{"id":1268,"date":"2022-08-08T14:25:21","date_gmt":"2022-08-08T12:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1268"},"modified":"2022-08-08T14:26:04","modified_gmt":"2022-08-08T12:26:04","slug":"da-junger-a-cristina-campo-i-profeti-inascoltati-del-900","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2022\/08\/08\/da-junger-a-cristina-campo-i-profeti-inascoltati-del-900\/","title":{"rendered":"Da J\u00fcnger a Cristina Campo: i profeti inascoltati del &#8216;900"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1269\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/08\/ooooo-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/08\/ooooo-216x300.jpg 216w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/08\/ooooo-739x1024.jpg 739w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/08\/ooooo-768x1064.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2022\/08\/ooooo.jpg 788w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">Sessantasei personalit\u00e0 fuori dagli schemi, da Louis-Ferdinand C\u00e9line a Hannah Arendt, da Ernst J\u00fcnger a George Orwell, da Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini, ritratte dalle matite di <strong>Dionisio di Francescantonio<\/strong> e raccontate dalle penne di intellettuali, scrittori e critici d&#8217;arte. <em>Profeti inascoltati del Novecento<\/em> \u00e8 un volume curato da <strong>Andrea Lombardi<\/strong> e <strong>Miriam Pastorino<\/strong>, con la prefazione di <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong>\u00a0(che riportiamo qui di seguito), uscito nella collana Off Topic di Italia Storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>***<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Obiettivo di un rinascimento delle arti \u00e8 restituire piena legittimit\u00e0 agli artisti di uscire dalla spirale di disordine ad arte, e di provocazione, che ha caratterizzato lo spirito delle avanguardie quasi ininterrottamente fino al nono decennio del secolo scorso. Come accade sempre allo scadere di un secolo l\u2019avvertimento del nuovo, che pu\u00f2 anche essere un ritorno alla tradizione (rinascimento neo-classico), inizia a dare segnali. E questo, come ripeto da tempo, \u00e8 avvenuto nel tempio delle avanguardie per diritto e per regime, la Biennale di Venezia, nel 1980, con la mostra di Balthus. Da allora gli artisti timidamente sono usciti dai loro rifugi e hanno ricominciato a disegnare, a dipingere, a scolpire. <\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Non era facile prima, ma oggi la legittimazione \u00e8 totale se a Firenze, nei principali musei, a fianco di Michelangelo, si possono vedere i grandi dipinti che raccontano l\u2019umanit\u00e0 sofferente delle donne, di Jenny Saville e, prima di lei, Bacon, Freud, Gino de Dominicis. In piena guerriglia si afferm\u00f2, per essere riscoperto oggi, Domenico Gnoli.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>La mostra \u201cI profeti inascoltati del Novecento\u201d, proposta ai Saloni delle Feste di Palazzo Imperiale a Genova, collega pensatori liberi ed eretici, e spesso ascoltati, conservatori di valori e non di costumi, e di integrit\u00e0 morale che costituisce l\u2019unica forma possibile di pensiero, a disegnatori che ne hanno eseguito il volto, le ansie e le riflessioni, e ad altri scrittori che ne hanno interpretato lo spirito.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Da J\u00fcnger a Conrad, da Pound a Borges, da Ennio Flaiano a Cristina Campo, da Bernanos ad Albert Camus. Manca inspiegabilmente Jos\u00e9 Bergam\u00edn. Un Olimpo siffatto, e spesso con gli stessi protagonisti, aveva illustrato, impavido, Tullio Pericoli. Oggi tocca in larga parte a Dionisio di Francescantonio con il disegno e ad altri, come Stenio Solinas, con le parole. Apparentemente nata per rimanere nell\u2019ombra, in una fase di ricerca, la rassegna \u201cI profeti inascoltati\u201d ha favorito l\u2019incontro tra quattro artisti genovesi che nel recente passato avevano preso parte alla mostra \u201cMai perdute forme del mondo. La persistenza del figurativo in alcune esperienze contemporanee\u201d in Palazzo Ducale. <\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Visioni di vita diverse, modi di pensare anche molto lontani, che hanno in comune, oltre alla pratica del disegno e della pittura, una vera curiosit\u00e0 culturale. L\u2019arte pretende quella libert\u00e0 di espressione che personaggi scomodi come Louis-Ferdinand C\u00e9line, Hannah Arendt, Filippo Tommaso Marinetti, il cardinale Giuseppe Siri, hanno coraggiosamente e diversamente testimoniato, anche divisi dalle violentissime vicende storiche del Novecento. <\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Il possibile punto d\u2019incontro \u00e8 la verit\u00e0 delle parole che consente di superare gli schemi ideologici, propri di un tempo che \u00e8 finito, mentre la loro vita \u00e8 qui. Una condizione che li ha fatti uscire da quel pensiero rigido che ha travolto generazioni schiave di pregiudizi. Tutto questo conduce i promotori della iniziativa della Domus Cultura, associazione nata per difendere i valori tradizionali, nella vita come nell\u2019arte, a una considerazione: Dove ha portato quella totale libert\u00e0 nella quale ormai da quasi due secoli si muovono gli artisti? Scomparso il dialogo e il confronto con la committenza, assieme alla committenza stessa che fu alla base di tutte le grandi opere d\u2019arte che ammiriamo, l\u2019unico punto di riferimento di pittori, scultori \u00e8 rimasto il mercato. <\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Un\u2019entit\u00e0 amorfa, motivata per sua natura solo dal profitto, che spinge gli artisti a farsi riconoscere talvolta rinnegando il loro talento (qualora lo posseggano) e a muoversi in una direzione prevalente: quella della provocazione perpetua e della dissacrazione ad oltranza: due vicoli ciechi che, tra l\u2019altro, hanno fatto il loro tempo, dal momento che nulla pu\u00f2 ancora stupire e tutto quanto era possibile dissacrare \u00e8 gi\u00e0 stato dissacrato.<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Non posso che guardare con favore, quindi, i 48 ritratti \u2013 accompagnati dagli approfondimenti di apprezzati pensatori e amici come Pietrangelo Buttafuoco, Gianfranco de Turris, Luigi Iannone e altri \u2013 di Dionisio di Francescantonio, Sergio Massone, Vittorio Morandi, formatosi nello studio di Giannetto Fieschi, e Lenka Vassallo, cos\u00ec vivi ed espressivi, lucenti nel buio di un\u2019epoca senza maestri .<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Sono tutti pensatori di destra ma pensano al centro del mondo, la cui consistenza etica \u00e8 preziosa almeno come il clima, e questo li rende necessari. Dove \u00e8 la Greta Thunberg, nuova Giovanna d\u2019Arco, dei valori morali inquinati dalla letale ipocrisia e dal pensiero unico?<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;text-align: right\"><strong>Vittorio Sgarbi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Sessantasei personalit\u00e0 fuori dagli schemi, da Louis-Ferdinand C\u00e9line a Hannah Arendt, da Ernst J\u00fcnger a George Orwell, da Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini, ritratte dalle matite di Dionisio di Francescantonio e raccontate dalle penne di intellettuali, scrittori e critici d&#8217;arte. 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