{"id":304,"date":"2017-02-27T14:48:12","date_gmt":"2017-02-27T13:48:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=304"},"modified":"2017-02-27T15:25:16","modified_gmt":"2017-02-27T14:25:16","slug":"su-dj-fabo-facciamo-un-passo-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/02\/27\/su-dj-fabo-facciamo-un-passo-indietro\/","title":{"rendered":"Su Dj Fabo facciamo tutti un passo indietro"},"content":{"rendered":"<p>Fabiano Antoniali, conosciuto come Dj Fabo, diventato cieco e tetraplegico per un incidente stradale avvenuto nel 2014, ha scelto di farla finita. Accompagnato dal radicale Marco Cappato, ha deciso di porre fine al suo strazio recandosi in una clinica Svizzera per il \u2018suicidio assistito\u2019.<\/p>\n<p>Dal giorno di quel maledetto incidente veniva alimentato con sondino e costretto a letto. E fin qui le cose sembrerebbero \u2018normali\u2019 nel senso che potremmo definire la sua vicenda come altre che passano per un po&#8217; sotto silenzio e poi, purtroppo, si infilano nella sommaria sintesi dell\u2019ideal-tipo, nella compendiata catalogazione che invece potrebbe andare bene per gli oggetti ma non per gli essere viventi. Perch\u00e9, pur conoscendo l\u2019infelicit\u00e0 e lo strazio di tali vite, facciamo finta di niente finch\u00e9 non esplode il \u2018caso mediatico\u2019 e siamo pronti a tirarle fuori da quei generici canoni.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 spiazzante una delle sue ultime interviste televisive dove il fatto personale assume una veste del tutto nuova e impone ad ognuno di noi, riserbo e riflessione intima.<\/p>\n<p>A chi gli chiedeva spiegazioni, Fabo aveva infatti risposto con laconica mestizia: &lt;&lt;Prova tu a stare in un letto, cieco, immobile, legato mani e piedi, per sempre. Non resisteresti una settimana&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Dinanzi alla potenza di una simile confessione non sono riuscito ad andare oltre e \u00a0mi sembrava offensivo rispondere con le certezze che imporrebbe la mia fede cattolica. Ho tuttavia provato a tirare le somme delle mie convinzioni e mi sono accorto che non posso in alcun modo esprimermi sulla sua sofferenza ed imporgli nulla. Non me la sento di tirare fuori reminiscenze teologiche o catechismi vari come fanno in queste ore tanti cattolici in sedicesima per condannarlo.<\/p>\n<p>Penso a lui solo come uno sventurato essere umano e alla sua straziante e violenta confessione e non mi infilo in generiche catalogazioni o asserzioni apodittiche. E non voglio mettere in mezzo la Religione o lo Stato, la Fede o la Laicit\u00e0 perch\u00e9 non voglio cadere nel tranello miserevole in cui cade questo nostro strano Paese dove nessuno \u00e8 incuriosito da queste vite &#8216;al limite&#8217; e dalle gigantesche pene dei loro familiari fin tanto che esse non acquistano visibilit\u00e0 mediatica. Tant\u2019\u00e8 che, una volta salite agli onori della cronaca, subito partono prese di posizioni strumentali esito di un manicheismo a dir poco vomitevole. Nel caso specifico, al silenzio si \u00e8 infatti sostituito un iniziale brusio e poi prese di posizione via via sempre pi\u00f9 inflessibili e dure. Da una parte, i radicali e quanti sostengono le ipotesi di libert\u00e0 personale, pronti a circoscrivere con commi e articoli di legge, tempi e modi per definire la fine ultima di ogni cittadino, e dall\u2019altra quelli che hanno certezze di fede e le accompagnano non raramente con un ingiustificato tono inquisitorio. Non si \u00e8 sottratto l\u2019<em>Avvenire<\/em>, che ha contrapposto in maniera macabra la vicenda straziante di un giovane imprigionato pi\u00f9 o meno nelle stesse condizioni di Fabo e che lo invitava a desistere dal suo scopo. Come se il dolore e la sopportazione fosse possibili parametrarli con codici definiti ed identici per tutti.<\/p>\n<p>Insomma, un gioco al massacro cui preferisco non partecipare perch\u00e9 non ho certezze assolute e poi perch\u00e9 faccio fatica a fare miei inutili predicozzi. E mi infastidiscono oltre il consentito pure coloro i quali mischiano pi\u00f9 piani di analisi addirittura facendo comparazioni di ordine etico con l\u2019aborto o cose simili.<\/p>\n<p>Resto dell\u2019opinione che lo Stato debba fare un passo indietro. O per essere pi\u00f9 precisi, lo Stato non dovrebbe entrare in simili vicende perch\u00e9 talmente labile \u00e8 il confine tra ideologia, credo religioso e sofferenze personali che meglio sarebbe per tutti che le istituzioni si tenessero fuori.<\/p>\n<p>Da cattolico non comprendo i cattolici che con tanta boria e l\u2019utilizzo di aggettivi sgradevoli accusano gli altri di essere dei suicidi e perci\u00f2 peccatori da spedire all\u2019inferno. Allo stesso modo non comprendo e mi infastidiscono le inderogabili certezze dei \u2018laici\u2019 che vorrebbero \u2018legalizzare\u2019 una scelta che \u00e8 del tutto personale, intima, dissimile da individuo a individuo.<\/p>\n<p>Alcuni anni fa feci una intervista a Roger Scruton, uno dei massimi rappresentanti del pensiero conservatore occidentale e gli chiesi cosa ne pensasse: &lt;&lt;Sull\u2019eutanasia \u2013 mi disse &#8212; ho una visione abbastanza complessa. Credo che alcune cose dovrebbero essere considerate dei crimini, anche se si hanno tutte le ragioni per commetterli, perch\u00e9 quella volta che vengono rimossi dal libro dei crimini, si comincia ad abusarne. D\u2019altra parte, per\u00f2, quando le persone soffrono molto e la vita diventa insopportabile, si \u00e8 scusati se li si aiuta a raggiungere il loro obiettivo di morire velocemente&gt;&gt;. E quando gli chiesi di specificare meglio, mi rispose:<em> &lt;&lt;<\/em>Direi che il sollievo dalle pene \u00e8 pi\u00f9 importante che estendere la vita, quando non ci sono speranze di guarigione. Se poi ci dovesse essere una legge che autorizza l\u2019eutanasia, allora sarebbe un&#8217;altra cosa. Ma, finch\u00e9 \u00e8 possibile, \u00e8 meglio evitare una legge&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Ecco, evitiamo di perderci intorno ai codici e alle norme scritte.<\/p>\n<p>Sono convinto che il Padreterno, se mai esista, avr\u00e0 comprensione per tutti noi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/02\/download.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-305\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/02\/download.gif\" alt=\"download\" width=\"606\" height=\"350\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fabiano Antoniali, conosciuto come Dj Fabo, diventato cieco e tetraplegico per un incidente stradale avvenuto nel 2014, ha scelto di farla finita. Accompagnato dal radicale Marco Cappato, ha deciso di porre fine al suo strazio recandosi in una clinica Svizzera per il \u2018suicidio assistito\u2019. Dal giorno di quel maledetto incidente veniva alimentato con sondino e costretto a letto. 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