{"id":251,"date":"2016-12-26T12:41:46","date_gmt":"2016-12-26T11:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=251"},"modified":"2016-12-26T12:42:15","modified_gmt":"2016-12-26T11:42:15","slug":"a-casa-poletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2016\/12\/26\/a-casa-poletti\/","title":{"rendered":"Mandiamo a casa Poletti."},"content":{"rendered":"<p>Cari amici, perch\u00e9 in questi ultimi giorni di fine anno non tentiamo una iniziativa collettiva?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non scriviamo al Ministro Poletti indirizzando un appello collettivo con poche, chiare e dirette riflessioni invitandolo a rassegnare le dimissioni?<\/p>\n<p>Certo, molti di voi potranno sostenere che sarebbe stata cosa buona e giusta compiere un simile gesto anche quando era insediato al governo il centro destra e scempiaggini non mancarono nemmeno allora, oppure imperversavano tecnici bocconiani dalla lacrimuccia facile e che danni seri al Paese pur fecero.<\/p>\n<p>Ma la questione ora \u00e8 differente. Qui si mette in gioco la dignit\u00e0 umana legata al lavoro. Jobs act, voucher, precarizzazione a tutti i livelli, delocalizzazioni, mano d\u2019opera al ribasso e tutta una serie di questioni che tutti voi conoscete, sono sostanza viva di un governo che si dichiara di sinistra ed attento alla solidariet\u00e0 e alla giustizia sociale e invece adotta e impone un sistema legislativo perfettamente adiacente se non proprio simile a quelli cosiddetti neoliberisti.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 perci\u00f2 pi\u00f9 seria di quanto non si creda proprio perch\u00e9 destre e sinistre si stanno uniformando a danno di tutti i poveri cristi \u2026che poi saremmo noi.<\/p>\n<p>E lo fanno con una tale levit\u00e0 e naturalezza che solo osare dissentire sembra azione proditoria e ribellistica.<\/p>\n<p>Il cuore pulsante di questo nuovo modo di intendere i moderni rapporti di lavoro \u00e8 quello del profitto ad ogni costo; di contro, la perdita di posti di lavoro cos\u00ec come le condizioni salariali poco importano.<\/p>\n<p>Un vertiginoso salto all\u2019indietro che ci metter\u00e0 di fronte, seppur in forme nuove, la vecchia dicotomia tra schiavi e padroni. Il mondo occidentale sta infatti sempre pi\u00f9 separando i ricchi da coloro che quotidianamente perdono diritti e con essi futuro e speranza. E il lavoro \u00e8 la questione centrale di questo avvio di Terzo millennio su cui si giocheranno le battaglie pi\u00f9 importanti. Battaglie economiche, legislative ma, ancor di pi\u00f9, etiche.<\/p>\n<p>Ed ecco perch\u00e9 quelle di Poletti non sono gaffes. Ed ecco perch\u00e9 \u00e8 giusto mandarlo via. Per dare un segnale sulla direzione politica dei prossimi anni, qualunque sia il colore politico dei governi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 queste \u2013 lo ribadisco &#8211; non sono gaffes ma le idee recondite ed inespresse di tutto un mondo trasversale e maggioritario in politica, in economia, nell\u2019establishment finanziario<em>.<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che dobbiamo segnalare ai Poletti di turno. Quelle dichiarazioni o gaffes calzerebbero a pennello per governi di centrodestra, di centro ed ora pure per quelli sinistra.<\/p>\n<p>E dunque siamo arrivati al punto che, attraverso di lui, dobbiamo dare un segnale a tutti.<\/p>\n<p>Prima del profitto, la dignit\u00e0 delle persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cari amici, perch\u00e9 in questi ultimi giorni di fine anno non tentiamo una iniziativa collettiva? Perch\u00e9 non scriviamo al Ministro Poletti indirizzando un appello collettivo con poche, chiare e dirette riflessioni invitandolo a rassegnare le dimissioni? Certo, molti di voi potranno sostenere che sarebbe stata cosa buona e giusta compiere un simile gesto anche quando era insediato al governo il centro destra e scempiaggini non mancarono nemmeno allora, oppure imperversavano tecnici bocconiani dalla lacrimuccia facile e che danni seri al Paese pur fecero. Ma la questione ora \u00e8 differente. 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