{"id":1404,"date":"2025-01-17T10:18:37","date_gmt":"2025-01-17T09:18:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1404"},"modified":"2025-01-17T10:27:40","modified_gmt":"2025-01-17T09:27:40","slug":"misteri-e-intrighi-nella-roma-di-ernesto-di-gianni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2025\/01\/17\/misteri-e-intrighi-nella-roma-di-ernesto-di-gianni\/","title":{"rendered":"Misteri e intrighi nella Roma di Ernesto Di Gianni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1377\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/12\/5t5t5-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/12\/5t5t5-191x300.jpg 191w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2024\/12\/5t5t5.jpg 513w\" sizes=\"(max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 320px\">La Roma degli anni Sessanta \u00e8 un caleidoscopio in continua evoluzione, terreno fertile per una straordinaria esplosione di creativit\u00e0 che coinvolge in primo luogo gli artisti, ma poi ogni altro settore della societ\u00e0. Con gli effetti del boom economico si stava infatti ridefinendo il volto dell\u2019intero Paese, e la citt\u00e0, gi\u00e0 di suo impregnata di persistenti contraddizioni, si carica di una dualit\u00e0 affascinante. Da un lato, si avverte l\u2019eco delle sue radici millenarie che nel quotidiano si traduce talvolta in indolenza o arrendevole cinismo. Dall\u2019altro, emerge la spinta inarrestabile verso il cambiamento che, alimentata dall\u2019incipiente vortice consumistico, ridisegna quartieri e identit\u00e0 sociali e di classe.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 320px\">Roma, all\u2019apparenza immutabile nella sua bellezza senza tempo, diventa cos\u00ec laboratorio vivace e caotico dove si tenta di preservare il legame con le tradizioni ma, allo stesso tempo, sprigiona energia dirompente fatta di nuove idee e aspirazioni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 320px\">In questo scenario pulsante di vita vera, esondante di sfumature e contrasti, si muove Ernesto Di Gianni, personaggio nato dalla fantasia di Giuseppe Del Ninno e protagonista de <em>La vedova nera<\/em> (Bietti, p.194). Galoppino tuttofare dell\u2019agenzia investigativa Italmondo, \u00e8 descritto da Stenio Solinas nella introduzione come un \u00abquarantenne scapolo sovrappeso e fuori forma, dal frigorifero perennemente vuoto, come in fondo \u00e8 vuota la sua vita relazionale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 320px\">Una figura letteraria che, nonostante tutto, riesce a incarnare lo spirito di quei tempi fungendo quasi da filtro attraverso cui osservare la citt\u00e0 e la sua sempre pi\u00f9 variegata fauna umana. Con uno sguardo apatico e quasi del tutto disilluso, Ernesto affronta la realt\u00e0 con una impenetrabile ironia che, per\u00f2, emerge negli asciutti e spassosi dialoghi, vicini alla migliore commedia cinematografica italiana. Attraverso di lui, Del Ninno non solo snoda la trama, ma esplora i tratti distintivi dei nuovi contesti sociali in via di formazione, mettendo a fuoco incoerenze, ossessioni e tratti distintivi di una nascente borghesia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 320px\">Traduttore, giornalista e scrittore, Del Ninno vanta una lunga e prolifica collaborazione con riviste e periodici. E queste connessioni tra pi\u00f9 piani di interessi si nutre anche della sua grande passione per il cinema, che lo ha portato a realizzare negli anni passati una corposa trilogia composta da <em>Ecce Alien<\/em>, <em>A schermo spento<\/em> e <em>Piombo, sogni e celluloide<\/em>. Opere in cui approfondisce il simbolismo artistico e il modo in cui cinema e letteratura raccontano i cambiamenti della societ\u00e0 e il nostro complesso rapporto con una realt\u00e0 sempre mutevole. Una sensibilit\u00e0 analoga che emerge anche in <em>La guerra addosso<\/em>, dove Del Ninno attraversa il Novecento, tra le due guerre, intrecciando ricordi familiari e memorie collettive cercando di scavare, oltre la coltre della quotidianit\u00e0, le dinamiche che modellano le esperienze umane.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 320px\"><em>La vedova nera<\/em> \u00e8 un\u2019opera costruita nel tempo, come un mosaico che si arricchisce di dettagli, e racconta la storia di una donna alle prese con il mistero del destino del marito, tra morte, presunta o reale, e una scomparsa inspiegabile ma un\u2019indagine che rinvia anche ai dubbi esistenziali dell\u2019investigatore.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 320px\">Sopra ogni cosa, un libro che evidenzia la capacit\u00e0 di Del Ninno nel creare un flusso narrativo inarrestabile, con uno stile rapido ed essenziale. Immagini vivide che abbandonano ogni formalit\u00e0 e un registro immediato e dinamico. Man mano che scorrono le pagine cresce in maniera del tutto naturale l\u2019interesse del lettore e allora, per dirla con un\u2019espressione presa dal mondo del cinema, e tanto cara all\u2019autore: \u201cBuona la prima!\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; La Roma degli anni Sessanta \u00e8 un caleidoscopio in continua evoluzione, terreno fertile per una straordinaria esplosione di creativit\u00e0 che coinvolge in primo luogo gli artisti, ma poi ogni altro settore della societ\u00e0. Con gli effetti del boom economico si stava infatti ridefinendo il volto dell\u2019intero Paese, e la citt\u00e0, gi\u00e0 di suo impregnata di persistenti contraddizioni, si carica di una dualit\u00e0 affascinante. Da un lato, si avverte l\u2019eco delle sue radici millenarie che nel quotidiano si traduce talvolta in indolenza o arrendevole cinismo. 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