{"id":333,"date":"2017-08-02T19:29:42","date_gmt":"2017-08-02T17:29:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=333"},"modified":"2017-08-02T19:29:42","modified_gmt":"2017-08-02T17:29:42","slug":"chi-stupra-a-16-anni-vada-in-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/08\/02\/chi-stupra-a-16-anni-vada-in-carcere\/","title":{"rendered":"Chi stupra a 16 anni vada in carcere"},"content":{"rendered":"<p>Ieri a Bari una ragazzina di 15 anni sarebbe stata violentata a turno da cinque suoi conoscenti, il pi\u00f9 piccolo sedicenne il pi\u00f9 anziano diciottenne. Tra loro il suo ex fidanzatino, che l\u2019avrebbe attirata in trappola con la scusa di offrirle un gelato prima di abusare di lei e cederla in premio, come capobranco, agli altri lupi affamati di sesso.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-330\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/08\/stupro-di-gruppo-2-300x169.jpg\" alt=\"stupro di gruppo-2\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/08\/stupro-di-gruppo-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/08\/stupro-di-gruppo-2.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Questa la notizia. Sui fatti sono in corso indagini. Ma una qualche riflessione \u00e8 gi\u00e0 possibile, non fosse altro perch\u00e9 gli episodi di violenza, specie su adolescenti e bambine, sono in costante aumento. E\u2019 evidente il fallimento educativo: le famiglie in primis, e con loro la scuola, la Chiesa e tutti gli altri soggetti \u2013 istituzionali e no \u2013 che storicamente hanno concorso all\u2019educazione ed alla formazione degli italiani, sono a pezzi. Ad indebolirli non solo carenze interne, come la crisi (o il mutamento) dei valori di riferimento, ma anche il repentino cambiamento culturale, quasi mai interpretato con tempestivit\u00e0. Lo Stato, inteso quale detentore del potere di fare le leggi ed attuarle, ma pure le sue articolazioni a livello territoriale, in particolare Comuni e Regioni, hanno agevolato questo processo di disgregazione, favorendolo persino sul piano economico, dove la rete che teneva tutti insieme s\u2019\u00e8 dissolta anche per ragioni di cassa. Con le famiglie, ad esempio, lasciate in bal\u00eca della deregulation del lavoro, che se pu\u00f2 valere sotto il profilo della definizione dei confini in cui pu\u00f2 (e deve) muoversi il mercato, non pu\u00f2 diventare regola per soggetti sociali che senza sostegno non hanno presente, figurarsi futuro. Su altro versante, quello del sentire comune nei riguardi dei figli, poco c\u2019\u00e8 da approfondire: le nuove generazioni sono progressivamente diventate cimeli da ostentare, con genitori ormai proiettati a fare della discendenza l\u2019ologramma di ci\u00f2 che essi prediligono, o addirittura di quel che avrebbero voluto essere e non sono stati: magari bimbi calciatori milionari per il piacere di padri sfegatati tifosi, bimbe veline da copertina per la gioia di madri da vetrina.<\/p>\n<p>Certo, generalizzare sarebbe errato, e resistono ovunque e in ogni ambito modelli di una diversit\u00e0 che sarebbe normalit\u00e0 non si vivessero tempi d\u2019emergenza. \u00c8 questa l\u2019amara constatazione alla quale, comunque la si pensi, non si pu\u00f2 sfuggire. I giovani di oggi, rispetto a chi li ha preceduti, conquistano pi\u00f9 tardi l\u2019effettiva maturit\u00e0 psicofisica, ma diventano cittadini del mondo (nel bene e nel male) ben prima dei 18 anni ai quali la legge &#8211; figlia di un\u2019era in cui i telefoni sui quali adesso viaggiano le immagini degli stupri appena consumati erano ancora a muro &#8211; ricollega conseguenze giuridiche chiare, come la responsabilit\u00e0 piena dei crimini eventualmente commessi.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che un sistema cos\u00ec congegnato non pu\u00f2 pi\u00f9 reggere, a meno di non dare per scontata la silente tolleranza di reati \u2013 che non sono solo quelli di matrice sessuale \u2013 commessi da infradiciottenni e, con frequenza crescente, da chi addirittura ha meno di 14 anni e dunque non \u00e8 neppure imputabile ma semplicemente soggetto a misure di sicurezza di cui la realt\u00e0 dimostra l\u2019inutilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 palese come il sistema penale minorile, con le sue pene attenuate volte al reinserimento sociale del minore colto a delinquere, non si dimostri efficace nel contrasto dell\u2019emergenza sociale che avanza, complice anche il disinteresse dello Stato per la definizione e la concreta attuazione dei percorsi di rieducazione.<\/p>\n<p>Ma se prevenzione e reinserimento vanno ripensati, nelle more non resta quale soluzione ed argine che la repressione. Inevitabilmente: chi a 16 anni violenta una fanciulla che di anni ne ha altrettanti non pu\u00f2 avere diritto alla sostanziale impunit\u00e0. Vada in carcere, sperimenti in concreto la privazione della libert\u00e0 e dei lussi, sconti per intero la pena che gli spetterebbe se fosse adulto, e quando esce provi a rifarsi una vita. Come tenter\u00e0 di fare nel frattempo, probabilmente senza riuscirvi, la sua preda. Oggi l\u2019unica vera vittima di un sistema che premia i carnefici. Anche quelli in tenera et\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ieri a Bari una ragazzina di 15 anni sarebbe stata violentata a turno da cinque suoi conoscenti, il pi\u00f9 piccolo sedicenne il pi\u00f9 anziano diciottenne. Tra loro il suo ex fidanzatino, che l\u2019avrebbe attirata in trappola con la scusa di offrirle un gelato prima di abusare di lei e cederla in premio, come capobranco, agli altri lupi affamati di sesso. Questa la notizia. Sui fatti sono in corso indagini. 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