{"id":1210,"date":"2021-12-25T07:56:05","date_gmt":"2021-12-25T06:56:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1210"},"modified":"2021-12-25T08:24:23","modified_gmt":"2021-12-25T07:24:23","slug":"viaggio-tra-gli-eremiti-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2021\/12\/25\/viaggio-tra-gli-eremiti-ditalia\/","title":{"rendered":"Viaggio tra gli eremiti d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 240px;text-align: left\"><em>Di seguito, la mia recensione del volume<\/em> <strong>Voci dal silenzio. Un viaggio tra gli eremiti d&#8217;Italia<\/strong> <em>di Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, uscita qualche giorno fa sulla rivista Pangea<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0***<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">\u00c8 un viaggio singolare quello iniziato nel 2010 da Joshua Wahlen e Alessandro Seidita. L\u2019intenzione dei due giovani registi era quella di portare a compimento un documentario con interviste agli eremiti d\u2019Italia. Una sorta di ricerca etno-antropologica sulle tracce di \u00abmonaci, alchimisti, sufisti e curanderi\u00bb investigando su questi strani tipi che le cronache ci restituiscono sempre con la classica barba bianca, dei vestiti consunti e, quando non assorti nella preghiera, aggrovigliati in forme di mortificazione estrema.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">A spingerli forse anche un pizzico di morbosit\u00e0 e l\u2019intimo convincimento di poter diradare le brume di quelle bizzarre scelte di vita grazie a un approccio dialettico deciso e poco sussiegoso. Ma quel primo tratto di strada fu breve. Sei anni dopo sentono la necessit\u00e0 di intercettare di nuovo quelle esperienze ascetiche, ma con lentezza e gradualit\u00e0, in modo da dilatare quel cammino nello spazio e nel tempo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Il tentativo \u00e8 quello di indagare la verticalit\u00e0 della vita eremitica senza pi\u00f9 nessuno schermo mentale precostituito. Cos\u00ec, acquistano un altro camper e ripartono. Su quell\u2019esperienza si struttura prima il documentario che, uscito nel 2018, ottiene numerosi riconoscimenti internazionali e ora un libro, <em>Voci dal silenzio<\/em> (TEA edizioni, p. 240), in cui grazie alla posata compiutezza della parola scritta possiamo approssimarci alla sorgente che alimenta questo rinnovato senso del vivere umano.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">C\u2019\u00e8 per\u00f2 uno snodo in questa vicenda. Il vincolo prestabilito tra intervistatore e intervistato viene sotterrato da Padre Isacco con la pi\u00f9 ingenua e disarmante delle domande: \u00abSiete dei pellegrini?\u00bb. Inizia sin da subito a fibrillare qualcosa nei due viaggiatori, che li porta a far maturare una diversa dimensione d\u2019ascolto. In realt\u00e0, sono gli stessi eremiti a predisporre \u2013 forse in maniera inconsapevole \u2013 un cammino di comprensione reciproca e a non limitarsi al racconto della loro esperienza di isolamento, anche perch\u00e9 ogni eremitaggio si svela denso di esperienze pregresse: c\u2019\u00e8 chi viene da una vita coniugale, chi dalla vita monastica, chi da una condizione disordinata e dissoluta. E poi, nonostante rassomiglianze formali (vangano, seminano la terra, cucinano, si procurano la legna e l\u2019acqua, scolpiscono la pietra, disegnano icone, lavorano il cuoio), hanno poco o nulla degli asceti di mille anni fa. In molti eremi sono infatti predisposte delle stanze ad accogliere gli ospiti e alcuni eremiti possiedono un cellulare per mantenere contatti con l\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Eppure, non solo dai silenzi o dalle risposte criptiche, ma anche da quelle pi\u00f9 disarmanti e banali che si riesce a percepire un tratto unitario che svela una prima verit\u00e0: la fuga non \u00e8 negazione della realt\u00e0 ma possibilit\u00e0 per un nuovo sguardo di osservazione. Si entra in un eremo per lasciare la vita ma solo dopo averla conosciuta e per riconsegnarsi al mondo in una forma pi\u00f9 autentica e vera.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Cos\u00ec si presenta Suor Paola, che vive dalle parti di Saluzzo, in un ex essiccatoio per castagne trasformato in baita. Aveva un marito e tre figlie e ora offre sostegno a giovani coppie e famiglie in difficolt\u00e0. Antonio, invece, alterna periodi solitari ad altri in cui si concede al contatto con i fedeli mentre Maurizio, che si \u00e8 rifugiato in un piccolo comune dell\u2019entroterra calabrese, si propone come guida senza chiedere denaro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Fra Cristiano, eremita francescano nell\u2019alta Lunigiana ed ex medico nelle zone di guerra chiarisce ancora di pi\u00f9 i contorni della scelta: \u00abIo non sono fuggito dalla mia comunit\u00e0. Non sono fuggito dalla citt\u00e0. Se c\u2019\u00e8 stata una fuga, \u00e8 stata quella dai luoghi anonimi, dall\u2019impossibilit\u00e0 che d\u00e0 la vita frenetica, dai rumori. La ricerca spirituale \u00e8 contemplare il volto di Dio, ma il volto di Dio io lo contemplo ovunque, anche nei vostri volti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">A fare il definitivo passo in avanti \u00e8 Frederic Vermorel dell\u2019Eremo di Sant\u2019Ilarione con esperienze in comunit\u00e0 monastiche sparse per il mondo. Laurea in Scienze politiche, giornate scandite dalla liturgia delle ore e dal suono della cetra, Frederic passa molto tempo a tradurre testi filosofici in diverse lingue ma, alla fine, spiega: \u00abSiamo sempre figli del nostro tempo, di un tempo preciso. L\u2019atemporalit\u00e0 non esiste. E c\u2019\u00e8 un cambiamento sia perch\u00e9 ciascuno di noi, prima di essere eremita, era altro \u2013 abbiamo tutti una storia e una preistoria, siamo figli di una famiglia, abbiamo avuto degli amici, possibilmente un mestiere \u2013, sia perch\u00e9 cambia il contorno, le cianfrusaglie cambiano. Cinquant\u2019anni fa un eremita su Facebook non c\u2019era\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Nel viaggio di ritorno, quando i due registi si allontanano definitivamente da quei posti, sono le parole di un eremita che ha preferito rimanere anonimo a dar loro la chiave di decifrazione del tutto: \u00abQuando si prende lentamente coscienza della nostra finitezza, del nostro essere nulla, se non veniamo paralizzati da quel primo turbamento, poi c\u2019\u00e8 solo meraviglia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">La stessa meraviglia che segna il ricordo di Rosalba che vive in una grotta a fianco del santuario della Madonna di Oulx. Con s\u00e9, solo un vecchio materasso, qualche coperta e una piccola lampada ad olio per la notte. I due la attesero per giorni e giorni con esiti infruttuosi: \u00abIl Signore oggi non vuole, ma domani chiss\u00e0\u00bb, bisbigliava ogni volta che il sole calava all\u2019orizzonte e lei completava la sua quotidiana processione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Alla fine, quel domani non \u00e8 mai arrivato, e da quella che appariva come una imbarazzante fenditura tra le parti prende forse le mosse una rinnovata consapevolezza verso l\u2019idea stessa del \u2018viaggio\u2019, che non pu\u00f2 metaforicamente esaurirsi in tappe sempre decifrabili ma procedere per gradi di crescita, talvolta anche incomprensibili e, all\u2019apparenza, prive di alcuna utilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Di seguito, la mia recensione del volume Voci dal silenzio. 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