{"id":1242,"date":"2022-03-18T10:33:08","date_gmt":"2022-03-18T09:33:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1242"},"modified":"2022-03-18T10:33:08","modified_gmt":"2022-03-18T09:33:08","slug":"scruton-e-lesperienza-della-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2022\/03\/18\/scruton-e-lesperienza-della-bellezza\/","title":{"rendered":"Scruton e l&#8217;esperienza della bellezza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1243\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Roger-Scruton_COVER-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Roger-Scruton_COVER-211x300.jpg 211w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Roger-Scruton_COVER-722x1024.jpg 722w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Roger-Scruton_COVER-768x1090.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Roger-Scruton_COVER-1083x1536.jpg 1083w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Roger-Scruton_COVER-1444x2048.jpg 1444w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/03\/Roger-Scruton_COVER.jpg 1748w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px;text-align: center\"><em>Di seguito, il testo dell&#8217;intervista con Anna Tortora (Il Monito) sul volume collettaneo\u00a0<\/em> <strong>Roger Scruton. Vita, opere e pensiero di un conservatore <\/strong><em>che ho curato insieme a Gennaro Malgieri.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px;text-align: center\">*****<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\"><strong>Il conservatore si affida alla tradizione cui appartiene, ma pu\u00f2 essere anche un riformista non rivoluzionario?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">L\u2019idea del \u201cconservare\u201d \u00e8 legata a qualcosa di profondo, oserei dire di genetico, che si associa alla natura umana. Non so se sia una dottrina pronta per l\u2019uso, quindi capace di essere calata in ogni contesto sociale senza mai subire modifiche o variazioni. La filosofia politica va sempre cucita addosso ad una realt\u00e0 specifica e non esistono ricette miracolose. Scruton era tuttavia convinto che il conservatorismo fosse il tentativo di non perdere l\u2019essenziale, vale a dire di riconnettersi ad un\u2019eredit\u00e0 e al tempo stesso trascenderla grazie ad un constante rinnovamento. Proprio in tal senso, cio\u00e8 tenendo presente queste due diverse note, paiono utili le parole di Arthur Moeller van den Bruck che sembrano dare una risposta al quesito: \u00abChi non pensa che lo scopo dell\u2019esistenza si realizzi nel breve istante, nel momento, nel tempo dell\u2019esistenza stessa \u00e8 un conservatore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">\n<p style=\"padding-left: 240px\"><strong>Scruton aveva pi\u00f9 volte parlato del pericolo della \u201ccancel culture\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">La \u201ccancel culture\u201d e le varie amenit\u00e0 che discendono da essa non sono un fenomeno nuovo, ma ora sono pi\u00f9 pericolose del passato perch\u00e9 veicolate e sostenute dai moderni mezzi di comunicazione e dal mainstream. All\u2019inizio degli anni &#8217;80, Scruton fu espulso dall\u2019universit\u00e0 per aver espresso opinioni in dissenso con quelle della maggioranza dei suoi colleghi e degli intellettuali pi\u00f9 in voga. Fu accusato di razzismo e fascismo e minacciato di aggressione fisica. Sin da allora ha combattuto questo conformismo che lui definiva per\u00f2 in altro modo: \u201ccultura del ripudio\u201d. Metteva infatti in primo piano il concetto di ripudio rispetto a quello della cancellazione. Dava cio\u00e8 una priorit\u00e0 all\u2019idea peregrina ma ormai prevalente del rifiuto della propria identit\u00e0 che era ed \u00e8 premessa per ogni altro disordine.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">\n<p style=\"padding-left: 240px\"><strong>Il suo lavoro si concentr\u00f2 anche sulla riscoperta del valore fondamentale della bellezza. Me ne parli?<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Forse, proprio su questo tema convergono le tesi pi\u00f9 importanti del suo pensiero. Se leggiamo i suoi scritti sul tema della bellezza comprendiamo gran parte dei posizionamenti e delle scelte di Scruton. Deriva tutto da l\u00ec. Non smise infatti mai di ricordarci che quando l\u2019uomo smette di percepire \u00abil mondo come casa\u00bb e abbandona il sentimento estetico perde l\u2019armonia con gli altri e col creato. La bellezza \u00e8, infatti, per Scruton un valore reale e universale e non un punto di vista personale: \u00abL\u2019esperienza della bellezza ci guida lungo questa strada: ci dice che noi siamo a casa in questo mondo, che il mondo \u00e8 gi\u00e0 ordinato nelle nostre percezioni come un luogo adatto alle nostre esistenze di esseri fatti cos\u00ec come noi siamo fatti\u00bb. Dunque, la bellezza \u00e8 un valore che viene da lontano. Ci deriva dai Padri della nostra civilt\u00e0, dai Greci e dai Romani, dalla tradizione cristiana, e poi ancora oltre. Ma \u00e8 anche un valore che possiamo scoprire nelle esperienze di vita quotidiana. Nelle cose apparentemente pi\u00f9 banali come bere del buon vino o apparecchiare una tavola per una cena formale in famiglia: \u00abVoi apparecchiate la tavola con una tovaglia ricamata e pulita, sistemate i piatti, i bicchieri, il pane nel cestino, qualche caraffa di acqua e di vino. Lo fate amorevolmente, dilettandovi di quella vista, sforzandovi per ottenere un effetto di pulizia, di semplicit\u00e0, di simmetria e di calore. La tavola \u00e8 divenuta cos\u00ec un simbolo del ritorno a casa, delle braccia aperte della madre di tutti che invita i propri figli ad entrare. E tutta questa abbondanza di significato e di buono spirito \u00e8 in qualche modo contenuto nell\u2019aspetto che ha assunto la tavola. Anche questa \u00e8 una esperienza di bellezza. Ed \u00e8 una di quelle che incontriamo, in una versione o in un\u2019altra, ogni giorno delle nostre vite. Siamo creature bisognose, e il nostro bisogno maggiore \u00e8 quello di casa: il luogo in cui siamo, dove troviamo protezione e amore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Di seguito, il testo dell&#8217;intervista con Anna Tortora (Il Monito) sul volume collettaneo\u00a0 Roger Scruton. Vita, opere e pensiero di un conservatore che ho curato insieme a Gennaro Malgieri. ***** Il conservatore si affida alla tradizione cui appartiene, ma pu\u00f2 essere anche un riformista non rivoluzionario? L\u2019idea del \u201cconservare\u201d \u00e8 legata a qualcosa di profondo, oserei dire di genetico, che si associa alla natura umana. Non so se sia una dottrina pronta per l\u2019uso, quindi capace di essere calata in ogni contesto sociale senza mai subire modifiche o variazioni. 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