il senso di sicurezza dell\u2019opinione pubblica, che vede restare impuniti i responsabili dei reati consumati a proprio danno. Non bastasse, c\u2019\u00e8 da considerare cosa succede quando\u00a0i reati scampano alla ghigliottina della depenalizzazione o della prescrizione.<\/p>\n<p>Le rapine, per dire, il reato predatorio pi\u00f9 temuto e, negli ultimi tempi, all\u2019origine di diversi fatti di sangue: nel 2016, conferma il Dipartimento dell\u2019amministrazione penitenziaria, di 10.139 arrestati per rapina in cella ne erano rimasti 6.120. E gli altri? Ai servizi sociali o ai domiciliari (1.823) o gi\u00e0 di nuovo a spasso (2.196), liberi di cambiar vita o di tornare all\u2019antico mestiere, e magari di tornare a tartassare le vittime gi\u00e0 vessate.<\/p>\n<p>Come volete che ci senta quando questo accade (ed accade spesso)? Insicuri. E arrabbiati con lo Stato. \u00abTanto lavoro per nulla\u00bb, ripetono sconsolati persino i vertici dell\u2019Associazione nazionale dei funzionari di polizia. E se lo dicono loro un motivo ci sar\u00e0. Lo stesso che porta a concludere che i reati saranno pure sempre meno, ma che la giustizia, in Italia, \u00e8 il nome di un&#8217;utopia. E che fin quando non ci saranno pena e certezza di essa, delinquere rester\u00e0 pur sempre un buon lavoro, di sicuro meno rischioso e pi\u00f9 redditizio dell\u2019onest\u00e0.<\/p>\n<p>Tante valide e fondate ragioni a dimostrazione d\u2019un dato: la percezione di insicurezza non \u00e8 un\u2019opinione, ma una realt\u00e0. Drammatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00c8 notizia fresca: incontrando i giornalisti il questore di Milano s\u2019\u00e8 detto stupito del boom di richieste di porto d\u2019armi, a suo parere\u00a0ingiustificato dal momento che il numero dei reati, in realt\u00e0, \u00e8 da tempo in forte, costante diminuzione. E gi\u00f9 dati in gran quantit\u00e0, a sostenere la tesi. 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