{"id":164,"date":"2016-09-27T19:17:16","date_gmt":"2016-09-27T17:17:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=164"},"modified":"2016-09-27T19:25:18","modified_gmt":"2016-09-27T17:25:18","slug":"nato-dal-dna-di-tre-genitori-povero-abrahim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2016\/09\/27\/nato-dal-dna-di-tre-genitori-povero-abrahim\/","title":{"rendered":"Nato da tre genitori. Povero Abrahim"},"content":{"rendered":"<p>Mai mettere limiti alla Tecnica, la dea del nostro tempo; quella con la \u2018T\u2019 maiuscola tanto bistrattata dai pi\u00f9 strenui paladini del progresso. Essi infatti non credono al quadro deterministico che spesso la realt\u00e0 impone ad ognuno. Sono convinti che l\u2019uomo sia responsabile e capace di fermarsi un attimo prima di delegare definitivamente tutto alle \u2018macchine\u2019.<\/p>\n<p>Ne ho trattato ampiamente in un mio recente volume (<em>Umanit\u00e0 al tramonto. Critica della ragion tecnica<\/em>) e perci\u00f2 non mi attardo sulle analisi filosofiche, etiche o teologiche, cos\u00ec come non mi soffermo sul fatto che la nostra tracotanza prima o poi sar\u00e0 punita (i Greci lo avevano capito qualche millennio fa).<\/p>\n<p>Restiamo ai fatti. E i fatti ci dicono che solo oggi, dopo cinque mesi dalla nascita, si \u00e8 saputo che in Messico, \u00e8<br \/>\nnato\u00a0Abrahim Hassan con una procedura che permette di sostituire i mitocondri difettosi della cellula uovo della madre con quelli di una donatrice sana. In sintesi, questo essere umano \u00e8 nato dal Dna di tre genitori.<\/p>\n<p>Ripeto per chi si fosse distratto e non avesse compreso bene l\u2019ultimo mio rigo: questo bambino \u00e8 nato da tre genitori; un pezzo del codice genetico della madre, uno del padre e un altro di una donatrice sana sono stati tecnicamente utilizzati per creare una nuova vita, che si spera perfetta. La madre aveva infatti dei mitocondri difettosi e per evitare che il figlio ereditasse il problema hanno pensato di risolverlo in questo modo. Creando un piccolo ariano messicano, insomma.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 negli anni \u201990, si erano tentati simili esperimenti ma i bambini nacquero con \u2018disordini genetici\u2019. S\u00ec, perch\u00e9 questa \u00e8 la terminologia da loro usata. Poi, con la dovuta serenit\u00e0, quando le acque si saranno calmate, ci spiegheranno cosa vuol dire \u2018disordini genetici\u2019. Una mezza idea credo di averla, ma meglio non approfondirla.<\/p>\n<p>Un\u2019altra certezza per\u00f2 l\u2019abbiamo. Questa tecnica, per ora approvata solo nel Regno Unito, nel giro di un decennio, quando saranno superate tutte le reticenze e le perplessit\u00e0, far\u00e0 parte del patrimonio scientifico del pianeta perch\u00e9, come diceva Jacques Ellul, &lt;&lt;la tecnologia non avanza mai in direzione di qualcosa [\u2026]. Dato che possiamo sbarcare sulla luna, che cosa potremmo fare l\u00ec e a quale scopo? [\u2026]. Quando i tecnici hanno raggiunto un certo livello di competenza nel settore delle comunicazioni, dell\u2019energia, dei materiali, dell\u2019elettronica, della cibernetica ecc., tutti questi elementi si sono combinati e hanno mostrato che avremmo potuto esplorare il cosmo ecc. Ci\u00f2 \u00e8 stato fatto perch\u00e9 poteva essere fatto. E questo \u00e8 tutto&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 purtroppo lo snodo della intera questione. Oramai non importa se una tal cosa possa avere un profilo etico riconoscibile o meno. Ci\u00f2 che ci preoccupa \u00e8 se pu\u00f2 essere \u2018tecnicamente fatta\u2019 oppure no. E visto che quasi tutto pu\u00f2 essere \u2018tecnicamente fatto\u2019, procediamo spediti verso la sparizione della \u2018umanit\u00e0\u2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mai mettere limiti alla Tecnica, la dea del nostro tempo; quella con la \u2018T\u2019 maiuscola tanto bistrattata dai pi\u00f9 strenui paladini del progresso. Essi infatti non credono al quadro deterministico che spesso la realt\u00e0 impone ad ognuno. Sono convinti che l\u2019uomo sia responsabile e capace di fermarsi un attimo prima di delegare definitivamente tutto alle \u2018macchine\u2019. Ne ho trattato ampiamente in un mio recente volume (Umanit\u00e0 al tramonto. 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