{"id":340,"date":"2017-04-07T11:03:29","date_gmt":"2017-04-07T09:03:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/?p=340"},"modified":"2017-04-07T11:03:29","modified_gmt":"2017-04-07T09:03:29","slug":"politica-estera-questa-sconosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/2017\/04\/07\/politica-estera-questa-sconosciuta\/","title":{"rendered":"Politica estera, questa sconosciuta."},"content":{"rendered":"<p>Maledetto il giorno in cui si incominci\u00f2 a parlare di \u2018partiti di programma\u2019. Quella data dovrebbe essere marchiata a fuoco sui calendari italiani perch\u00e9 fissa il punto di partenza dello spaesamento politico e del dilettantismo elevato a sistema. Qualche secolo abbarbicati alle ideologie che furono anch\u2019esse un male e poi, d\u2019un tratto, pronti a saltare il fosso e a lanciarci nel campo avverso, nel fronte di coloro i quali credono che i programmi politici si costruiscano all\u2019impronta con l&#8217;obbligo di guardare non oltre le 24ore. Nessun passato da preservare, nessuna strategia di medio-lungo periodo. Nulla di nulla. Dalla pericolosa ideologia impenetrabile e dogmatica al mellifluo \u2018partito di programma\u2019 dove tutto scorre e ci\u00f2 che \u00e8 valido oggi non lo sar\u00e0 domani.<\/p>\n<p>E cos\u00ec capita che in Siria succeda di tutto e di pi\u00f9. Entrino in gioco in quel piccolo quadrante geopolitico interessi energetici e militari, difesa dei valori democratici o di sovranit\u00e0 nazionale, lotta al terrorismo e aspirazioni al tirannicidio, influenze russe e bombardamenti americani, coinvolgimenti a vario titolo della Turchia e della Europa, alleanze nuove e antiche e mille altre cose. Un ginepraio di elementi che gi\u00e0 ad una prima e superficiale lettura dovrebbe impegnare i singoli governi a scelte di fondo, a disamine articolate spurie da ogni sotterfugio dialettico e da ogni approssimazione. Magari non a valutazioni definitive e perentorie ma almeno a scelte ponderate che si discostino, da una parte, dalla ideologia occidentale di un mondo libero e democratico che ha compito primario quello di civilizzare i barbari, e dall\u2019altra, dalla malsana idea di \u2018\u2019partiti (e governi) di programma\u2019\u2019 su scala planetaria; vale a dire da una politica che si fondi su estenuanti e continui tatticismi per cui un elemento condiviso oggi, si combatte domani.<\/p>\n<p>E invece capita che a domanda precisa su questo tema il responsabile esteri del Movimento Cinque Stelle, candidato <em>in pectore<\/em> alla poltrona del Ministero degli Esteri in caso di vittoria di quel partito, si dica interessato a chiedere all\u2019Onu una Commissione d\u2019Inchiesta per capire cosa stia accadendo in quei territori. Nel giorno in cui Trump bombarda in Siria colui il quale viene indicato come futuro responsabile della Farnesina dimostri di non avere la bench\u00e9 minima idea su cosa stia accadendo e perci\u00f2 intenda chiedere il sostegno ad una di quelle organizzazioni internazionali che \u00e8 sempre stata sotto il mirino della propaganda politica dei Cinque Stelle. A ragione, aggiungerei, perch\u00e9 l\u2019Onu \u00e8 oramai un bradipo inutile e dannoso.<\/p>\n<p>Pur tuttavia come si fa a chiedere aiuto all\u2019Onu senza prima aver fatto una disamina che parta dai propri valori di riferimento e dalla storia del proprio Paese? O almeno come si fa a impostare una politica estera incamerando passivamente dati e decisioni procurate da una organizzazione che ha fatto il suo tempo e non sempre si \u00e8 dimostrata capace del suo alto compito?<\/p>\n<p>Evidentemente ci\u00f2 accade perch\u00e9 siamo di fronte ad una forma di pilatesco terzismo che \u00e8 per\u00f2 morbo comune a tutti i partiti i quali, avendo abbandonato i comodi lidi della ideologia, sono sfiancati e senza alcun punto di riferimento strategico, e quindi si appiattiscono sulla formula sciocca e inconsistente del \u2018partito di programma\u2019. Che in parole semplici significa &#8220;va dove ti porta il vento&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/dsfgdfg.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-341\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/dsfgdfg-261x300.jpg\" alt=\"dsfgdfg\" width=\"261\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/dsfgdfg-261x300.jpg 261w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/iannone\/files\/2017\/04\/dsfgdfg.jpg 597w\" sizes=\"(max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Maledetto il giorno in cui si incominci\u00f2 a parlare di \u2018partiti di programma\u2019. Quella data dovrebbe essere marchiata a fuoco sui calendari italiani perch\u00e9 fissa il punto di partenza dello spaesamento politico e del dilettantismo elevato a sistema. 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