{"id":1465,"date":"2025-08-20T08:51:23","date_gmt":"2025-08-20T06:51:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1465"},"modified":"2025-08-20T08:51:23","modified_gmt":"2025-08-20T06:51:23","slug":"il-papa-e-la-politica-leredita-di-de-maistre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2025\/08\/20\/il-papa-e-la-politica-leredita-di-de-maistre\/","title":{"rendered":"Il Papa e la politica. L&#8217;eredit\u00e0 di de Maistre"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1466\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2025\/08\/9d837862-6444-4cb4-bc5e-cd695e07ffe8_1100x1100-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2025\/08\/9d837862-6444-4cb4-bc5e-cd695e07ffe8_1100x1100-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2025\/08\/9d837862-6444-4cb4-bc5e-cd695e07ffe8_1100x1100-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2025\/08\/9d837862-6444-4cb4-bc5e-cd695e07ffe8_1100x1100-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2025\/08\/9d837862-6444-4cb4-bc5e-cd695e07ffe8_1100x1100-768x768.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2025\/08\/9d837862-6444-4cb4-bc5e-cd695e07ffe8_1100x1100.jpg 1100w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">\n<p style=\"padding-left: 200px\">Il giovane Alfredo Cattabiani scelse Joseph de Maistre come tema per la tesi di laurea all\u2019Universit\u00e0 di Torino, ma la decisione fu vista come un affronto. Durante la discussione, Norberto Bobbio, controrelatore, comp\u00ec un gesto plateale: afferr\u00f2 il lavoro, lo gett\u00f2 a terra e dichiar\u00f2 di non voler commentare le idee di un \u00abteorico della schiavit\u00f9\u00bb. L\u2019episodio, frequentemente citato, \u00e8 paradigmatico perch\u00e9 simboleggia l\u2019ostilit\u00e0 che per decenni ha caratterizzato un autore considerato marginale.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Pur apprezzabile per coerenza e rigore, la sua filosofia \u00e8 infatti sempre percepita come anacronistica. Ridurre tuttavia de Maistre a una figura puramente reattiva sarebbe un errore, e non solo perch\u00e9 il suo pensiero trascende l\u2019opposizione elementare ai cambiamenti del suo tempo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Sebbene fosse un critico feroce degli illuministi, non esita a indirizzare critiche anche verso il mondo cattolico, denunciandone debolezze e contraddizioni interne. Se sfrondato dunque da eccessi retorici, il suo pensiero pu\u00f2 rivelare una particolare capacit\u00e0 di cogliere le diverse sfumature del moderno, come si evidenzia nel saggio <em>Il Papa<\/em> che rappresenta il punto pi\u00f9 maturo della sua produzione e che, con la curatela di Jacques Lovie e Joann\u00e8s Chetail, viene ora riproposto dalle edizioni Luni.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">\u00c8 fuor di dubbio che il cambiamento fondamentale nel suo approccio avvenga con i fatti del 1789: \u00abA lungo non abbiamo capito la rivoluzione di cui siamo testimoni; a lungo l\u2019abbiamo presa per un avvenimento. Sbagliavano: essa \u00e8 un\u2019epoca\u00bb. La Rivoluzione rappresenta una guerra dichiarata contro l\u2019ordine tradizionale, con l\u2019obiettivo di annientare la Chiesa e il papato. Dal suo punto di vista, l\u2019intenzione \u00e8 invece quella di restaurare il primato papale, che nel Medioevo aveva garantito un modello di Europa che egli avverte gi\u00e0 in crisi fin dalle prime avvisaglie della Riforma protestante.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Ma a demolire l\u2019immagine di un pensatore avvolto in quest\u2019aura grigia dovrebbe essere sufficiente una vita segnata da eventi straordinari. Cresciuto in un ambiente colto, si racconta che sua madre lo addormentasse recitando i versi di Racine. Massone di alto grado, frequent\u00f2 le scuole dei gesuiti, che difese con grande ardore anche dopo lo scioglimento dell\u2019ordine. Oltre a conoscere perfettamente l\u2019inglese, il portoghese, lo spagnolo e il latino, si dilettava anche con il greco, il tedesco, il russo e l\u2019ebraico. Una eccezionale erudizione linguistica che fu strumento essenziale per il confronto con una vasta gamma di tradizioni filosofiche e culturali.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Gli eventi legati alla Rivoluzione francese lo costrinsero all\u2019esilio per oltre vent\u2019anni, vivendo prima ad Aosta, poi a Losanna e infine a San Pietroburgo, dove rimase dal 1802 al 1817. Vittorio Emanuele I lo nomin\u00f2 ministro plenipotenziario presso la corte russa, un incarico che gli permise di giocare un ruolo di primo piano nelle relazioni diplomatiche. A San Pietroburgo divenne una figura di riferimento per molti, anche dello zar Alessandro I. Dopo aver sostenuto fermamente la causa dei Gesuiti, cadde per\u00f2 in disgrazia con lo zar e torn\u00f2 in Italia nel 1817, dove continu\u00f2 a ricoprire ruoli istituzionali alla corte sabauda.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\"><em>Il Papa<\/em>, pubblicato nel 1819, poco prima della sua morte ma concepito e redatto negli anni russi, riesce ad evidenziare tutti i riverberi filosofici, religiosi e politici del suo pensiero. L\u2019immediato successo editoriale, con oltre cinquanta ristampe nel corso dell\u2019Ottocento, ne dimostra anche l\u2019apprezzamento generale<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">Non solo difende la figura del Papa come guida spirituale della Chiesa, ma ne ridefinisce il ruolo di regolatore dell\u2019ordine morale e giuridico della societ\u00e0, capace di garantire l\u2019unit\u00e0 e la continuit\u00e0 della civilt\u00e0. De Maistre riflette poi sul rapporto tra Chiesa e Stato, sostenendo che, poich\u00e9 la Rivoluzione aveva infranto l\u2019ordine naturale stabilito da Dio, fosse legittimo l\u2019intervento del Papa per ripristinarlo. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa in pi\u00f9: in quanto potere supremo e infallibile, il Papa sarebbe stato l\u2019unico giudice in grado di impedire alle monarchie di deviare dal loro corso originario e degenerare in tirannidi. La sua analisi implicava che il potere papale non fosse assoluto, ma subordinato al diritto divino e alle disposizioni stabilite da Cristo per la Chiesa. Sebbene il Papa avesse un\u2019autorit\u00e0 incontestabile in materia di fede, tale potere non doveva estendersi all\u2019ambito politico, escludendo le questioni terrene dalla sua giurisdizione. Il Papa poteva per\u00f2 intervenire per evitare che tali questioni degenerassero. In questo senso, \u00e8 concepito come una sorta di alto mediatore tra l\u2019umano e il divino, sempre in armonia con la volont\u00e0 di Dio, dal momento che de Maistre sostiene che la connessione tra Dio e l\u2019uomo debba avere origine dal divino e non dalle necessit\u00e0 umane. Si tratta di un approccio ribaltato rispetto alle tendenze pi\u00f9 recenti, sia interne che liminari al mondo cattolico, che vedono nella conformit\u00e0 ai tempi, alle mode e alle consuetudini un valore centrale. E forse \u00e8 proprio questo a infastidire i suoi critici!<\/p>\n<p style=\"padding-left: 200px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il giovane Alfredo Cattabiani scelse Joseph de Maistre come tema per la tesi di laurea all\u2019Universit\u00e0 di Torino, ma la decisione fu vista come un affronto. 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