{"id":1357,"date":"2024-09-03T16:49:15","date_gmt":"2024-09-03T14:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1357"},"modified":"2024-09-03T16:52:03","modified_gmt":"2024-09-03T14:52:03","slug":"lestetica-di-croce-tra-arte-e-intuizione-pura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2024\/09\/03\/lestetica-di-croce-tra-arte-e-intuizione-pura\/","title":{"rendered":"L&#8217;estetica di Croce tra arte e intuizione pura"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1358\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/09\/36-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/09\/36-204x300.jpg 204w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/09\/36.jpg 597w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">\u00c8 pi\u00f9 utile immergersi direttamente nell\u2019opera di un filosofo, oppure dare la precedenza alla cosiddetta \u201cletteratura secondaria\u201d che tende, per\u00f2, a riorganizzarne e a modificarne le intenzioni originali?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Col libricino di Benedetto Croce dal titolo <em>L\u2019intuizione pura e il carattere lirico dell\u2019arte<\/em> (Luni editrice) si ripropone in parte il dilemma dal momento che il tema interseca larga parte della sua produzione che avr\u00e0 incroci e traiettorie complesse, nonostante sia poi lo stesso filosofo in una fase successiva a scioglierlo: \u00abi commentatori e gli espositori sono per solito di gran lunga pi\u00f9 oscuri dell\u2019autore commentato\u00bb. In lui, pi\u00f9 che per altri filosofi, il binomio pensiero filosofico e vita \u00e8 infatti reale ed \u00e8 su questa trama che ne va decifrata la teoria.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Queste pagine sono il resoconto del terzo Congresso Internazionale di Filosofia tenutosi ad Heidelberg il 2 settembre 1908 in cui, se per un verso approfondisce i temi affrontati in <em>Estetica come scienza dell\u2019espressione e linguistica generale<\/em>, pubblicata sei anni prima, dall\u2019altro d\u00e0 il via ad una serie di integrazioni per avviare revisioni sistematiche sull\u2019intera questione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Vita sensibile e logica sono connesse tanto che, nel corso degli anni, il filosofo vi ritorner\u00e0 sopra pi\u00f9 volte nella necessit\u00e0 \u00abdi approfondire e ampliare i principi prima stabiliti\u00bb e, in parte, depotenziare anche la massiccia mole di letteratura secondaria. Ed \u00e8 infatti proprio nella conferenza di Heidelberg che inizia ad essere distinguibile ogni suo termine di raffronto e ad emergere la tesi per cui l\u2019arte scaturisca autonomamente dall\u2019uomo: \u00abL\u2019intuizione pura non producendo concetti, non pu\u00f2 rappresentare se non la volont\u00e0 nelle sue manifestazioni, ossia non pu\u00f2 rappresentare altro che stati d\u2019animo. E gli stati d\u2019animo sono la passionalit\u00e0, il sentimento, la personalit\u00e0, che si trovano in ogni arte e ne determinano il carattere lirico\u00bb. Un tratto che si svela un anno dopo quando, in una lettera inviata ai coniugi Vossler che lo avevano ospitato nei giorni della conferenza, confesser\u00e0 di aver finalmente \u00abcompreso, circa lo stato della filosofia ai nostri giorni, cose che non si apprendono dai libri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Di questa relazione ne scrissero in tanti tra cui Giuseppe Antonio Borgese affermando che \u00abdei congressisti italiani il pi\u00f9 glorioso, ha solo 42 anni\u00bb. Nonostante tristi vicende private e carichi di lavoro eccessivi che gli fecero ammettere di navigare ormai tra \u00abfilosofia e neurastenia\u00bb, \u00abmalessere e tristezza\u00bb, \u00abpessimo umore e travaglio\u00bb, non si tratt\u00f2 solo di un lavoro propedeutico per analisi pi\u00f9 approfondite perch\u00e9 il testo per la conferenza aveva iniziato a vergarlo ben quattro mesi prima.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 240px\">Come annota Giancristiano Desiderio, che cura il volume anche con un\u2019ampia prefazione, l\u2019intuizione come aurora dello spirito fu lo sbocco terminale per un lavoro in cui Croce non solo impedisce ogni fuga nella trascendenza ma concepisce \u00abl\u2019intera vita umana come un perenne lavoro in cui il pensiero ha per forma e per contenuto la storia da cui, di volta in volta, si libera e si d\u00e0 in pasto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; \u00c8 pi\u00f9 utile immergersi direttamente nell\u2019opera di un filosofo, oppure dare la precedenza alla cosiddetta \u201cletteratura secondaria\u201d che tende, per\u00f2, a riorganizzarne e a modificarne le intenzioni originali? 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