{"id":29,"date":"2016-05-28T13:48:13","date_gmt":"2016-05-28T11:48:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=29"},"modified":"2016-05-28T13:48:13","modified_gmt":"2016-05-28T11:48:13","slug":"albertazzi-solo-un-grande-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2016\/05\/28\/albertazzi-solo-un-grande-italiano\/","title":{"rendered":"Albertazzi, solo un Grande Italiano"},"content":{"rendered":"<p>Sarebbe troppo confidenziale dire: \u2018\u2019ciao Giorgio\u2019\u2019! Eppure Albertazzi \u00e8 stata l\u2019immagine plastica di cosa sarebbe potuta diventare questa misera e codarda italietta. Ho sempre visto in lui il lato rilucente e perci\u00f2 familiare di un Paese decadente e senza speranza e quindi il \u2018tu\u2019 sarebbe, in fondo, solo una sorta di illusorio desiderio di vederlo in vita; magari per riscattare con i versi di Borges o di Goethe le nostre miserie quotidiane.<\/p>\n<p>Albertazzi non \u00e8 mai scivolato nel cattivo gusto e nella perversione narcisistica che prima o poi tocca come un mannaia grandi e piccoli abitatori di questa terra. Era la sintesi di tutto ci\u00f2 che poteva essere o diventare l\u2019Italia. Un Paese superbo e non altezzoso; fiero della sua letteratura e delle bellezze artistiche; che per un settantennio non rincorre spergiuri e rinnegatori di ogni risma senza dignit\u00e0 del proprio passato e dei propri errori. Insomma, una Italia libera, anarchica perch\u00e9 non bigotta e pronta a difendere la sua tradizione culturale. Tra i pochi a non aver rinnegato l\u2019appartenenza alla Repubblica Sociale e, forse l\u2019unico, insieme a Carmelo Bene, ad infischiarsene dei cori ruffiani che la melassa italiota tributava a Vittorio Gassman che sempre anteponeva il s\u00e9 recitativo al testo. Gli rinfacci\u00f2 con garbo la recitazione ostentata, ma non ne fece mai una battaglia rancorosa.<\/p>\n<p>Albertazzi fu uno dei pochi a portare i classici della letteratura, intrisi di passioni erotiche, carne, sangue e delitti, in quella televisione pubblica degli albori ancora imbracata nelle calzamaglie democristiane.<\/p>\n<p>E poi la poesia, la sua compagna di viaggio. Un oltre indefinito vagante tra il sacro fervore di una cultura \u2018alta\u2019 e il delicato erotismo delle sue passioni: le tavole del palcoscenico e le donne.<\/p>\n<p>E forse quel reiterare le vicende pi\u00f9 o meno romanzate dell\u2019imperatore Adriano tratte dalla straordinaria opera della Yourcenar furono l\u2019implicita ammissione, nell\u2019ultima parte della sua vita ed almeno per una volta, che vi potesse essere un impasto soprannaturale tra arte e vita. Una osmosi totale con quel testo dove Albertazzi fu Adriano; e fu anche Marguerite. Uno e trino come mai.<\/p>\n<p>Qualunque congedo pubblico gli sar\u00e0 concesso in queste ore dalla cosiddetta \u00e9lite culturale e qualunque funerale laico sar\u00e0 sempre poca cosa. Non so cosa si inventeranno. Sono certo che si leveranno al cielo inni di gloria post-mortem<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/05\/114633485-f47e4488-aa4a-453f-beca-2fd05e9cc5c0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-30\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/05\/114633485-f47e4488-aa4a-453f-beca-2fd05e9cc5c0-300x141.jpg\" alt=\"114633485-f47e4488-aa4a-453f-beca-2fd05e9cc5c0\" width=\"300\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/05\/114633485-f47e4488-aa4a-453f-beca-2fd05e9cc5c0-300x141.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2016\/05\/114633485-f47e4488-aa4a-453f-beca-2fd05e9cc5c0.jpg 990w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>. So di certo che \u00e8 morto un Grande Italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sarebbe troppo confidenziale dire: \u2018\u2019ciao Giorgio\u2019\u2019! 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