{"id":1031,"date":"2020-06-26T17:56:22","date_gmt":"2020-06-26T15:56:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1031"},"modified":"2020-06-26T17:56:56","modified_gmt":"2020-06-26T15:56:56","slug":"il-breviario-della-coppia-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2020\/06\/26\/il-breviario-della-coppia-moderna\/","title":{"rendered":"Il breviario della coppia moderna"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 180px\">Una critica di costume, un manuale di coppia, un pamphlet sull\u2019innamoramento, sulle nozze, il divorzio, l\u2019inseminazione, l\u2019aborto e su molto altro ancora, quello di Elio Paoloni dal titolo <em>La coppia inattuale. Matrimoni politicamente scorretti, <\/em>(Editore Tau, p. 172, euro 14) di cui, di seguito, riporto ampi stralci tratti dal capitolo \u00abIl rogo di Isotta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: right\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/06\/717SP8ufB0L.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1032\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/06\/717SP8ufB0L-200x300.jpg\" alt=\"717SP8ufB0L\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/06\/717SP8ufB0L-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/06\/717SP8ufB0L-683x1024.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2020\/06\/717SP8ufB0L.jpg 1653w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">\n<p style=\"padding-left: 180px;text-align: center\">*\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 *\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 *<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">\n<p style=\"padding-left: 180px\"><strong>A un paio d\u2019ore di volo da qui si lapidano le adultere<\/strong>. Con pietre vere. Le si porta in un campo e le si sfonda a sassate. Una scena che conosciamo bene, sin dal catechismo, quando abbiamo imparato che non si fa, che nessuno pu\u00f2 scagliare la prima pietra. Anche se il Signore che ferm\u00f2 la sassaiola non si sogn\u00f2 di sdoganare il peccato. Ma mettiamo da parte le religioni; fino a qualche decennio fa il nostro codice penale concedeva notevoli attenuanti, quasi un\u2019assoluzione, a una versione pi\u00f9 sbrigativa della lapidazione: il delitto d\u2019onore. Dubito che un promesso sposo d\u2019oggi possa ricordare termini come <em>concubinato<\/em>, <em>abbandono del tetto coniugale<\/em>, reati sanciti dal codice penale, il primo fino al 1969, il secondo ancora vigente (solo in teoria, ormai). E nella leggenda di Tristano, Re Marco non trova supplizio sufficiente a punire la fedifraga Isotta. Il rogo gli sembra punizione troppo blanda, troppo rapida, <em>ben presto questa grande fiamma l\u2019avr\u00e0 ridotta in ceneri che il vento avr\u00e0 portato via con s\u00e9<\/em>; cos\u00ec sar\u00e0 deliziato dalla proposta di Ivano, capo dei lebbrosi: <em>\u201cho cento compagni. Se ci darete Isotta ella apparterr\u00e0 a noi tutti&#8230; un fuoco tanto grande ci divora che non esiste dama sotto il cielo che possa sopportare la nostra vicinanza per pi\u00f9 di un giorno solo\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Possiamo conservare la tranquillit\u00e0<\/strong> raccontandoci che si tratta di tempi o societ\u00e0 arretrate, che non hanno diritto ad alcuna considerazione. Ma non \u00e8 estremo anche il nostro modo di considerare l\u2019adulterio? Certo, a guardare indietro, dai miti pi\u00f9 antichi alle commedie sexy, dalla grande letteratura alle barzellette pi\u00f9 diffuse, per non parlare di fondamentali episodi biblici, le corna paiono l\u2019ornamento pi\u00f9 comune del genere umano. E lo sono state anche quando il cattolicesimo governava i costumi (e non solo), quando potevano provocare abbandono, miseria, morte. Ci rassegneremo dunque a vederle campeggiare ancora. Ma in passato il tradimento era frutto di un <em>rapimento dei sensi<\/em>, di una passione travolgente che induceva a superare ogni scrupolo. L\u2019idea di peccato era radicata, il senso della trasgressione era forte (e proprio in questo stava gran parte del piacere di quei trastulli). Religione o no, la riprovazione sociale era temibile: l\u2019atto poteva essere consentito, mai lo scandalo; le tresche tollerate, ma mai a discapito dell\u2019armonia familiare.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Oggi, invece, c\u2019\u00e8 tutto un filone di posta del cuore<\/strong>, di rubriche \u2018psicorosa\u2019, di disinvolto passaparola, secondo il quale l\u2019adulterio vivifica il menage (<em>medicina indispensabile di ogni buon matrimonio<\/em> sentenziava la Aspesi gi\u00e0 negli anni \u201970). Ma anche questo alibi non \u00e8 pi\u00f9 necessario. Non occorre pi\u00f9 raccontare che si tratta di un sacrificio per il bene della coppia <em>La Repubblica delle donne<\/em> e tutte le altre riviste della Donna Repubblicana sono ormai oltre: bisogna\u00a0<em>esplicarsi<\/em>\u00a0(come dicevano i genitori di una povera ragazza all\u2019attonito Tognazzi, giudice istruttore nel magnifico <em>In nome del popolo italiano<\/em>), seguire i propri impulsi, abbandonare i sensi di colpa e pure l\u2019idea di colpa, togliersi ogni capriccio e al diavolo tutti gli altri. Perch\u00e9 non regalarsi un diversivo? Perch\u00e9 non concedersi una <em>pausa<\/em>? Gi\u00e0, perch\u00e9 sforzarsi di non cedere alla tentazione? Si tratta di trascurabili episodi, peccati veniali \u2013 <em>peccati<\/em> tra virgolette, s\u2019intende, tanto per citare definizioni trapassate, dato che il Peccato, veniale o no, non \u00e8 pi\u00f9 contemplato. Cos\u00ec come \u00e8 evaporato il pubblico disonore, causa principale dell\u2019umiliazione del tradito. Non usa pi\u00f9 neanche l\u2019affettuoso dileggio degli scorsi decenni: neppure all\u2019arbitro, ormai, si d\u00e0 del cornuto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">\u201cNon \u00e8 triviale il libertino che indulge alle sue inclinazioni \u2013 scriveva Claudio Magris in <em>Danubio<\/em> \u2013 \u00e8 volgare il libertino che, indulgendovi, pensa non solo di cogliere il suo piacere, ma di compiere, cos\u00ec facendo, un gesto socialmente e culturalmente significativo, che fa di lui una creatura superiore\u201d. Certi libertini d\u2019oggi, politici che spesso si definiscono liberali o, pi\u00f9 spesso, progressisti, si ritengono superiori alla tranquilla casalinga; certe femministe si sentono in dovere di fornicare senza freni, pardon, di vivere pienamente la propria sessualit\u00e0, e si sforzano di far vergognare chi si ostina a fare e crescere figli in una famiglia armoniosa e leale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>L\u2019oggi \u00e8 il boom di locali per scambisti<\/strong>: l\u2019adulterio \u00e8 previsto, consentito, incoraggiato, praticato insieme, allegramente, dai consorti. Si tratta di una minoranza, ovvio, siamo nel campo delle perversioni, ma proprio questo campo estremo e pruriginosissimo pu\u00f2 darci la percezione della sostanziale immutabilit\u00e0 delle pulsioni, dei sentimenti. Mi spiego: in questa \u2018attivit\u00e0\u2019 i componenti della coppia sono \u2018insieme\u2019. Si dedicano entrambi, di comune accordo, con tenera complicit\u00e0, a qualcosa di peccaminoso, forse di squallido. Se separazione c\u2019\u00e8, \u00e8 momentanea, subito dopo si condividono le esperienze. Nessuno <em>tradisce<\/em> l\u2019altro. Ma quando, ed \u00e8 documentato da decine di notizie di cronaca, certi legami si rafforzano o uno dei due pratica da solo questi rapporti, succede il finimondo. Perch\u00e9 la menzogna, il tradimento, non sono tollerabili da nessuno, mai, neanche dai pi\u00f9 disinvolti (stavo per scrivere depravati ma mi sono morso i tasti, non usa pi\u00f9). Divertito ed eccitato da Florinda Bolkan, amante di facilissimi costumi, Gianmaria Volont\u00e8, commissario in <em>Un cittadino al disopra di ogni sospetto<\/em>, finir\u00e0 per ammazzarla quando si rende conto che non ha il <em>controllo<\/em> totale delle sue relazioni, dei suoi <em>pensieri<\/em>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">\u00a0<strong>Ne <em>La donna giusta<\/em> lo scrittore ungherese Sandor Marai<\/strong> scrisse: \u201cNon credo nei Don Giovanni. Si dovrebbe fare di un unico corpo lo strumento dal quale trarre ogni melodia. A volte provo una gran pena nel contemplare gli esseri umani: corrono in modo sfrenato, si affannano inutilmente\u2026 mi verrebbe di prenderli a bacchettate sulle dita e dire loro: \u201cSmettetela di agitarvi! Gi\u00f9 le mani. Seduti composti, in ordine\u201d. Non sanno che a volte per vivere sereni basta avere semplicemente un po\u2019 di pazienza, perch\u00e9 l\u2019armonia che cercano tanto affannosamente \u2013 e alla quale, con un termine piuttosto vago, danno il nome di felicit\u00e0 \u2013 deriva da pochi e semplici accorgimenti\u2026 al momento giusto persone intelligenti e preparate \u2013 poeti, medici \u2013 dovrebbero parlare ai giovani delle gioie della convivenza; non di \u2018vita sessuale\u2019 ma di gioia, pazienza, modestia, appagamento\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">\u00a0<strong>Tradire il coniuge \u00e8 un atto meschino nel migliore dei casi<\/strong> (quando si \u00e8 costretti alla menzogna e al sotterfugio), distruttivo negli altri. Non c\u2019\u00e8 nulla di moderno, di divertente, di creativo; non c\u2019\u00e8 nessuna crescita. Quel campo, che si vuole a tutti i costi banalizzare, \u00e8 un campo di forze esplosive: anche fuori dal matrimonio, ogni legame amoroso comporta un patto implicito. Chiunque si senta prescelto all\u2019interno di una relazione presuppone un\u2019esclusivit\u00e0, ci spera, e quando (a torto o a ragione, con o senza promessa) si sente tradito avverte il bruciante impulso (tanto represso oggi quanto prima poteva \u2013 doveva \u2013 essere palesato, anzi teatralizzato) di consegnare Isotta (o Tristano) ai lebbrosi. Non lasciatevi ingannare dal lifting di civile accettazione che ora tutti hanno imparato a stendere sul volto. Certe pulsioni affondano in un magma vitale che nessuna evoluzione culturale pu\u00f2 cancellare. Parliamo di istinti che possono, certo, essere dominati e che solo raramente, tra lo stupore idiota dei progressisti, esplodono davvero in atti violenti; ma la sofferenza resta, incanalata altrimenti: tristezza, autolesionismo, sfascio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 180px\">\u00a0<strong>Mi rendo conto di aver declinato<\/strong> l\u2019atto quasi sempre al femminile. E\u2019 casuale, mi viene da dire. Ma lo \u00e8 davvero? Concedetemi una citazione da bieco maschilista: \u201cLa fedelt\u00e0 coniugale \u2013 sosteneva Arthur Schopenhauer ne <em>Il mondo come volont\u00e0 e rappresentazione<\/em> &#8211;\u00a0 \u00e8 nell&#8217;uomo artificiale, nella donna naturale, e quindi l&#8217;adulterio della donna \u00e8, come oggettivamente, a causa delle conseguenze, cos\u00ec anche soggettivamente, perch\u00e9 contrario alla sua natura, molto pi\u00f9 imperdonabile di quello dell&#8217;uomo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una critica di costume, un manuale di coppia, un pamphlet sull\u2019innamoramento, sulle nozze, il divorzio, l\u2019inseminazione, l\u2019aborto e su molto altro ancora, quello di Elio Paoloni dal titolo La coppia inattuale. 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