{"id":1542,"date":"2026-03-24T08:18:09","date_gmt":"2026-03-24T07:18:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1542"},"modified":"2026-03-24T08:18:09","modified_gmt":"2026-03-24T07:18:09","slug":"potere-esecutivo-e-democrazia-perche-schmitt-torna-al-centro-del-dibattito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2026\/03\/24\/potere-esecutivo-e-democrazia-perche-schmitt-torna-al-centro-del-dibattito\/","title":{"rendered":"Potere esecutivo e democrazia: perch\u00e9 Schmitt torna al centro del dibattito"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 La riedizione di uno dei classici di Carl Schmitt, <em>Il custode della Costituzione<\/em> (Quodlibet, p. 288), riporta al centro del dibattito uno dei nodi pi\u00f9 controversi della filosofia politica del Novecento, spesso presente in modo sottile nelle discussioni pubbliche contemporanee ma raramente analizzato con rigore teorico: il rapporto tra diritto e politica.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 In un mondo segnato da instabilit\u00e0 internazionale, l\u2019idea di rafforzare il potere esecutivo, con un ruolo centrale del Capo dello Stato, appare sempre pi\u00f9 diffusa. Tuttavia, si tratta di un rafforzamento non di rado percepito come al di sopra della legge stessa e che genera fraintendimenti facili e pericolosi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1543\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2026\/03\/333333-300x176.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2026\/03\/333333-300x176.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2026\/03\/333333-768x450.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2026\/03\/333333.jpg 957w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n<p style=\"padding-left: 160px\">\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 Eventi recenti \u2013 dalla cattura di Nicol\u00e1s Maduro all\u2019offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l\u2019Iran \u2013 cos\u00ec come la naturale estensione dei poteri decisionali dei leader in numerosi paesi democratici, hanno portato a richiamare maldestramente le tesi schmittiane, soprattutto riguardo al desiderio di centralit\u00e0 del potere esecutivo che viene percepito da alcuni critici come potenzialmente sovversivo rispetto alle tradizionali forme di legittimazione politica e capace di alterare l\u2019essenza stessa della democrazia.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 Il pensiero di Schmitt appare invece sorprendentemente attuale, ma per ragioni diverse da quelle evocate dalle polemiche politiche. Lo studioso tedesco sosteneva che la forza e il caso di \u00abeccezione\u00bb possano prevalere sulla norma giuridica, ma solo quando il \u201cPolitico\u201d sfugge ai confini delle strutture legali ordinarie. Ed \u00e8 in questo senso che criticava la nascente societ\u00e0 di massa dal momento che partiti, sindacati e gruppi di interesse privilegiavano gi\u00e0 allora interessi di parte a scapito dell\u2019ordine collettivo, dimostrando incapacit\u00e0 a gestire efficacemente il \u201cPolitico\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 Questa incapacit\u00e0 somiglia a una sorta di coazione a ripetere che si manifesta in ogni epoca, generando polarizzazioni e conflitti permanenti che non solo marginalizzano il Parlamento, ma ne alterano le funzioni, trasformandolo in un luogo dove si ratificano decisioni prese in circuiti informali del potere \u2013 un tempo le segreterie di partito, pi\u00f9 recentemente i circoli finanziari ed economici.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 Secondo Schmitt, lo Stato dovrebbe fondarsi su un rapporto diretto tra popolo e Capo dello Stato, che non solo avrebbe l\u2019ultima parola sulle norme costituzionali, ma ne supererebbe qualsiasi mediazione istituzionale, spesso soggetta agli interessi di parte.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 \u00c8 comprensibile che oggi queste idee vengano analizzate con forte criticit\u00e0, anche e soprattutto alla luce delle conseguenze storiche: soli tre anni dopo la pubblicazione del testo, infatti, l\u2019ascesa al potere di Hitler sembr\u00f2 inverare il progetto schmittiano.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0 Tuttavia, espulsa l\u2019ombra del nazismo, le intuizioni dello studioso \u2013 dal conflitto tra potenze terrestri e marittime allo \u00abstato d\u2019eccezione\u00bb, dalla dicotomia amico\/nemico fino al ruolo del \u00abcustode della Costituzione\u00bb \u2013 restano straordinariamente pertinenti, perch\u00e9 si collocano nella prospettiva di un realismo politico applicato all\u2019ordinamento. La loro attualit\u00e0 emerge in maniera distinta quando questa prospettiva viene infatti mancare: si pensi agli errori della fase pandemica, durante la quale i governi hanno rafforzato unilateralmente i propri poteri, aggirando i parlamenti e sospendendo i tradizionali processi di deliberazione democratica. In quella fase di caos, il potere cercava di gestire la situazione con la forza e reinterpretando volta per volta la Costituzione. In Schmitt, invece, al \u201ccustode\u201d della Carta spetterebbe l\u2019ultima e inappellabile parola sul significato delle norme ma, innanzitutto, il compito di proteggerla.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0 \u00a0 La riedizione di uno dei classici di Carl Schmitt, Il custode della Costituzione (Quodlibet, p. 288), riporta al centro del dibattito uno dei nodi pi\u00f9 controversi della filosofia politica del Novecento, spesso presente in modo sottile nelle discussioni pubbliche contemporanee ma raramente analizzato con rigore teorico: il rapporto tra diritto e politica. \u00a0 \u00a0 In un mondo segnato da instabilit\u00e0 internazionale, l\u2019idea di rafforzare il potere esecutivo, con un ruolo centrale del Capo dello Stato, appare sempre pi\u00f9 diffusa. 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