{"id":1367,"date":"2024-10-28T10:20:21","date_gmt":"2024-10-28T09:20:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1367"},"modified":"2024-10-28T10:20:21","modified_gmt":"2024-10-28T09:20:21","slug":"letteratura-e-postumanesimo-un-viaggio-attraverso-i-secoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2024\/10\/28\/letteratura-e-postumanesimo-un-viaggio-attraverso-i-secoli\/","title":{"rendered":"Letteratura e postumanesimo. Un viaggio attraverso i secoli"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1370\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/10\/32-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/10\/32-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/10\/32.jpg 582w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Se ci soffermiamo su un particolare aspetto del progresso tecnologico, ossia l\u2019invasione nel corpo umano, abbiamo piena contezza del fatto che esso miri a realizzare un sistema basato su riproducibilit\u00e0 e standardizzazione ma, prima di ogni cosa, a inseguire l\u2019integrazione tra uomo e macchina. Una trasformazione che andrebbe vagliata tenendo conto delle opportunit\u00e0 che dei possibili rilievi critici. Basti pensare ai chip impiantati sotto pelle per controllare dispositivi domestici, timbrare il cartellino in ufficio o monitorare il ritmo lavorativo. Nonostante ci\u00f2, il desiderio di superare ogni limite, in particolare quello della morte, \u00e8 una costante dell\u2019esperienza umana, sin da quando Icaro volle trascendere la propria condizione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Gli scenari fantascientifici esplorati in romanzi gotici, nei <em>scientific romances<\/em> inglesi e nella narrativa <em>pulp<\/em> americana, come opportunamente ci ricorda il volume di Riccardo Gramantieri, <em>Presagi di postumanesimo<\/em> (Mimesis, p.550) sono per\u00f2 sbalorditivi per la capacit\u00e0 profetica e l\u2019accuratezza dei particolari.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">A far saltare la pentola \u00e8 l\u2019introduzione del metodo scientifico nel XIX secolo, che non solo solleva domande sul superamento della morte ma anche sulla possibilit\u00e0 di una nuova realt\u00e0. <em>Frankenstein<\/em> di Mary Shelley medita sulla concezione dell\u2019uomo come macchina e sulla fiducia in una scienza capace di fabbricare esseri immortali e, sebbene in maniera velata, associa interrogativi su questioni di etica e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Siamo infatti solo agli inizi di questo viaggio che \u00e8 insieme scientifico e di fantasia. <em>Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde<\/em> di Stevenson, pubblicato nel 1886, esplora il tema del doppio e della scissione della personalit\u00e0, descrivendo persino una forma di devoluzione in cui l\u2019uomo, attraverso un artificio chimico, regredisce a uno stato primitivo, proponendo una sorta di transumanesimo al contrario.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Lovecraft riprende l\u2019idea di base di Frankenstein nella serie di racconti <em>Herbert West, rianimatore<\/em> (1922), in cui uno scienziato, grazie a un siero ricavato dai serpenti, riesce a riportare in vita i morti. La serie sembra anticipare le moderne ricerche sulle cellule totipotenti, in particolare nel quinto episodio, quando viene affrontata la questione del trapianto di tessuti: \u00abi suoi primi risultati consistettero nell\u2019ottenere un tessuto immortale, che nutriva artificialmente, dalle uova appena schiuse di uno sconosciuto rettile dei tropici\u00bb. Ma in tema di trasformazione del corpo che passa attraverso una trasformazione accelerata troviamo anche John W. Campbell. Il suo grande interesse per le macchine intelligenti percepite come un elemento cruciale per il progresso dell\u2019umanit\u00e0, lo descrive in <em>L\u2019evoluzione finale<\/em> (1932) in cui spunta una societ\u00e0 dominata dai robot e frutto di una naturale sostituzione avvenuta nel corso del tempo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Alfred Van Vogt, scrittore canadese nato nel 1912, presenta spesso personaggi che sono mutanti o superuomini inconsapevoli della loro vera natura. Elabora l\u2019idea che a ogni cambiamento biologico corrisponda inevitabilmente un\u2019evoluzione psicologica, suggerendo cos\u00ec una visione deterministica di un processo evolutivo integrato. In questo contesto, si prefigura la creazione di una comunit\u00e0 universale evoluta, in cui gli esseri umani non sono altro che una delle molteplici componenti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Di Edwin Vincent Odle (1890-1942), si sa poco o nulla. Qualcuno immagin\u00f2 che si potesse trattare di uno pseudonimo di Virginia Woolf. Nei suoi scritti descrive un mondo in costante mutamento, in cui l\u2019uomo porta nel petto un meccanismo a orologeria che regola tecnologicamente le sue funzioni vitali. Dispositivo che accelera i processi biologici, consentendo a cambiamenti che, di solito, richiederebbero giorni o mesi, di avvenire in pochissimo tempo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Il pioniere di ogni esplorazione che abbraccia anche le preoccupazioni legate al futuro dell\u2019umanit\u00e0 resta per\u00f2 H.G. Wells. Dai viaggi nel tempo in cui l\u2019umanit\u00e0 si evolve in due specie (<em>La macchina del tempo<\/em>) alle invasioni aliene e ai conflitti con civilt\u00e0 extraterrestri tecnologicamente avanzate (<em>La guerra dei mondi<\/em>), fino agli universi paralleli (<em>Uomini come dei<\/em>), alle ibridazioni (<em>Gli Astrigeni<\/em>), all\u2019invisibilit\u00e0 (L\u2019uomo invisibile), ai mutanti (<em>Il cibo degli dei<\/em>) ha sondato ogni prospettiva letteraria della fantascienza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Alla fine di questo viaggio risulta sorprendente constatare come in opere cos\u00ec lontane nel tempo, emerga con chiarezza il rapporto tra sviluppo tecnologico e alienazione, sollevando interrogativi sul fatto che il concetto di \u201cumano\u201d possa essere continuamente rimodellato.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Anche una pellicola ancor oggi futuristica come Matrix, che immagina un\u2019epoca in cui \u00abgli esseri umani non nascono pi\u00f9, ma vengono coltivati\u00bb si ricollega a riflessioni letterarie precedenti. Nel 1884, un autore che si firmava Don Quichotte scrisse <em>The Artificial Man<\/em>, in cui descrive un uomo venuto dal futuro che rivela di essere stato procreato artificialmente in un utero simile ad una campana di vetro, e di essere stato nutrito con una sonda inserita nello stomaco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Se ci soffermiamo su un particolare aspetto del progresso tecnologico, ossia l\u2019invasione nel corpo umano, abbiamo piena contezza del fatto che esso miri a realizzare un sistema basato su riproducibilit\u00e0 e standardizzazione ma, prima di ogni cosa, a inseguire l\u2019integrazione tra uomo e macchina. Una trasformazione che andrebbe vagliata tenendo conto delle opportunit\u00e0 che dei possibili rilievi critici. Basti pensare ai chip impiantati sotto pelle per controllare dispositivi domestici, timbrare il cartellino in ufficio o monitorare il ritmo lavorativo. 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