{"id":1333,"date":"2024-01-05T08:15:02","date_gmt":"2024-01-05T07:15:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1333"},"modified":"2024-01-05T08:15:51","modified_gmt":"2024-01-05T07:15:51","slug":"il-delirio-degli-indecenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2024\/01\/05\/il-delirio-degli-indecenti\/","title":{"rendered":"Il delirio degli indecenti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1334\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/01\/eeeeeeeeee-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/01\/eeeeeeeeee-211x300.jpg 211w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/01\/eeeeeeeeee.jpg 543w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Sovvertire la consuetudine di passare dalla \u00abmorale del Bene\u00bb alla \u00abmoralizzazione della societ\u00e0\u00bb senza alcuna forma di resistenza attiva \u00e8 l\u2019abisso in cui rischia di sprofondare il nostro tempo ma anche l\u2019assillo degli ultimi libri di <strong>Emanuele Ricucci<\/strong> nella sua donchisciottesca ma condivisibile battaglia contro i \u00abmostri dell\u2019impazzimento odierno\u00bb e per la rifondazione dell\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Nozioni necessarie per tirarsi fuori dalle secche del conformismo di massa, dai condizionamenti psicologici e dagli ammaestramenti del pensiero unico come esplicitamente confessa nel suo ultimo libro (<strong><em>Indecenti<\/em><\/strong>, Passaggio al bosco, p.195) dove apre la caccia a questo grande assente della contemporaneit\u00e0. Caccia necessaria ma pericolosa perch\u00e9 se male interpretata pu\u00f2 richiamare il fanatismo dell\u2019uomo nuovo che tante tragedie partor\u00ec nel novecento. Al traguardo, per\u00f2, non si arriverebbe grazie a imposizioni o sotterfugi ideologici come elementi forzati di cambiamento e senza aver contezza di ci\u00f2 che si intenda produrre nell\u2019ordinariet\u00e0 del quotidiano. La rifondazione &#8211; scrive infatti Ricucci &#8211; \u00e8 \u00abcoltivazione casalinga\u00bb; autodaf\u00e9 che si assume l\u2019obbligo di non restare impigliato in una memoria che degradi in nostalgia, o in una frustrazione utile solo a far disperdere la residua forza ribellistica nella elencazione dei mali. Ma che, soprattutto, salti i due avamposti del finto ribellismo contemporaneo con annesse polarizzazioni: l\u2019adesione alla politica militante intesa come consonanza assoluta alle beghe partitiche e l\u2019indignazione riversata dalla tastiera del computer \u2013 tramite social network &#8211; che raramente trova agibilit\u00e0 sociale e pratica concreta nel gioco collettivo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Se il nostro tempo sembra affacciarsi sull\u2019abisso, va allora scomposta questa rabbia improduttiva e sconclusionata attraverso la riconsiderazione del culto della libert\u00e0 che feconda la storia. E perci\u00f2 bisogna provare a tirarsi fuori dal grigio della mediocrit\u00e0 e dai precetti del politicamente corretto senza darsi l\u2019alibi dell\u2019illusione alla partecipazione globale che l\u2019ordine del discorso vorrebbe surrogare con qualche parziale e saltuaria \u201cstecca nel coro\u201d. Non una negazione della battaglia politica o un ritrarsi dal gioco pubblico della comunicazione internettiana, ma un tragitto di ricerca che si perfezioni innanzitutto in una inarrestabile evoluzione personale, e quindi: \u00abnon un ritorno all\u2019antico e nemmeno una riproposizione di antichi scenari dettati dai partiti di massa&#8230; ma la ricerca della consapevolezza, della coscienza attiva che rende agevole la complessit\u00e0 e complesso il superficiale. La coltivazione non \u00e8 isolarsi pessimisticamente ma rinvigorire la profondit\u00e0 della vita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Una battaglia complicata nelle forme e nelle tattiche di ingaggio perch\u00e9 la condizione generale degrada oramai sempre pi\u00f9 verso il basso e respinge ogni forma di autonomia. E infatti Ricucci introduce la nozione di uomo-folla come peggioramento dell\u2019uomo-massa di cui Ortega y Gasset ne perimetr\u00f2 quasi un secolo fa i contorni. Ulteriore imbruttimento rispetto a ci\u00f2 che gi\u00e0 allora pareva decadente e che, adesso, definiamo postmoderno, liquido, che non si deprime ma addirittura si esalta nella mediocrit\u00e0, che si dedica alla \u00abpornografia delle emozioni, al consumo di massa, al superamento di ogni limite e alla tirannia dei diritti per tutti\u00bb, che non cerca pi\u00f9 nemmeno una giustificazione ai moniti moralistici che vengono calati dall\u2019alto e che si abbandona con naturalezza a precetti che annientano le identit\u00e0 personali e le scelte di vita. E invece, in un contesto del genere servirebbe \u00abla volont\u00e0 di edificare l\u2019uomo sovrano di se stesso, l\u2019indecente che non si accodi alla rasserenante decenza dell\u2019imposizione e combatta l\u2019autoannullamento in atto. Non una teoria, ma pratica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">C\u2019\u00e8 infine una postilla che Ricucci tenta di portare all\u2019attenzione del lettore: l\u2019esposizione del mondo conservatore rispetto a questi temi sui quali ostenterebbe quotidianamente un rapporto di contrapposizione netta rischia di trattenersi pericolosamente su una lama tagliente. Se da un lato, rischia infatti di musealizzare il pensiero critico e renderlo asettico rispetto ad ogni pur flebile mossa movimentistica, dall\u2019altro, pu\u00f2 avere la tentazione di ridurlo a moneta di scambio per prolungati compromessi politici al ribasso. Dunque, ancora una volta, la strada primariamente indicata sarebbe la rigenerazione del singolo individuo, capace di contaminare l\u2019ordinario con l\u2019indecenza della scorrettezza politica.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 280px\">Non \u00e8 dato sapere se la rivoluzione tecnologica e i condizionamenti dei mass-media continueranno nel tempo ad essere sempre pi\u00f9 corposi e consentiranno tutto ci\u00f2, oppure potranno indirizzare la battaglia verso la sconfitta. Ma, in fondo, come ribadisce Ricucci, non bisogna essere fuori dal tempo ma decidere come starci dentro.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Sovvertire la consuetudine di passare dalla \u00abmorale del Bene\u00bb alla \u00abmoralizzazione della societ\u00e0\u00bb senza alcuna forma di resistenza attiva \u00e8 l\u2019abisso in cui rischia di sprofondare il nostro tempo ma anche l\u2019assillo degli ultimi libri di Emanuele Ricucci nella sua donchisciottesca ma condivisibile battaglia contro i \u00abmostri dell\u2019impazzimento odierno\u00bb e per la rifondazione dell\u2019uomo. 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