{"id":1154,"date":"2021-03-15T18:52:08","date_gmt":"2021-03-15T17:52:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1154"},"modified":"2021-03-15T18:52:08","modified_gmt":"2021-03-15T17:52:08","slug":"dio-strabenedica-gli-inglesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2021\/03\/15\/dio-strabenedica-gli-inglesi\/","title":{"rendered":"Dio strabenedica gli inglesi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1149 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2021\/03\/tuiotuio-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2021\/03\/tuiotuio-215x300.jpg 215w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2021\/03\/tuiotuio.jpg 682w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">\n<p style=\"text-align: right\">\n<p style=\"text-align: right\">\n<p style=\"text-align: right\">\n<p style=\"text-align: right\">\n<p style=\"text-align: right\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\"><em>Da qualche giorno \u00e8 alle stampe l\u2019ultimo libro di Luca Fumagalli,<\/em> <strong><em>Dio strabenedica gli inglesi!<\/em> Note per una storia della letteratura cattolica britannica tra XIX e XX secolo <\/strong><em>(Edizioni Radio Spada, pp.420). <\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\"><em>Una raccolta di diversi articoli (ampiamente rielaborati), apparsi sulle pagine culturali del blog Radio Spada, su varie riviste e giornali, con la quale si\u00a0 tenta di fornire qualche spunto critico sulla storia della letteratura cattolica britannica degli ultimi due secoli (con particolare attenzione all\u2019Inghilterra, ma pure alla Scozia e all\u2019Irlanda). Lavoro che incrocia &#8211; tra gli altri &#8211; il pensiero di J. H. Newman, G. K. Chesterton, J. R. R. Tolkien, R. H. Benson, Hilaire Belloc, Evelyn Waugh, Bruce Marshall e Graham Greene. <\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\"><em>Marco Sermarini, presidente della Societ\u00e0 Chestertoniana Italiana, verga la postfazione, mentre la prefazione \u2013 che riporto integralmente qui di seguito \u2013 \u00e8 di Paolo Gulisano.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;padding-left: 80px\">Viaggio in Inghilterra (cattolica)<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Un tempo vi fu la Britannia Felix.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">In nessuna parte d\u2019Europa quanto nelle isole britanniche esisteva, al tramonto del Medioevo, una tale quantit\u00e0 di monasteri, abbazie e conventi. L\u2019Inghilterra era la perla della cristianit\u00e0, con universit\u00e0 come Oxford e Cambridge, nate dalla Fede, e nessuna nazione aveva dato tanti cavalieri per le Crociate.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Tutto questo croll\u00f2 in poco tempo, a seguito della tragedia della Riforma. La Chiesa cattolica venne perseguitata, messa fuori legge e soppiantata da una nuova chiesa che era semplicemente la longa manus del potere.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Nell\u2019arco di soli cinque anni il re d\u2019Inghilterra e l\u2019aristocrazia portarono a termine un sanguinoso e radicale sovvertimento della propria secolare civilt\u00e0, come l\u2019Europa non aveva mai visto. La distruzione materiale fu accompagnata dalla peggiore persecuzione immaginabile e furono stabilite durissime leggi penali contro i cattolici: la Chiesa doveva scomparire dalla faccia del Paese, e con essa quanti si ostinassero ad aderirvi. Il clima di terrore fece s\u00ec che fossero di pi\u00f9 gli apostati che i martiri. La paura si impadron\u00ec anzitutto del clero, soprattutto di quello secolare, e quindi del popolo. Resistere nell\u2019antica Fede significava andare incontro ad arresti, spoliazioni e uccisioni sommarie.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Durante il regno di Elisabetta I si assistette inoltre alla nascita di una nuova religione: apparentemente l\u2019Inghilterra era ancora cristiana, nonostante fosse separata da Roma, ma nella realt\u00e0 rendeva culto a ben altro. Alla corte della sovrana, oltre ai pirati come Drake e ad abili politici come Cecil, si affollavano maghi, alchimisti e cantori di una nuova Et\u00e0 dell\u2019Oro che sarebbe giunta attraverso la Regina Vergine, che doveva soppiantare nella sua magnificenza il culto della troppo umile Vergine di Nazareth. Mentre una nuova classicit\u00e0 si imponeva nelle arti e mentre l\u2019Inghilterra assurgeva ai fasti imperiali inviando le proprie navi e le proprie truppe in tutti i continenti, l\u2019antica Chiesa di Albano, di Beda, dei monaci celti e dei santi sassoni e normanni sprofondava nell\u2019oscurit\u00e0 della persecuzione e delle catacombe.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Non era la prima volta che, nella sua storia, l\u2019isola vedeva nascere un\u2019eresia: gi\u00e0 nel V secolo Pelagio aveva partorito una sua elaborazione teologica che metteva radicalmente in discussione la dottrina della Grazia, negando la trasmissione del peccato originale e dichiarando inutile il battesimo dei bambini. Per combattere le cattive idee del monaco dovette intervenire con tutta l\u2019autorevolezza della sua scienza lo stesso Sant\u2019Agostino. Tuttavia l\u2019eresia che muoveva ora dai lidi inglesi era ben pi\u00f9 subdola e allo stesso tempo pericolosa: pur conservandone le forme esteriori \u2013 liturgiche, bibliche, teologiche \u2013 svuotava il cristianesimo di significato, sostituendolo di fatto con un neo\u2013paganesimo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Nel 1717, a distanza di poco pi\u00f9 di un secolo dalla fine del regno di Elisabetta, che inaugur\u00f2 l\u2019et\u00e0 dell\u2019oro britannica, ebbe luogo in Inghilterra un nuovo avvenimento destinato a mutare significativamente il corso della storia e a proseguire un\u2019antichissima lotta contro il cristianesimo: la nascita ufficiale della Massoneria. Da l\u00ec a poco tempo il Paese si riemp\u00ec di logge \u2013 i circoli dove si riunivano i seguaci dell\u2019organizzazione \u2013 che presto figliarono in tutta Europa. Esse agivano attraverso iniziati, seguendo un progetto che prevedeva l\u2019organizzazione e la costruzione, secondo le parole dei massoni stessi, \u00abdell\u2019edificio legislativo che garantir\u00e0 l\u2019abbondanza per tutti, l\u2019eguaglianza per tutti, la libert\u00e0 per tutti. Il fine ultimo: erigere la Casa di tutti i popoli, il Tempio dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. L\u2019utopia massonica, un sogno della ragione dal quale sono nati gli incubi della Rivoluzione francese, dei nazionalismi, dei socialismi realizzati, dei regimi antireligiosi dell\u2019America Latina e, in ultimo, del Governo Unico Mondiale, incontr\u00f2 subito un nemico irriducibile nella Chiesa cattolica.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Fin dal 1738, a soli vent\u2019anni dalla sua costituzione, la Massoneria incorse nei fulmini di Roma. Il merito di questa decisione va ascritto ad un Pontefice, Clemente XII, e ad un sovrano scozzese in esilio, Giacomo VIII Stuart, discendente da quella Mary Stuart che si era opposta invano all\u2019irresistibile ascesa di Elisabetta. Giacomo fu anche il padre del protagonista dell\u2019ultima sfortunata epopea scozzese, il Bonnie Prince Charlie. Tra i sostenitori inglesi della causa degli Stuart si era infiltrata la Massoneria, e ci\u00f2 a motivo sia dell\u2019antichissimo lignaggio della nobile casata che del potere regale ad essa legato \u2013 si riteneva che gli Stuart possedessero le prerogative degli antichi re taumaturghi, compreso il tocco di guarigione \u2013 che affascinavano gli ambienti iniziatici ed esoterici. Giacomo Stuart, uomo di profondissima Fede, che aveva scelto Roma come sede del proprio esilio, respinse le seducenti offerte dei circoli massonici, e compresane la pericolosit\u00e0, segnal\u00f2 al Papa i progetti e le trame della setta. L\u2019anziano Pontefice, ottuagenario e quasi cieco, ascolt\u00f2 gli avvertimenti dello Stuart e il 28 aprile 1738 eman\u00f2 una costituzione con la quale si scomunicavano tutti i membri della Massoneria, mentre i vescovi furono chiamati a vigilare attentamente. Il 14 gennaio 1739 fu pubblicato un nuovo decreto che colpiva duramente la setta. Era l\u2019inizio di un lungo scontro destinato a durare sino ad oggi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Alla fine del Settecento, sconfitti definitivamente gli Stuart e pacificata con la forza la Gran Bretagna, si afferm\u00f2, anche per mezzo della Massoneria, il pensiero illuminista. L\u2019Impero rinnov\u00f2 poi la propria grandezza grazie alla potenza economica derivante dai commerci mondiali e dalla nascente rivoluzione industriale (Adam Smith, uno dei padri del liberismo, predicava che \u00able passioni dovevano cedere il posto agli interessi\u00bb). L\u2019Ottocento sarebbe cos\u00ec stato il secolo di quel grande sviluppo che inghiott\u00ec milioni di uomini per immolarli al dio denaro, rinchiusi negli affollati agglomerati urbani e schiavizzati in fabbriche malsane. Pure le folli dottrine di altri due eminenti personaggi, Darwin e Malthus, trovarono ben presto applicazione sociale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Ciononostante, nel corso di quel terribile secolo la luce della speranza si riaccese, prima debole fiammella, poi sempre pi\u00f9 visibile. Nel 1829, sull\u2019onda lunga della preoccupazione per le rivoluzioni che si erano verificate sul continente, e temendo soprattutto le \u201cturbolenze\u201d dei propri sudditi irlandesi, il governo britannico decret\u00f2 l\u2019abrogazione di quelle Leggi Penali che per tre secoli avevano discriminato i cattolici. La persecuzione appariva ormai non pi\u00f9 necessaria: i cattolici non erano pi\u00f9 considerati pericolosi; essi erano una ridicola sopravvivenza di idee del passato che la scienza moderna era ampiamente in grado di confutare.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">La Chiesa cattolica inglese, che tornava a rivedere la luce del sole dopo tanto tempo, era composta in gran parte da poveri, per lo pi\u00f9 immigrati irlandesi che erano sfuggiti alla morte per fame causata dalla grande carestia. Questi portarono con loro l\u2019irriducibile attaccamento alla Fede e iniziarono a costruire parrocchie negli squallidi sobborghi industriali. Accanto ad essi c\u2019erano i \u201cvecchi cattolici\u201d, i discendenti di quei pochi coraggiosi inglesi che avevano serbato la propria religione durante i secoli della persecuzione, tenendo viva una flebile fiammella nel buio della clandestinit\u00e0 con determinazione e orgoglio. Infine c\u2019era una terza categoria, quella dei convertiti, che andava peraltro aumentando sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Era una Chiesa che aveva perduto per sempre il suo antico splendore, e che si ritrovava ora ad essere una piccola minoranza in un mondo che la disprezzava. Una Chiesa che non aveva conosciuto la lunga stagione europea della Controriforma, con la sua grandezza ma anche con i limiti che emergevano sempre pi\u00f9 chiaramente nel confronto con la modernit\u00e0 anti-cristiana. In questa Inghilterra sorsero, nel corso del XIX secolo, degli autentici giganti del pensiero religioso, che aiutarono il loro Paese, e non solo quello, in un cammino di \u201critorno a casa\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Da qui prende il via la magnifica narrazione di Luca Fumagalli, valente anglista, che ripercorre in modo pressoch\u00e9 completo, inedito in Italia, il panorama dei letterati e degli autori protagonisti di questo ritorno, di questa rinascita culturale cattolica dell\u2019Ottocento e del Novecento.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">Un ruolo che venne assunto dapprima da uomini come i cardinali Wiseman, Manning e, soprattutto, John Henry Newman, e poi da laici di valore. Tra questi spicca il poeta Coventry Patmore che ebbe a scrivere: \u00abIl Cristianesimo non \u00e8 in decadenza, \u00e8 appena agli inizi della sua fortuna, \u00e8 una scienza sperimentale la cui verit\u00e0 sar\u00e0 dimostrata o ritrovata nel corso della storia. Nel frattempo la verit\u00e0 cattolica e l\u2019amore \u2013 il giglio e la rosa dell\u2019antico giardino \u2013 dovranno ancora ulteriormente appassire, dovranno abbattersi al suolo. Ma le radici resteranno intatte, e quando l\u2019inverno inconcepibilmente orribile del quale avvertiamo ora soltanto i primi fiati, sar\u00e0 passato, esse rifioriranno dal suolo con una vita molte volte moltiplicata. Prima per\u00f2 verranno tante epoche oscure, le pi\u00f9 oscure che il mondo abbia mai conosciuto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px\">E cos\u00ec, sul declinare del XIX secolo e in vista degli errori e degli orrori del XX, la vecchia Inghilterra vide nascere degli uomini che si sarebbero battuti per la libert\u00e0, per il buon senso e per la Verit\u00e0. Tra di loro, oltre a due amici, un po\u2019 cavalieri e un po\u2019 profeti, come Gilbert Keith Chesterton e Hilaire Belloc, vi erano anche padre Robert Hugh Benson e i suoi \u201cBensonians\u201d, per arrivare al grande John Ronald Tolkien, al problematico Graham Greene, fino alla coraggiosa Alice Thomas Ellis, raffinata scrittrice, che si oppose con fermezza alle derive del Concilio Vaticano II proprio in nome dell\u2019antica Fede dei Padri, quella che era passata attraverso le terribili prove della persecuzione. E poi tanti, tantissimi altri autori, in buona parte ignoti al pubblico italiano, che ora \u2013 attraverso questo magnifico saggio \u2013 ha finalmente la possibilit\u00e0 di conoscere. Romanzieri, giornalisti, saggisti, storici, ecclesiastici, apologeti cristiani oppure anime inquiete in cerca della Verit\u00e0. Una galleria straordinaria di genio artistico e di Fede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Da qualche giorno \u00e8 alle stampe l\u2019ultimo libro di Luca Fumagalli, Dio strabenedica gli inglesi! Note per una storia della letteratura cattolica britannica tra XIX e XX secolo (Edizioni Radio Spada, pp.420). Una raccolta di diversi articoli (ampiamente rielaborati), apparsi sulle pagine culturali del blog Radio Spada, su varie riviste e giornali, con la quale si\u00a0 tenta di fornire qualche spunto critico sulla storia della letteratura cattolica britannica degli ultimi due secoli (con particolare attenzione all\u2019Inghilterra, ma pure alla Scozia e all\u2019Irlanda). Lavoro che incrocia &#8211; tra gli altri &#8211; il pensiero di J. H. 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