{"id":1298,"date":"2023-03-21T16:13:42","date_gmt":"2023-03-21T15:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1298"},"modified":"2023-03-21T16:14:45","modified_gmt":"2023-03-21T15:14:45","slug":"un-sipario-sullanima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2023\/03\/21\/un-sipario-sullanima\/","title":{"rendered":"Un sipario sull&#8217;anima"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1299\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2023\/03\/sese-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2023\/03\/sese-199x300.jpg 199w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2023\/03\/sese.jpg 661w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\"><strong>Davide D\u2019Alessandro nel suo ultimo libro (<em>Sipario italiano<\/em>, Mimesis, p.260) offre un quadro elaborato e vivace dei caratteri di molti artisti e pensatori. Tra libri e autori recensiti, letti per delizia o curiosit\u00e0, si snodano percorsi che da Sartre a Simenon, da Lacan a Fenoglio fino a Battiato, talvolta si intersecano ma sempre ci rimandano a qualcosa di intimamente inesplorato. Perch\u00e9, come recita la quarta di copertina, \u00abbasta un Canto di Dante, un pensiero di Emil Cioran, una recita di Carmelo Bene, un\u2019intuizione di Sigmund Freud, un libro di Emanuele Severino, una poesia di Umberto Saba, un romanzo di Cesare Pavese, un racconto su Napoleone e il cielo si rischiara, l\u2019uomo riprende il cammino verso qualcosa che lo libera ed eleva\u00bb.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\"><strong>Quello che segue \u00e8 il brano su un genio assoluto, non solo del teatro, come Carmelo Bene<em>.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px;text-align: center\">***<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">Freud? \u201cL\u2019ha sepolto Lacan\u201d. Albertazzi? \u201cAlbertazzi non stecca. \u00c8 la stecca\u201d. Dio? \u201cNon puoi chiedere a Dio di Dio\u201d. Questo e tanto altro ancora era ed \u00e8 Carmelo Bene, Bene Bravo Bis, il pagliaccio sommo e consapevole tra tanti pagliacci piccoli e inconsapevoli, divoratore della vita e di s\u00e9 stesso, dissacratore di ogni sacralit\u00e0 fasulla, abbattitore di tutte le convenzioni, annientatore di clown improvvisati, maschera sublime di ogni maschera. Non ho mai pensato che interpretasse i personaggi di Shakespeare. Era Bene anche quando gli si chiedeva Amleto, Otello o Riccardo III, era Bene anche quando altri avrebbero messo a tacere, in ossequio al protagonista dell\u2019opera, il proprio estro, talento, genio. Guai, per la verit\u00e0, a parlargli di estro e talento. Ammetteva e contemplava soltanto il genio: \u201cDel genio ho sempre avuto la mancanza di talento\u201d. Si apre cos\u00ec l\u2019<em>Autografia d\u2019un ritratto<\/em>, posto da Bompiani all\u2019inizio del volume \u201cOpere\u201d. Quando fu pubblicato, nel 1995, se lo rigirava tra le mani e, tutto divertito, esclamava: \u201cOrmai sono un Classico. Da oggi chiamatemi Classico\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">A chi pu\u00f2 venire in mente di dire: \u201cCon le mie ceneri, dopo la cremazione, fateci una torta se proprio volete\u201d? A lui, soltanto a lui. Ora, a vent\u2019anni dalla morte, lo ricordano tutti, soprattutto quelli che l\u2019hanno colpevolmente dimenticato. Non era nato per il palco[1]scenico, era il palcoscenico. E il modo in cui ti rubava l\u2019applauso non \u00e8 stato ancora superato. Rubava perch\u00e9 era un maestro del rubare, del cogliere il dettaglio dove i comuni mortali non arrivano a vedere, lavorava sulle parole, sulla parola, la smontava, la decostruiva e ricostruiva per porgertela con la voce di Dio, nel senso di una voce che non avevi mai udito e, se non l\u2019avevi mai udita, non poteva essere che di Dio. Con Bene, del resto, eri sempre al riparo dalla blasfemia, poich\u00e9 il suo gesto la inglobava e gli perdonavi anche ci\u00f2 che ad alcun altro non sarebbe stato perdonato.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">Diceva di essere apparso alla Madonna, titolo anch\u2019esso rubato al mitico Ruggero Orlando, che la pronunci\u00f2 dopo una colossale sbornia, ma Lorenzaccio e Pinocchio dicono di lui quanto pochi critici hanno saputo dire, presi, troppo presi, dal personaggio che avevano davanti senza poter ricavare l\u2019essenza di una trasmissione di sapere. Vestiva la giubba e recitava mentre, preso dal delirio, sapeva quel che diceva e quel che faceva. <em>Nostra Signora dei Turchi<\/em>, prima romanzo poi film, \u00e8 il suo capolavoro. Dentro c\u2019\u00e8 la solitudine dell\u2019artista, la libert\u00e0 che arde, la morte dalla quale \u201cnullu homo vivente po\u2019 skappare\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">Neppure a Bene, non essendo Dio, \u00e8 stata consentita la fuga. Ha detto: \u201cFossi stato il miliardario Schopenhauer, non avrei certo scritto <em>Il mondo come volont\u00e0 e rappresentazione<\/em>. Me ne sarei ben guardato: non si nasce per lavorare, spiegarsi, pensare; non si nasce nemmeno a de-pensare, perch\u00e9 anche questo \u00e8 occuparsi del pensiero. Non si nasce a gestire, all\u2019agire-patire: ci \u00e8 tutto inflitto dalle circostanze\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">Ecco chi \u00e8 stato Carmelo Bene: un grande dis-occupato. Il pi\u00f9 grande<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Davide D\u2019Alessandro nel suo ultimo libro (Sipario italiano, Mimesis, p.260) offre un quadro elaborato e vivace dei caratteri di molti artisti e pensatori. Tra libri e autori recensiti, letti per delizia o curiosit\u00e0, si snodano percorsi che da Sartre a Simenon, da Lacan a Fenoglio fino a Battiato, talvolta si intersecano ma sempre ci rimandano a qualcosa di intimamente inesplorato. 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