{"id":1217,"date":"2022-01-01T13:13:10","date_gmt":"2022-01-01T12:13:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1217"},"modified":"2022-01-01T16:03:18","modified_gmt":"2022-01-01T15:03:18","slug":"la-modernita-secondo-elias-de-tejada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2022\/01\/01\/la-modernita-secondo-elias-de-tejada\/","title":{"rendered":"La modernit\u00e0 secondo Elias de Tejada"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 120px;text-align: left\"><em>Da qualche giorno \u00e8 uscito <\/em><strong>Le radici della modernit\u00e0<\/strong><em> di Francisco Elias de Tejada (Solfanelli editore, p.180), volume curato da Giovanni Turco che lo correda con un&#8217;ampia ed esauriente introduzione di cui riporto, qui di seguito, qualche brano<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: center\">***<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Nell\u2019analisi tejadiana le origini della modernit\u00e0 coincidono con quelle dell\u2019Europa, modernamente assunta, pur esorbitandone quanto all\u2019essenza, alle implicazioni ed all\u2019estensione. L\u2019Europa vi \u00e8 intesa non quale erede della civilt\u00e0 greco-romano-cristiana, ma come la realizzazione di \u201cun\u2019idea\u201d (ovvero di una nozione che \u00e8 al tempo stesso un progetto), ovvero di una Weltanschauung sostanzialmente alternativa a quella.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Elias de Tejada individua una opposizione assiologica tra Europa e Cristianit\u00e0. Entrambe sono intese sia come determinazioni teoriche sia come paradigmi storici. In questa prospettiva, la prima non \u00e8 la prosecuzione della seconda, piuttosto ne \u00e8 l\u2019antitesi. Lo spirito dell\u2019una \u00e8 inconciliabile con quello dell\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Mentre \u00e8 costitutiva della prima l\u2019eredit\u00e0 della filosofia greca, del diritto romano e della Rivelazione cristiana; la genealogia della seconda \u00e8 quella della secolarizzazione ed i suoi teorici sono (a vario titolo e sotto distinti aspetti) quelli della modernit\u00e0. (\u2026). La Cristianit\u00e0 non \u00e8 solo un dato storico, ma costituisce un modello ideale, che Tejada definisce come \u00abla civilt\u00e0 della tradizione cristiana\u00bb, in quanto comunit\u00e0 gerarchica di popoli, vincolati organicamente. La Cristianit\u00e0 indica l\u2019essenza di una civilt\u00e0, sicch\u00e9 ha un\u2019esemplarit\u00e0 non circoscritta ad un tempo e ad uno spazio. La socialit\u00e0 vi si incontra in forme plurime e stratificate, dalle corporazioni, alle confraternite, dai municipi alle universit\u00e0. La pace vi \u00e8 consentanea, quale tranquillit\u00e0 dell\u2019ordine, non come neutralizzazione del conflitto, n\u00e9 come coesistenza degli arbitri, n\u00e9 come equilibrio di forze. Al tempo stesso, la Cristianit\u00e0 ha il senso vivo della libert\u00e0, nella concretezza di consuetudini e di diritti, nella connessione delle finalit\u00e0, onde il bene \u00e8 misura e contenuto della libert\u00e0. La Cristianit\u00e0 reca in s\u00e9 la tensione verso l\u2019unione sulla base di fattori essenziali: religiosi, intellettuali, morali. Essa \u00e8 unitiva senza essere unitaria, universalistica piuttosto che mondialistica. \u00c8 un\u2019unione nell\u2019universale, non un\u2019assimilazione nel cosmopolitico. Si tratta di una unificazione nella diversit\u00e0, ove l\u2019unit\u00e0 non esclude la molteplicit\u00e0, giacch\u00e9 tanto la prima quanto la seconda non presumono di essere dirimenti in se medesime, ma trovano il loro ubi consistam nell\u2019ordine assiologico e si diramano in un intreccio su base naturale. Ben diversa tanto dall\u2019omologazione quanto dalla dispersione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">La crisi delle istituzioni della Cristianit\u00e0 si manifesta nell\u2019et\u00e0 del tardo Medioevo. Essa ha una profondit\u00e0 che travalica i sin[1]goli avvenimenti, pur trovando in essi altrettanti sintomi ed altrettanti momenti. La sua crisi \u00e8 quella dell\u2019incidenza dei principi che ne hanno assicurato la genesi e la durata, ovvero dei fattori ideali agglutinanti \u2013 teologici, intellettuali, politici e giuridici \u2013 tali da offrire le basi di un\u2019intima coesione. \u00c8 la crisi rispetto ai suoi pilastri: la Chiesa e l\u2019Impero, ed \u00e8 la crisi \u00abdell\u2019unit\u00e0 dei popoli cristiani\u00bb, che \u00e8 anzitutto religiosa.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Tejada fa osservare che i fattori della crisi dell\u2019Impero erano latenti nel suo seno: da una parte gli impulsi ad imporsi sul Papato e dall\u2019altra l\u2019egemonia di una casata su altre (le quali pur si consideravano di pari rilievo rispetto ad essa). La frattura dell\u2019unit\u00e0 religiosa della Cristianit\u00e0 (occidentale) segna, al contempo, la debilitazione dell\u2019autorit\u00e0 dell\u2019Impero e un offuscamento del prestigio del Papato.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">La diagnosi tejadiana rimarca che la crisi della civilt\u00e0 cristiana romano-germanica si apre con la frattura dell\u2019unit\u00e0 religiosa, dovuta alla diffusione del protestantesimo. Lungo la traiettoria che precede la crisi del XVI secolo, l\u2019universalit\u00e0 dell\u2019Impero si ottunde e la sua incidenza si restringe ad ambiti sempre pi\u00f9 ristretti. La sua pretesa di prevalere sul Papato, lungi dal rafforzarlo, lo indebolisce. A sua volta, l\u2019ingresso del Papato nell\u2019orbita politica francese ne segna una certa estenuazione nella proiezione effettiva. Nel complesso, le divisioni interne minano la compagine della Cristianit\u00e0 e pongono le premesse (indirette) della sua disgregazione. (\u2026) Sotto il profilo concettuale \u2013 nell\u2019analisi di El\u00edas de Tejada \u2013 lo sviluppo dell\u2019Europa corrisponde all\u2019instaurazione della Rivoluzione, e questa al compimento della modernit\u00e0. In tal senso, le nozioni di Europa, di Rivoluzione e di modernit\u00e0, si corrispondono, rispettivamente. In certo modo, stanno tra loro come l\u2019attuazione, il dinamismo e l\u2019essenza, di un medesimo processo. N\u00e9 la prima si limita ad un perimetro geografico, n\u00e9 la seconda si restringe ad avvenimenti particolari, n\u00e9 la terza si circoscrive in un arco temporale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Tali nozioni trovano la loro perspicuit\u00e0 solo se intese categorialmente, ovvero nell\u2019essenzialit\u00e0 che ne connota la capacit\u00e0 diacritica. Nondimeno nella misura in cui passano dalla teoria alla prassi si condensano in passaggi epocali, in mutamenti sostanziali ed in istituzioni fondamentali. Lungo tale asse, la Rivoluzione pu\u00f2 essere intesa sia come categoria sia come processo, sia come epoca.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da qualche giorno \u00e8 uscito Le radici della modernit\u00e0 di Francisco Elias de Tejada (Solfanelli editore, p.180), volume curato da Giovanni Turco che lo correda con un&#8217;ampia ed esauriente introduzione di cui riporto, qui di seguito, qualche brano *** Nell\u2019analisi tejadiana le origini della modernit\u00e0 coincidono con quelle dell\u2019Europa, modernamente assunta, pur esorbitandone quanto all\u2019essenza, alle implicazioni ed all\u2019estensione. L\u2019Europa vi \u00e8 intesa non quale erede della civilt\u00e0 greco-romano-cristiana, ma come la realizzazione di \u201cun\u2019idea\u201d (ovvero di una nozione che \u00e8 al tempo stesso un progetto), ovvero di una Weltanschauung sostanzialmente alternativa a quella. 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