{"id":1329,"date":"2023-12-22T09:28:15","date_gmt":"2023-12-22T08:28:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1329"},"modified":"2023-12-22T09:28:15","modified_gmt":"2023-12-22T08:28:15","slug":"tolkien-e-lovecraft-le-origini-del-fantastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2023\/12\/22\/tolkien-e-lovecraft-le-origini-del-fantastico\/","title":{"rendered":"Tolkien e Lovecraft. Le origini del fantastico"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 200px\">Gli universi letterari di Tolkien e Lovecraft sono stati quasi sempre utilizzati dalla critica come ambiti contrapposti in cui fosse impossibile tentare sconfinamenti e sondare affinit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Il rigoroso filologo oxfordiano con una consolidata cultura accademica, che crea un mondo secondario per ritrovare tutti i valori in cui crede, non avrebbe nulla in comune col Sognatore di Providence, dotato di disordinata erudizione e talento innato, e che Stephen King defin\u00ec il maggior professionista del racconto horror classico del XX secolo. Il <em>fantasy<\/em>, fiaba adulta con mille rimandi al sacro, col quale si abbozza una rappresentazione di tipo medievale-romantico, sarebbe tutt\u2019altra cosa rispetto alle <em>Dreamlands<\/em> lovecraftiane che agiscono in uno scenario gotico e modulano una peculiare filosofia letteraria, il \u201ccosmicismo\u201d, che si edifica sull\u2019insignificanza dell\u2019uomo di fronte all\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Un rapporto dicotomico che coinvolgerebbe il dato letterario ma anche le rispettive cosmogonie. Il Professore, sedotto dal paganesimo nordico, resta un cattolico che si muove nella nostra Terra, seppur in un periodo immaginario dove il mito &#8211; impregnato di cristianesimo \u2013 insiste come tratto distintivo. L\u2019altro, invece, non confida in alcuna forma di provvidenza ultraterrrena e si rifugia nell\u2019ignoto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">A tentare di disincagliarci dalle secche di questa contrapposizione quasi insanabile indugia lo studio comparato di Adriano Monti Buzzetti Colella (<em>Tolkien e Lovecraft. Alle origini del fantastico<\/em>, Historica Edizioni, p.150) che non \u00e8 solo un tentativo di tirare fuori entrambi gli autori dai clich\u00e9 del genere ma trovare punti di contatto significativi, ridefinendo una sorta di \u00abdistanza ravvicinata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Ed ecco che le analogie non mancano, cos\u00ec come le assonanze artistiche ed estetiche, e significative invasioni di entrambi nei territori dell\u2019altro. Gli innesti neo-gotici nella saga tolkieniana (lo Spettro dei Tumuli nella cui trappola cade Frodo, i sotterranei di Moira infestata di presenze malefiche, il ragno femmina Shelob che Frodo e Sam incrociano sul cammino verso il Monte Fato, e numerosi altri scorci spaventosi) sono, per esempio, ritratti degni di un consumato narratore del terrore quale Lovecraft. Allo stesso modo, una reiterata e tangibile sintonia fonetica come l\u2019uso del termine <em>undead<\/em>, riferito ai Nazg<em>\u00fb<\/em>l, e la loro fiacchezza rispetto alla luce del giorno, che sembrerebbero, peraltro, un esplicito riferimento a Bram Stoker.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">L\u2019impalcatura invisibile che regge l\u2019intera struttura sembra dunque incrociarsi in pi\u00f9 punti, e soprattutto non lavorare su banali sillogismi o allegorie dal momento che l\u2019obiettivo comune resta l\u2019evasione dalla prigione della Realt\u00e0, in un caso attraverso il mito e nell\u2019altro con l\u2019irruzione dell\u2019incubo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Lo sforzo doloroso e amaro d\u2019infrangere il quotidiano rivela la caparbiet\u00e0 di una ricerca di un senso pi\u00f9 profondo di quello offerto dal mondo materiale che entrambi affidano allo strumento della fantasia. Scelta naturale per Tolkien perch\u00e9 essa \u00abnon distrugge e neppure offende la Ragione; non smussa neanche l\u2019appetito per la verit\u00e0 scientifica, e nemmeno ne oscura la percezione. Al contrario, quanto pi\u00f9 la ragione \u00e8 acuta e chiara, tanto meglio operer\u00e0 con la Fantasia\u00bb. Ma inaspettatamente anche per Lovecraft, il quale nonostante si fosse definito un \u00abassoluto materialista e meccanicista\u00bb, in <em>Supernatural Horror<\/em> scrive: \u00abnon c\u2019\u00e8 razionalismo, riforma o analisi freudiana che possa eliminare del tutto il brivido provocato da un bisbiglio nell\u2019angolo del focolare o in un bosco solitario\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1330\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2023\/12\/ggggg-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2023\/12\/ggggg-198x300.jpg 198w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2023\/12\/ggggg.jpg 511w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli universi letterari di Tolkien e Lovecraft sono stati quasi sempre utilizzati dalla critica come ambiti contrapposti in cui fosse impossibile tentare sconfinamenti e sondare affinit\u00e0. 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