{"id":1008,"date":"2020-05-06T12:13:51","date_gmt":"2020-05-06T10:13:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1008"},"modified":"2020-05-06T16:00:40","modified_gmt":"2020-05-06T14:00:40","slug":"manifesto-del-ribelle-luomo-sovrano-di-ricucci-contro-la-folla-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2020\/05\/06\/manifesto-del-ribelle-luomo-sovrano-di-ricucci-contro-la-folla-globale\/","title":{"rendered":"Manifesto del Ribelle. L&#8217;uomo sovrano contro la folla globale"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"padding-left: 180px\">Abbiamo compiuto molti parricidi negli ultimi due secoli, tutti incastrati in quel coacervo di tesi e valori che un tempo ridefinivamo e preservavamo sotto l\u2019ampio e, per certi versi, contraddittorio, vessillo della tradizione. Ma quel tempo \u00e8, appunto, passato. Dalla morte di Dio all\u2019eclissi del sacro fino alla dissoluzione della famiglia&#8230; tutti quei vecchi vincoli sono stati completamente assorbiti dalla nuova societ\u00e0, post-moderna, anonima e spersonalizzante, la cui unica vocazione soggiace alle condizioni dettate dall\u2019espansione economica e dai suoi correlati sociali e politici. Condizioni e vincoli penetrati nel Dna e divenuti carne e sangue del nostro pensare e dell\u2019agire.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\">Una dissoluzione in vista di un nuovo ordine mondiale (&#8230; ecco perch\u00e9 ridefinibile nell\u2019idea del parricidio) dal momento che, per la prima volta nella storia dell\u2019umanit\u00e0, un modello cos\u00ec totalizzante e coinvolgente \u00e8 riuscito a sottomettere l\u2019uomo nella sua duplice e esaltante essenza naturale e razionale, e a farlo senza alcuna violenza o imposizione manu militari. Si \u00e8 fatta avanti, ed evolvendosi sempre pi\u00f9 potentemente, una cultura della dissoluzione identitaria con lo scopo nemmeno tanto recondito di demolire sin dal sottosuolo ogni radicamento spirituale e ogni legame sentimentale o emotivo di natura comunitaria. Ogni progetto di vita \u00e8 stato sottoposto alla valutazione dei nuovi canoni utilitaristici, di cui l\u2019ordalia tecno-scientifica e gli addentellati economici, agevolano la primazia.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\">Una societ\u00e0 costruita su tale saldezza ideologica non pu\u00f2 che fare affidamento su un nuovo modello collettivo i cui singoli elementi siano per\u00f2 fiacchi, snervati, anonimi. Modello indagato da Emanuele Ricucci nel suo ultimo libro <em>Contro la folla<\/em> (Passaggio al bosco edizioni, p.240) soprattutto nei viluppi negativi e grazie all\u2019osservazione minuziosa di tutti i gangli che hanno portato alla sconfitta, o meglio, al declino costante e ineluttabile di quello che lui definisce \u00abl\u2019uomo sovrano\u00bb. Perch\u00e9 il Tipo umano post-moderno, quello che noi, oggi, rischiamo di diventare (o siamo gi\u00e0 diventati!) \u2013 quel Tipo di cui molti \u201cpensatori della crisi\u201d ne avevano preconizzato i futuri viluppi \u2013 rannicchiatosi nella confortevole posizione del viandante che cerca da ogni parte giustificazioni o cavilli al proprio ininfluente agire, sta accettando una rivoluzione epocale che si dirama in ogni direzione: dalle sconclusionate teorie di genere alle identit\u00e0 neutre, dai nuovi modelli familiari all\u2019azzeramento di differenze culturali e specificit\u00e0 etniche&#8230; e il tutto custodito in un linguaggio politicamente corretto, fascinoso e mai criptico, capace poi di smussare ogni spigolo dialettico.<\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/05\/61TBG9zfBTL.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1009\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/05\/61TBG9zfBTL-218x300.jpg\" alt=\"61TBG9zfBTL\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/05\/61TBG9zfBTL-218x300.jpg 218w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/05\/61TBG9zfBTL-744x1024.jpg 744w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/05\/61TBG9zfBTL.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\"><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\">Una rivoluzione totale che trasforma financo la psiche. Come avviene per un qualsiasi software, essa viene infatti costantemente riaggiornata in modo da relegare l\u2019umano, per la prima volta nella storia (\u00e8 bene ribadirlo con una certa ossessivit\u00e0!), a inerte strumento recettivo senza pi\u00f9 alcuna funzione propositiva e primaria. Perch\u00e9 qui non siamo di fronte ad una evoluzione della specie, ad un adattamento darwiniano dove si preservano gli snodi ereditari ma, al contempo, si accettano talune variazioni; non stiamo assistendo, cio\u00e8, solo ad una fuga in avanti. Ci\u00f2 che abbiamo di fronte \u00e8 una rivoluzione radicale che, come dicevo, \u00e8 accelerata e favorita dal progresso delle macchine e da una societ\u00e0 organizzata su interessi pratici e su un utilitarismo spinto fino all\u2019ennesima potenza che, di volta in volta, possono essere dettati da una azienda di ingegneria genetica, da societ\u00e0 che hanno il proprio \u201ccore business\u201d legato ad attivit\u00e0 di ricerca biotecnologica, o pi\u00f9 banalmente da multinazionali che gestiscono social-network, e sempre a scapito di uno Stato nazionale e della libert\u00e0 del singolo individuo.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\">Ed \u00e8 bene intendersi! Qui non si agitano strambe ipotesi complottistiche o ci si fa sostenitori\u00a0 di cospirazioni demo-pluto eccetera, perch\u00e9 tutto \u00e8 sotto i nostri occhi e nulla ci viene imposto. Insomma, nulla \u00e8 celato o imperscrutabile perch\u00e9 la vita biologica, il lavoro, gli hobbie, gli affetti e ogni altra sostanza a fondamento della nostra quotidianit\u00e0 accolgono oramai in maniera diretta e indiretta gli effetti di questa rivoluzione epocale. E il declino dell\u2019uomo sovrano \u2013 di cui parla Ricucci &#8211; \u00e8 solo pi\u00f9 evidente perch\u00e9 ne riscontriamo gli esiti pi\u00f9 immediati sul fronte della svirilizzazione, della femminilizzazione del maschio, dell\u2019incertezza e dell\u2019interscambiabilit\u00e0 dei ruoli che sono per\u00f2 solo alcune delle sue fogge&#8230; e nemmeno quelle principali, mentre questo malanno colpisce, al contempo, l\u2019umanit\u00e0 in ogni sua funzione: le relazioni interpersonali in primo luogo, ma poi anche e soprattutto ogni scelta e opzione individuale e collettiva che possa discendere dall\u2019economia e quindi arrivi fino al diritto del lavoro o alla compressione di diritti acquisiti.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\">Il processo secondo il quale gli uomini non sono pi\u00f9 sovrani, per parafrasare il sottotitolo del libro, \u00e8 iniziato un paio di secoli fa, adducendo come valore la funzione educativa del capitalismo moderno ma si \u00e8 poi incancrenito in deriva antropologica. Ed \u00e8 questo il punto,\u00a0dato\u00a0che l\u2019uomo \u00e8 espulso dai suoi vecchi campi d\u2019azione. Viene illuso di essere soggetto con potere di scelta ma \u00e8 elemento residuale e recettivo. Un produttore di reddito che usufruisce di un habitat sempre pi\u00f9 tecnologico che tutto scruta e mette in sicurezza ma che lo circuisce fino a rinchiuderlo in una gabbia mortifera in cui scemano le libert\u00e0. Ed \u00e8 sempre meno un creatore di norme che, invece, vengono esplicitamente imposte da un sistema globale, da questo nuovo ordine che, sul piano politico, soprattutto negli ultimi tre decenni, sta ottenendo ampi margini di agibilit\u00e0 ed \u00e8 oramai misurabile nelle sue diramazioni pi\u00f9 pratiche anche dall\u2019uomo della strada: \u00e8 infatti sufficiente soffermarsi su un campo altamente modellabile come quello dell\u2019orientamento dei costumi e dei gusti e delle pi\u00f9 dozzinali consuetudini, per avere un quadro delle linee di fondo adottate dalla massa globale.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\">Dunque, Ricucci accusa e invoca, si dilania ma spera. In fondo, ribalta continuamente la lagna del disfattismo con un quadrante volitivo di azioni e di nuova partecipazione, individuale e politica, per svelare uno schema organico di esortazioni e anatemi, infine rovesciati in una proposta positiva, di rivolta e di bellezza, di tradizione e di antichi valori.<\/h4>\n<h4 style=\"padding-left: 180px\">Al lettore va per\u00f2 fatta una premessa. La scrittura di Ricucci non \u00e8 quella classica, talvolta ampollosa, se non proprio polverosa e stantia della saggistica pi\u00f9 comune. Qui siamo di fronte ad una scrittura diretta, vibrante e avvolgente. Non solo un grido d\u2019allarme o, al contrario, un\u2019analisi delle cose che non vanno, ma un manifesto di ribellione contro la societ\u00e0 di massa e il post-moderno. Un invito a spezzare i legami della nuova socialit\u00e0 e dei non-luoghi per agevolare un capovolgimento ambizioso dell\u2019esistente\u00a0in cui arte, politica, e persino i rapporti interpersonali possano contribuire ad una comunit\u00e0 pi\u00f9 organica e meno finta ed eterodiretta.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Abbiamo compiuto molti parricidi negli ultimi due secoli, tutti incastrati in quel coacervo di tesi e valori che un tempo ridefinivamo e preservavamo sotto l\u2019ampio e, per certi versi, contraddittorio, vessillo della tradizione. Ma quel tempo \u00e8, appunto, passato. Dalla morte di Dio all\u2019eclissi del sacro fino alla dissoluzione della famiglia&#8230; tutti quei vecchi vincoli sono stati completamente assorbiti dalla nuova societ\u00e0, post-moderna, anonima e spersonalizzante, la cui unica vocazione soggiace alle condizioni dettate dall\u2019espansione economica e dai suoi correlati sociali e politici. 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