{"id":1174,"date":"2021-05-18T15:37:46","date_gmt":"2021-05-18T13:37:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1174"},"modified":"2021-05-18T19:59:12","modified_gmt":"2021-05-18T17:59:12","slug":"battiato-il-fuoco-delletna-nella-notte-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2021\/05\/18\/battiato-il-fuoco-delletna-nella-notte-del-mondo\/","title":{"rendered":"Battiato, il fuoco dell&#8217;Etna nella notte del mondo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1169\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2021\/05\/shfreturt-300x289.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2021\/05\/shfreturt-300x289.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2021\/05\/shfreturt-768x739.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2021\/05\/shfreturt.jpg 935w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Battiato \u00e8 tornato alla Luce, oltre quel crinale dove il percorso non \u00e8 pi\u00f9 incerto e i danzatori dervisci disegnano la scenografia pi\u00f9 bella.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Ora si sprecheranno &#8211; come, in fondo, \u00e8 anche giusto che sia! &#8211; definizioni, esegesi e chiavi interpretative e che, prese per il verso giusto, possono ognuna avere una ragion d\u2019essere.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Ma pur caleidoscopico e, per taluni aspetti, oscillante tra il misterico e il sulfureo, il mondo di Battiato impone a tutti un salto qualitativo sostanziale perch\u00e9 \u2013 nonostante ogni legittima posizione \u2013 esso sempre si inquadra in una chiara cornice di critica della modernit\u00e0 e di ossessiva ricerca del senso. Perch\u00e9 quello \u00e8 il suo centro di gravit\u00e0 e l\u2019orbita da cui tutto emana!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Se si vuole tenere la barra dritta senza perdersi nei miasmi e nelle contraddizioni dell\u2019eterno presente non si pu\u00f2 che mettere in primo piano questa matrice che \u00e8, allo stesso tempo, speciale capacit\u00e0 di navigazione in mille mondi e ancoraggio vigoroso allo Spirito. Mettere in versi filosofia e misticismo, religioni e saperi antichi incapsulandoli nella breve metrica di una canzone leggera e in un contesto artistico che, per sua natura, deve essere popolare, \u00e8 stata la sua prova pi\u00f9 sconvolgente che sottintendeva ad una perizia e ad una padronanza del s\u00e9 non scontata. Ancor oggi \u00e8 difficile pensare a come Gurdjeff o Guenon siano potuti passare abilmente dentro la metrica del tambureggiamento elettronico, o come il sufismo sia stato forzato nei tre minuti di una canzone leggera, o come siano state possibili mille altre contiguit\u00e0 stranianti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">In fondo, quell\u2019aquila che non vola a stormi, e vuole trascendere il nulla, \u00e8 il sogno di noi tutti; l\u2019eterna aspirazione verso lo spirituale. E lui, viaggiatore anomalo in territori mistici, ha sempre rivolto la direzione di marcia verso questa via, la sola che porta all\u2019essenza. Anomalo perch\u00e9 si \u00e8 mosso attraverso un percorso di crescita e di ascesi che nulla aveva di sociologico o di retoricamente politico. L\u2019essere caduto in fallo con una operazione come quella della partecipazione alla Giunta Regionale di Crocetta o con talune (poche) dichiarazioni stiracchiate rilasciate ai giornali su questioni di ordinaria banalit\u00e0 non intacca il quadro speculativo di un geniale artista antimoderno che, se preso nella sua integralit\u00e0, riesce anche col verso pi\u00f9 intriso di non-sense a mantenere fede ad una missione alta e perigliosa.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">E non era impegno agevole. Il nostro paese \u00e8 stato attraversato per almeno tre decenni da una corte dei miracoli, quella dei cantautori impegnati, che in non pochi casi ha sommerso di banalit\u00e0 e retorica ogni anfratto mediatico e culturale supportando battaglie di ogni tipo, difendendo regimi improponibili e cause bislacche, magari proponendosi come scendiletto per una fazione o l\u2019altra. Ad ascoltarli oggi, molti di quei testi hanno perso qualunque carica ribellistica e quella fossilizzazione sul sociale appare ancora pi\u00f9 noiosa di quanto non lo fosse gi\u00e0 allora.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Battiato si \u00e8 sin da subito tirato fuori da un simile scenario, riuscendo a fondere la necessit\u00e0 dell\u2019isolamento con la presenza artistica, a trovare la giusta alchimia tra alterit\u00e0 e centralit\u00e0. In questo modo la sua poetica non ha mai virato verso fossilizzazioni ideologiche o soluzioni pratiche legate ad una tangibilit\u00e0 volgare e grossolana ma soprattutto non \u00e8 mai scaduta in intenti pedagogici. Per dirla con parole chiare, non ha voluto educare le masse \u2013 come pure in molti hanno tentato di fare &#8211; ma solo fornire ampi schizzi di un quadro complessivo di riferimenti culturali e spirituali. Lo ha fatto non reiterando uno schema o un canovaccio ma sperimentando, e calandosi nel nostro tempo senza vezzi o pedanterie. Aprendosi perci\u00f2 all\u2019avanguardia e all\u2019elettronica, senza tralasciare la forma popolare nella forma pi\u00f9 alta ed elegante, discettando di sufismo e di antiche sapienze senza cadere nella febbre palingenetica che colp\u00ec tutto il mondo cantautorale, e ahinoi, colpisce tuttora influencer e mezze calzette dello showbiz.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">I falsi miti del progresso e il nichilismo di cui ne cant\u00f2 gli epifenomeni ancora nel 2007 (\u00abVuoto di senso, senso di vuoto\/E persone, quante, tante persone\/Un mare di gente nel vuoto\u00bb) era lo stesso che aveva decodificato in <em>Shock in My Town<\/em> del 1998, in cui ridisegnava l&#8217;angoscia di una civilt\u00e0 regredita allo stato primitivo in preda alla civilt\u00e0 tecnologica e alla corruzione dei costumi, e che aveva segnalato con quel richiamo a Spengler nel suo <em>Tramonto occidentale<\/em> del 1983.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Un antimoderno che si \u00e8 mosso non alla ricerca di un altrove passato o di una inverosimile e fantomatica et\u00e0 dell\u2019oro ma per un ascetismo che incontrasse il tempo presente, e quindi a favore di un pessimismo speranzoso capace di \u00abtrovare l&#8217;alba dentro l\u2019imbrunire\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Battiato \u00e8 stato straordinario proprio per questo. Non solo non \u00e8 caduto nella bruttura sudicia del sociologismo ma, pur muovendosi in territori apparentemente sulfurei (&#8230; e non solo evocandoli, ma tratteggiandoli) ci ha dato una mappa, delle indicazioni di viaggio. Dunque, non congetture o teoremi ma induzioni a cui autonomamente ognuno di noi potesse attingere. Una dimensione per certi versi fatalmente onirica, che non aveva (e non ha) nulla del vagare fantastico e senza meta che si trastulla in un altrove imprecisato e quasi impalpabile, ma canto che ci apre verso l\u2019essenza di ogni cosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Battiato \u00e8 tornato alla Luce, oltre quel crinale dove il percorso non \u00e8 pi\u00f9 incerto e i danzatori dervisci disegnano la scenografia pi\u00f9 bella. 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