{"id":1583,"date":"2026-10-28T08:20:05","date_gmt":"2026-10-28T07:20:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=1583"},"modified":"2026-10-28T08:20:05","modified_gmt":"2026-10-28T07:20:05","slug":"che-cosa-ho-visto-thomas-mann-e-locculto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2026\/10\/28\/che-cosa-ho-visto-thomas-mann-e-locculto\/","title":{"rendered":"\u00abChe cosa ho visto?\u00bb: Thomas Mann e l\u2019occulto"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0L\u2019interesse di Thomas Mann per l\u2019occultismo nacque, secondo quanto dichiar\u00f2 lo stesso scrittore, da curiosit\u00e0 intellettuale, in un\u2019epoca in cui questi fenomeni attiravano anche ambienti estranei all\u2019esoterismo. Per altri artisti e intellettuali, tuttavia, l\u2019occulto rappresentava qualcosa di pi\u00f9: una ricerca spirituale o il tentativo di esplorare dimensioni dell\u2019esistenza sottratte alla ragione. Dopo aver raggiunto il suo apogeo nell\u2019Ottocento, tale interesse continu\u00f2 infatti a coinvolgere, nel secolo successivo, ambienti scientifici, artistici e letterari, per poi attenuarsi gradualmente. Mann vi si accost\u00f2 senza farne una disciplina n\u00e9 una via di indagine interiore; eppure, l\u2019humus culturale e simbolico dell\u2019occultismo affiora in alcune delle sue opere maggiori, a cominciare da <em>La montagna incantata<\/em>, dove il confronto con l\u2019irrazionale si intreccia alla riflessione sulla coscienza, sulla malattia e sul senso dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0L\u2019avvicinamento pass\u00f2 anche attraverso conoscenze personali. Sigmund Freud, suo amico, nutriva un interesse professionale per l\u2019occultismo, cos\u00ec come Carl Gustav Jung, che gli dedic\u00f2 uno specifico saggio. Alla curiosit\u00e0 si aggiunse l\u2019esperienza diretta delle sedute alle quali lo scrittore partecip\u00f2 tra il 1922 e il 1923 nella casa di Albert von Schrenck-Notzing, medico e parapsicologo, di cui d\u00e0 conto nel volumetto <em>Esperienze con l\u2019occulto<\/em>, pubblicato dalle Edizioni La Vita Felice (a cura di Maria Chiara Susini e con testo tedesco a fronte), nel quale si propone di riferire quanto osservato con distacco e assumendo lo sguardo di un cronista pi\u00f9 che quello di un interprete.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0La complessit\u00e0 della sua opera aiuta a comprendere perch\u00e9 un\u2019esperienza del genere potesse interessarlo. Nella scrittura manniana, la componente autobiografica convive con la dimensione mitica e con le strutture archetipiche; dietro le vicende individuali si celano significati simbolici che rimandano a questioni pi\u00f9 ampie. Si pu\u00f2 riconoscere, in questa prospettiva, una dimensione iniziatica: non l\u2019adesione a dottrine esoteriche, ma un percorso di conoscenza che conduce i protagonisti a confrontarsi con ci\u00f2 che inizialmente appare estraneo o incomprensibile. La tensione tra realt\u00e0 e il suo rovescio, ragione e irrazionale, vita e morte non trova una sintesi definitiva. Gli opposti si combattono, ma rivelano anche una reciproca dipendenza, come se ciascuno custodisse una parte di verit\u00e0 che l\u2019altro non pu\u00f2 esaurire. Questo itinerario emerge con particolare evidenza in <em>La montagna incantata<\/em>. Hans Castorp giunge al sanatorio per una ragione apparentemente contingente e vi intraprende un percorso che trasforma la sua percezione del tempo, della malattia e della morte. La partenza verso la guerra lo riconduce alla storia e alla vita dopo una lunga permanenza in una dimensione sospesa. Il contrasto tra isolamento e partecipazione diventa cos\u00ec il luogo in cui si misura la possibilit\u00e0 di una presa di coscienza. Una tensione analoga, sebbene declinata diversamente, attraversa <em>Doctor Faustus<\/em>, dove misticismo e irrazionale si scontrano con la ragione e la responsabilit\u00e0, mentre il protagonista si inoltra in un territorio segnato da potenze tenebrose e dalla ricerca di una possibile salvezza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0In entrambi i romanzi, la trasformazione individuale passa attraverso il confronto con ci\u00f2 che inquieta e sfugge al dominio della coscienza ed \u00e8 alla luce di questa tensione che va considerata anche l\u2019esperienza nella casa di Schrenck-Notzing. Convinto di trovarsi di fronte a una finzione costruita ad arte dal padrone di casa, che aveva invitato numerosi artisti del tempo ad assistere agli esperimenti del medium Willi Schneider, lo scrittore accett\u00f2 di partecipare alle sedute per verificare di persona quanto sarebbe accaduto. Inesperto di pratiche medianiche, riteneva di poter riconoscere eventuali artifici. Proprio per questo, gli fu consentito di ispezionare preventivamente la sala e di muoversi liberamente.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0La descrizione degli eventi assume una forma insolitamente asciutta, prossima alla cronaca, che conferisce al racconto un\u2019immediatezza insieme teatrale e giornalistica. La scena si apre al suono di un carillon, nella luce incerta che penetra la stanza. Il medium cade in trance, poi si scuote violentemente, come colto da convulsioni epilettiche, fino a sdoppiarsi in una figura maschile e in una femminile. La sequenza sembra annunciare un evento inquietante e prodigioso, che tuttavia non si compie. Quando la seduta viene dichiarata conclusa, accade invece qualcosa che contraddice le attese: \u00abDinanzi agli sguardi dei presenti \u2013 scrive Mann &#8211; e in mezzo al loro stupore, fu sollevato un fazzoletto che si trovava sul pavimento, nei pressi del tavolino, sal\u00ec con rapidit\u00e0, decisione, energia verso la luce relativamente chiara della lampada e rimase l\u00ec sospeso per due o tre secondi&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0\u00c8 in questo scarto tra la precisione del resoconto e la comparsa di un fenomeno apparentemente inspiegabile che il racconto trova la sua forza. Mann registra gesti e circostanze, ma non offre una spiegazione rassicurante: l\u2019ordinario convive con ci\u00f2 che sembra eccedere l\u2019ordine naturale, senza che venga stabilita una gerarchia definitiva tra i due piani.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0La dichiarazione di essere rimasto estraneo all\u2019occultismo fino all\u2019invito di Schrenck-Notzing \u00e8 smentita da Maria Chiara Susini, che richiama l\u2019attenzione su alcuni appunti precedenti, nei quali lo scrittore aveva gi\u00e0 annotato il nome e l\u2019indirizzo del medico. Nei taccuini compare per esempio il ricordo di una cena con lui nel 1919.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0Le sedute si svolsero in tre serate: il 20 dicembre 1922 e il 6 e il 24 gennaio 1923. Dopo ogni incontro, Mann redasse una relazione da inviare al padrone di casa, in adempimento dell\u2019accordo di riferire quanto osservato. <em>Esperienze con l\u2019occulto<\/em> riprende e rielabora quei resoconti, originariamente pi\u00f9 essenziali e aderenti ai fatti, trasformandoli per\u00f2 in un testo di pi\u00f9 compiuta elaborazione letteraria. Quello che avrebbe potuto restare un semplice divertissement riscosse invece un notevole successo presso lettori e critica, impegnandolo per circa due anni in conferenze in diverse citt\u00e0 della Germania. Lui stesso defin\u00ec il testo come una \u00abdescrizione novellistico-umoristica infarcita di teoria\u00bb, sottolineandone il carattere ironico e la componente speculativa. Dietro il tono pi\u00f9 sobrio e meno elaborato rispetto alla complessa architettura stilistica dei romanzi maggiori permane ancora una volta una questione: il rapporto tra conoscenza e realt\u00e0. A riassumerla \u00e8 la domanda che apre e chiude il testo: \u00abEbbene, cos\u2019\u00e8 che ho visto?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0Non si tratta di distinguere sistematicamente il reale dall\u2019irreale, il fenomeno autentico dall\u2019artificio, ci\u00f2 che \u00e8 accaduto da ci\u00f2 che potrebbe essere stato predisposto. L\u2019esperienza viene piuttosto interpretata come un\u2019\u00abillusione occulta della vita organica\u00bb, espressione che richiama una delle tensioni centrali della <em>Montagna incantata<\/em>: il confine incerto tra ci\u00f2 che si manifesta e ci\u00f2 che si comprende, tra l\u2019evidenza dei fatti e la loro interpretazione. L\u2019occulto diventa cos\u00ec un\u2019occasione per interrogare i limiti della ragione, senza che l\u2019enigma debba trovare una soluzione.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 160px\">\u00a0 \u00a0Negli anni successivi, tuttavia, lo scrittore avrebbe definito ci\u00f2 che aveva visto \u00abindegno, peccaminoso e ripugnante\u00bb, descrivendolo come qualcosa di torbido e fuorviante, presente nella vita ma estraneo alla propria aspirazione morale. La presa di distanza non cancella la portata dell\u2019esperienza: ci\u00f2 che respinge sul piano personale continua a sollecitarlo su quello letterario. \u00c8 forse in questa ambivalenza, tra diffidenza e attrazione, che l\u2019esperienza medianica trova il suo significato pi\u00f9 profondo: non una risposta alle sue domande, ma un ulteriore modo di metterle alla prova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0 \u00a0L\u2019interesse di Thomas Mann per l\u2019occultismo nacque, secondo quanto dichiar\u00f2 lo stesso scrittore, da curiosit\u00e0 intellettuale, in un\u2019epoca in cui questi fenomeni attiravano anche ambienti estranei all\u2019esoterismo. Per altri artisti e intellettuali, tuttavia, l\u2019occulto rappresentava qualcosa di pi\u00f9: una ricerca spirituale o il tentativo di esplorare dimensioni dell\u2019esistenza sottratte alla ragione. Dopo aver raggiunto il suo apogeo nell\u2019Ottocento, tale interesse continu\u00f2 infatti a coinvolgere, nel secolo successivo, ambienti scientifici, artistici e letterari, per poi attenuarsi gradualmente. Mann vi si accost\u00f2 senza farne una disciplina n\u00e9 una via di indagine interiore; eppure, l\u2019humus culturale e simbolico dell\u2019occultismo affiora in alcune [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2026\/10\/28\/che-cosa-ho-visto-thomas-mann-e-locculto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1086,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[47],"tags":[599718,35318],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1583"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1086"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1583"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1584,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1583\/revisions\/1584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}