{"id":231,"date":"2016-11-26T19:34:06","date_gmt":"2016-11-26T18:34:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=231"},"modified":"2016-11-26T19:34:06","modified_gmt":"2016-11-26T18:34:06","slug":"o-patria-o-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2016\/11\/26\/o-patria-o-morte\/","title":{"rendered":"O patria, o morte!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/11\/dgdfgdafg.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-232\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/11\/dgdfgdafg-300x185.jpg\" alt=\"dgdfgdafg\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/11\/dgdfgdafg-300x185.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/11\/dgdfgdafg.jpg 1004w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forse Castro doveva morire giovane come si conf\u00e0 ad ogni eroe. Arrivati a questo punto il giudizio \u00e8 invece lapidario e netto; e crediamo di non sbagliarci di molto se, sin da adesso, lo includiamo nella categoria dei pi\u00f9 spietati dittatori.<\/p>\n<p>A Cuba, in linea di massima, si sono risparmiati i Gulag e i Lager che invece hanno segnato la nostra geografia politica. Ma il suo pi\u00f9 importante obiettivo strategico, quello di una autonomia dagli Stati Uniti, elemento in s\u00e9 condivisibile, lo ha adempiuto affamando il popolo in maniera indegna e senza alcuna piet\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Se questa idea di auto isolarsi dal mondo per combattere una battaglia anti-imperialista fosse stata assunta liberamente, magari con elezioni democratiche, avremmo oggi considerato quella comunit\u00e0 nazionale come quella pi\u00f9 fieramente patriottica della storia recente. Tuttavia, le scelte le faceva uno solo perch\u00e9 fu Castro ad obbligare i suoi connazionali a chiudersi in un angusto recinto, a campare male e soprattutto sulle spalle dei cugini sovietici. Tent\u00f2 in pi\u00f9 frangenti un minimo di autodeterminazione ma il percorso era segnato.<\/p>\n<p>Questa storia \u00e8 per\u00f2 risaputa. Cos\u00ec come \u00e8 arcinota la storia di tante donne cubane anelanti vezzi e inutili chincaglierie nostrane e che dunque si resero schiave al servizio di puttanieri occidentali in servizio permanente effettivo i quali mentivano alla loro coscienza autoproclamandosi \u2018conquistadores\u2019 del secolo novecento. Il turismo sessuale era infatti conosciuto dalle autorit\u00e0 ma celato pubblicamente. E non capitava nulla di diverso di quanto gi\u00e0 non accadesse nell\u2019Est europeo prima della caduta del Muro ma l\u2019evidenza doveva essere negata. Dichiarare tale pratica significava ammettere la sconfitta di un intero progetto ideologico, perch\u00e9 quello non era il Paradiso descritto dai Gianni Min\u00e0 di turno e le centinaia di migliaia di profughi scappati via, poi rifugiatisi nella vicina Miami, avevano terrore di vivere un solo attimo in pi\u00f9 in una isola amata solo dai turisti.<\/p>\n<p>Basterebbero questi pochi elementi per scaraventare Castro in uno dei pi\u00f9 terribili gironi danteschi. Ma sappiamo tutti che una personalit\u00e0 debordante e un fenomeno di una tale ampiezza anche mediatica non pu\u00f2 ridursi a pochi aggettivi e alle mie poche righe.<\/p>\n<p>Certo, appare abbastanza ovvio che qualunque percorso analitico si voglia seguire, esso non potr\u00e0 mai essere esente da una ed una sola conclusione: Castro ha rappresentato la versione latino americana del comunismo. Niente di pi\u00f9, niente di meno. Un po\u2019 rum, qualche tirata di sigaro, bella musica, qualche discreto ospedale e, per il resto, fame, sporcizia e miseria.<\/p>\n<p>E allora, perch\u00e9 era meglio morisse giovane? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 il primo Castro, quello nazionalista, non ancora sfibrato e avvinghiato ad elucubrazioni teoriche. C\u2019\u00e8 quella fase giovanile, neo-peronista, di chi volle sollevare le masse miscelando il patriottismo con venature di un socialismo epidermico e non ancora mummificato dalla ideologia. Ma quel Castro, per tutta una serie di motivi interni ed internazionali, dur\u00f2 poco. Un battito d\u2019ali. Subito prevalse quello che poi tutti imparammo a conoscere. Quello che insieme ai suoi sgherri rinsaldava fallaci certezze nella ricerca ossessiva del comunismo perfetto, ma al contempo obbligava i connazionali all\u2019inferno sulla terra. Doveva morire giovane. Ecco tutto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; Forse Castro doveva morire giovane come si conf\u00e0 ad ogni eroe. Arrivati a questo punto il giudizio \u00e8 invece lapidario e netto; e crediamo di non sbagliarci di molto se, sin da adesso, lo includiamo nella categoria dei pi\u00f9 spietati dittatori. A Cuba, in linea di massima, si sono risparmiati i Gulag e i Lager che invece hanno segnato la nostra geografia politica. Ma il suo pi\u00f9 importante obiettivo strategico, quello di una autonomia dagli Stati Uniti, elemento in s\u00e9 condivisibile, lo ha adempiuto affamando il popolo in maniera indegna e senza alcuna piet\u00e0 umana. 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