{"id":351,"date":"2017-10-13T19:46:41","date_gmt":"2017-10-13T17:46:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/?p=351"},"modified":"2017-10-13T19:46:41","modified_gmt":"2017-10-13T17:46:41","slug":"litalia-un-paese-per-bamboccioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/10\/13\/litalia-un-paese-per-bamboccioni\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia, un Paese per bamboccioni"},"content":{"rendered":"<p>Quand\u2019ero bambino io, e prima di me tanti altri e si narra come leggenda che le cose fossero sempre andate cos\u00ec, per andare a scuola \u2013 gi\u00e0 dalle elementari \u2013 si usciva di casa con un certo anticipo (perch\u00e9 guai ad arrivare a portone gi\u00e0 chiuso: si rischiavano note, sospensioni e pure scapaccioni), si passava dall\u2019alimentari a comparsi un panino, si entrava in aula. E poi, al suono della campanella, si ripeteva lo stesso cammino, a percorso inverso, saltando solo la tappa all\u2019alimentari per non incorrere nelle ire di nonne e mamme che per pranzo preparavano l\u2019impossibile. Tutto questo lo facevamo da soli, e ci sembrava anche un\u2019impresa di cui andar fieri. Al massimo, ci si ritrovava in gruppo, coi bimbi vicini di casa. Non c\u2019erano automobili in fila ad attenderci, manco con la pioggia: al massimo qualche nonno, che oltre a tener d\u2019occhio il nipote, sorvegliava burbero e discreto anche quelli degli altri suoi colleghi di briscola. E nonostante tutto, siamo cresciuti ed invecchiati. Non so se bene o male, anche se quel che accade oggi induce a propendere per la seconda ipotesi.<\/p>\n<p>A leggere le cronache, ormai, \u00e8 una sfilata di sani nemici delle tendenze del giorno: i figli non vanno cresciuti nell\u2019ovatta, i genitori non devono essere i sindacalisti dei figli, che scandalo quei genitori che fanno dei figli ci\u00f2 che loro avrebbero voluto essere e non sono, e via dicendo. Vai in libreria, e trovi volumi mai a buon prezzo\u00a0di autorevoli firme che ti spiegano come essere e (e non essere). Leggi i resoconti parlamentari, e t&#8217;imbatti\u00a0in gente che seria e preoccupata discetta di bamboccioni e cervelli in fuga. Poi, per\u00f2, guardi al mondo com\u2019\u00e8 e ti rendi conto che i cervelli sono s\u00ec in fuga, ma dal cranio.<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-352\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/10\/asili-per-adulti-638x425-300x200.jpg\" alt=\"asili-per-adulti-638x425\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/10\/asili-per-adulti-638x425-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/files\/2017\/10\/asili-per-adulti-638x425.jpg 638w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 altra ragione che questa\u00a0alla base del tempo che abbiamo costruito per noi e per le generazioni future. Che presto o tardi, per decreto\u00a0o moda\u00a0(la sostanza non cambia) saremo costretti ad accompagnare dalla culla alla tomba. Letteralmente, mano nella mano. \u00c8 notizia fresca la direttiva con cui il ministero della pubblica istruzione ha sostanzialmente imposto ai dirigenti scolastici un preciso obbligo di legge. Una norma comportamentale derivante da una sentenza della Cassazione. Il che non giustifica la decisione, ma evidenzia semmai lo stato di complessivo disorientamento nel quale una nazione intera \u00e8 caduta, ad iniziare dalle istituzioni di sistema. Cosa prescrive, quella direttiva? Che fino al terzo anno di scuola media, e comunque fino a quando non abbiano compiuto i 14 anni, al termine delle lezioni gli studenti vadano riconsegnati direttamente ai genitori. Insomma, non si potr\u00e0 tornare a casa da soli, ma solo con pap\u00e0 o mamma. E, quale unica eccezione forse (forse!) possibile, attraverso un loro delegato. Naturalmente per iscritto e magari con tanto di autentica notarile sulla firma. Ragioni di sicurezza, certo. Necessit\u00e0, per pr\u00e8sidi e insegnanti, di ben delimitare doveri e\u00a0responsabilit\u00e0 alla luce di codici, leggi e sentenze. Ineccepibile. Risposta sensata alle tante famiglie che chiedono sicurezza. Giusto. Ma ai ragazzi, chi ci pensa? Se a 13 anni e 364 giorni di vita un fanciullo italiano non \u00e8 considerato dal suo Stato (dai ministri, dai giudici, dai familiari) nemmeno capace di poter tornare a casa da solo, quando acquisir\u00e0 un briciolo di senso di responsabilit\u00e0? Quando ed in che modo imparer\u00e0 a cavarsela da s\u00e9, senza aspettare che da dietro l\u2019angolo spuntino mamma e pap\u00e0, per vocazione naturale e sempre pi\u00f9 ripida inclinazione protesi a mettere una pezza a tutto, ed a generare la convinzione che tutto alla fine s\u2019aggiusti, di riffa o di raffa?<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec torniamo indietro di decenni: mentre nel resto d\u2019Europa si suggerisce alle famiglie di mandare da soli i figli a scuola gi\u00e0 alle elementari, qui da noi si dovr\u00e0 attendere la fine delle medie\u00ab, la reazione sconsolata dei dirigenti scolastici. Destinato a cadere nel nulla il richiamo all\u2019Europa, non trattandosi di questione interessante le Banche, cosa resta da fare? Io da domani ogni giorno andr\u00f2 a riprendere mio figlio a scuola. Prima, per\u00f2, mi fermer\u00f2 all\u2019alimentari, a mangiare un panino per ricordare, con infinita nostalgia, com\u2019era bello il tempo in cui eravamo ignoranti e felici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quand\u2019ero bambino io, e prima di me tanti altri e si narra come leggenda che le cose fossero sempre andate cos\u00ec, per andare a scuola \u2013 gi\u00e0 dalle elementari \u2013 si usciva di casa con un certo anticipo (perch\u00e9 guai ad arrivare a portone gi\u00e0 chiuso: si rischiavano note, sospensioni e pure scapaccioni), si passava dall\u2019alimentari a comparsi un panino, si entrava in aula. E poi, al suono della campanella, si ripeteva lo stesso cammino, a percorso inverso, saltando solo la tappa all\u2019alimentari per non incorrere nelle ire di nonne e mamme che per pranzo preparavano l\u2019impossibile. Tutto questo lo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/2017\/10\/13\/litalia-un-paese-per-bamboccioni\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1077,"featured_media":352,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[29379,31400],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/351"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1077"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=351"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":353,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/351\/revisions\/353"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/media\/352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iacobini\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}