{"id":1493,"date":"2025-12-04T11:43:25","date_gmt":"2025-12-04T10:43:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1493"},"modified":"2025-12-04T11:43:25","modified_gmt":"2025-12-04T10:43:25","slug":"i-firmaioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2025\/12\/04\/i-firmaioli\/","title":{"rendered":"I Firmaioli"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 120px\">\n<p style=\"padding-left: 120px\"><em>Esattamente dieci anni fa, dedicai un intero paragrafo de<\/em> <strong>L&#8217;ubbidente democratico<\/strong> <em>(pubblicato, tra l&#8217;altro, proprio da<\/em> <strong>Idrovolante<\/strong><em>) ai cosiddetti <\/em><strong>Firmaioli<\/strong><em>. Mai avrei pensato \u2013 anzi, s\u00ec, in verit\u00e0, lo pensavo \u2013 che dopo tutto questo tempo, a causa di quanto sta accadendo alla Fiera del libro di Roma, saremmo ancora qui a discutere di divieti, censura e intellettuali o pseudo tali che firmano appelli<\/em>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 440px\"><strong>***<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 I temi che ho sviluppato in questo libro non avrebbero ragion di esistere se non vi fosse una razza in espansione composta da quelli che Montanelli definiva <em>firmaioli<\/em> in grado di soggiogare anche chi avrebbe dovuto redimerla per tempo. Sacerdoti dell\u2019ortodossia conformistica sempre pronti ad apporre l\u2019aristocratico sigillo ai <em>manifesti intellettuali<\/em>. Oramai una categoria dello spirito. Pronti a firmare di tutto, anche le vecchie cambiali, purch\u00e9 la loro mano apponga l\u2019autografo su quella che agli occhi della massa appaia come una nobile causa. Consumati commedianti reattivi oltre ogni umana comprensione nei confronti di ingiustizie perpetuate in piccolo ogni anfratto del globo terracqueo.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Il loro punto di forza sta in una non comune capacit\u00e0 camaleontica evolutasi nei decenni e, al contempo, in una ferrea corazza ideologica grazie alla quale ogni irrilevante analisi, ogni pur modesta considerazione assume un significato intimidatorio e definitivo. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 nettezza di pregiudizi (prima ancora di giudizi) e mai il bench\u00e9 minimo brontol\u00eco di un rimorso.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Da parte nostra non si \u00e8 mai pronti ad avere accesso a un\u2019efficace comprensione di un tema perch\u00e9 \u00e8 sempre e solo la cornice che sopravanza il resto; e la cornice \u00e8 rappresentata dalla loro storia personale e politica e dalle loro firme. Ma sono atteggiamenti che hanno pure un rovescio della medaglia. Capit\u00f2 che Sabina Guzzanti appose una firma per un appello che poi scopr\u00ec non condividere. Si era schierata \u2018a sua insaputa\u2019 contro Barbara Spinelli e si scus\u00f2 subito dopo. La frenesia che prima o poi accarezza l\u2019ego dei finti o reali intellettuali le aveva giocato un brutto scherzo. Pur di firmare, non aveva letto il testo, ma sono certo che il canovaccio sia unico e in tanti si comportino allo stesso modo, dando una scorsa alle firme in calce al testo e aggiungendo la propria.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 In linea di massima, si tratta di una compagnia di giro sulle cui battaglie civili sarebbe bene soprassedere. Sanno tutto e la sanno lunga, fino a far detonare il proprio ego smisurato in un\u2019arma dialettica anche per vendette cruente perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 argomento politico, questione sociale o etica, approfondimento scientifico o dilemma teologico in cui non si sentano in dovere di mettere becco e sul quale con insolente spocchia non fondino ed impongano un modello gnoseologico incontrovertibile.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Sei un comico? Una cantante? Uno stilista di intimo? Uno studioso di sistemi elettorali? Un docente di diritto tributario? Un sondaggista? Un fotografo di grido? Uno scrittore di chiara fama? Ti sei occupato per tutta la vita di recitare stornelli romaneschi? Ci\u00f2 nonostante ti senti in dovere di firmare un manifesto che tocca le basi filosofiche, etiche, religiose della societ\u00e0 contemporanea. Non importa quale grado di preparazione tu abbia su uno specifico tema. Nulla suscita la tua resistenza. Le tue certezze prendono possesso della scena ed esulano dall\u2019umano bisogno di armarsi di un minimo di umilt\u00e0 e di ritrosia di fronte al groviglio delle problematiche.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Beninteso, non che sia vietato esprimersi, ma il darsi buona coscienza attraverso l\u2019apposizione di una firma e l\u2019espressione compunta \u00e8 da vigliacchi. E poi, come facciano ad essere preparati, ad avere certezze perentorie e a sproloquiare con dovizia di particolari su ogni argomento resta un mistero insondabile oltre che una ennesima fonte di ansia per noi, comuni mortali, sempre corrosi da dubbi, mendichi di ogni microscopico pezzetto di verit\u00e0. Invece, mai una piega, una titubanza. Solo certezze apodittiche accompagnate da ricercate eccentricit\u00e0 e sentenze pronunciate rapidamente e senz\u2019appello.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Ma a dar fastidio \u00e8 l\u2019ossessiva ripetitivit\u00e0 della liturgia: centinaia e centinaia di firme (ma quanti intellettuali ci sono in giro?), paginate di giornali ridondanti di nomi pi\u00f9 o meno famosi, faccioni bene in vista e prime fila di teatri-occupati con la scusa di dover supportare mediaticamente la \u2018battaglia civile\u2019.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Perch\u00e9, si badi bene, la loro \u00e8 una battaglia di civilt\u00e0. Ci mancherebbe! Pura azione pedagogica nei confronti di un popolo servo e sciocco. Il nocciolo \u00e8 infatti sempre identico: da una parte i difensori delle libert\u00e0 e dei diritti democratici; dall\u2019altra i lberticidi, i furbi e gli arruffoni da civilizzare. E a colpirmi non \u00e8 tanto l\u2019oggetto della battaglia culturale perch\u00e9 in taluni, limitati e circoscritti ambiti, potrebbe avere, oltre ad una valenza simbolica, anche ricadute effettive (e positive) sulla societ\u00e0, quanto invece la proposta reiterata, la presenza invasiva in ogni campo e l\u2019eventuale coesistenza di uno spettro di possibili posizionamenti che miscelano e confondono in uno stagnante acquitrino conformistico ogni sensibilit\u00e0 e appartenenza, preservandola da chiss\u00e0 quale incursione reazionaria.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 E poi, a ben guardare, i primi a partecipare alle storture del regime sono proprio loro. Chiedono fondi per la cultura, firmano manifesti per il cinema, arricciano il naso nei confronti del Ministro di turno, ma sono gli unici ad incamerare sovvenzioni per i loro noiosi film che nessuno vede tranne pochi familiari; fanno \u2018girotondi\u2019 e lottano per la scuola pubblica ma mandano i figli in quelle d\u2019\u00e9lite e straniere; sono favorevoli a una immigrazione anche di vaste dimensioni ma poi vivono in quartieri di lusso dove il \u2018contagio\u2019 con il sottoproletariato di ogni specie e razza non pu\u00f2 mai avvenire, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Di molti di questi polemisti incendiari apprezziamo intelligenza, intuizioni colte, scrittura elegante e ricercata, ma i manifesti restano dei perniciosi feticci, piazze pubbliche in cui esercitare il narciso che \u00e8 in ognuno di essi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Diciamola tutta: ma si pu\u00f2 davvero accettare il fatto che uno, solo perch\u00e9 produca un film sulla corruzione pubblica, scriva un libro di successo sulla camorra o sulla mafia, una mezza dozzina di libri di costume o faccia il notista politico, possa avere un giudizio nitido e definitivo sui gas-serra, su tutti i temi di macro e micro-economia, sul Kazakistan o sul Burkina Faso, sulle politiche energetiche della Russia di Putin, e sia sempre pronto ad avventurarsi in arzigogoli vestiti da idee?<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Eppure non vanno presi con beneficio di inventario in quanto coriacei ed inesorabili perch\u00e9 mai rosi da alcun rimorso. Non sono insomma delle indecifrabili anticaglie perch\u00e9 sono capaci di indossare con la stessa nonchalance la cimice fascista e un attimo dopo la stella rossa ma sempre con i galloni da ufficiale; e perch\u00e9 il tarlo dell\u2019intolleranza fluisce lungo i decenni e li attraversa con regolarit\u00e0 uniforme. Il manifesto contro il commissario Calabresi potr\u00e0 anche essere un \u2018errore di giovent\u00f9\u2019 ormai caduto nel dimenticatoio, ma ne costituisce un caso tipico in cui si \u00e8 assaporato fino in fondo pure il gusto del pubblico ludibrio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\u00a0 \u00a0 Ho la sensazione che perci\u00f2 non basti pi\u00f9 indicare gli stilemi delle loro battaglie per emendarsene, perch\u00e9 si accaniscono su tutto. Bisogna oramai diffidare apertamente di chi la sa lunga su ogni cosa. Anche perch\u00e9 gran parte di quella <em>meglio giovent\u00f9 <\/em>ha agitato tutti i fantasmi ideologici e accarezzato ogni utopia adagiandosi ben volentieri in una sceneggiatura da cui non prende mai commiato.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Esattamente dieci anni fa, dedicai un intero paragrafo de L&#8217;ubbidente democratico (pubblicato, tra l&#8217;altro, proprio da Idrovolante) ai cosiddetti Firmaioli. Mai avrei pensato \u2013 anzi, s\u00ec, in verit\u00e0, lo pensavo \u2013 che dopo tutto questo tempo, a causa di quanto sta accadendo alla Fiera del libro di Roma, saremmo ancora qui a discutere di divieti, censura e intellettuali o pseudo tali che firmano appelli. *** \u00a0 \u00a0 I temi che ho sviluppato in questo libro non avrebbero ragion di esistere se non vi fosse una razza in espansione composta da quelli che Montanelli definiva firmaioli in grado di soggiogare anche [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2025\/12\/04\/i-firmaioli\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1086,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[3737,175424,372687,86,599699],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1493"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1086"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1493"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1494,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1493\/revisions\/1494"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}