{"id":263,"date":"2017-01-14T09:46:06","date_gmt":"2017-01-14T08:46:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=263"},"modified":"2017-01-14T11:24:30","modified_gmt":"2017-01-14T10:24:30","slug":"viva-la-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/01\/14\/viva-la-democrazia\/","title":{"rendered":"Viva la democrazia?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/01\/3022393-di-sedie-vuote-auditorium-Archivio-Fotografico.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-264\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/01\/3022393-di-sedie-vuote-auditorium-Archivio-Fotografico-300x199.jpg\" alt=\"3022393-di-sedie-vuote-auditorium--Archivio-Fotografico\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/01\/3022393-di-sedie-vuote-auditorium-Archivio-Fotografico-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/01\/3022393-di-sedie-vuote-auditorium-Archivio-Fotografico-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/01\/3022393-di-sedie-vuote-auditorium-Archivio-Fotografico.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non ci resta che difenderla questa penosa e malconcia democrazia. Lo dico in maniera sommessa e con quel pizzico di disagio di chi ha l\u2019impressione che da maldestro incendiario stia precipitando nel girone dei goffi pompieri dell\u2019ultima ora. Insomma, con quella comprensibile reticenza che prende coloro i quali, per anni, si sono abbeverati a pensatori \u2018antidemocratici\u2019 o magari rivoluzionar-conservatori e ne hanno decantato le lodi. E poi si sono sentiti appagati dal voto ai partiti antisistema e magari, dopo l\u2019ennesima delusione, si sono rifugiati nel non-voto ritenendo che l\u2019unica sfida al conformismo fosse l\u2019annichilimento dell\u2019esistente.<\/p>\n<p>E tuttavia le condizioni sono cambiate. Di fronte abbiamo solo due alternative: arrendersi alla decadenza di questa flebile e malata democrazia oppure tentare, per quanto possibile, di rianimarla con tutte le nostre forze. Per ora non c&#8217;\u00e8 altro da fare. Darle nuova forma e fare in modo che i cos\u00ec tanto decantati diritti democratici trovino piena attuazione nel quotidiano e non permangono in quell\u2019indistinguibile limbo pronti ad essere tonificati da concetti sempre pi\u00f9 sontuosi, apprezzabili in teoria, ma in realt\u00e0 utili solo a esaltare l\u2019eloquio dei potenti e mascherare di buone intenzioni la coscienza dei corrotti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la democrazia \u00e8 mal digerita dalla classe dirigente globale. Seppure si presenta con ecumenici dettami reiterati anche con una certa frequenza, essa non trova piena ospitalit\u00e0 in una societ\u00e0 che rivolge lo sguardo unicamente alla ricchezza e al profitto e dove la politica si mostra, anzi \u00e8, ancella del mercato.<\/p>\n<p>Molte le cause. La globalizzazione rende per sua stessa natura esile ogni tentativo di seria politica nazionale. Ma ha poi contribuito anche la costruzione di una Europa malaticcia i cui tecnocrati hanno imposto una moneta comune quale l\u2019euro, e perci\u00f2 senza alcuna consultazione democratica tanto che negli unici Paesi dove si \u00e8 votato, e cio\u00e8 Danimarca e Svezia, a vincere sono stati i \u2018no\u2019.<\/p>\n<p>Anche in ambito nazionale le cose non mutano. Le maggioranze parlamentari (ma, ahim\u00e8, anche le minoranze) sono solo dei centri di raccolta di decisioni che vengono prese altrove. In linea di massima non sono rappresentative di tutte le classi sociali men che meno attente a tutte le articolate problematiche di una societ\u00e0 complessa come quella moderna.<\/p>\n<p>La democrazia attuale, quella che abbiamo conosciuto dopo il 1989, ha assistito inerme al fatto che la politica progressivamente venisse messa all&#8217;angolo e offerta su un piatto d\u2019argento la primazia all\u2019economia, in specie finanziaria. \u00c8 diventata un modello angusto, una gabbia stretta e putrida dove chi sta peggio non ha alcuna possibilit\u00e0 di risalire la scala sociale ma anzi \u00e8 certo di regredire al livello inferiore come in un infame gioco dell\u2019oca, o tutt\u2019al pi\u00f9 mantenere intatto il suo stato.<\/p>\n<p>Un modello dove la precariet\u00e0 non \u00e8 il porto da cui far salpare la nave della propria esistenza verso una stabilit\u00e0 lavorativa ma punto d\u2019approdo, disperato ormeggio finale.<\/p>\n<p>Un sistema dove il lavoro viene falcidiato da legislazioni sempre pronte a restringere i diritti e a favorire i profitti e perci\u00f2 una democrazia sempre pi\u00f9 legata al censo in cui la meritocrazia \u00e8 vocabolo rintracciabile solo in vecchi e polverosi dizionari.<\/p>\n<p>Una democrazia che mette da parte la bellezza e la difesa e conservazione del paesaggio per far spazio a sventramenti e amenit\u00e0 urbanistiche. Dove le banche e i poteri finanziari quasi mai rispondono dei loro disastri.<\/p>\n<p>Un sistema a senso unico dove chi tenta anche flebilmente di assumere posizioni non coincidenti con quelli della stragrande maggioranza in tema di diritti civili, viene etichettato come omofobo, razzista, intollerante, quando invece gli dovrebbe essere garantita pari dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, poco importa che a riprendere le redini di questo discorso interrotto, possano essere partiti populisti, leader moderati, riformisti o partiti indecifrabili e non ancora visibili all\u2019orizzonte. In questa fase storica, per salvare noi stessi, dobbiamo difendere la democrazia. E dobbiamo farlo &#8216;partecipando&#8217; in maniera pi\u00f9 aggressiva e compiuta. L\u2019errore fondamentale fatto finora \u00e8 \u00a0il ritenere le elezioni l&#8217;unico momento di partecipazione democratica. Dobbiamo invece pretendere che i suoi teoremi siano applicati e non solo declamanti come suadenti poesie da dolce stilnovo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non ci resta che difenderla questa penosa e malconcia democrazia. Lo dico in maniera sommessa e con quel pizzico di disagio di chi ha l\u2019impressione che da maldestro incendiario stia precipitando nel girone dei goffi pompieri dell\u2019ultima ora. Insomma, con quella comprensibile reticenza che prende coloro i quali, per anni, si sono abbeverati a pensatori \u2018antidemocratici\u2019 o magari rivoluzionar-conservatori e ne hanno decantato le lodi. E poi si sono sentiti appagati dal voto ai partiti antisistema e magari, dopo l\u2019ennesima delusione, si sono rifugiati nel non-voto ritenendo che l\u2019unica sfida al conformismo fosse l\u2019annichilimento dell\u2019esistente. 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