{"id":1234,"date":"2022-03-05T09:09:09","date_gmt":"2022-03-05T08:09:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1234"},"modified":"2022-03-05T09:16:51","modified_gmt":"2022-03-05T08:16:51","slug":"cose-la-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2022\/03\/05\/cose-la-destra\/","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 la destra?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1235\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Carulli_sito-217x300.png\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Carulli_sito-217x300.png 217w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Carulli_sito.png 600w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">\u00a0 Chiedersi cosa sia la destra, due decenni dopo l\u2019inizio del terzo millennio, pu\u00f2 risultare esercizio sfiancante per gli analisti e soporifero anche per il lettore pi\u00f9 diligente e appassionato.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Il buon Prezzolini, mezzo secolo fa, tir\u00f2 fuori con l\u2019acume che gli era proprio una sintesi analitica perfetta che si fa fatica ancora oggi a confutare. A chi gli chiedeva quante fossero le destre, rispondeva laconico e irridente: <strong>\u00ab<\/strong>Sono tre, trentatr\u00e9 o trecentotrentatr\u00e9\u00bb\u2026 e, in fondo, a restare su questi paradigmi, potremmo replicare ci\u00f2 che si va dicendo da tempo immemore e che nella sua asciutta naturalit\u00e0 descrive il vero. La destra \u00e8 infatti racchiusa sul piano teoretico generale in poche formule: essa si consacra con molta schiettezza alla realpolitik e, in linea di massima, ha una vocazione religiosa, patriottica e comunitaria; o almeno, dovrebbe essere rappresentativa di un mondo che fa riferimento a tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Queste tesi vanno per\u00f2 poi calate nella realt\u00e0, praticate nel dibattito parlamentare e soprattutto inverate nella quotidianit\u00e0 del conflitto politico e sociale e nella pratica dell\u2019amministrazione pubblica. Ma \u00e8 proprio in questa quotidianit\u00e0 che si ripresentano le contraddizioni e con esse le trecentotrentatr\u00e9 destre.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Almeno sul piano della qualit\u00e0 dell\u2019azione politica e dei risultati raggiunti, la messa in pratica di questi dettami ha infatti smentito ogni pi\u00f9 rosea previsione. Un\u2019orda di parvenu catapultati in ruoli e responsabilit\u00e0 molto pi\u00f9 grandi delle loro reali capacit\u00e0 professionali e politiche sta operando in direzione uguale e contraria da almeno tre decenni; e quando, pur con ogni sforzo possibile, tenta di raddrizzare la barra per riconvertire quei dettami teorici in pratica politica, fallisce ogni tentativo o lo depotenzia a tal punto da sfibrarlo alla radice.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Perch\u00e9 accade tutto ci\u00f2? Forse per mancanza di connessione tra l\u2019impianto dei principi, la qualit\u00e0 della classe dirigente e una oggettiva impraticabilit\u00e0 nel contesto politico. Ma non \u00e8 solo questo! I tempi sono profondamente mutati pi\u00f9 di quanto sia accaduto in ogni altra epoca storica. La postmodernit\u00e0 ci mette di fronte a sfide etiche nuove, la Tecnica sobilla dalle fondamenta ogni nostra antica certezza e il mondo si sta posizionando su paralleli valoriali del tutto inediti; di concerto, le vecchie categorie politiche sembrano (sono!) un passo indietro, se non proprio insignificanti sotto il profilo delle azioni di governo, perci\u00f2 sempre asfittiche e inservibili.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">A dare uno scossone a questo tipo di lettura stagnante \u00e8 il bel libro di Antonio Carulli, <em>Teoria della destra contemporanea. Nuovi indirizzi per vincere le sfide del presente e del futuro<\/em> (Idrovolante edizioni, pp.490) in cui ogni antica ipotesi analitica \u00e8 saltata a pi\u00e8 pari, senza per\u00f2 essere messa in disparte in maniera definitiva. Non viene depennata a inservibile ideologia ma nemmeno raschiata fino alle fondamenta per essere del tutto eliminata.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Un libro strano, per certi versi futurista, in cui si miscelano aforismi, frammenti dal taglio filosofico, confessioni private, analisi politiche, brani in corsivo o intere frasi in maiuscolo. Non un classico saggio strutturato in rigorosi paragrafi e capitoli ma un volume che esonda di vitalit\u00e0 e di caos, da cui il lettore pu\u00f2 trarne una lettura arricchente. Heidegger, de Maistre, e poi la Tecnica, la bioetica, l\u2019eutanasia e mille altri temi dispiegati senza alcuna grettezza manichea e volont\u00e0 di preservare una parte dall\u2019altra. Un sentiero che tenta di andare oltre \u00abla stagnazione del paradigma teoretico della Destra\u00bb e soprattutto un invito al caos dell\u2019intelligenza per ritrovare il viottolo seminascosto della tradizione e un senso etico immutabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00a0 Chiedersi cosa sia la destra, due decenni dopo l\u2019inizio del terzo millennio, pu\u00f2 risultare esercizio sfiancante per gli analisti e soporifero anche per il lettore pi\u00f9 diligente e appassionato. Il buon Prezzolini, mezzo secolo fa, tir\u00f2 fuori con l\u2019acume che gli era proprio una sintesi analitica perfetta che si fa fatica ancora oggi a confutare. 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